Gender
Protesta transessualista contro il veto sulla chirurgia gender per minori
Una ridda di attivisti trans ha circondato il Campidoglio del Kentucky sulla scia della tragedia della stragista transgender che ha ammazzato 6 persone, tra cui 3 bambini di 9 anni, in una scuola cristiana a Nashville.
La folla trans e filo-trans si è radunata intorno all’edificio picchettando e urlando per protestare contro i deputati repubblicani dello Stato che hanno annullato il veto del governatore democratico Andy Beshearal sul disegno di legge 150 del Senato del Kentucky, che vieterebbe ai minori di sottoporsi a interventi chirurgici di transessualizzazione.
Il disegno di legge, tra le altre cose, richiede ai medici di «detransizionare» i minori che già utilizzano una delle qualsiasi opzioni «terapeutiche» transessualizzanti. Il disegno di legge consente inoltre agli insegnanti di rifiutarsi di utilizzare i pronomi preferiti di uno studente, nonché richiede ai distretti scolastici di vietare agli studenti di usare bagni al di fuori del loro sesso biologico – un tema molto caldo in America, visti i casi di molestie vistisi nelle scuole dove maschi biologici possono andare nel bagno delle ragazze.
I giornali parlano di centinaia di manifestanti transgender.
Dopo essersi fatti strada in Campidoglio da una manifestazione all’esterno, i manifestanti hanno sventolato bandiere con il bizzarro arcobaleno transgender sopra la rotonda del Campidoglio dove la Family Foundation, un’organizzazione conservatrice stava tenendo la propria manifestazione.
Right now, a throng of students & adults are shouting on the steps of Ky Capitol Annex protesting SB150, which includes a ban on gender-affirming care for trans youth. Leg is expected to override Beshear’s veto today or tomorrow. They’re shouting, “Trans rights are human rights” pic.twitter.com/yBrkr6ISWY
— Alex Acquisto (@AcquistoA) March 29, 2023
«Quando i bambini trans sono sotto attacco, che facciamo? Dì “no”, reagisci», cantava la protesta.
«Anche se abbiamo perso la battaglia nella legislatura, la nostra sconfitta è temporanea. Non perderemo in tribunale», ha affermato il direttore esecutivo della Fairness Campaign, un’organizzazione LGBT.
They’re locking arms and forcing state police to separate them and take them out of the gallery. pic.twitter.com/hj7IMpuO9g
— Joe Gerth (@Joe_Gerth) March 29, 2023
15-20 manifestanti sono stati arrestati, secondo i Parlamentari democratici presenti.
La protesta avviene solo due giorni dopo che l’assassina transgender Audrey Hale ha trucidato 3 bambini e 3 ultrasessantenni in una scuola cristiana (presbiteriana, per l’esattezza) a Nashville, Tennessee, scatenando un rinnovato dibattito culturale sul movimento transgender e sulla malattia mentale, e gettando luce sulla questione dei gruppi transgender armati.
Da notare la presenza di un pingue personaggio vestito come un demonio, con tanto di corna e colori in trans anche se fa trucco da clown horror, che entrato nel Campidoglio di Frankfort ha urlato in continuazione «vergogna». Concetto che forse neanche si conosce benissimo.
In the Kentucky state Capitol rotunda after supporters for SB150 spoke. pic.twitter.com/Y6gLEOzj3W
— Matt Stone (@mattstonephotog) March 29, 2023
Come hanno notato in molti, si potrebbe trattare di una versione trans di QAnon Shaman. Che, ricordiamolo, oltre che a essere molto più originale e fotogenico, ora è libero.
Immagine screenshot da Twitter
Gender
Serial killer trasferito in un carcere femminile dopo aver affermato di essere transgender
Il noto infermiere serial killer spagnuolo Joan Vila Dilmé, soprannominato «l’Angelo della Morte», è stato trasferito in un carcere femminile dopo essersi identificato come una donna di nome «Aida». Lo riporta LifeSite.
L’assassino seriale sessantenne è stato condannato a 127 anni di reclusione nel 2014, dopo essere stato riconosciuto colpevole di 11 omicidi commessi tra l’agosto 2009 e l’ottobre 2010. Gli omicidi sono avvenuti nella casa di cura in cui lavorava, nella città catalana di Olot.
Nel 2013, gli avvocati difensori di Vila avevano affermato che la sua disforia di genere lo aveva portato a sentirsi «una donna intrappolata in un corpo da uomo», presentandolo come un individuo tormentato affetto da disturbo bipolare. L’avvocato Carles Monguilod inizialmente tentò di sostenere che gli omicidi di Vila fossero semplicemente esempi di «eutanasie» misericordiose.
I suoi crimini, tuttavia, furono brutali. «Vila ha confessato alla polizia di aver ucciso le sue prime otto vittime con un’overdose di insulina o con un cocktail letale di farmaci psicotropi», riportava la stampa all’epoca. «Le ultime tre sono morte in modo atroce dopo essere state costrette a bere candeggina o altri liquidi corrosivi». Le vittime di Vila erano principalmente donne anziane e indifese, oltre a due uomini.
