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40 parlamentari britannici firmano un emendamento per porre fine all’aborto per i bambini con sindrome di Down
Quaranta parlamentari nel Regno Unito hanno firmato un emendamento che limiterebbe gli aborti tardivi dei bambini non ancora nati con diagnosi di sindrome di Down e fornirebbe loro le stesse modeste protezioni dei bambini britannici senza disabilità. Lo riporta LifeSite.
La proposta di emendamento al disegno di legge sulla giustizia penale del governo è stata avviata dal deputato conservatore Sir Liam Fox e sostenuta da parlamentari di tutti i partiti, tra cui laburisti, SNP (Partito nazionale scozzese), Liberal democratici e DUP (Partito unionista democratico).
«C’è un notevole sostegno trasversale ai partiti per rimuovere un’anomalia nella legge britannica che consente alle persone con sindrome di Down di abortire fino a 40 settimane», ha detto Sir Fox, ex segretario alla difesa ed ex segretario di stato per il commercio internazionale.
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«Molti di noi credono che ciò sia completamente contrario allo scopo della nostra legislazione sull’uguaglianza e tratti le persone con sindrome di Down come cittadini di seconda classe quando si tratta dei loro diritti».
«Il mio emendamento eliminerebbe un’anomalia di cui molti non sapevano nemmeno l’esistenza e invierebbe un segnale sui valori che condividiamo nel sistema politico del nostro Paese», ha aggiunto.
Sir Fox è nato in Scozia in una famiglia cattolica di origini irlandesi.
L’emendamento proposto sarà votato e dibattuto come parte del più ampio disegno di legge sulla giustizia penale, che dovrebbe tornare alla Camera dei Comuni, la camera bassa del parlamento britannico, a metà aprile, dopo l’attuale pausa pasquale.
Secondo la legge britannica sull’aborto, i bambini non ancora nati possono essere abortiti fino alla 24a settimana di gravidanza. Tuttavia, sempre secondo la legge attuale, i bambini con diagnosi di sindrome di Down possono essere abortiti fino alla nascita.
L’emendamento di Fox ridurrebbe il limite di tempo per i bambini che soffrono di questa condizione genetica a 24 settimane.
Secondo le ultime statistiche sull’aborto, nel Regno Unito nel 2021 sono stati abortiti 859 bambini con diagnosi di sindrome di Down, con un aumento del 24% rispetto al 2020.
Inoltre, le statistiche mostrano un picco del 71% negli aborti di bambini con sindrome di Down alla 24a settimana di gestazione o oltre. Tali aborti sono aumentati da 14 nel 2020 a 24 l’anno successivo.
Tuttavia, i numeri reali potrebbero essere significativamente più alti di quanto indicano le statistiche ufficiali, secondo Don’t Screen Us Out («Non escludeteci»), un gruppo di difesa che si batte per la parità di diritti per le persone affette da sindrome di Down.
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Uno studio del 2013 ha mostrato che degli 886 bambini con sindrome di Down abortiti in Inghilterra e Galles nel 2010, solo 482 sono stati ufficialmente registrati nelle statistiche del governo. La sottostima degli aborti legati ad «anomalie fetali» è stata confermata in un’analisi del 2014 del Dipartimento di sanità e assistenza sociale.
Lynn Murray, portavoce dell’organizzazione Don’t Screen Us Out, ha dichiarato che «questo è un cambiamento importante alla legge, ed è fantastico vedere così tanti parlamentari sostenere questo cambiamento».
«Pochissime persone sono consapevoli di questa parte discriminatoria della nostra legge che individua i bambini con disabilità, compresa la sindrome di Down, consentendo loro di essere selezionati mediante l’aborto fino alla nascita».
Come madre di una figlia di 24 anni con sindrome di Down, la signora Murray vede «ogni giorno il valore unico che porta alla nostra famiglia e l’impatto positivo che ha sugli altri intorno a lei».
Come riportato da Renovatio 21, perfino i media mainstream, fautori dell’aborto e inconsapevoli continuatori dell’opera eugenetica dello Hitler, stanno realizzando che, in effetti, l’aborto massivo dei down è vera e propria eugenetica. In una società, peraltro, dove vige la condizione dei down celebrati per i loro risultati e al contempo massacrati impunemente nel grembo materno.
Recenti studi di paleontologia genetica hanno provato che gli uomini preistorici trattavano i bimbi down con rispetto: la società moderna, quindi, si conferma come una mortale regressione verso la disumanizzazione e il culto della morte.
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Immagine su licenza Envato
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La CEDU a gamba tesa sull’aborto in Polonia: liberi feticidi eugenetici per i cittadini UE
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«Pratiche eugenetiche discriminatorie»: allarme del bioeticista contro nuovo test sugli embrioni FIVET
Un team di accademici ha sviluppato uno strumento che permette alle coppie che si sottopongono a fecondazione in vitro (FIVET) di scegliere quali embrioni impiantare, suscitando critiche da bioeticisti che temono possa condurre a una «società distopica». Lo riporta LifeSite.
Herasight, co-fondata dall’ex docente della Duke University Jonathan Anomaly, afferma che il suo prodotto è in grado di prevedere il rischio che un embrione sviluppi patologie come glaucoma o Alzheimer, offrendo ai genitori più informazioni sugli embrioni generati tramite FIVET.
