Terrorismo
Papua: attacco armato contro un volo civile, morti due piloti
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
Un piccolo aereo della compagnia Smart Air è stato colpito da colpi d’arma da fuoco dopo l’atterraggio in una pista remota della Papua indonesiana. I due piloti, feriti mentre tentavano di fuggire nella foresta, sono deceduti. L’episodio riaccende le preoccupazioni per la sicurezza dei collegamenti aerei nelle «zone rosse» dell’entroterra, segnate dalla presenza di gruppi armati separatisti.
La sicurezza dei voli nell’entroterra della Papua indonesiana è tornata sotto i riflettori dopo l’uccisione di due piloti in un attacco armato contro un piccolo aereo civile. L’episodio, avvenuto mercoledì 11 febbraio presso la pista di atterraggio di Korowai Batu, ha riacceso le preoccupazioni riguardo i collegamenti aerei nelle aree più isolate della regione, spesso designate come «zone rosse» per la presenza di gruppi armati separatisti che chiedono l’indipendenza della Papua occidentale dall’Indonesia.
Secondo le autorità locali, un velivolo della compagnia Smart Air è stato colpito da colpi d’arma da fuoco poco dopo l’atterraggio. L’aereo proveniva dall’aeroporto di Tanah Merah, nella reggenza di Boven Digoel, nella Papua meridionale. A bordo si trovavano due membri dell’equipaggio e 13 passeggeri, tra cui un neonato.
Il capo della polizia di Boven Digoel, AKBP Wisnu Perdana, ha confermato l’accaduto: «è vero che intorno alle 11:00 ora locale l’aereo con 13 passeggeri è stato colpito da colpi d’arma da fuoco e sia il pilota sia il co-pilota sono morti».
Il comandante Egon Erawan e il co-pilota Baskoro avrebbero tentato di fuggire nella foresta dopo che l’aereo era diventato bersaglio di un «gruppo criminale armato» (KKB), come l’hanno descritto le autorità. Entrambi sono poi deceduti per le ferite riportate.
Il pilota era riuscito a inviare un messaggio di emergenza tramite un dispositivo GPS agli operatori di volo, segnalando che l’aereo era sotto attacco e che l’equipaggio stava fuggendo nella foresta per mettersi in salvo.
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Il capo delle relazioni pubbliche della polizia nazionale, ispettore generale Johnny Eddizon Isir, ha spiegato che il messaggio è stato inviato subito dopo l’atterraggio. «La situazione è diventata immediatamente caotica. Pilota, co-pilota e passeggeri hanno cercato di scendere e di mettersi in salvo», ha dichiarato ai giornalisti.
Giovedì mattina 12 febbraio le forze di sicurezza hanno avviato un’operazione congiunta per evacuare i corpi dall’area attorno alla pista, considerata ad alto rischio. Le salme sono state trasferite nella reggenza di Mimika, mentre l’aereo ha riportato diversi danni: la porta è stata trovata aperta e tre finestrini risultano infranti.
Attualmente i corpi si trovano all’ospedale generale regionale di Mimika (RSUD Mimika) per le procedure di identificazione e autopsia, prima del trasferimento a Jakarta. «Questa mattina entrambe le vittime sono state evacuate dalla pista di Korowai al RSUD Mimika», ha dichiarato Kombes Yusuf Sutejo, responsabile delle relazioni pubbliche dell’operazione di sicurezza Damai Cartenz.
«Le misure di sicurezza sono state adottate per garantire la protezione del perimetro da eventuali membri rimasti del gruppo responsabile dell’attacco. La dedizione di questi due piloti nel servire rotte difficili nell’entroterra è una vera forma di servizio», ha affermato Yusuf.
L’episodio riporta l’attenzione sulle difficoltà dei collegamenti aerei nelle aree più remote della Papua, dove i piccoli voli civili rappresentano spesso l’unico mezzo di trasporto per comunità isolate, ma operano in un contesto di sicurezza fragile e di tensioni legate al conflitto separatista nella regione.
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Terrorismo
Zakharova: l’Occidente non è al sicuro dal terrorismo ucraino
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Terrorismo
Putin e la minaccia di Zelens’kyj agli aerei civili: «nessun negoziato con i terroristi»
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che non possono esserci «negoziati con i terroristi», rispondendo alla minaccia del leader ucraino Volodymyr Zelens’kyj contro l’aviazione civile nello spazio aereo russo.
Martedì lo Zelens’kyj ha avvertito compagnie aeree, compagnie assicurative e governi stranieri che la crescente campagna ucraina di droni a lungo raggio metterà sempre più a rischio i voli civili sul territorio nazionale.
«I giorni di sicurezza nei cieli russi sono finiti», ha dichiarato lo Zelens’kyj.
Martedì, durante una conferenza stampa a margine del vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (SCO) in Kirghizistan, a Putin è stato chiesto di rispondere a tali dichiarazioni.
«Se ciò venisse detto ad alta voce, si tratterebbe semplicemente di un passo verso il terrorismo di Stato», ha affermato Putin. «Vorrei inoltre sottolineare che ci stanno chiedendo di riprendere i negoziati; ci stanno chiedendo incontri di persona».
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«Non si negozia con i terroristi» ha dichiarato il presidente della Federazione Russa..
Putin ha aggiunto che Mosca troverà un modo per rispondere se le minacce di Kiev dovessero provocare delle tragedie. «Nessuno ne dubiti», disse.
Negli ultimi mesi l’Ucraina ha intensificato gli attacchi con droni a lungo raggio contro la Russia, causando ripetutamente la cancellazione di voli e prolungati disagi negli aeroporti, mentre le difese aeree rispondevano alle minacce in arrivo.
La campagna di Kiev ha preso di mira sistematicamente anche le infrastrutture civili, compresi i magazzini russi per l’e-commerce, spingendo Mosca a reagire con attacchi di droni e missili contro le infrastrutture militari e gli impianti di spedizione ucraini. Gli attacchi hanno di fatto paralizzato la principale via di esportazione dell’Ucraina attraverso i suoi porti sul Mar Nero.
A luglio, Putin aveva avvertito che gli attacchi ucraini sul territorio russo avrebbero incontrato una risposta ben più forte. «Risponderemo per le rime, ma con molta più forza», ha affermato.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0);
Droni
Zelens’kyj minaccia «ogni compagnia aerea» nello spazio aereo russo
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