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Esistono prove che abbia torturato alcune persone prima di ucciderle. Tra il 12 e il 17 ottobre 2010, Vila ha assassinato tre pazienti anziani. Ha ucciso la sua ultima vittima iniettandole del detersivo per bucato in gola.
«Scontata la sua pena nel carcere di Puig de les Basses a Figueres dal suo arresto nel 2010, l’assassino ha ora adottato un nuovo nome femminile, con diverse testate giornalistiche che affermano che si faccia chiamare “Aida” o “Aura”», ha riportato il sito Reduxx il 15 aprile. «Nel loro articolo, il principale quotidiano spagnolo si è riferito a Vila al femminile e ha cercato di minimizzare qualsiasi accusa che ciò fosse stato fatto per ottenere un trattamento di favore, sostenendo che “la sua transizione non comporta alcun beneficio legato alla sua condanna”».
«Al momento non si è ancora sottoposto ad alcun intervento chirurgico, ma a quanto pare ha intenzione di farlo. I suoi interventi di chirurgia estetica “di affermazione di genere” saranno finanziati dal sistema sanitario pubblico spagnolo.»
Wikipedia ha già modificato la sua voce enciclopedica su Vila per riferirsi a lui come a una donna, e descrive i suoi crimini e la sua condanna utilizzando pronomi femminili.
Secondo la stampa spagnola, Vila avrebbe già iniziato a cambiare aspetto e i costi della sua «trasformazione» potrebbero raggiungere gli 80.000 euro. «Il trasferimento e l’avvio del procedimento legale hanno generato una forte reazione sociale, soprattutto tra gli abitanti della città, indignati all’idea che il trattamento possa essere finanziato con fondi pubblici», ha osservato il Public Mirror. Vila è considerato il serial killer spagnolo più prolifico del secolo.
Quello dei transessuali nelle carceri femminili, tra violenze, stupri e gravidanze, è un problema che affligge oramai il mondo.
Come riportato da Renovatio 21, a inizio mandato Trump aveva subito sospeso gli aiuti federali alle prigioni a mericane che permettono i transessuali nelle carceri femminili. Nel Nuovo Jersey si era avuto il caso di detenute che hanno preso a rimanere incinte, fenomeno prima sconosciuto nelle carceri femminili. Lo stesso carcere era noto per denunce delle carcerate di aggressione sessuale da parte di transgender.
Anche in Iscozia si è avuto il caso dello stupratore di donne che, dichiaratosi trans al processo, è stato messo in un carcere femminile, con le autorità a dire che non rappresenta una minaccia per le detenute.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Lesbiche accusate di aver torturato e lasciato morire di fame un dodicenne affidato loro
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L’app per incontri gay Grindr ospiterà una cena-festa per i corrispondenti della Casa Bianca
L’app Grindr, che permette agli uomini gay di trovare altri uomini gay con cui fare sesso, ospiterà la festa del fine settimana dei corrispondenti della Casa Bianca il 25 aprile, prima dell’evento principale.
Secondo la testata di Washington The Hill, l’evento che precede la cena era precedentemente soprannominato «il ballo dei nerd». Il nuovo organizzatore potrebbe riuscire ad aggiungere un tocco di omosessualità a un evento che si propone di «riunire politici, giornalisti e leader della comunità omotransessualista per brindare al Primo Emendamento».
Diverse persone favorevoli ai diritti degli omosessuali hanno esposto il loro programma politico:
«Grindr rappresenta una comunità globale con interessi concreti a Washington. Le questioni dibattute qui – finanziamenti per la lotta all’HIV, privacy e sicurezza online, diritti delle famiglie LGBTQ+ – sono la quotidianità della nostra comunità», ha dichiarato Joe Hack, responsabile degli affari governativi globali di Grindr, a ITK in un comunicato, rispondendo a una domanda su cosa avesse spinto l’azienda a partecipare agli eventi legati alla cena dei corrispondenti.
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«Nessuno crea contatti come Grindr, e il weekend del WHCD è il luogo più iconico del paese per farlo. Abbiamo pensato che fosse giunto il momento di ospitarlo», ha detto Hack.
In un’intervista dello scorso anno, il CEO di Grindr, George Arison, ha affermato che l’app di incontri puntava a essere un «luogo accogliente per tutti», indipendentemente dall’affiliazione politica.
«A prescindere dalle loro opinioni politiche, le persone gay dovrebbero essere benvenute su Grindr e vogliamo che abbiano un’esperienza davvero positiva», ha dichiarato Arison all’epoca, confermando le notizie relative a un «significativo aumento dell’utilizzo» dell’app a Milwaukee durante la Convention Nazionale Repubblicana del 2024.
Sebbene sia improbabile che il presidente Donald Trump partecipi all’evento preliminare organizzato dall’app per incontri gay, ha confermato che quest’anno sarà presente alla cena principale, dopo averla saltata negli anni precedenti. Ha affermato che sarà «la cena più hot e spettacolare».