La FIVET produce generalmente tra 15 e 19 ovociti, di cui circa sei raggiungono lo stadio di blastocisti entro una settimana dalla fecondazione. Secondo Reproductive Medicine Associates, le cliniche spesso eliminano gli embrioni considerati portatori di anomalie. Anomaly ha sottolineato che Herasight non impone scelte ai genitori, ma fornisce dati genetici per supportare le loro decisioni.
«C’è una grande differenza tra uccidere persone nelle camere a gas e, sai, dare alle persone informazioni sui loro embrioni», ha dichiarato Anomaly al sito The College Fix, respingendo paragoni con l’eugenetica, pur avendo precedentemente pubblicato un saggio intitolato «Difendere l’eugenetica», in cui descriveva il termine come «scelta informata».
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Anomaly ha chiarito che Herasight si distingue da aziende come Orchid Health, che promuovono lo screening embrionale come pratica universale. «Il nostro approccio è: se stai già facendo la FIVET e probabilmente ti sottoponi a qualche test, possiamo offrirti più informazioni», ha detto.
Il dottor Aaron Kheriaty, direttore del Programma di Bioetica, Tecnologia e Sviluppo Umano presso l’Ethics and Public Policy Center, ha criticato la pratica in un commento a The College Fix. In un recente documento per la Heritage Foundation, Kheriaty ha avvertito che gli strumenti di screening embrionale sono spesso presentati come soluzioni per malattie genetiche, ma non curano gli embrioni affetti, che vengono invece distrutti se identificati come portatori di rischi.
Kheriaty ha messo in guardia contro l’estensione dello screening genetico alla selezione di tratti come intelligenza, capacità fisiche o aspetto, che potrebbe portare a «pratiche eugenetiche discriminatorie».
La Chiesa cattolica ha sempre condannato la FIVET e la fecondazione artificiale come gravemente immorali. Nel 1949, Papa Pio XII dichiarò nel suo discorso ai medici cattolici a Roma per il quarto congresso internazionale che «la fecondazione artificiale nel matrimonio, ma prodotta mercé l’elemento attivo di un terzo, è del pari immorale e, come tale, va condannata senza appello».
La Chiesa insegna inoltre che la distruzione degli embrioni equivale alla soppressione di una vita umana innocente.
Per il momento, Herasight sostiene che il suo strumento mira esclusivamente a fornire informazioni ai genitori già impegnati in un percorso di FIVET.
Come riportato da Renovatio 21, oltre alla soppressione massiva di embrioni su matrice eugenetica, la fecondazione in vitro produce il fenomeno, sempre più diffuso ma di cui nessuno ha il coraggio di parlare, delle chimere umane.
Con la compresenza di embrioni, tipica della IVF, uno degli embrioni può venire assorbito dall’altro, continuando tuttavia a svilupparsi, talvolta andando addirittura a sostituire gli organi dell’organismo ospite: vi sono quindi al mondo individui dotati di più DNA, e per questo chiamati nel gergo della biologia «chimere».
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Quindi, si hanno individui i cui organi sono in realtà dei «fratelli» chimerici – perfino gli organi sessuali, con casi allucinanti, ma già ben documentati, di persone cui tolgono i figli quando risultano non geneticamente loro, ma di fratelli e sorelle che non esistono, cioè esistono, ma dentro il loro stesso corpo.
A volte i «gemelli» continuano a crescere dentro l’organismo ospite producendo dentro le carni tessuti come capelli, occhi, etc.
Cosa poco nota, ma logica, le chimere umane sono in aumento a causa degli impianti multipli previsti dalla riproduzione artificiale: i medici inseriscono nella donna più embrioni sperando che qualcuno attecchisca. Si hanno così più parti gemellari e plurigemellari ma anche, fenomeno non sempre rilevato, casi di chimerismo.
La provetta non solo uccide milioni di embrioni ogni anno (decine e decine per ciclo, a seconda del Paese e del medico): buttati nell’azoto liquido in attesa di chissà cosa, scartati, gettati via perché «non funzionali», impiantati e morti in utero.
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Provetta e Intelligenza Artificiale, il mondo nuovo è alle porte
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Il mondo nuovo
Questa è una replica esatta di quanto predetto da Aldous Huxley nel suo romanzo futuristico del 1931. Nel 1958, l’autore tornò su questo tema nel saggio Il mondo nuovo, dove osservò che il mondo stava iniziando ad assomigliare alla sua distopia, vecchia di oltre un quarto di secolo. Ammise in un’intervista che le cose si stavano muovendo molto più velocemente di quanto avesse mai immaginato. Ma è anche l’affermazione sempre più pressante dell’eugenetica a costituire la base del pensiero non cattolico in tutte le epoche. Questa eugenetica emerse negli ambienti pagani, come sottolinea Charles Camosy; scomparve poi sotto l’influenza del cattolicesimo, per riapparire nei paesi protestanti a partire dal XVIII secolo. Questa eugenetica riacquistò gradualmente una posizione dominante sotto l’influenza delle teorie di Charles Darwin e del cugino Francis Galton, nonché del malthusianesimo. L’eugenetica è attualmente la filosofia e la pratica degli ambienti medici che operano nel campo della riproduzione. (…) L’unico modo per opporsi a questa presa di possesso della vita come «materia da gestire» (dottor Pierre Simon), resta la dottrina cattolica, concepita nella sua interezza e senza concessioni. Articolo previamente apparso su FSSPX.News.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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