Nucleare
L’Iran vuole cedere il suo arsenale nucleare alla Russia
L’Iran sarebbe pronto a cedere alla Russia le sue scorte di uranio altamente arricchito. L’idea sarebbe emersa nell’ambito dell’ultima proposta di pace inviata da Teheran agli Stati Uniti tramite il Pakistan, ha affermato l’emittente lunedì citando un documento riservato di cui è entrata in possesso. Lo riporta l’emittente saudita Al Hadath.
I colloqui indiretti tra le due parti, mediati da Islamabad, sono in una fase di stallo da quando è stato stabilito un cessate il fuoco all’inizio di aprile. Questo ha fatto seguito a un mese di ostilità iniziate da Stati Uniti e Israele contro la Repubblica Islamica alla fine di febbraio. Da allora, sia Washington che Teheran hanno ripetutamente avanzato proposte per porre fine al conflitto, respingendo però le reciproche richieste.
Secondo il rapporto, l’Iran sarebbe pronto a congelare il suo programma nucleare per un lungo periodo, ma solo a condizione che il suo uranio altamente arricchito venga trasferito alla Russia anziché agli Stati Uniti. Teheran esclude comunque lo smantellamento completo del suo programma, ha aggiunto Al Hadath.
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Secondo le stime dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, l’Iran detiene oltre 400 kg di uranio arricchito al 60%. I livelli necessari per la produzione di armi nucleari richiedono in genere un arricchimento pari o superiore al 90%.
Mosca ha ripetutamente offerto il suo aiuto per porre fine al conflitto, in particolare rimuovendo le scorte iraniane di uranio altamente arricchito.
«Non solo abbiamo fatto tale offerta, ma l’abbiamo già attuata in passato, nel 2015. L’Iran ripone in noi piena fiducia, e non a torto», ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin ai giornalisti all’inizio di questo mese. Mosca non ha mai violato i suoi accordi, ha sottolineato, e continua a cooperare con la Repubblica Islamica sul suo programma nucleare pacifico.
Secondo quanto riportato lunedì dalla testata americana Axios, che cita un funzionario americano rimasto anonimo e informato sulla questione, Washington avrebbe già respinto l’ultima proposta iraniana ritenendola insufficiente. Secondo il funzionario, Teheran avrebbe apportato solo miglioramenti «simbolici» alla versione precedente.
Il presidente statunitense Donald Trump ha ripetutamente insistito sul fatto che l’uranio altamente arricchito dell’Iran dovrebbe essere consegnato agli Stati Uniti. La settimana scorsa ha dichiarato a Fox News che la questione era «più che altro una questione di pubbliche relazioni» e che ottenere le scorte iraniane lo avrebbe semplicemente fatto «sentire meglio».
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Immagine di Hamed Saber via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Nucleare
La dottrina nucleare USA riscritta a porte chiuse
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Nucleare
Storia dell’accesso di Bill Gates ai segreti dello Stato USA
In un thread di sintesi su X e in un articolo postato su Substack, l’attivista per la medicina alternativa Sayer ji ha delineato in chiarezza, per quanto possibile, lo strano caso della «Q cleareance» di Bill Gates, ovvero il fatto che il miliardario risulta autorizzato ad accedere a segreti di Stato USA. Riemerge qui l’interesse del Gates per il nucleare, sottolineato negli anni da Renovatio 21 plurime volte. Riemerge pure, as usual, la centralità del rapporto con Jeffrey Epstein.
Quasi tutti hanno frainteso la storia dell’autorizzazione «Q» di Bill Gates. Non si tratta di biosicurezza. Si tratta di nucleare, e l’impresa nucleare che la sottendeva era stata gestita da Jeffrey Epstein per quattro anni prima che venisse concessa.
L’autorizzazione «Q» del Dipartimento dell’Energia (DOE) è uno strumento previsto dalla Legge sull’Energia Atomica: progettazione di armi, produzione, materiale nucleare speciale. La biodifesa classificata non rientra in questa categoria. Associare questa autorizzazione a Fauci è errato.
Il vero soggetto è TerraPower, la società di Gates che si occupa di reattori nucleari, in collaborazione con l’Idaho National Lab, Los Alamos e Y-12. Anche TerraPower è menzionata nei documenti di Epstein. Cinque documenti, tutti instradati attraverso Boris Nikolic, consulente scientifico di Gates e nominato esecutore testamentario di riserva di Epstein.
