Terrorismo
Oltre 50 miliziani islamisti uccisi in scontri in Somalia
La Missione di Sostegno e Stabilizzazione dell’Unione Africana in Somalia (AUSSOM) ha confermato che oltre 50 militanti di Al-Shabaab sono stati uccisi durante intensi combattimenti avvenuti venerdì nella città di Bariire, nella Somalia meridionale.
Secondo la dichiarazione rilasciata domenica dall’AUSSOM, l’operazione congiunta, condotta in coordinamento con le Forze armate nazionali somale (SNAF), ha preso di mira le posizioni tenute dal gruppo legato ad al-Qaeda a Bariire, un centro agricolo strategico situato 73 chilometri a sud-ovest della capitale Mogadiscio.
L’AUSSOM ha respinto le recenti affermazioni dei media secondo cui le sue forze avrebbero subito gravi perdite durante gli scontri. L’ambasciatore El Hadji Ibrahima Diene, rappresentante speciale della Presidenza della Commissione dell’Unione Africana (SRCC) per la Somalia, ha affermato che l’UA e le forze somale «sono determinate a riconquistare la città di Bariire e altri territori ancora sotto il controllo di al-Shabaab per garantire pace e sicurezza durature al popolo somalo».
Video circolanti online mostrano quella che è definita come un’auto suicida disintegrata dalle forze regolari somale.
WATCH: #Somalia’s State Media released footage of two explosives-laden vehicles being destroyed by the #AUSSOM #Ugandan contingent and Somali army before the vehicles could reach their target at the Bariire forward operating base.
DETAILS: https://t.co/EoOyZqtwAf @DeoAkiiki pic.twitter.com/zoOsySAEKg
— UG DIPLOMAT (@UGDiplomat) August 5, 2025
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Gruppi di insorti legati ad al-Qaeda, in particolare al-Shabaab, hanno compiuto attacchi regolari in diversi stati africani, compresi quelli della regione del Sahel – Burkina Faso, Mali e Somalia nell’Africa orientale. Il gruppo continua a compiere raid, attentati e omicidi mirati nel tentativo di destabilizzare il governo somalo e le strutture di sicurezza regionali.
A luglio, un elicottero militare schierato nell’ambito della missione dell’Unione Africana si è schiantato all’aeroporto internazionale di Mogadiscio, uccidendo cinque persone.
In precedenza, nello stesso mese, un altro elicottero, operato dalle truppe burundesi, aveva effettuato un atterraggio di emergenza nella regione del Medio Scebeli durante una missione di evacuazione. Mentre Al-Shabaab affermava di aver abbattuto l’aereo, l’AUSSOM ha dichiarato che l’elicottero era stato costretto ad atterrare a causa di un guasto tecnico. Tutti i membri dell’equipaggio sono sopravvissuti all’incidente.
In un altro attacco, avvenuto a maggio, almeno 10 persone sono state uccise quando un attentatore suicida ha fatto esplodere degli esplosivi fuori dalla base militare di Damanyo a Mogadiscio, prendendo di mira un gruppo di reclute adolescenti in attesa di arruolarsi. In seguito, al-Shabaab ha rivendicato la responsabilità dell’attacco.
Come riportato da Renovatio 21, a marzo miliziani di al-Shabaab hanno preso d’assalto un hotel nella città di Beledweyne, nella Somalia centrale, dove leader locali e funzionari governativi si erano incontrati per pianificare un’offensiva contro l’organizzazione jihadista. Un anno fa gli Shabaab catturarono un elicottero ONU, uccidendo una persona e prendendone altri in ostaggio.
Nell’agosto 2023, l’Africa Command statunitense aveva effettuato su richiesta del governo somalo un attacco aereo contro i terroristi Shabaab, provocando la morte di 13 militanti del gruppo. A inizio 2023 il Pentagono aveva dichiarato di aver ucciso un alto comandante dell’ISIS in Somalia, eliminando assieme al leader regionale Bilal al-Sudani almeno altri 10 combattenti
Nel 2022 un gruppo di Shabaab ha preso il controllo dell’Hotel Hayat di Mogadiscio, dopo aver fatto detonare tre bombe nella capitale. Nel 2020 un altro attacco in un hotel provocò una strage con almeno 16 morti.
Come noto, gli Shabaab furono recipienti di milioni dati dal governo italiano con il riscatto della cooperante italiana in Kenya nel 2020. Per il rapimento, la procura di Roma ha chiesto a febbraio l’archiviazione dell’indagine, adducendo la mancata collaborazione delle autorità di Nairobi.