Anni fa l’app era stata criticava per un dato di profilo speciale: la presenza dell’HIV. All’altezza del 2018, Grindr indicava perfino se l’utente fosse sieropositivo o meno: la feature venne ritirata, perché i giornali sinceri e democratici rabbrividirono per mancanza di privacy sanitaria (cosa che adesso fa ridere…), senza capire che probabilmente dietro a questa nuova spunta poteva schiudersi il mondo dei bugchasers e dei giftgivers, coloro che volontariamente contagiano o si fanno contagiare con l’HIV.
Da Grindr deriva Tinder, la app di incontri usata dagli eterosessuali: anche quella è sicuramente stata causa di migliaia di disastri famigliari, perché può esporre la doppia vita di «cacciatore» di appuntamenti di un coniuge. Tuttavia Tinder, nonostante la disperazione che produce la promiscuità della hook-up culture («cultura del rimorchio») che ha generato, non è stato in grado di impensierire i servizi di Intelligence USA. Grindr, invece, sì.
L’importanza di Grindr va molto al di là degli incontri omofiliaci. Il mondo dei servizi insegna che sono quattro le leve da utilizzare per far fare a qualcuno qualcosa – come ad esempio tradire il proprio Paese: soldi, ideologia, ego, compromesso.
Grindr è potenzialmente un fornitore infinito di compromessi: quante persone possiamo beccare e ricattare? Quante possiamo avvicinare con una honey trap («trappola del miele») dove avvenenti agenti organizzano un accoppiamento per poi filmare tutto o bruciare il bersaglio gay non-dichiarato?
La possibilità che i suoi dati fossero usati per fini di ricatto verso migliaia (milioni…) di persone con lavori sensibili per il governo spinse Trump, allora presidente al primo mandato, a chiedere ai cinesi, che l’avevano comprata, di averla indietro. I cinesi, incredibilmente, obbedirono, ma non è chiaro se possano essersi sbarazzati dei dati.
Ad ogni modo la cosa incredibile è che i cinesi accettarono l’ordine di Trump. Il gruppo Kunlun cercò un compratore per liberarsi dell’applicazione. Nel marzo 2020, Kunlun annunciò che avrebbe venduto la sua quota del 98,59% in Grindr alla San Vicente Acquisition LLC con sede negli Stati Uniti per 608,5 milioni di dollari. Il lead investor, Raymond Zage, viene dall’Illinois ma ha base ora a Singapore – un luogo dove gli interessi della Cina Popolare non sono sconosciuti.
È degno di nota, tuttavia, ricordare che vi fu un’offerta italiana per comprare Grindr. Ad offrire la non comune cifra di 206 milioni fu la software house milanese Bending Spoons, l’azienda scelta dal governo per l’app di tracciamento dei cittadini ai tempi del Coronavirus, la celeberrima «Immuni».
La startup risultava partecipata dalla holding H14 (che fa capo a Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi) e Nuo Capital, che è un fondo guidato da un ex top manager di Banca Imi, ma, si lesse sui giornali, «con capitale asiatico».
L’app Grindr è una vecchia conoscenza dei lettori di Renovatio 21.
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Oramai un lustro fa le cronache italiane riportarono che Grindr era stata usata nell’organizzazione del festino gay che incastrò in uno scandalo l’uomo internet di Matteo Salvini, che all’epoca disponeva di questa macchina social, invincibile ed invidiata, chiamata «la Bestia».
Come riportato da Renovatio 21. C’è uno Stato, una società che potrebbe essere stata ricattata, sputtanata, manipolata verso scelte fatali (di ampio respiro storico) proprio tramite il vizietto di chi utilizza l’app.
Su Grindr si dice che siano presenti quantità massive di sacerdoti. Il fatto è tornato alla ribalta di recente con il caso di un sacerdote USA, noto per le posizioni intransigenti verso lo sdoganamento cattolico di Sodoma, beccato sulla piattaforma. Ma anche in Italia sarebbero stati trovati consacrati di un certo spessore. Di uno in particolare, scriveva il Giornale, che raccoglieva il sussurro di Dagospia: «nella sua seconda vita si dava alle droghe (ecstasy, ma anche crack, Ghb e chetamina) e alla conquista di amanti (rigorosamente di sesso maschile) su Grindr». Una storia con parole che sembrano riemergere anche ora. L’uso intensivo della app di incontri gay da parte perfino dei seminaristi è raccontato da un libro del sociologo Marco Marzano, La casta dei casti.
Renovatio 21 ha ipotizzato che parte del rapporto tra Santa Sede e Repubblica Popolare Cinese (che, al contrario, ha definitivamente bloccato le app di incontro omofile, sbocciata negli accordi sino-vaticani, potrebbe essere dovuta al kompromat da Grindr che i comunisti cinesi detengono su tanti consacrati segretamente omosessuali.
Immagine di Ivan Radic via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
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