L’8 novembre 2010, Epstein scrisse a Nikolic a proposito dei governanti di Abu Dhabi e Dubai: «Ci sono molti modi in cui puoi essere d’aiuto agli obiettivi di Bill in questo ambito».
La risposta di Nikolic la mattina successiva: «Ieri ho organizzato una cena con Regina E. Dugan, direttrice della DARPA. Eravamo solo in tre: Regina, Bill e io».
1/ Update on the Bill Gates “Q clearance” story.
DOE’s own letter says it was “reciprocally granted” — meaning DOE never vetted him. Someone else already had. I found the most specific lead yet on who, and the timing is almost too clean.https://t.co/jxlpGD6eWJ pic.twitter.com/lk33oTUPAO
— Sayer Ji (@sayerjigmi) August 21, 2026
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Il Dipartimento dell’Energia (DOE) afferma che l’autorizzazione di sicurezza è stata «concessa reciprocamente». Il DOE non ha effettuato alcun controllo su di lui. Un’altra agenzia lo ha fatto per prima, e la lettera non specifica quale. Questo non significa che Gates sapesse qualcosa, o che abbia avuto accesso a informazioni riservate. L’autorizzazione di sicurezza è un’idoneità, non un accesso. La questione è se chi si occupava dell’indagine sui precedenti di Gates sapesse chi stava lavorando all’iniziativa che gli ha permesso di ottenere l’autorizzazione.
Il 23 ottobre 2013, Gates ha visitato personalmente il Materials and Fuels Complex dell’Idaho National Laboratory (INL). Il comunicato stampa dell’INL riporta le sue parole: «TerraPower ha molti progetti di collaborazione… ma il nostro lavoro con l’INL è di particolare importanza». Gli altri partner di TerraPower all’interno del Dipartimento dell’Energia (DOE) sono Los Alamos e il complesso di sicurezza nazionale Y-12, un impianto per la produzione di armi nucleari, come confermato anche sulla pagina web governativa dell’Y-12.
Esattamente 7 mesi e mezzo dopo quel tour, l’11 giugno 2014, il Dipartimento dell’Energia (DOE) ha concesso a Gates un’autorizzazione di sicurezza «Q», l’equivalente del Top Secret in ambito nucleare. Questo spiega perfettamente perché ne avesse bisogno. Non spiega però come il DOE sia riuscito a saltare la propria indagine sui precedenti.
La reciprocità richiede un’autorizzazione di sicurezza equivalente a Top Secret, già rilasciata da un’altra agenzia federale. Il Dipartimento dell’Energia non ha specificato quale, ma non sarebbe una novità: un rapporto dell’Associated Press del 2006 aveva già evidenziato che Gates e Steve Ballmer possedevano autorizzazioni di sicurezza Top Secret rilasciate dal Dipartimento della Difesa. I documenti di Epstein dimostrano che il canale di comunicazione con il Pentagono è rimasto aperto per anni.
9 novembre 2010: Boris Nikolic, il consulente scientifico di Gates, invia un’email a Epstein: “Ieri ho organizzato una cena con Regina E. Dugan, direttrice della DARPA. Eravamo solo in tre: Regina, Bill e io, ed è stata fantastica!”
I contatti non si fermarono lì. Luglio 2011: Nikolic invia a Epstein un articolo del New York Times su Dugan: «dobbiamo organizzare un viaggio a Washington».
Settembre 2011: un promemoria per un appuntamento con scritto «Boris, Regina». Novembre 2011: Nikolic comunica di aver “appena terminato la riunione con la DARPA”. Febbraio 2012: Dugan viene invitato a cena da Nathan Myhrvold, co-fondatore di TerraPower, la società di Gates.
Niente di tutto ciò dimostra che la DARPA sia l’agenzia che la lettera del Dipartimento dell’Energia non nomina. Ma si tratta di un indizio specifico e verificabile: una relazione privata, durata anni, tra la cerchia ristretta di Gates e un direttore in carica della DARPA, riferita a Epstein in tempo reale.
La vera domanda da porre al Congresso è: chiedete direttamente al Dipartimento dell’Energia (DOE) e alla DARPA se l’autorizzazione di sicurezza riconosciuta dal DOE nel 2014 risalga all’agenzia di ricerca del Pentagono e, in tal caso, perché un cittadino privato avesse bisogno di quel tipo di accesso, anni prima che qualcuno avesse mai sentito parlare di COVID-19.
Sayer Ji
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Immagine generata artificialmente
Nucleare
Marjorie Taylor Greene: Washington sta valutando un attacco nucleare contro l’Iran
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