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Come riportato da Renovatio 21, con gli Shabaab operava la «vedova bianca» Samantha Lewthwaite, britannica convertita all’Islam radicale irreperibile dopo la strage di Londra del luglio 2007, nonostante la caccia che, teoricamente, apparati di sicurezza britannici e africani le stanno dando da anni. La vedova bianca, dissero i giornali inglesi, aveva addirittura un programma di infiltrazione terrorista a partire da giovani europee convertite all’Islam per colpire le spiaggia spagnole. Si parlò di 30 reclute a cui è stato insegnato come costruire giubbotti suicidi e come scegliere i propri obiettivi di morte. Il nome della Lewthwaite viene fatto anche per l’attacco del settembre 2013 rivendicato dagli Shabaab nel centro commerciale Westgate a Nairobi, che causò 71 morti e circa 200 feriti.
Secondo alcuni, gli Shabaab potrebbero essere stati d’ispirazione per l’assassino del deputato inglese – cattolico, brexiter e pro-life – Sir David Amess, ammazzato a colpi di pugnale durante un incontro con i suoi elettori nella regione dell’Essex nell’ottobre 2021. I legami tra i terroristi somali e il giovane attentatore, figlio di buona famiglia somala espatriata a Londra, non sono mai stati chiariti.
Nel giugno 2024 gli Shabaab hanno attaccato soldati ugandesi delle forze di pace dell’Unione Africana (UA) presenti in Somalia, uccidendone 54. Per coincidenza, l’attacco è avvenuto a poche ore dall’approvazione da parte di Kampala di una legge anti-LGBT che ha messo l’Uganda al centro dell’attenzione mondiale. L’Uganda avrebbe subito poco dopo un’altra strage terrorista, stavolta sul suo territorio, ad opera di un’altra sigla islamista.
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Ambiente
Ecofascisti antifa rivendicano il blackout di Berlino
Un gruppo di sedicenti attivisti per il clima ha rivendicato la responsabilità di un’enorme interruzione di corrente che ha colpito cinque distretti nella zona sud-occidentale di Berlino, affermando che l’azione aveva come obiettivo l’industria dei combustibili fossili e «i ricchi».
Fino a 50.000 famiglie e 2.200 attività commerciali sono state colpite dal blackout nelle prime ore di sabato, ha dichiarato al Berliner Zeitung un portavoce del fornitore elettrico locale, Stromnetz Berlin. Secondo l’azienda, il «ripristino completo della fornitura di energia elettrica» è previsto non prima dell’8 gennaio. I residenti delle aree colpite dovrebbero rimanere senza elettricità a «temperature gelide» che vanno da -7 °C a -1 °C, riporta il giornale.
Secondo i media locali, la polizia sta trattando l’incidente come un incendio doloso mirato. Il blackout è stato causato da un incendio che ha colpito un ponte elettrico sul canale di Teltow, che attraversa la parte meridionale della città. Diverse case di cura e centri di assistenza per anziani hanno dovuto essere evacuati a causa dell’incidente, secondo i vigili del fuoco locali. Non sono state segnalate vittime in relazione all’incidente.
🚨Massive blackout in Berlin! Tens of thousands of people have been without electricity for a second day already
The cause is a fire at two high-voltage pylons. Police are openly calling it sabotage.
Berlin authorities and the grid operator say the damage is extremely serious.… pic.twitter.com/oifGTAU8LT
— NEXTA (@nexta_tv) January 4, 2026
NOW – Dystopian scenes as police warn people of power outage in Berlin, Germany in winter after arson attack leaves part of the city in blackout conditions. Power not to be restored for a week. pic.twitter.com/IGXhkmBzXm
— Confidential Post (@TheCPostNews) January 3, 2026
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La polizia ha anche affermato di aver ricevuto sabato sera una lettera firmata dal «Volcano Group», in cui gli attivisti per il clima e gli antifascisti rivendicavano la responsabilità dell’incidente. Il gruppo ha attribuito la «distruzione» della Terra all’estrazione industriale di risorse naturali e ha affermato che l’umanità «non può più permettersi i ricchi».
Il gruppo ha poi affermato di aver «sabotato con successo» una centrale elettrica a gas, aggiungendo che la loro azione era «socialmente vantaggiosa» e prendeva di mira l’industria dei combustibili fossili.
Secondo la polizia, l’ufficio regionale del servizio di sicurezza interna tedesco stava verificando l’autenticità della lettera.
Secondo il Berliner Zeitung, il gruppo aveva già compiuto attacchi simili in passato. A settembre, si era assunto la responsabilità del sabotaggio di due cavi elettrici nel sud-est di Berlino. Anche in quell’occasione, l’attacco aveva lasciato circa 50.000 abitazioni senza elettricità.
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Terrorismo
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