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Misteri

Storia commerciale della tavoletta per evocare gli spiriti

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Tutti abbiamo una qualche immagine delle tavolette usate per evocare gli spiriti: su supporto cartonato o ligneo, sono stampate l’alfabeto, i numero dallo zero al nove, le parole «sì» e «no», talvolta, in una variazione possibile, la parola «addio».

 

Si tratta dello strumento per eccellenza per le sedute spiritiche. Non sappiamo se sia quello utilizzato anche da Prodi e dagli amici nel 1978 per conoscere l’ubicazione del presidente DC Aldo Moro, in quei giorni rapito, ma immaginiamo fosse qualcosa di simile. (Gli spiriti peraltro ci avevano azzeccato: avevano detto Gradoli, e di fatto Moro stava in via Gradoli, nel palazzo in odore di servizi segreti dove anni dopo fu trovato il governatore del Lazio Marrazzo con alcuni trans sudamericani)

 

Da numerosi film, telefilm e altri prodotti della cultura popolare dell’ultimo secolo abbiamo imparato che il suo uso consiste nel «chiedere» allo spirito una determinata domanda, e vedere come risponde attraverso un indicatore, che è un tappo, o un pezzo di vetro, o qualcosa di simile sul quale i partecipanti pongono il dito. L’indicatore si muove attraverso la tavoletta andando a formare lettera per lettera la risposta.

 

Secondo alcuni questo rito era già in uso nell’età antica, durante la dinastia Song in Cina (960–1279) e forsanche da Pitagora. Tuttavia al fenomeno fu data una struttura e trovato un nome da due businessmen statunitensi di fine Ottocento, Elijah Jefferson Bond e Charles Kennard, che la misero in commercio nel 1890. Dieci anni dopo un impiegato del Kennard di nome William Fuld acquistò i diritti dell’«invenzione» dei due imprenditori, e ricominciò a confenzionarla dandole il nome con cui è ancora oggi conosciuta nel mondo anglofono, Ouija Board, «Tavoletta Ouija».

 

Si prega di notare, quindi, che si tratta di un vero marchio commerciale, che nel 1991 passò al produttore di giocattoli Hasbro.

 

Ouija, quindi è un brand, esattamente Kleenex, Mars o Coca Cola. Al momento Ouija non ha competitor: nessuna Pepsi osa introdursi in questo mercato. Perché, come spiega un recente articolo della newsletter di economia e marketing The Hustle, è un mercato a tutti gli effetti.

 

Le origini della tavoletta spiritica vanno ricercate nella storia del cosiddetto «burned-over district» (il «quartiere bruciato»), una serie di regioni centrali ed occidentali dello Stato di New York che nella prima parte dell’Ottocento furono segnate da inusuali fervori religiosi e spirituali. Lì ha avuto le sue visioni Joseph Smith, profetico fondatore del mormonismo. Lì avrebbero preso piede alcune sette apocalitiche come quella dei milleriti, che credevano che la Seconda Venuta di Gesù Cristo si sarebbe realizzata il 22 ottobre 1844. Lì avvenne l’esperimento utopico-distopico dell’Oneida Society, che prevedeva matrimoni di gruppo con coppie decise dalle commissioni e i bambini cresciuti dalla collettività invece che da padre e madre. L’elenco va avanti per molto.

 

Sempre nel burned-over district fecero la propria comparsa le sorelle Fox, che conducevano le prime sedute spiritiche intorno al 1848, portando alla formazione del Movimento Americano di Spiritualismo, che insegnava la comunione con i morti.

 

Le sorelle Fox sono solitamente considerate l’origine dell’interesse americano per lo spiritismo. Le Fox sostenevano di essere in grado di interpretare colpi su mobili e pareti come messaggi mandati dagli spiriti.

 

Tuttavia, già all’epoca alcuni cominciavano a sostenere che era possibile comunicare con il mondo dei morti tramite le «tavolette parlanti». Un articolo del 28 marzo 1886 del New York Daily Tribune descriveva quanto fosse facile costruire il «nuovo schema per la comunicazione misteriosa»: c’era solo bisogno di una tavola contrassegnata da lettere e numeri e una planchette (francese per “piccola tavola”) per indicarli.

 

Tra questi primi appassionati delle tavolette parlanti c’era il Charles Kennard, un imprenditore di fertilizzanti a Chestertown, nel Maryland, il quale, si dice, avesse in realtà pochi interessi oltre che al business. Il Kennard collaborò quindi con un becchino e falegname di nome E.C. Reiche per produrre e vendere una dozzina di tavolette spiritiche. Quando suggerì di avviare un’attività insieme, il Reiche non riuscì a vedere un profitto in qualcosa che le persone, pensava, potevano tranquillamente realizzare da sole.

 

Il Kennard tuttavia non demorse. Dopo che la sua attività di fertilizzanti si esaurì a causa della concorrenza e della siccità nel 1889, si trasferì a Baltimora per ricominciare. Lì, incontrò l’avvocato specializzato in brevetti Elijah Bond, il quale invece mostrò interesse per l’idea, anche perché la cognata Helen Peters sosteneva di essere una medium.

