Militaria
Anche il vertice militare britannico dice: cittadini si preparino a sacrificare «figli e figlie»
Il capo di stato maggiore della difesa della Gran Bretagna, il maresciallo dell’aeronautica Sir Richard Knighton, ha affermato che le possibilità di uno scontro diretto con le forze russe sul suolo britannico non sono «zero».
Durante una conferenza tenuta lunedì al Royal United Services Institute, Knighton ha riconosciuto che la probabilità di un conflitto diretto con la Russia è «remota», ma ha affermato che ciò «non significa che le possibilità siano pari a zero».
«È essenziale che più persone siano pronte a combattere per il proprio Paese», ha affermato Knighton, aggiungendo che la risposta alle minacce moderne «deve andare oltre il semplice rafforzamento delle nostre forze armate» e coinvolgere ogni parte della società britannica.
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«Figli e figlie. Colleghi. Veterani… tutti avranno un ruolo da svolgere. Per costruire. Per servire. E, se necessario, per combattere. E sempre più famiglie capiranno cosa significa il sacrificio per la nostra nazione».
Le osservazioni di Knighton hanno fatto eco a quelle fatte il mese scorso da Fabien Mandon, capo della difesa francese, il quale ha anche avvertito che i cittadini devono essere preparati a «perdere i figli» in una potenziale guerra con la Russia.
Parlando all’annuale incontro dei sindaci a Parigi settimane fa, il Mandone aveva esortato i funzionari locali a educare i cittadini «ad accettare la sofferenza per proteggere ciò che siamo». «Se non siamo disposti a perdere i nostri figli e a soffrire economicamente», ha aggiunto, «allora siamo a rischio». Il generale – che in passato aveva previsto una possibile guerra Francia-Russia entro il 2028 – ha sostenuto che Parigi dispone della forza economica e demografica per «scoraggiare» Mosca, ma manca di «forza d’animo».
Il discorso giunge mentre una manciata di Stati europei della NATO rilancia la controversa idea di inviare una forza multinazionale in Ucraina in caso di cessate il fuoco, un’idea fortemente avversata da Mosca, secondo cui qualsiasi Paese NATO che inviasse truppe in Ucraina sarebbe trattato come una partecipazione diretta al conflitto. I funzionari russi hanno descritto l’idea come un’escalation sconsiderata che mina gli sforzi di pace e rischia di trascinare l’intero blocco in uno scontro aperto.
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha dichiarato all’inizio di quest’anno che i leader dell’Europa occidentale stavano «cercando di preparare l’Europa alla guerra, non a una guerra ibrida, ma a una vera guerra contro la Russia»
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Immagine di Andrew Wheeler via Wikimedia pubblicata su licenza Open Government Licence v3.0
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Netanyahu minaccia di querelare il New York Times per un articolo sui palestinesi stuprati
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Militaria
L’Austria intercetta aerei spia militari USA
L’Austria ha annunciato di aver fatto decollare i caccia Eurofighter Typhoon per intercettare aerei spia dell’aeronautica statunitense che, domenica e lunedì, avevano violato il suo spazio aereo senza autorizzazione.
Secondo quanto riferito dal portavoce del iinistero della Difesa austriaco, Michael Bauer, una coppia di velivoli turboelica PC-12 ha sorvolato per due volte i monti Totes Gebirge, nell’Alta Austria. Il Bauer ha precisato che gli aerei sono poi rientrati verso la Germania dopo essere stati intercettati dagli Eurofighter. L’incidente verrà «risolto attraverso i canali diplomatici».
La reazione dell’Austria è stata criticata e derisa sui social media, con alcuni commentatori che sostenevano che «nessuno prende sul serio il nostro spazio aereo».
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Il Bauerro ha replicato alle critiche su X: «Dovremmo abbattere l’aereo? È questo che state suggerendo?». Rispondendo a un altro post, ha scritto: «Se guidi troppo veloce in autostrada, ti aspetti che la polizia ti spari o che ti dia solo una multa?».
Il mese scorso, l’Austria aveva respinto le richieste statunitensi di permessi di sorvolo durante la guerra contro l’Iran, motivando la decisione con la propria consolidata neutralità.
«Non prendiamo parte alla politica caotica di Trump e non dobbiamo cedere di un millimetro», aveva dichiarato all’epoca la vicecancelliera austriaca Andrea Babler, secondo quanto riportato dall’agenzia stampa turca Anadolu.
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Immagine di Marek Olszewski via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported
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