Sonniferi, rischio d’incidenti, ferite d’arma da fuoco e amnesia “Jason Bourne”

 

 

 

Milioni di americani assumono ogni giorno milioni di pillole per dormire – segno, secondo gli esperti, che gli umani non sono stati progettati per vivere in un mondo sempre connesso e sottoposto a stimolazioni costanti. Ne parla un recente articolo del Los Angeles Times.

Una gallina dalle uova d’oro per le multinazionali farmaceutiche, che hanno attuato campagne di marketing milionarie basate sull’assunto che tutti meritano una bella nottata di riposo

 

Tutte queste pillole, che creano dipendenza, hanno effetti collaterali potenzialmente pericolosi. Perciò la Food and Drug Administration (FDA) ha divulgato un’allerta.

 

«Alcuni medicinali prescritti per combattere l’insonnia hanno causato danni, pochi ma gravi», afferma l’agenzia, aggiungendo che le persone «camminano e guidano nel sonno, o svolgono altre attività quando non sono completamente sveglie».

 

La FDA ora chiede che le pillole contro l’insonnia più diffuse riportino l’avviso che sono più pericolose di quanto si creda. Ha anche indicato Ambien, Lunesta e Sonata come le più preoccupanti.

«Alcuni medicinali prescritti per combattere l’insonnia hanno causato danni, pochi ma gravi» afferma la FDA, aggiungendo che le persone «camminano e guidano nel sonno, o svolgono altre attività quando non sono completamente sveglie».

 

Quanto è grave il problema? I ricercatori del governo hanno scoperto 66 casi di «strani comportamenti nel sonno avvenuti durante l’assunzione di questi farmaci negli ultimi 26 anni che hanno provocato gravi danni, tra cui anche la morte», riporta l’agenzia.

 

«Questi comportamenti includono overdose accidentale, cadute, ustioni, annegamenti, esposizione a temperature estremamente calde o fredde tali da provocare la perdita di arti, avvelenamento da monossido di carbonio, ipotermia, incidenti stradali con il paziente alla guida, ferite d’arma da fuoco auto-inflitte e tentativi di suicidio», continua.

 

«Solitamente i pazienti non ricordano gli episodi».

 

Stiamo diventando una nazione di Jason Bourne, ma senza le sue avventure fantastiche.

«Overdose accidentale, cadute, ustioni, annegamenti, esposizione a temperature estremamente calde o fredde tali da provocare la perdita di arti, avvelenamento da monossido di carbonio, ipotermia, incidenti stradali con il paziente alla guida, ferite d’arma da fuoco auto-inflitte e tentativi di suicidio»

 

E tutto perché non riusciamo a chiudere occhio.

 

Jerome Siegel, ricercatore sui meccanismi del sonno alla UCLA, afferma che stiamo esagerando con l’utilizzo di medicinali per dormire.

«Ci sono situazioni in cui un uso limitato di sonniferi può essere d’aiuto”, dice. “Ma anche questo è discutibile. Se lo chiedete a me, direi che nessuno dovrebbe assumerne».

 

«Ci sono prove che le pillole per dormire sono prescritte con troppa facilità e si presta troppa poca attenzione agli effetti collaterali o agli approcci alternativi», dice al Los Angeles Times Bryce Mander, assistente professore di psichiatria e comportamento umano alla UC Irvine.

 

Secondo il Center for Disease Control and Prevention, quasi 70 milioni di americani «soffrono di insufficienza o disturbi del sonno». Il CDC stima che il 4% degli americani adulti assuma farmaci per dormire. Cioè 10 milioni di persone di persone. Spendono circa 2 miliardi di dollari l’anno, senza contare i milioni spesi in farmaci da banco e integratori naturali, come la melatonina.

Il CDC stima che il 4% degli americani adulti assuma farmaci per dormire. Cioè 10 milioni di persone di persone. Spendono circa 2 miliardi di dollari l’anno, senza contare i milioni spesi in farmaci da banco e integratori naturali, come la melatonina

 

Inutile dire che rappresenta una gallina dalle uova d’oro per le multinazionali farmaceutiche, che hanno attuato campagne di marketing milionarie basate sull’assunto che tutti meritano una bella nottata di riposo.

 

«Quello del sonno è un grande business negli Stati Uniti», dice Raj Dasgupta, ricercatore sui meccanismi del sonno alla USC. Le pubblicità televisive per i sonniferi sono efficaci, dice, perché «le persone cercano sempre una scorciatoia».

 

Una portavoce della Pharmaceutical Research and Manufacturers of America, il gruppo commerciale principale dell’industria farmaceutica, ha rifiutato di commentare. Il piccolo sporco segreto del business dei sonniferi è che il farmaco in realtà non risolve nulla. Se soffri di problemi del sonno cronici, probabilmente riemergeranno nel momento esatto in cui smetterai di assumere le medicine.

Il piccolo sporco segreto del business dei sonniferi è che il farmaco in realtà non risolve nulla. Se soffri di problemi del sonno cronici, probabilmente riemergeranno nel momento esatto in cui smetterai di assumere le medicine. Se riuscirai a smettere.

 

Se riuscirai a smettere.

 

«Anche se la gente cura, con discreto successo, l’insonnia con le pillole, molti ne diventano dipendenti», si  legge sul sito di Addiction Center. «Mentre la tollerabilità aumenta, molti si accorgono di dover assumere dosaggi maggiori per ottenere l’effetto desiderato».

 

I dosaggi elevati, di conseguenza, possono dare luogo a devastanti sintomi di astinenza quando cerchi di smettere.

 

«Per brevi periodi di insonnia o nella fase acuta, l’utilizzo di sonniferi prescritti dal medico per una o due settimane può essere un valido aiuto per spezzare il circolo della mancanza di riposo ma non possono essere usati per i casi cronici», dice Clete A. Kushida, neurologo specializzato in disturbi del sonno alla Stanford University.

I dosaggi elevati, di conseguenza, possono dare luogo a devastanti sintomi di astinenza quando cerchi di smettere.

 

Considerate questo: uno studio del 2007 finanziato dal National Institute of Health ha scoperto che i sonniferi aiutavano le persone ad addormentarsi 13 minuti prima dei pazienti a cui era stato somministrato un placebo, e la durata totale del sonno era aumentata di soli 11 minuti.

 

La mossa più saggia, secondo gli esperti, è praticare quella che chiamano «corretta igiene del sonno».

In parole povere, significa utilizzare il buonsenso. Limitare i sonnellini pomeridiani a non più di 30 minuti, fare esercizio, evitare eccitanti come la caffeina o la nicotina prima di coricarsi.

Quello del sonno è un grande business negli Stati Uniti»

Siegel della UCLA consiglia di controllare le abitudini del sonno, alzandosi alla stessa ora ogni giorno, weekend compresi. Sì, i primi giorni sarete un po’ intontiti se siete abituati ad andare a letto tardi o avete faticato ad addormentarvi la notte prima. Alla lunga, il vostro organismo si adatterà alla nuova routine e svilupperà un ciclo che consentirà sette o otto ore di riposo.