 

In alcune lettere scoperte dal presidente della Talking Board Historical Society (un’associazione che si occupa di storia della tavoletta) Robert Murch, il Kennard scrisse di una seduta spiritica tenuta dalla Peters nell’aprile 1890, durante la quale affermò di aver chiesto alla tavoletta come voleva essere chiamata. «O-U-I-J-A», scandì la tavola, aggiungendo al gruppo spiritista che l’espressione significava «buona fortuna».

 

Ouija non è una parola in alcuna lingua conosciuta. Alcuni hanno pensato che possa essere la crasi della parole francese oui («sì») e quella tedesca ja (sempre «sì»), tuttavia non vi è conferma. Lo storico della tavoletta Murch ha ipotizzato che potrebbe essere stato un errore di ortografia: forse volevano scrivere «Ouida», il soprannome di Maria Louise Ramé, una scrittrice che la medium Peters ammirava. Non c’è verso di capire se questa teoria dica il vero.

 

La fede nel prodotto crebbe nel Kennardo, che fondò la Kennard Novelty Company il 30 ottobre 1890, con altri investitori investitori: il colonnello Washington Bowie, John F. Green, Harry Welles Rusk e William H.A. Maupin. La missione dell’azienda era vendere tavolette Ouija come non ci fosse un domani.

 

L’avvocato Bond quindi depositò Ouija come marchio registrato; fu inoltre depositato anche un brevetto (ebbene sì) della tavoletta spiritica. Secondo le ricerche di Murch, l’ufficio brevetti aveva rifiutato dispositivi simili perché i loro creatori non potevano provare che evocassero gli spiriti. Bond risolse il problema portandosi appresso la cognata medium, incontrando impiegato dopo impiegato dell’ufficio brevetti fino ad arrivare al capo ufficio. Il quale disse che se quell’«aggeggio» avesse saputo scandire il suo nome, avrebbe rilasciato il brevetto. Il Bond e la Peters si misero all’opera e diedero la dimostrazione richiesta. Il brevetto fu ottenuto, e non solo quello: grazie all’episodio, era possibili pubblicizzare la tavoletta con la frase «proven at the patent office», «testato all’ufficio brevetti».

 

 

Immagine da Google Patent

 

 

Nel 1892, le tavolette Ouija erano così popolari che la Kennard Novelty Company costruì ulteriori fabbriche a New York, Londra e Chicago e una seconda filiale a Baltimora. Le tavolette erano vendute per 1 dollaro, prezzo che corrisponde a circa 33 dollari di oggi. Non tutto andò liscio. Il becchino Reiche tornò a farsi vedere per chiedere una fetta dei ricavi. Il Kennard e il Mapin uscirono dall’azienda nel 1892, mentre l’avvocato Bond uscì dopo aver fallito la supervisione di una filiale nel Regno Unito.

 

Rimase il colonnello Bowie, che ribattezzò l’azienda come Ouija Novelty Company e vi arruolò tale William Fuld, suo amico e già verniciatore dell’azienda, per produrre le tavolette assieme al fratello Isaac. Per ragioni non conosciute, nel 1901 l’azienda siglò un accordo esclusivo con William Fuld, l’uomo che fece da vero propulsore al business degli strumenti medianici.

 

Nel 1918, il Fuld costruì una fabbrica a tre piani a Baltimora, spendendo 100 mila dollari dell’epoca (oggi sarebbero, 1,9 milioni). Lo fece per un motivo preciso: la tavoletta Ouija gli aveva detto di «prepararsi per il grande business».

 

Di fatto, la tavoletta divenne un fenomeno sociale che interessava gran parte della società. Hustle scrive che divenne un gioco popolare per gli appuntamenti romantici, cosa dipinta da Norman Rockwell in una copertina del 1920 della rivista Saturday Evening Post.

 

Illustrazione di Norma Rockwell per il Saturday Evening Standard

 

Analogo uso spiritico-romantico era fatto, si racconta, nelle festicciole di ragazze nubili, che chiedevano all’ al di là previsioni sul proprio destino sentimentale. Fiorirono canzoni come «Weegee Weegee Tell Me Do» (dove «weegee» è una pronuncia di «ouija»), «Ouija Mine» e «Ouija Board» che decantavano le meraviglie di questo utensile per la comunicazione spiritica. Saltava fuori, tuttavia, anche qualche caso bizzarro, come quello, invero molto particolare, di una modella di origine nativo-americana che nel 1930 riuscì a convincere un’amica ad uccidere una rivale in amore dicendole che ciò era stato ordinato da uno spirito attraverso la tavoletta…

 

Il successo spinse l’arrivo della concorrenza e la riemersione di vecchie figure, come i fratelli dei vari Kennard, Bond e dello stesso Fuld. Tuttavia William Fuld li sconfisse con un mix di querele e tattiche sul prezzo. La sua fabbrica non aveva veri nemici.

