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Spirito

La sinodalità come sovversione. Mons. Viganò con i Figli del Santissimo Redentore

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Renovatio 21 pubblica questa dichiarazione dell’arcivescovo Carlo Maria Viganò. La lettera di ripudio della chiesa sinodale da parte della comunità dei Figli del Santissimo Rendentore è stata pubblicata pochi giorni fa.

 

«Tolle Missam, tolle Ecclesiam»

Dichiarazione dell’Arcivescovo Carlo Maria Viganò a proposito della Comunità religiosa dei Figli del Santissimo Redentore

 

 

Verrà il giorno,
in cui non si sopporterà più la sana dottrina,
ma, per il prurito di udire qualcosa di nuovo,
gli uomini si circonderanno di maestri
secondo le proprie voglie,
rifiutando di dare ascolto alla verità.

2 Tim 4, 3

 

Pochi giorni or sono, dopo diciassette anni di tensioni con il Vaticano e con il vescovo di Christchurch in Nuova Zelanda, culminate con un ordine di espulsione dalla Diocesi confermato con un decreto dalla Santa Sede, la Comunità dei Redentoristi Transalpini ha diramato una Lettera Aperta nella quale denuncia i principali errori della chiesa conciliare-sinodale, la sua aperta ostilità nei riguardi della Messa Apostolica e le malversazioni di cui i Figli del Santissimo Redentore sono stati oggetto. Nella Lettera Aperta i padri Redentoristi affermano che «si è spezzata la catena di comando» all’interno della Gerarchia: «Quando un superiore si allontana dalla propria obbedienza a Cristo Re, il suo comando non è più il braccio di Cristo, ma il gesto di un uomo. (IIa IIæ, q. 104, a. 5)».

 

La crisi dell’Autorità nella Chiesa Cattolica è ormai palese. Nel piano degli eversori, essa deve condurre alla dissoluzione del corpo ecclesiale, per sostituire la Chiesa Cattolica Apostolica Romana con un surrogato di origine umana e di ispirazione massonica. Strumento principale di questo sovvertimento è la sinodalità, ossia l’applicazione dei principi rivoluzionari della democrazia e della rappresentatività popolare ad una istituzione di origine divina che il suo Fondatore Gesù Cristo ha voluto monarchica e gerarchica. In questo modo, spezzato il vincolo di obbedienza a Dio, l’Autorità diventa assoluta e tirannica, non dovendo rispondere delle proprie decisioni né a Nostro Signore Gesù Cristo né al popolo cristiano.

 

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Questa rivoluzione permette di manipolare i fedeli e far loro credere che le innovazioni e le eresie introdotte dalla Gerarchia siano richieste dalla base, mentre in realtà sono imposte da una lobby di deviati nella Fede e nella Morale.

 

Non posso che lodare il coraggio di questi Redentoristi, la cui denuncia si aggiunge alle altre che con sempre maggiore frequenza mostrano lo scandalo e il grande malessere del Clero e del popolo di Dio nei riguardi di una Gerarchia ribelle e apostata. Non siamo più all’ecumenismo conciliare verso le sette acattoliche (pur condannato dai Pontefici fino a Pio XII), ma all’accettazione e alla legittimazione di tutte le false religioni e idolatrie, e dei punti programmatici dell’Agenda globalista (pansessualismo LGBTQ+, immigrazionismo, ecologismo), ai quali la «chiesa sinodale» è totalmente allineata.

 

Questa crisi ha è di natura teologica e non canonica. Essa riguarda lo smantellamento sistematico della perenne Tradizione della Chiesa Cattolica Apostolica Romana e la dissoluzione del Depositum Fidei: è dunque con argomenti teologici che può essere affrontata. Giudicare i singoli casi individualmente alla luce del Diritto Canonico, senza correlarli tra loro nel contesto più vasto di un’azione eversiva pianificata da decenni e attuata con la cooperazione attiva e consapevole di gran parte dell’Episcopato, non fa che dare riconoscimento ufficiale ad un’Autorità deviata e deviante, a usurpatori che si avvalgono del potere di cui si sono impadroniti contro la volontà di Nostro Signore Gesù Cristo, Capo del Corpo Mistico, ai danni dei Fedeli, per scopi opposti a quelli che Nostro Signore ha stabilito per la Sua Chiesa.

