Gender
Vescovo elvetico risponde a Bergoglio: «una pratica e un’unione peccaminosa non possono essere benedette»
Monsignor Marian Eleganti ha risposto alla dichiarazione vaticana Fiducia supplicans spiegando le ragioni per cui le coppie dello stesso sesso non possono essere benedette.
«Il cosiddetto magistero di Francesco, che si presenta come qualcosa di nuovo e senza precedenti rispetto alla tradizione, è un neologismo concettuale senza senso del cardinale Fernandez, perché i papi, come i vescovi, sono custodi dell’insegnamento della Chiesa e della sua tradizione ininterrotta», ha scritto il prelato in un saggio pubblicato dal sito kath.net.
«Le verità sono eterne e non cambiano con lo spirito del tempo. In altre parole, papi e vescovi non apportano nulla di proprio, ma interpretano la fede costante della Chiesa secondo la tradizione senza rompere con essa».
«Resta dunque il caso che una pratica e un’unione peccaminosa non può essere benedetta perché contraddice l’ordine della creazione e la volontà di Dio, e in tal caso la benedizione non può né essere data né ricevuta fruttuosamente (cfr. la giustificazione nella Responsum ad dubium della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla benedizione delle unioni di persone dello stesso sesso dal 2021 sotto il Card. Ladaria)».
«La Chiesa lo ha sempre insegnato», ha affermato l’ex vescovo ausiliare di Coira.
Eleganti ha spiegato che la benedizione è un sacramentale e quindi è valida solo se chi la riceve e chi l’amministra hanno la giusta disposizione. Si differenzia dai sette sacramenti, che sono sempre validi indipendentemente dalle proprie convinzioni interiori.
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«Le benedizioni senza la giusta disposizione interiore dell’amministratore e del destinatario sono inefficaci perché le benedizioni non funzionano ex opere operato (dal lavoro svolto) come i sacramenti», ha detto il vescovo svizzero.
«Sono sacramentali. Non esiste una comprensione nuova ed estesa a questo riguardo, solo false affermazioni. Nella concezione tradizionale non esiste una benedizione di prima classe (liturgica) e una di seconda classe (spontanea) da parte dei sacerdoti».
«Tuttavia, se nel nostro contesto viene data la giusta disposizione interiore, allora queste persone cercano di pentirsi, di abbandonare una pratica oggettivamente peccaminosa (concubinato e interazione sessuale) e di correggerla», ha continuato.
«Per questo possono ricevere la benedizione per la crescita nella grazia e per il successo dei loro sforzi morali e dei loro prossimi passi nella buona direzione, ma non come coppia a causa dell’incomprensione e dell’impossibilità di tale benedizione».
«”Possa il Signore concederti la giusta comprensione, rafforzarti nel bene e rafforzarti nella tua decisione di osservare i Suoi comandamenti. Che Egli vi accompagni nel pentimento con la sua grazia!” Tutto ciò che va oltre è sofismo e non aderisce agli insegnamenti della Chiesa ma li mina», ha affermato Eleganti.
«Si tratta di teologia, non di psicologia. La Chiesa non può contraddirsi attraverso i secoli ma cresce nella sua comprensione della rivelazione. La valutazione negativa dell’omosessualità appartiene a quest’ultima».
Come riportato da Renovatio 21, il documento Fiducia Supplicans ha scatenato l’immediata reazione ufficiale, con tanto di divieti, di vescovi in Kazakistan, Malawi, Zambia, Ucraina, anche nel rito greco-cattolico.
I vescovi del Camerun hanno dichiarato che «l’omosessualità mette l’umanità contro se stessa e la distrugge» arrivando a proibire «formalmente ogni benedizione alle coppie omosessuali».
Le Conferenze Episcopali tedesca ed austriaca hanno invece plaudito al nuovo scandaloso documento Vaticano.
Un netto rifiuto è arrivato anche da centinaia di sacerdoti appartenenti alla Confraternita Britannica del Clero Cattolico (BCCC).
Sono arrivate anche le reazioni del cardinale Mueller, che parla di «blasfermia» e di monsignor Carlo Maria Viganò, che ha detto che con questa nuova mossa pro-Sodoma la chiesa bergogliana si rivela una volta di più come «concubina del Nuovo Ordine Mondiale».
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Immagine screenshot da YouTube
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Transessuale neonazista accusato di aver pianificato una strage in un tempio indù
19-year-old Alexandros Paporakis arrested in Illinois for plotting a mass shooting at a Hindu temple in Aurora, He targeted Indians, had an AR-style rifle, 300 rounds, body armor and a neo-Nazi manifesto, The attack failed when his gun jammed; a co-worker tipped off police.
When… pic.twitter.com/U3WSqhGjXa — Red Vanguard (@RedDeFacto) October 15, 2026
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Transessuale afferma di aver ucciso una donna per trans-gelosia
La storia è riportata da LifeSite. Il 28 aprile 2023, Lauren Heike, 29 anni, stava facendo un’escursione in solitaria nel deserto di Phoenix, in Arizona. Un uomo di 22 anni l’ha improvvisamente aggredita, accoltellandola brutalmente 15 volte. Ha tentato di fuggire attraverso una recinzione di filo spinato, ma senza successo; gli investigatori hanno riscontrato ferite da difesa sulle sue mani e sugli avambracci. È stata trovata morta il giorno successivo e le autorità hanno concluso che non era stata vittima di violenza sessuale. L’aggressore voleva semplicemente ucciderla.