 

Il Fuld fu tuttavia ucciso proprio da essa. Nel 1927 cadde dal tetto e una costola rotta gli trafisse il cuore. Sul suo letto di morte, chiede ai figli di non vendere mai più le tavolette Ouija. Gli eredi assecondarono il desiderio paterno, fino a che più nessuno in famiglia voleva portare avanti il business. Nel 1966, la famiglia Fuld vendette la Ouija ad un noto produttore di giuochi da tavolo, Parker Brothers.

 

Secondo un’intervista del 1986 all’allora presidente dell’azienda, la Parker Brothers sborsò per la tavoletta Ouija qualcosa come 975 mila dollari, 8,9 milioni al cambio di oggi. Si trattava dell’acquisizione più costosa mai intrapresa dall’azienda, che nel 1935 per il Monopoli (un altro loro gioco da tavolo) aveva sborsato circa 500 dollari (cioè 10.800 dollari odierni). Tuttavia, l’investimento pagò, e l’azienda andò a breakeven due anni dopo, ripagandosi completamente della folle spesa.

 

La Parker arrivò a produrre qualcosa come 400 mila tavolette spiritiche all’anno, senza contare gli ordini dall’anno precedente: una quantità che non era affrontabile per l’azienda. Nel 1967 Parker Brothers vendette 2 milioni di Ouija, divenendo di gran lunga il prodotto più venduto del suo catalogo di 134 giochi da tavolo – incluso, incredibilmente, il Monopoli.

 

Nonostante il successo del suo prodotto medianico, la Parker, incapace di tenere il passo con il mercato dei giochi in pieno boom, fu ceduta alla corporation General Mills, dove Parker fu fusa con il marchio di forni Kenner. Una società chiamata Tonka acquisì Kenner Parker nel 1987 con un accordo del valore di 627 milioni di dollari (1,6 miliardi odierni).

 

Infine fu rivenduta al colosso dei giocattoli USA Hasbro per 516 milioni (1,1 miliardi attuali) nel 1991. Al momento, quindi, Hasbro dispone il brevetto e il marchio registrato Ouija, che occasionalmente dà in licenza ad altre aziende. Una versione ancora disponibile è fatta dalla Winning Moves, mentre scopriamo che esiste anche una versione lenzuolo del fantasmagorico strumento. Aziende che vogliono mettere sul mercato prodotti per Halloween basate sulla Ouija, devono pagare i diritti: candele, tazze, calzetti, portachiavi, vassoi…

 

La Hasbro non si è limitata allo sfruttamento della proprietà intellettuale dell’Ouija solamente con licenze date all’esterno. Nel 2014 ha prodotto il film horro Ouija, che ha avuto un tale successo da poter mandare in sala due anni dopo anche il sequel, Ouija: Origin of Evil, pure un discreto successo. Il primo Ouija, costato tra i 5 e gli 9 milioni di dollari, ha ottenuto incassi per 103,6 milioni, nonostante pessime recensioni.

 

Nel 1960 vi era già stato un film sul tema, chiamato 13 Ghosts, dove la planchette levitava indicando la disgrazia in arrivo.

 

Tuttavia il film che veramente è stato fondamentale per la Ouija in era moderna è stato, senza dubbio, L’esorcista (1973). La pellicola, considerata una delle vette del cinema horror e non solo, ancora oggi incute in molti spavento estremo se non riverenza. Nella trama, la 12enne Regan dice a sua madre che usa una tavoletta Ouija per parlare con uno spirito chiamato Capitan Howdy. Poco dopo viene posseduta da un demone che compirà cose atroci e preternaturali.

 

Con L’esorcista si ebbe la prima volta che la Ouija veniva descritta pubblicamente come possibile porta alle forze maligne, sentimento che prima era solo diffuso tra i gruppi religiosi ma non condiviso dalla società civile. L’idea del film di Friedkin, tuttavia, attechì.

 

Quindi, nel 2008, quando Hasbro ha rilasciato una Ouija rosa commercializzata per le ragazze e venduta esclusivamente presso la catena Toys R Us, alcuni chiesero il boicottaggio del colosso della distribuzione dei giocattoli, che peraltro ha dichiarato bancarotta nel 2017 (dopo anni, notarono i gruppi pro-life, in cui aveva contribuito a sostenere l’abortismo, che è ciò che uccide i loro clienti finali, i bambini).

 

I tempi sono decisamente cambiati: per una volta, in meglio.

 

Quanto al reale funzionamento della tavola, gli scientisti danno come spiegazione l’effetto ideomotorio, ciò la possibilità di condurre alcuni movimenti senza che ne siamo davvero consapevoli.

 

Altri osservatori, meno scientisti ma attenti a negare il soprannaturale, dicono che i movimenti sono veri, ma non indotti da spiriti, quanto piuttosto dall’inconscio dei partecipanti, come in una sorta di lettura junghiana per cui ad ogni realtà spirituale corrisponde sempre l’energia dell’inconscio personale e collettivo.

 

Altri ancora, sostengono che si tratti proprio degli spiriti: cioè, che la tavoletta si uno strumento davvero a buon mercato per mettersi in contatto con la dimensione ulteriore.