 

Esorto i Figli del Santissimo Redentore e i loro fedeli con le parole di San Pietro: Resistete forti nella fede, sapendo che le medesime sofferenze affliggono i vostri fratelli sparsi nel mondo (Pt 5, 9). La Fondazione Exsurge Domine – con la quale i Redentoristi Transalpini hanno già relazioni di fraterna amicizia – io stesso come arcivescovo e successore degli Apostoli; insieme ai Chierici della Fraternità della Familia Christi, anch’essi perseguitati e «cancellati» dalla «chiesa bergogliana»; insieme ai tanti Sacerdoti e Religiosi sparsi nel mondo che seguo stabilmente, assicuriamo loro il nostro pieno sostegno, nella latitanza e nel silenzio complice dei Pastori pavidi e codardi.

 

Poiché sta scritto: Se questi taceranno, grideranno le pietre (Lc 19, 40).

 

+ Carlo Maria Viganò

Arcivescovo

 

17 Ottobre MMXXV
S.ctæ Margaritæ Mariæ Virg.

 

NOTE

1) Togliete la Messa, distruggete la Chiesa. È una citazione di Martin Lutero tratta dal suo libello De abroganda missa privata Martini Lutheri sententia del 1522.

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Catastrofi

Terremoto colpisce la Messa in latino durante la consacrazione

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Circola ora in rete un filmato in cui è possibile vedere fedeli cattolici che proseguono a pregare mentre un terremoto scuote la chiesa durante una Santa Messa tradizionale nella cappella di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Bogotà, in Colombia.   Si tratta del sisma che ha colpito il Paese sudamericano questa settimana.   Durante una Messa in rito tradizionale del 10 agosto, il devastante terremoto di magnitudo 7.4, il più forte registrato in Colombia nel XXI secolo, ha scosso la cappella proprio nel bel mezzo della consacrazione. Nonostante le circostanze, il celebrante e i fedeli sono rimasti in assoluto silenzio e hanno continuato il rito.   Le immagini sono state riportate dall’account X di Infovaticana.

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Il terremoto ha provocato almeno 111 morti e oltre 700 feriti, facendo crollare numerose case, ospedali e altri edifici.   LifeSite riporta un altro video di quel giorno mostra una statua della Beata Vergine Maria con in braccio Gesù Bambino, che ha resistito incredibilmente al terremoto.     Un ulteriore video circolante in rete mostra un’immagine incorniciata della Madonna di Guadalupe che sarebbe stata ritrovata completamente intonsa tra le macerie in seguito al grande terremoto.  

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Nel corso della storia recente non sono mancati episodi in cui oggetti religiosi cattolici sono stati ritrovati intatti dopo catastrofi devastanti. Dopo il terremoto del 2016 che colpì il Centro Italia, nella chiesa di Santa Maria Assunta ad Arquata del Tronto fu recuperato, a mesi di distanza, un tabernacolo sepolto dalle macerie: al suo interno le quaranta ostie consacrate risultarono perfettamente integre, senza tracce di muffa o alterazione, e ancora con il loro profumo originario, fatto che molti interpretarono come segno di speranza. Simili ritrovamenti riguardano statue della Madonna rimaste illese tra le rovine di chiese crollate anche Ecuador.   Anche gli incendi hanno offerto testimonianze analoghe: nel 2025 nelle fiamme che distrussero la chiesa di Corpus Christi a Los Angeles, il tabernacolo in ottone e le vetrate delle stazioni della Via Crucis emersero intatti.   In Florida, in una parrocchia distrutta dal fuoco, un’ostia all’interno di una luna di cristallo risultò indenne nonostante le intense fiamme, e in Libano un sacerdote melchita rinvenne il pane eucaristico intatto dopo quarantasette giorni in una chiesa danneggiata dai conflitti.   Nel 2023 in Florida, in una parrocchia distrutta dal fuoco, un’ostia all’interno di una luna di cristallo risultò indenne nonostante le intense fiamme, e in Libano, quest’anno,  un sacerdote melchita rinvenne il pane eucaristico intatto dopo quarantasette giorni in una chiesa danneggiata dai conflitti. Un ciborio con ostie intatte è stato trovato anche dopo l’incendio di una chiesa di Manila nel 2020.

