Bizzarria
Trump trolla tutti con un video AI in cui bombarda di escrementi i manifestanti «No Kings»
Il presidente statunitense Donald Trump ha ridicolizzato le proteste «No Kings», diffondendo su Truth Social vari video generati dall’intelligenza artificiale, tra cui uno in cui rovescia sulla folla quella che appare come una massa di escrementi.
Sabato gli Stati Uniti sono stati teatro di un’ondata di dimostrazioni contro l’amministrazione Trump, con grandi raduni organizzati in oltre 2.500 luoghi in tutto il territorio nazionale.
I partecipanti accusano il presidente di abuso di potere e di erosione della democrazia, criticando inoltre la sua politica repressiva verso gli immigrati irregolari e l’impiego di truppe nelle città con la motivazione di contrastare la criminalità diffusa.
In risposta, Trump ha postato sui social media clip create con l’IA, inclusi filmati inizialmente caricati da Xerias, un account X pro-Trump noto per produrre meme digitali.
Una delle sequenze mostra Trump ai comandi di un jet da combattimento battezzato «King Trump», che scarica enormi masse di materia fecale su una folla di manifestanti – con in sottofondo la canzone di Kenny Loggins Danger Zone, irrimediabilmente associata alla celeberrima pellicola aeronautica Top Gun (1986), che la utilizza ben tre volte nella storia con protagonista il Tom Cruise.
Il video AI rilanciato dal presidente include anche un’immagine condivisa durante la protesta di New York dall’influencer progressista Harry Sisson, che nel video finisce sommerso, come tutta la serqua di manifestanti «No Kinghi» da una poderosa quantità di materia escrementizia.
President Trump just posted this on Truth Social today in response to the No Kings protests. 😅
He’s dropping crap on the protestors from a fighter jet. pic.twitter.com/7uBornAOBE
— Laura Loomer (@LauraLoomer) October 19, 2025
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Il Sisson, idolo tiktoker progressista, l’ha presa male. Domenica mattina, Sisson ha replicato su X al video che lo ritraeva: «un giornalista può domandare a Trump il motivo per cui ha postato un filmato generato dall’IA in cui mi fa cadere la cacca addosso da un caccia?».
Il ragazzo ha quindi proceduto ad insultare Trump dicendo che nella realtà l’aereo non sarebbe potuto decollare a causa del «fat ass» («culo grasso») del presidente. Per fare ciò, il Sissone rimanda in onda per intero l’irresistibile video, di fatto ampliandone la portata.
That plane wouldn’t have made it off the ground with your fatass in the pilot’s seat. https://t.co/9qPts2otJQ
— Harry Sisson (@harryjsisson) October 19, 2025
In un’altra clip, originariamente diffusa dal vicepresidente JD Vance e condivisa da Trump, il presidente indossa una corona e un mantello, estrae una spada e si erge trionfante sugli avversari democrat.
JD Vance melted the blue sky servers today with a King Trump meme 😆 absolute banger🔥 pic.twitter.com/eG4EP3wNh7
— Dirty Civilian WV (@Dirty_Civilian) October 18, 2025
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Il montaggio condiviso dal Vance termina con figure di spicco del Partito Democratico, come l’ex speaker della Camera Nancy Pelosi e il leader dell’opposizione al Senato Chuck Schumer, in ginocchio ai suoi piedi. Si tratta qui di un’allusione esplicita a una sessione fotografica del 2020 in onore di George Floyd.
I contenuti di Trump hanno suscitato risposte polarizzate: i suoi sostenitori li hanno rilanciati con entusiasmo, mentre detrattori come il senatore democratico Brian Schatz li hanno aspramente censurati. «Perché il Presidente dovrebbe diffondere online un’immagine in cui scarica feci sulle città americane?», ha twittato Schatz su X.
I progressisti americani non hanno ancora capito veramente che per la prima volta alla Casa Bianca c’è un presidente troll, e di capacità di trollaggio eccelse, o meglio quello che l’antropologia dell’internetto oggi definisce uno shitposter. Parola assai adeguata anche al caso presente.