 

Qui si può innestare quello che era il pensiero cattolico fino a pochi decenni fa: i morti non possono in alcun modo comunicare con i vivi, insegnava la teologia.

 

E quindi, se qualcuno risponde articolatamente, e non può essere lo spirito di un morto (per esempio: gli spiriti di Don Sturzo e La Pira evocati da Prodi nel 1978), di chi si tratta?

 

La risposta, semplice semplice, la potete intuire: si tratta dei demòni.

 

Con la Ouija, in pratica, hanno brevettato e venduto a milioni di persone la negromanzia, un tempo praticata solo da stregoni e satanisti, oggi, nella catastrofe spirituale del mondo moderno, diffusa alle masse inconsapevoli. Intere popolazioni necromantizzate, stregonizzate. Pensate la distanza dai tempi della caccia alle streghe…

 

Qualcuno può vedere l’ironia di questo disegno che si dipana sulla storia, che è solo la risultanza della battaglia del bene contro i piani del Signore del Male.

 

Il quale non ha disdegnato, nel processo, di far pure qualche soldo. Del resto lo chiamano sterco del demonio, e agli uomini privi di fede piace tantissimo.

 

Il commercio tout court può essere commercio con i demoni. È una lezione da tenere a mente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Misteri

Il Congresso USA discute del progetto MK Ultra

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La deputata repubblicana floridiana Anna Paulina Luna ha tenuto martedì un’audizione per fare luce sul progetto MKULTRA lanciato dalla CIA e volto a sviluppare metodi di controllo mentale.

 

Martedì scorso , presiedendo la task force della Commissione di vigilanza della Camera sulla declassificazione dei segreti federali, Luna ha ascoltato le testimonianze di persone che hanno descritto dettagliatamente come la CIA, negli anni Cinquanta, conducesse segretamente esperimenti illegali su soggetti umani ignari, inducendo stati mentali alterati attraverso la tortura psicologica e somministrando droghe come l’LSD, che permettevano di impiantare falsi ricordi e, in ultima analisi, di programmare le loro menti, anche per commettere omicidi.

 

 

«Il Progetto MKULTRA non è stato un fallimento politico o un programma eccessivamente zelante sfuggito di mano», ha dichiarato Luna. «Si è trattato di un’operazione governativa deliberata e sistematica che ha sottoposto cittadini americani, prigionieri, pazienti ospedalieri, veterani e persone comuni a LSD, elettroshock, ipnosi, privazione sensoriale e tortura psicologica a loro insaputa e senza il loro consenso».

 


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L’avvenente deputata ha sottolineato il coinvolgimento del dottor Sidney Gottlieb, che un testimone ha definito il «Mago Nero», e ha evidenziato come la CIA avesse in seguito ordinato la distruzione della documentazione relativa al progetto MKULTRA. Questo fino a quando, nel 1977, un archivista non si imbatté in sette scatole contenenti i documenti finanziari del programma, sopravvissuti a un incendio ma archiviati in modo errato.

 

«Quelle sette caselle contenevano i nomi delle istituzioni, i nomi dei sottoprogetti, i ricercatori che vi avevano partecipato, l’operazione specifica che la CIA aveva finanziato e, senza di esse, la stragrande maggioranza del progetto MKULTRA sarebbe rimasta solo una voce», ha affermato la Luna.

 

«Vorrei essere chiara su ciò con cui credo che abbiamo a che fare qui», ha continuato. «Somministrare farmaci alle persone a loro insaputa e senza il loro consenso, sottoporre gli esseri umani a torture psicologiche e utilizzare prigionieri e pazienti ospedalieri come soggetti di ricerca senza il loro consenso. Questi sono crimini contro l’umanità».

 

Testimoniando davanti alla Commissione, Stephen Kinzer, autore del libro sul Gottlieb Poisoner In Chief, ha osservato che la CIA gli aveva sostanzialmente concesso una licenza di uccidere, aggiungendo che il numero di americani sacrificati al progetto MKULTRA potrebbe non essere mai noto.

 

«Nel 1951 la CIA assunse Gottlieb e gli affidò il compito di avviare quello che sarebbe diventato il progetto MK-ULTRA. Gottlieb era convinto che, per trovare un modo per impiantare una nuova mente nel cervello di una persona, fosse prima necessario distruggere la mente già presente. Nella sua ricerca di metodi per distruggere la mente e il corpo umano, MKULTRA condusse gli esperimenti più estremi mai effettuati su esseri umani da un’agenzia governativa statunitense. A tutti gli effetti, si tratta di torture mediche. Questi esperimenti ebbero luogo in prigioni, cliniche e rifugi sicuri negli Stati Uniti, in Europa e in Asia».

 

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«Gli ufficiali del progetto MK-ULTRA erano autorizzati a recarsi all’estero, preferibilmente in Paesi sotto occupazione statunitense, formale o informale, e a chiedere alla stazione locale della CIA di fornire loro “sacrificabili”, ovvero esseri umani la cui scomparsa non avrebbe destato sospetti. Gottlieb possedeva di fatto una licenza di uccidere rilasciata dal governo statunitense. Non si conoscono né il numero delle vittime del progetto MK-ULTRA né il numero di coloro che furono sottoposti a esperimenti mortali».