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Possiamo dire di aver veduto con i nostri occhi, e udito con le nostre orecchie, un evento non dissimile quando, durante la cerimonia di consacrazione dei quattro nuovi vescovi della Fraternità San Pio X (FSSPX) a Ecône , in Isvizzera.   Riprendiamo l’articolo di Renovatio 21 «Ecône e il vero ordine mondiale»:   «Il celebrante, monsignor De Gallareta (il vescovo più anziano rimasto degli ordinati da monsignor Lefebvre) stava consacrando l’ostia. Il cielo da qualche minuto era divenuto nerissimo, e pareva di essere dentro una nuvola scura, e del resto siamo praticamente in montagna».   «Ecco che quando il vescovo abbassa l’ostia dopo averla consacrata un tuono squarcia l’aria. Il fragore è potentissimo, scuote le ossa delle migliaia di persone. La portata simbolica della scena, con il cielo che urla nel momento più sacro di questa messa così importante, è innegabile, si innesta direttamente nella mente di chiunque».   «A quel punto si è scatenata una tempesta immane. Pioggia a catinelle, che rimbalzava sul tendone principale e scendeva a cascate sulla sala stampa, obbligando quanti avevano telecamere e macchine fotografiche a spostarsi di colpo. Qualche giornalista fedele resta inginocchiato in mezzo all’acqua, come l’inviata di LifeSite che si inzuppa il gonnellone in maniera irreparabile».     «La cerimonia doveva quindi prevedere la comunione per i 17.000 fedeli partecipanti, ma, con quel tempo avverso, non era possibile. Si è deciso così di procedere con un rosario, che parte cantato da preti, suore e masse di fedeli. Monsignor De Gallareta sta seduto sul trono, irradiando un misto di concentrazione e forza, una gravitas, come mai ho visto prima».  

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«Mi affaccio a guardare le migliaia di fedeli sul prato. Pochissimi sono andati a rifugiarsi nei tendoni preparati per il pranzo. La totalità è rimasta ferma dov’era, inginocchiata nel fango. I fedeli FSSPX non mollano la barca nella tempesta. Questo è il primo significato, direttamente evangelico, che viene alla mente guardando la scena. Esso spiega tutto, illustra tutto, riassume tutto (…) I fedeli della Fraternità hanno fede nei comandi di Gesù, e nella sua potenza reale».   «Quando finisce il rosario, ecco che la bufera si placa completamente. Partono i sacerdoti per tutto il pratone per dare la comunione al popolo. Il terreno non sembra nemmeno troppo fangoso. Qualcuno, poi, mi ha detto: il Cielo ha voluto quel rosario per ricordarci della Santa Vergine. Che, in effetti, è diventato uno dei punti di contesa con la Chiesa di Fernandez, che l’ha privata, sulla strada della protestantizzazione slatentizzata, del titolo di «corredentrice».   «Poco dopo, quando ancora i vescovi stanno eseguendo le ultime parti del rito, il bel tempo arriva. La burrasca è davvero finita. Quando i discendenti degli apostoli escono benedicenti fra la folla il tempo è sereno, è persino caldo».   Per il fedele rimasto cattolico – il fedele della Santa Messa della Tradizione – il Cielo è qualcosa di concreto. Esso agisce, come la terra, secondo la disposizione di colui «qui foecit coelum et terram», il loro creatore.   Ci chiediamo, allora: il fedele rimasto cattolico, dunque, può temere davvero tempeste e terremoti?

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Immagine: Messa tridentina nella chiesa cattolica di San Giovanni Nepomuceno a Prostějov, Repubblica Ceca, 16 aprile 2023. Immagine di Novis-M via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International; immagine tagliata.  
     
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Epidemie

Lettera di mons. Viganò all’avvocato antipandemico in carcere

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L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha mandato un messaggio di solidarietà all’avvocato tedesco avvocato Reiner Füllmich, arrestato il 13 ottobre 2023 all’aeroporto di Francoforte, al rientro dal Messico (dove si trovava e da cui era stato espulso), con l’accusa di appropriazione indebita di fondi donati.

 

Il tribunale regionale di Göttingen lo ha condannato il 24 aprile 2025 a 3 anni e 9 mesi di reclusione. Al momento della condanna (24 aprile 2025) l’avvocato noto in Germania per la sua battaglia contro le restrizioni pandemiche aveva già trascorso circa 18 mesi in carcere preventivo.

 

Il tribunale ha deciso di non conteggiare 5 mesi di quella custodia cautelare sulla pena finale, perché secondo i giudici aveva deliberatamente allungato il processo.