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Immagine screenshot da Twitter
Bizzarria
Sosia di Adolfo Hitler convocato in tribunale: oltre il cosplay, la grande lezione della storia
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La foto scattata in Colombia nel dopoguerra dall’agente Phillip Citroen, e alimenta ancora oggi le teorie per cui Hitler sarebbe sopravvissuto e fuggito in Sudamerica (da cui la famosa barzelletta dove Merz lo va a trovare in un villaggio della foresta amazzonica per chiedergli di tornare e risolvere i problemi del Paese ma il vecchio Hitler accetta solo ad una condizione: «cattivi, stavolta!»)
Ora, è chiaro al lettore che in realtà nessuno di costoro assomiglia davvero allo Hitler, perché – esattamente come Trump per la chioma bionda irrealistica – egli ha saputo trasformare un tratto unico, il baffetto (cui volendo si può aggiungere il capello col riportino), in un brand di potenza devastante: se mettete il baffetto quadrato sotto non solo a qualsiasi persona, ma a quasliasi cosa, essa diventa magicamente «Hitler»
Ne sa qualcosa Amazon, che anni fa dovette cambiare un logo di una sua app perché varie persone avevano iniziato a sostenere che esso ricordava la faccia del Fuhrer.
Ricordiamo al lettore di Renovatio 21, ancora una volta, la legge di Godwin. Mike Godwin, informatico pioniere delle prime reti tra computer (quella che utilizzava lui si chiamava Usenet, antesignana di Internet) ebbe a formulare una inviolabile legge per cui «mano a mano che una discussione su Usenet si allunga, la probabilità di un paragone riguardante i nazisti o Hitler si avvicina ad 1».
È come dire: Hitler è una maledizione semiotica da cui il mondo potrebbe non guarire mai. A meno che i giornali ed alcuni committenti, che chissà perché vogliono che ci ricordiamo di lui (con giorni specifici ad inizio anno dedicati alla sua demonizzazione), non la piantino – oppure, la buttiamo là, potrebbero commettere l’errore di iniziare a fare loro stessi quello che ha fatto Hitler, in modo da far uscire tutti dall’incantesimo del baffetto che appare ubiquamente.
Sappiamo bene che ciò non succederà: ma quando mai le vittime poi diventano carnefici? Quando mai chi subisce un genocidio, poi lo perpetra a sua volta? Quando mai chi viene schiacciato dal suprematismo razziale, poi si mette a praticarlo su piano genetico-religioso?
Per fortuna, l’umanità impara sempre dalla sua storia.
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Bizzarria
Passeggero di un Boeing Ryanair parzialmente risucchiato fuori dall’oblò
Un passeggero sarebbe stato parzialmente risucchiato fuori da un Boeing 737 della Ryanair dopo che un finestrino è esploso in circostanze non chiare poco dopo il decollo. La notizia sta facendo il giro del mondo.
L’incidente è avvenuto venerdì a bordo del volo FR1879 dalla Grecia alla Germania, operato da Malta Air, compagnia sussidiaria di Ryanair. Secondo diverse fonti giornalistiche, uno dei motori dell’aereo ha avuto un malfunzionamento, proiettando detriti nella fusoliera. Un frammento avrebbe mandato in frantumi un oblàdella cabina, causando il parziale risucchio all’esterno del passeggero seduto accanto.
Il cittadino serbo di 61 anni ha riportato contusioni e ustioni da attrito causate dall’aria gelida ed è stato ricoverato in ospedale in istato di shock dopo l’atterraggio dell’aereo. Secondo le ricostruzioni, è riuscito a evitare di essere estratto dall’aereo perché indossava la cintura di sicurezza, mentre la moglie gli avrebbe afferrato le gambe e altri passeggeri lo avrebbero aiutato a rientrare.
BREAKING: Ryanair passenger reportedly saved from being sucked out the cabin after window fails during a flight from Thessaloniki to Memmingen.