Il 2 ottobre, Zion Teasley si è dichiarato colpevole di omicidio di primo grado e dovrà affrontare una condanna all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Ma c’è un colpo di scena in questa macabra storia: secondo Teasley, egli avrebbe ucciso Heike in un impeto di «gelosia transgender». Il Teasley credeva di essere transgender e fu sopraffatto dalla furia quando la vide sul sentiero perché voleva assomigliarle. Così, la seguì e la uccise. Non l’aveva mai incontrata prima.
«Un ventiquattrenne in conflitto con la propria identità di genere ha brutalmente assassinato una giovane donna dopo essere stato colto da un raptus di gelosia a causa della sua bellezza, secondo quanto riportato dalla polizia», ha riferito il New York Post. «La polizia ha rivelato che Teasley, prima del suo arresto, aveva detto della Heike: “È così che vorrei essere”». Gli investigatori hanno anche affermato di aver trovato una foto di Teasley che indossava un abito simile a quello che Heike indossava quando è stata uccisa.
Nei giorni precedenti all’omicidio della giovane donna, il Teasley aveva scritto di essere transgender. «Ho lottato con la mia identità di genere e la mia sessualità», ha scritto il Teasley nel suo diario, secondo quanto riportato da ABC15. «Sono cristiano, quindi questo non è permesso. Voglio vivere una vita al servizio di Dio, ma come posso farlo con questi e altri peccati di mezzo? So di essere perdonato per i miei peccati. Ma è comunque una grande pressione ed è difficile mantenere una buona mentalità cristiana 24 ore su 24, 7 giorni su 7».
Dopo aver ucciso la Heike, il Teasley ha cercato le foto della giovane donna sui suoi profili social. Gli avvocati dell’assassino si sono rivolti a lui usando il pronome «lei» in tribunale.
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«La polizia ha notato un altro screenshot che suggerisce che Teasley potesse essere depresso, con la scritta “quando vedo una bella donna e sono un uomo”», ha riportato dal sito femminista Reduxx. «Quando gli investigatori hanno chiesto a Teasley se avesse pianificato l’omicidio di Heike, lui ha risposto: “Vi dico, se avessi intenzione di fare una cosa del genere, non sarebbe sicuramente premeditata”».
Nonostante la presunta spontaneità dell’omicidio di Lauren Heike, Teasley aveva altri precedenti penali. Era noto per il suo comportamento «aggressivo nei confronti delle dipendenti» e per questo aveva perso un lavoro. Si era inoltre dichiarato colpevole di sfruttamento sessuale di minore dopo che gli investigatori avevano scoperto che era stato destinatario di materiale pedopornografico diversi anni prima. Nel gennaio del 2020 aveva anche aggredito una donna con un coltello.
«Dopo tre anni e mezzo incredibilmente lunghi e dolorosi, la nostra famiglia appoggia la decisione dello Stato di raggiungere un accordo con la procura nel caso di Lauren», ha dichiarato la famiglia Heike in un comunicato. «Questo significa che non dovremo affrontare un processo né sederci in un’aula di tribunale e ascoltare ogni doloroso dettaglio del crimine che ci ha portato via Lauren. È un immenso sollievo sapere che ci verrà risparmiato questo ulteriore trauma».
La questione della trans-gelosia nei confronti delle donne è emersa negli ultimi anni specialmente nel mondo del lavoro.
Nel contesto professionale, influenzato dalle teorie sull’identità di genere, emergono casi in cui transessuali maschi si sentono offesi o presentano denunce formali contro colleghe donne per discorsi che richiamano aspetti biologici della femminilità, come le mestruazioni. Un esempio documentato riguarda un’avvocata legata al Department for Environment, Food & Rural Affairs (DEFRA) britannico citata in tribunale da un collega di un ente affiliato per affermazioni ritenute molestie che creano un ambiente ostile, degradante e offensivo. Tra i fatti contestati figurava una dichiarazione resa durante un seminario sull’autismo femminile in cui la donna aveva affermato che «solo le donne mestruano», insieme a post interni che evidenziavano come genere, identità di genere ed espressione di genere non fossero caratteristiche protette dall’Equality Act, e link a materiali critici verso l’ideologia di genere.
Le accuse personali contro la donna sono state successivamente ritirate, ma il caso ha illustrato come una semplice enunciazione di realtà biologica – le mestruazioni riguardano solo le femmine biologiche, dotate di utero e ciclo riproduttivo – possa essere trattata come condotta lesiva. Episodi simili, spesso non giunti a tribunale ma gestiti tramite i dipartimenti di risorse umane o segnalazioni interne, contribuiscono a un clima in cui le donne si autocensurano nel parlare di esperienze corporee femminili per evitare accuse di esclusione o transfobia, nonostante la biologia resti inalterata: nessun maschio, indipendentemente dall’identità dichiarata, presenta mestruazioni. Questo genera tensioni tra la libertà di esprimere fatti osservabili e le richieste di affermazione identitaria sul posto di lavoro.
Nel frattempo, la foga predatoria dei transessuali contro le donne si sfoga, registra Renovatio 21, nello sport, dove i trans fanno incetta di medaglie in tutte le discipline femminili.
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Assassino di bambini transessuale egiziano: accusato di molestie ed esibizionismo
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