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Füllmich ha sempre negato di aver sottratto i fondi: ha dichiarato di averli spostati per «proteggerli» da un possibile sequestro dello Stato. Il tribunale non ha accettato questa versione.

 

In un video andato in diretta streaming  venerdì 7 luglio 2026 in collegamento telefonico con l’avvocato Füllmich, dal minuto 1:25:11 al minuto 1:27:37, viene letto il mio messaggio di spirituale vicinanza e di solidarietà mandato a Füllmich da monsignore.

 

«Caro dottor Reiner Fuellmich, con profondo dolore e indignazione apprendo che Lei continua a languire in carcere, privato della libertà da quasi tre anni per aver osato indagare e denunciare pubblicamente le menzogne e i crimini compiuti durante la cosiddetta “pandemia”» scrive il prelato.

 

«La Sua detenzione prolungata, al di là di ogni pretesto giuridico, costituisce un atto di persecuzione politica. Chi ha avuto il coraggio di cercare la verità e di dar voce a milioni di persone private dei propri diritti fondamentali viene oggi trattato come un nemico dello Stato, mentre coloro che hanno architettato e imposto una delle più gravi operazioni di controllo sociale e di danno all’umanità restano impuniti e spesso onorati».

 

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«La giustizia che confonde la ricerca della verità con un reato costituisce una collaborazione con il tiranno» continua l’arcivescovo.

 

«Le esprimo la mia piena solidarietà e la mia preghiera. La Sua testimonianza non è vana. La verità, per quanto calpestata, non può essere cancellata.
Chiedo a tutti gli uomini di buona volontà di elevare la voce perché sia liberato immediatamente e perché sia resa giustizia a quanti, come Lei, hanno pagato e stanno pagando il prezzo della propria integrità morale e intellettuale» scrive Sua Eccellenza nella lettera.

 

«Non è l’avvocato Fuellmich che dovrebbe essere in carcere, ma coloro che hanno perpetrato il più grande crimine contro l’umanità dei nostri tempi.
Dio La sostenga e La liberi presto».

 

«Auspico che l’appello lanciato per la liberazione del dott. Füllmich non rimanga inascoltato» ha aggiunto l’arcivescovo su X.

 

Come riportato da Renovatio 21, monsignor Viganò quattro anni fa aveva dato una lunga intervista all’avvocato in cui delineava la questione del colpo di Stato globale rappresentato dalla pandemia COVID e del sovvertimento e della dissoluzione della società cristiana.

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Monsignore a settembre aveva partecipato all’appello per la liberazione dell’avvocato germanico. «In molti Stati autoproclamatisi “democratici”, le voci che denunciano questo colpo di Stato globale vengono messe a tacere attraverso la censura, l’intimidazione, la psichiatrizzazione e persino l’arresto» aveva scritto su X rilanciando l’appello..

 

«Tra le vittime del regime totalitario che si sta affermando silenziosamente in Europa, Canada, Australia e altre nazioni vassalle delle Nazioni Unite, della NATO, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e del Forum Economico Mondiale (tutte entità private finanziate dagli stessi poteri) c’è l’avvocato Reiner Fuellmich, ingiustamente imprigionato e ancora in attesa di un giusto processo. Il suo crimine è aver osato dire la verità in un mondo di menzogne criminali» aveva scritto l’ex nunzio apostolico in USA.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel 2021Fuellmich aveva intervistato il cardiologo texano Peter McCullough, che aveva accennato a «infertilità e cancro come possibili conseguenze del vaccino». L’avvocato ricevette dal gruppo Doctors for COVID Ethics una lettera di confutazione all’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) che metteva in guardia rispetto ai vaccini genici sperimentali.