 

Il giornalista investigativo Tom O’Neill, noto per il molto popolare libro sugli omicidi Manson Chaos, ha testimoniato in merito al coinvolgimento dello psichiatra Louis Jolyon West nel perfezionamento dei metodi di controllo mentale del progetto MKULTRA, illustrando i suoi legami con gli omicidi di Charles Manson nel 1969 e con Jack Ruby, l’assassino di JFK Lee Harvey Oswald.

 

«Appena tre anni dopo aver stretto un accordo con la CIA, West riferì di aver sviluppato, somministrando “LSD” e altre “nuove droghe” che “accelerano l’induzione dello stato ipnotico e approfondiscono la trance che può essere prodotta in determinati soggetti”, la capacità di sostituire i “veri ricordi” con “falsi” in una persona senza che questa ne sia consapevole».

 

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«“In altre parole”, ha spiegato, “si è scoperto che è possibile prendere il ricordo di un evento specifico nella vita di un individuo e, tramite suggestione ipnotica, far sì che in seguito ricordi consapevolmente che quell’evento non è mai realmente accaduto, ma che un altro evento (fittizio) è invece avvenuto”».

 

O’Neill ha inoltre evidenziato una lettera del 1953 di West a Gottlieb in cui «delineava gli obiettivi, i mezzi e i metodi degli esperimenti che West intendeva condurre su soggetti umani inconsapevoli presso la base aerea di Lackland, vicino a San Antonio, in Texas, dove era primario di psichiatria presso l’ospedale della base».

 

Lo scrittore ha fatto notare che meno di un anno dopo la lettera, un sergente dell’aeronautica militare in servizio presso la base, senza precedenti di violenza o criminalità, rapì e uccise una bambina di tre anni nei pressi della base aerea.

 

«L’aviatore, un militare decorato, marito e padre di due figli di nome Jimmy Shaver, si avvicinò alla squadra di ricerca che aveva trovato la bambina e chiese loro dove si trovasse e come fosse arrivato lì. I testimoni, compresi i poliziotti militari che lo arrestarono, descrissero Shaver come stordito e apparentemente in trance. Sua moglie riferì che non l’aveva riconosciuta quando era andata a trovarlo in prigione quella sera», ha raccontato O’Neill.

 

Durante il processo a Shaver, venne poi rivelato che «era stato ricoverato presso l’ospedale della base, sottoposto a un trattamento sperimentale per emicranie debilitanti», e che West era stato incaricato come suo perito psichiatrico. «Quattro anni dopo, fu giustiziato, insistendo fino alla fine di non ricordare di aver commesso il crimine per cui era stato condannato», ha affermato O’Neill.

 

Come riportato da Renovatio 21, era stato, ancora in età adolescenziale, una vittima del progetto MK Ultra Ted Kaczynski, detto Unabomber. Ancora ragazzino, era

 

Appena entrato sedicenne ad Harvard, il piccolo, geniale Kaczynski fu sottoposto ad un mostruoso esperimento psicologico che durò tre anni, dal 1959 al 1962.

 

Della crudeltà di questo evento parla in Harvard and the Unabomber di Alston Chase e riassunto in Mind Wars: Brain Research and the Military in the 21st Century («Guerre mentali: la scienza del cervello e l’esercito nel 21° secolo») di Jonathan Moreno, filosofo e bioeticista americano figlio del padre della tecnica psicoterapica dello psicodramma Jacob Levy Moreno. Della faccenda parla anche il recente libro sui crimini medici, The Icepick Surgeon: Murder, Fraud, Sabotage, Piracy, and Other Vile Deeds Perpetered in Name of Science («Il chirurgo con il rompighiaccio: omicidio, frode, sabotaggio, pirateria e altri atti vili perpetrati in nome della scienza»).

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L’esperimento di Harvard cu fu sottoposto il minorenne Kaczynski mirava alla decostruzione psichica dei giovani, utilizzando un’intensa umiliazione, provocando loro un forte stress.

 

L’esperimento – ma sarebbe più corretto dire la tortura – era in gestione a Henry A. Murray, uno psichiatra proveniente dal patriziato di Nuova York, noto per i suoi interessi junghiani e per aver supervisionato nel 1960 gli esperimenti harvardiani con droghe psichedeliche del collega psichiatra Timothy Leary, poi divenuto trafficante latitante e guru della controcultura drogastica degli anni Sessanta.

 

Murray aveva conseguito il dottorato in biochimica presso l’Università britannica di Cambridge. Nel 1937 divenne direttore della Harvard Psychological Clinic e l’anno successivo fu consulente per il governo britannico, istituendo il loro comitato di selezione degli ufficiali. Durante la seconda guerra mondiale Murray aveva lasciato Harvard e lavorato come tenente colonnello per l’Office of Strategic Services (OSS) – l’organizzazione che sarebbe stata poi chiamata «CIA».

