Terrorismo
Terroristi islamici armati uccidono diecine di persone in Nigeria
Membri di un gruppo di criminali terroristi islamici armati hanno fatto irruzione nelle comunità dello stato di Kebbi in Nigeria, uccidendo almeno 34 persone. Lo riporta la stampa nigeriana.
Secondo il Daily Post, uomini armati, ritenuti membri del gruppo Lakurawa, hanno preso di mira i villaggi in raid coordinati che si sono svolti mercoledì dalla mattina al pomeriggio. Gli abitanti sarebbero stati colti di sorpresa quando gli aggressori hanno fatto irruzione nelle comunità e hanno aperto il fuoco.
Bashir Usman, responsabile delle relazioni pubbliche della polizia di Kebbi, ha dichiarato che i presunti aggressori hanno invaso il distretto per rubare bestiame, ma «durante l’attacco, i residenti di Mamunu, Awasaka, Tungan Tsoho, Makangara, Kanzo, Gorun Naidal e Dan Mai Ago si sono mobilitati in risposta all’invasione», che ha portato alle morti, ha riportato il quotidiano The Punch.
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Fonti della sicurezza citate da Vanguard hanno affermato che 16 persone sono state uccise a Mamunu, cinque ad Awashaka, tre a Masama e due in ciascuno degli altri cinque villaggi.
Successivamente, le forze di sicurezza sono state dispiegate nelle comunità colpite per proteggere i sopravvissuti e bloccare le possibili vie di fuga utilizzate dagli aggressori.
La regione nord-occidentale della Nigeria è stata colpita da un’ondata di rapimenti di massa perpetrati da bande armate che utilizzano nascondigli nelle foreste. I gruppi hanno attaccato villaggi, scuole e luoghi di culto.
Nell’ambito delle continue attività antiterrorismo nella Nigeria nordoccidentale, a gennaio l’esercito ha dichiarato di aver liberato più di 60 ostaggi e ucciso due militanti Lakurawa durante operazioni separate negli stati di Kebbi e Zamfara. Il portavoce dell’esercito, il tenente colonnello Olaniyi Osoba, ha dichiarato che le forze hanno effettuato un raid in un presunto nascondiglio nella foresta di Munhaye, a Zamfara, in seguito a informazioni di intelligence secondo cui vi erano detenuti civili.
All’inizio del mese scorso, più di 160 fedeli sono stati rapiti da due chiese a Kaduna, ma il commissario di polizia dello Stato, Muhammad Rabiu, ha respinto le notizie definendole una «falsità» diffusa «per causare caos».
Il gruppo Lakurawa combina banditismo e ideologia islamista nelle sue attività e opera nelle regioni nord-occidentali del Paese, principalmente negli stati di Kebbi e Sokoto. Sebbene recentemente sia stato collegato alla Provincia dello Stato Islamico del Sahel (ISSP), che si sta gradualmente spostando verso i confini della Nigeria, Lakurawa gode di ampia autonomia. Il gruppo è stato definito «terrorista» nel 2024.
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Negli ultimi mesi la Nigeria ha registrato una serie di rapimenti di massa: gruppi armati prendono di mira soprattutto villaggi isolati, scuole e luoghi di culto, sequestrando decine o centinaia di persone, sacerdoti inclusi. Nonostante una legge approvata nel 2022 che proibisce il pagamento di riscatti, i rapitori continuano a esigere somme ingenti per liberare le vittime.
A novembre, uomini armati avevano sequestrato oltre 300 tra alunni e membri del personale della scuola cattolica St. Mary, sempre nello Stato del Niger, in uno dei più gravi rapimenti di massa scolastici degli ultimi anni. Un mese fa 100 studenti cattolici erano stati liberati.
Come riportato da Renovatio 21, a dicembre Trump – dopo aver annunziato l’azione militare, pur respinte da Lagos – aveva attaccato con missili i proxy dell’ISIS in Nigeria, definendoli per soprammercato «feccia».
Secondo l’amministrazione Trump la persecuzione dei cristiani nigeriani è classificabile come «genocidio».
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Immagine screenshot da YouTube
Terrorismo
Zakharova: l’Occidente non è al sicuro dal terrorismo ucraino
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Terrorismo
Putin e la minaccia di Zelens’kyj agli aerei civili: «nessun negoziato con i terroristi»
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che non possono esserci «negoziati con i terroristi», rispondendo alla minaccia del leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj contro l’aviazione civile nello spazio aereo russo.
Martedì lo Zelens’kyj ha avvertito compagnie aeree, compagnie assicurative e governi stranieri che la crescente campagna ucraina di droni a lungo raggio metterà sempre più a rischio i voli civili sul territorio nazionale.
«I giorni di sicurezza nei cieli russi sono finiti», ha dichiarato lo Zelens’kyj.
Martedì, durante una conferenza stampa a margine del vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) in Kirghizistan, a Putin è stato chiesto di rispondere a tali dichiarazioni.
«Se ciò venisse detto ad alta voce, si tratterebbe semplicemente di un passo verso il terrorismo di Stato», ha affermato Putin. «Vorrei inoltre sottolineare che ci stanno chiedendo di riprendere i negoziati; ci stanno chiedendo incontri di persona».
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«Non si negozia con i terroristi» ha dichiarato il presidente della Federazione Russa..
Putin ha aggiunto che Mosca troverà un modo per rispondere se le minacce di Kiev dovessero provocare delle tragedie. «Nessuno ne dubiti», disse.
Negli ultimi mesi l’Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni a lungo raggio contro la Russia, causando ripetutamente la cancellazione di voli e prolungati disagi negli aeroporti, mentre le difese aeree rispondevano alle minacce in arrivo.
La campagna di Kiev ha preso di mira sistematicamente anche le infrastrutture civili, compresi i magazzini russi per l’e-commerce, spingendo Mosca a reagire con attacchi di droni e missili contro le infrastrutture militari e gli impianti di spedizione ucraini. Gli attacchi hanno di fatto paralizzato la principale via di esportazione dell’Ucraina attraverso i suoi porti sul Mar Nero.
A luglio, Putin aveva avvertito che gli attacchi ucraini sul territorio russo avrebbero incontrato una risposta ben più forte. «Risponderemo per le rime, ma con molta più forza», ha affermato.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0);
Droni
Zelens’kyj minaccia «ogni compagnia aerea» nello spazio aereo russo
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