According to local media Ryanair flight FR1879, a Boeing 737-8AS, returned safely to Greece on Friday after part of a damaged engine… pic.twitter.com/YPgRodjPFp
— Breaking Aviation News & Videos (@aviationbrk) July 10, 2026
NEW: Ryanair passenger, 61, nearly sucked out of Greece–Germany flight after damaged engine debris shatters cabin window; suffers friction burns pic.twitter.com/L8cpxF1Ad9
— Rapid Report (@RapidReport2025) July 10, 2026
🔵#Grecia È accaduto su un volo Ryanair da Salonicco. Un finestrino si è staccato dopo il decollo. Un passeggero ha rischiato di essere risucchiato all’esterno. A evitare il peggio la moglie e gli altri passeggeri che sono riusciti a trattenerlo. L’aereo è subito rientrato. pic.twitter.com/EHUkewkz5y
— Rai Radio1 (@Radio1Rai) July 10, 2026
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Un filmato girato poco dopo l’incidente e diffuso online mostra il finestrino completamente distrutto e parzialmente ostruito da una scatola. Secondo quanto riportato, l’incidente ha scatenato il panico a bordo, con l’attivazione delle maschere d’ossigeno a causa della depressurizzazione.
Ryanair ha confermato l’incidente, dichiarando che l’aereo è riuscito a tornare all’aeroporto in sicurezza e che è stato predisposto un aereo sostitutivo per i passeggeri rimasti a terra. La compagnia aerea non ha fornito dettagli su cosa abbia esattamente causato il malfunzionamento del finestrino.
«Un volo Ryanair da Salonicco a Memmingen, partito venerdì mattina, è tornato a Salonicco poco dopo il decollo a causa del distacco di un finestrino durante il volo», ha dichiarato la compagnia.
Boeing ha dichiarato di essere a conoscenza dell’incidente e di essere «in contatto con Ryanair».
Se un oblò esplode o si rompe durante un volo di linea, si verifica una depressurizzazione rapida o esplosiva della cabina a causa dell’enorme differenza di pressione tra l’interno pressurizzato dell’aereo e l’aria rarefatta dell’alta quota. L’evento è violento, tuttavia i piloti, in teoria, sono addestrati a gestirlo in sicurezza. La cintura di sicurezza allacciata evita che i passeggeri vengano scagliati fuori dall’aereo.
Al momento della distruzione del finestrino, si avverte un rumore assordante generato dal vento e dal flusso d’aria. Contemporaneamente, l’improvviso calo di pressione e temperatura causa la condensazione istantanea dell’umidità, riempiendo la cabina di una fitta nebbia bianca. La temperatura crolla in pochi istanti a livelli estremi (anche fino a -40 °C o -50 °C se l’aereo si trova a quota di crociera), accompagnata da correnti d’aria violentissime.
I piloti attivano immediatamente una procedura standard che prevede una discesa picchiata controllata ma estremamente ripida. L’obiettivo è portare l’aereo sotto i 10.000 piedi (circa 3.000 metri) di quota nel minor tempo possibile. A questa altitudine l’aria esterna è respirabile e le maschere d’ossigeno non sono più necessarie.
Una volta raggiunta una quota sicura e stabilizzata la situazione a bordo, i piloti dichiarano lo stato di emergenza alle torri di controllo e dirigono l’aeromobile verso l’aeroporto più vicino per effettuare un atterraggio immediato.
Non si tratta del primo problema in cui l’industria aerospaziale Boeing è incorsa in questi anni. Un mese fa il carrello di atterraggio anteriore di un Boeing 787 è collassato improvvisamente mentre l’aereo era parcheggiato a un gate dell’aeroporto di Francoforte.
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa la Federal Aviation Administration (FAA), l’ente di controllo del volo degli Stati Uniti, aveva emesso una direttiva all’inizio di quest’anno avvertendo che un difetto negli aerei Boeing 777 potrebbe causare «incendio o esplosione» se non risolto.
Come riportato da Renovatio 21, in quel periodo due ex lavoratori della Boeing, divenuti informatori sui problemi dell’azienda, erano stati trovati morti. settimane.
Problemi anche per un satellite Boeing Intelsat-33 che due anni fa aveva lasciato pensare che avrebbe potuto scatenare un processo di distruzione orbitale.
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Immagine di Michael Oldfield via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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Donna di colore vince concorso per sosia di Beniamino Franklin
A black woman has won the Benjamin Franklin lookalike contest in Philadelphia.🥴🥴🥴 pic.twitter.com/tO9eDkM6Qd
— Trumpusa1 (@Trumpusa1A1) July 5, 2026
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