 

Il lavoro di Murray per i servizi segreti angloamericani ha lasciato il segno. James Miller, responsabile della selezione degli agenti segreti presso l’OSS durante la seconda guerra mondiale, ha affermato che il test della situazione di Murray è stato utilizzato dal British War Officer Selection Board e poi dall’OSS per valutare potenziali agenti. Varie fonti sostengono che in seguito i suoi esperimenti sarebbero stati parte del progetto MK Ultra.

 

Dalla fine del 1959 all’inizio del 1962, l’operazione di Murray selezionò 22 studenti universitari di Harvard e cercò di misurare le loro risposte allo stress estremo.

 

Murray affermava di sottoporre le sue cavie umane ad attacchi «veementi, radicali e personalmente offensivi”. La sua esperienza avrebbe specificamente adattato la decostruzione psichica all’ego, alle idee care e alle convinzioni dell’individuo. Successivamente, chiedeva ai soggetti di vedere ripetutamente il filmato di se stessi che subivano abusi.

 

Kaczynski aveva 17 anni quando iniziò l’esperimento triennale. Secondo quanto mostrato anche nella riuscita serie TV Manhunt: Unabomber, Murray si era prima ingraziato il ragazzino, divenendogli amico – qualcosa di assolutamente importante per un bambino prodigio nemmeno maggiorenne, e di famiglia non abbiente come quelle dei rampolli che solitamente finiscono senza meriti Harvard, che era appena arrivato nel contesto del campus, lontano dai suoi cari e con chissà quali ansie.

 

Murray incoraggiò il giovane Ted a scrivere le sue idee, per poi complimentarsi con lui, e stabilire un rapporto estremamente amicale. Nell’esperimento, poi, lo psichiatra capovolgeva la situazione, dava appuntamento in uno spazio chiuso al ragazzino dove lo insultava, assieme ad altre persone, dicendo che il suo pensiero non valeva niente, e arrivando a dirgli – secondo quanto riportato – che anche sua madre non aveva considerazione di lui.

 

Sono state fatte ipotesi anche sul coinvolgimento dell’MK Ultra nella vita di Mark Chapman, l’assassino del cantante John Lennon.

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Come riportato da Renovatio 21, sono stati portati all’opinione pubblica in questi anni esperimenti MK Ultra svolti dalla CIA che comprendevano dosare LSD a cittadini inconsapevoli ed altri esperimenti su bambini danesi, nonché altre torture al di fuori di ogni possibile etica medica.

 

Da notare come Robert Kennedy jr., dopo una visita in carcere, ha dichiarato di non credere nella colpevolezza dell’assassino condannato per la morte del padre, Robert Kennedy sr., già segretario alla Giustizia nel governo di John Fitzgerald Kennedy e candidato alla presidenza USA quando venne ucciso a Los Angeles nel 1969. La tesi circolante è quella secondo cui il killer condannato, il palestinese Sirhan Sirhan, abbia agito in una sorta di ipnosi, e non abbia inferto al politico americano il colpo fatale.

 

Da notare come due anni fa la CIA abbia negato di aver utilizzato la programmazione di controllo mentale MK-Ultra sull’attentatore di Trump al comizio di Butler, Pennsylvania, il misterioso ventenne Thomas Matthew Crooks.

 

«Queste affermazioni sono totalmente false, assurde e dannose», aveva detto un portavoce della CIA a Wired . «La CIA non ha avuto alcun rapporto con Thomas Crooks. Per quanto riguarda MK-Ultra, il programma della CIA è stato chiuso più di 40 anni fa e le informazioni declassificate sul programma sono disponibili al pubblico su CIA.gov».

 

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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia

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L’esorcista: l’ossessione per gli alieni è un tentativo di «sostituire il cristianesimo»

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Il noto esorcista statunitense padre Chad Ripperger ha affermato durante un recente podcast che l’obiettivo della narrativa sugli alieni è «soppiantare il cristianesimo». Lo riporta LifeSite.   Durante una discussione su alieni e demoni con il podcaster cattolico Timothy Gordon e l’ospite del podcast Quite Frankly, padre Ripperger – ad oggi il più ascoltato esorcista d’America – ha confermato una correlazione tra l’occulto e le segnalazioni di alieni, quando Frank glielo ha suggerito.   Uno dei segnali del legame tra «alieni» e demoni è la presunta storia di questi esseri extraterrestri, che offre una «spiegazione alternativa» della creazione dell’universo, secondo la quale gli alieni sarebbero venuti sulla Terra e ci avrebbero «generati» come prole. Questa idea esclude la comprensione biblica del peccato originale e di Adamo ed Eva, ha osservato padre Ripperger.