 

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Spirito

Il vescovo Strickland si chiede se il Concilio Vaticano II si sia arreso al modernismo

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Il vescovo Joseph Strickland, in un recente videomessaggio, ha messo in dubbio che il Concilio Vaticano II abbia fatto dei compromessi con il mondo moderno.   Monsignor Strickland sottolinea i pericoli del modernismo, nonché gli avvertimenti di Papa San Pio X contro questa «sintesi di tutte le eresie». Il vescovo ha ricordato che nel 1910 il santo papa richiese a sacerdoti, vescovi e altri «incaricati dell’insegnamento della fede cattolica» di prestare il Giuramento contro il modernismo, con il quale si impegnavano a «rifiutare i principi del modernismo e a preservare fedelmente la dottrina tramandata dagli apostoli».   Monsignor Strickland evidenzia che questo giuramento «rifletteva la convinzione che il modernismo rappresentasse un pericolo costante per la vita della Chiesa» e che tutti i sacerdoti ordinati tra il 1910 e il 1967 erano tenuti a prestarlo. Ciò includeva quasi tutti coloro che avevano partecipato al Concilio Vaticano II, con «pochissime eccezioni».   «Come avrebbero dovuto quei vescovi interpretare il giuramento che avevano pronunciato partecipando a un concilio che mirava a un nuovo rapporto tra la Chiesa e il mondo moderno? Come avrebbero dovuto conciliare gli avvertimenti intransigente di San Pio X contro il modernismo con il desiderio del concilio di un maggiore impegno nella società contemporanea?», si chiede Sua Eccellenza.

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«Non sono domande che si possono semplicemente liquidare con noncuranza. Meritano un’attenta, onesta e ponderata riflessione», aggiunge.   «C’è un’enorme differenza tra proclamare il Vangelo al mondo e permettere che il mondo diventi il metro di paragone con cui il Vangelo viene interpretato (…) Credo che questa distinzione sia al centro della crisi a cui stiamo assistendo oggi», continua monsignore.   Il prelato si è poi rivolto direttamente al Concilio Vaticano II, che a suo dire merita una riflessione onesta. Ha sottolineato che, a differenza di tutti i precedenti concili ecumenici, il Vaticano II «non ha definito nuovi dogmi né ha emesso nuovi anatemi contro l’eresia». È stato descritto piuttosto come un concilio «pastorale», sia da Papa Giovanni XXIII, che lo aprì, sia da Papa Paolo VI, che lo chiuse. Lo stesso papa Paolo VI, durante un’udienza generale del 12 gennaio 1966, affermò che, proprio per questo carattere pastorale, il Vaticano II aveva evitato definizioni dogmatiche infallibili.   Strickland ha osservato che lo scopo dichiarato del Concilio Vaticano II era quello di «presentare le verità perenni della fede cattolica in un modo più accessibile al mondo moderno».   «Può la Chiesa dialogare con il mondo moderno senza assorbirne i presupposti? Questa domanda è oggi più urgente che mai», ha affermato il vescovo.   Ha poi preso di mira uno dei principali documenti del Concilio, la Gaudium et Spes, la Costituzione pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo, che «ha delineato una visione di impegno tra la Chiesa e la società contemporanea che ha profondamente influenzato la vita cattolica negli ultimi sei decenni».   «Molti hanno visto questo come uno sviluppo positivo. Altri hanno sollevato seri dubbi sul fatto che parte del suo linguaggio sia stato interpretato in modi che vanno oltre un autentico coinvolgimento e si avvicinano all’adattamento allo spirito del tempo», osserva il prelato texano.   Tali preoccupazioni «meritano un’attenta considerazione», afferma monsignore, «proprio perché San Pio X ci ha avvertito che il modernismo spesso si insinua nella Chiesa gradualmente, rivestito di un linguaggio che appare del tutto ragionevole».

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Il vescovo statunitense fa notare che il cardinale Joseph Ratzinger, il futuro papa Benedetto XVI, disse una volta che la Gaudium et Spes funzionava come una sorta di «contro-sillabo» in opposizione al Sillabo degli Errori, pubblicato da papa Pio IX a corredo della sua enciclica Quanta Cura.   Secondo monsignor Strickland, Ratzinger considerava la Gaudium et Spes «un tentativo di riconciliazione tra la Chiesa e l’età moderna». Ciò solleva la domanda: «se la Chiesa aveva precedentemente messo in guardia con tanta forza contro i pericoli posti dal liberalismo, dal razionalismo e dallo spirito del tempo, avvertimenti che si ritrovano soprattutto negli insegnamenti dei beati Pio IX e Pio X, cosa si intendeva esattamente riconciliare?».   «Le preoccupazioni che avevano suscitato quei solenni avvertimenti non erano più valide? Il pericolo era in qualche modo scomparso? O la Chiesa aveva semplicemente adottato un approccio pastorale diverso, lasciando intatti gli avvertimenti precedenti?»   «Queste sono domande che meritano risposte ponderate», ha affermato Strickland.  

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