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Un altro indicatore del loro legame con il demoniaco è l’idea che gli alieni siano «venuti a salvarci da noi stessi» e a illuminarci con nuove conoscenze affinché possiamo «rimetterci in riga».   «L’obiettivo finale è quello di soppiantare il cristianesimo e il modo in cui comprendiamo… il rapporto tra l’uomo e Dio», ha affermato don Ripperger, che ha sottolineato come un numero significativo di persone che riferiscano di aver vissuto esperienze di rapimento alieno o di aver avvistato UFO affermano che, non appena invocano il nome di Cristo, Gesù, gli alieni scompaiono, evaporando nel nulla.   «Questo ci indica che c’è qualcosa di collegato all’occulto in qualche modo in relazione a tutto ciò», ha commentato l’esorcista, affermando che durante gli esorcismi i volti delle persone possedute spesso si trasformano in forme diverse, assumendo ad esempio l’aspetto di un animale. Numerosi esorcisti hanno riferito di aver visto i volti delle persone possedute trasformarsi in forme aliene, con una fronte e occhi enormi, mentre il demone che abitava la persona si riferiva a se stesso come un «Grigio». Questo è significativo perché coloro che affermano di aver incontrato esseri extraterrestri spesso li descrivono come «Grigi», esseri umanoidi con teste grandi che comunicano telepaticamente.   Tendono a dire all’esorcista che assiste all’incontro di essere un essere a metà tra gli angeli e gli uomini, né buono né cattivo, ha affermato padre Rippergerro, il quale ha insinuato che si tratti di una menzogna e di un tentativo di copertura per il demone.   Più avanti nella discussione, Gordon ha menzionato la rimozione di monsignor Stephen Rossetti dall’incarico di esorcista nell’arcidiocesi di Washington da parte del Cardinale Robert McElroy, per aver affermato che i demoni possono camuffarsi da alieni o UFO.   Don Ripperger ha fatto notare che lui stesso aveva espresso la stessa opinione a monsignor Rossetti più di un anno prima, così come avevano fatto almeno altri sei esorcisti in tutto il mondo, in una credenza che sembra diffusa e persistente tra gli operatori dell’esorcistato, in un contesto in cui certa parte della destra cristiana americana (sia cattolica che ortodossa che protestante) sembra aver abbracciato l’idea, che in USA e in Europa aveva già nello scorso secolo una certa letteratura, secondo cui gli UFO potrebbero essere manifestazioni di forze infernali – al punto che è emerso che il governo americano starebbe organizzando sessioni di preparazione con i pastori protestanti invitandoli a preparare le loro congregazioni alla prossima divulgazione di informazioni riguardanti la vita aliena e astronavi non identificate, che potrebbero mettere in crisi la fede cristiana.   «Dal punto di vista ecclesiastico, sembrava solo una scusa per sbarazzarsi di Monsignor Rossetti», ha detto don Ripperger. «La mia impressione è che fosse stato condannato per qualcosa che era l’opinione comune della maggior parte degli esorcisti, cosa che mi ha piuttosto sorpreso».   Non è raro che coloro che credono negli alieni percepiscano la loro esistenza come una minaccia alla religione cristiana. Il regista Steven Spielberg ha avvertito che il suo recente film Disclosure Day avrebbe «scosso la fede» dei cristiani perché racconta di otto decenni in cui il governo statunitense ha nascosto le prove di visite aliene.   Si tratta di un’operazione portata innanzi per decadi dallo Stato Profondo USA e dal suo braccio propagandistico principale, Hollywood.   Il ruolo attivo di operatori politici del Deep State americano come C.D. Jackson (190 –1964) – assistente speciale del presidente Eisenhower ed esperto di guerra psicologica nella Seconda Guerra Mondiale nonché dirigente del gruppo mediatico Time Inc. – in film di fantascienza hollywoodiane può essere ascritto a tale programma di decristianizzazione delle masse.   Il film Ultimatum alla Terra (1951), prodotto da Darryl Zanuck, considerato un «amico» da Jackson, esemplifica bene l’idea di inserire nella cultura popolare elementi di «acclimatazione» ad una futura «religione UFO» di carattere antibiblico: un gigantesco robot distruttore chiamato Gort arriva sulla Terra, ma un alieno di fattezze umane, tale Klaatu, lo implora di desistere.  

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L’alieno, a cui le autorità non credono quando parla del rischio che corre la terra se continua con le sue divisioni politiche e militari, finisce per lavorare come falegname. Un blackout globale di tutti i sistemi elettrici spinge a considerare la minaccia evocata da Klaatu, che viene però ucciso in una sparatoria con l’esercito, ma resuscita una volta portato nella sua astronave, dove però rivela alla donna coprotagonista che la sua resurrezione è temporanea.   La soluzione ai mali del mondo, dice infine Klaatu, sta nel disarmo totale e nella desovranizzazione di ogni potere umano: egli infatti dichiara infine ad un consesso di scienziati che un’organizzazione interplanetaria ha creato una forza di polizia di robot invincibili come Gort.   «In materia di aggressione, abbiamo dato loro un potere assoluto su di noi» dice Klaatu. «La vostra scelta è semplice: unitevi a noi e vivete in ​​pace, oppure proseguite il vostro corso attuale e affronterete l’annientamento. Aspetteremo la vostra risposta». Klaatu e Gort quindi ascendono al cielo con il loro disco volante.   Il lettore può da sé leggendo questa breve sinossi capire di cosa si tratta: parodia del cristianesimo, che va eliminato conservandone i tratti necessari alla credenza popolare, instaurazione di una tecnocrazia totale – un Nuovo Ordine Mondiale – alla quale tutti gli uomini devono sottomettersi. Si tratta di Predictive Programming al suo meglio, già più settanta anni fa.  

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Misteri

La strana storia delle 70 bambine della scuola ebraica perse nei tunnelli sotterranei

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La scorsa settimana circa settanta ragazze adolescenti della scuola ebraica Toras Emachu di Monsey, nello Stato di Nuova York, sono state avvistate da un agente di polizia locale mentre emergevano da un tunnello fognario.

 

L’insolito episodio non ha mancato di attirare l’attenzione dei media neoeboraceni. La versione ufficiale dei fatti sostiene che le due ragazze, durante una gita scolastica al Memorial Park di Nyack, siano entrate in un ampio canale di scolo per le acque piovane del villaggio e si siano «perse» nell’intricato labirinto di gallerie sotterranee.

 

Il canale News 12 Westchester ha intervistato il sindaco di Nyack, Joe Rand, il quale ha dichiarato: «atavano camminando controcorrente. A un certo punto si sono disorientate e non sono riuscite a ritrovare la strada del ritorno. Alcune di loro hanno esplorato la zona per quasi un chilometro e mezzo. Le ragazze sono state ritrovate in diversi punti nei dintorni di Nyack».

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Due delle ragazze hanno riportato ferite: una è stata medicata sul posto, mentre l’altra è stata trasportata in un ospedale locale per dolori addominali.

 

Le immagini mostrano le ragazze, tutte vestite con lunghe gonne nere e scarpe senza lacci, uscire da un edificio situato a circa sedici chilometri dal parco e venire scortate dalla polizia. Il proprietario di un ristorante chiamato Hudson House ha raccontato di essere nel suo ufficio quando ha «sentito delle ragazze chiacchierare» e di aver trovato decine di ragazze che uscivano da una grata di scolo nel cortile del suo locale.

 

Commentatori online evidenziano quanto sarebbe stato difficile per oltre settanta giovani donne in gonne lunghe attraversare le disgustose acque reflue.

 

Descrivendo la storia di Monsey, o «Monseyland» – dove gli abitanti sono colloquialmente chiamati «Monslandiani» – un giornalista investigativo di YouTube, Milla News, ha affermato che le acque di scolo «puzzano di merda» e si è chiesto perché la puzza non avesse impedito alle ragazze di entrare nelle fogne.

 

Le ragazze avrebbero anche dovuto ignorare un cartello di «Pericolo», saltare da una roccia all’altra con le loro lunghe gonne e arrampicarsi su una sporgenza rocciosa scivolosa.

 

Un uomo del posto che aveva precedentemente esplorato il sistema fognario ha spiegato che, dopo essere salite sulla grande piattaforma rocciosa, le ragazze avrebbero camminato in un tunnel completamente buio per circa venti minuti prima di arrivare a un’area chiusa da un cancello che conduce a una zona con acqua profonda «9 metri» che termina con «una ventina di tunnel diversi» del sistema fognario.

 

È stato inoltre notato che le ragazze sembravano avere scarpe e gonne pulite e asciutte quando uscivano dal ristorante dopo essere emerse dai tunnel.

 

Nel febbraio scorso, lo stesso Milla News ha accompagnato il popolare YouTuber Tyler Oliveira in un tour di «Monseyland» per indagare sulla controversia relativa all’assistenza sociale per gli ebrei nella zona.

 

La vicenda del tunnel di Monsey arriva due anni dopo la scoperta di altri tunnel sotto una sinagoga di Brooklyn, avvenuta in seguito all’arresto di dieci persone da parte della polizia dopo uno scontro scoppiato quando alcuni membri della congregazione hanno cercato di impedire che uno dei tunnel venisse interrato da un camion per il trasporto di cemento.

 

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Durante un’irruzione della polizia nella sinagoga, un materasso macchiato è stato recuperato dal tunnel, scatenando speculazioni online. Un uomo che affermava di essere stato membro della sinagoga Chabad-Lubavitch, dove è stato scoperto il tunnello, ha dichiarato durante un podcast che la macchia sul materasso era probabilmente sangue di una persona già deceduta, poiché lì si svolgevano «rituali» per cercare di riportare in vita il loro messia.

 

 

Da allora, i tunnel ebraici sono diventati un argomento di tendenza, quasi un meme, tra gli americani, e le settanta ragazze di Monsey scomparse sottoterra contribuiranno sicuramente ad alimentare questa leggenda.

 

La vicenda arriva nello stesso mese in cui la stampa neoeboracena ha mostrato video di misteriosi uomini che si calano nelle fogne della città.

 

 

La credenza di tunnelli utilizzati per traffici indicibili era circolante tra i gruppi QAnon con il nome di «Mole/tunnel children». L’Anti-Defamation League, ente di censura dei discorsi riguardo agli ebrei e non solo, subito cercò di contenere l’idea dilagante.

 

«Durante i primi mesi della pandemia di COVID-19, il governo ha allestito un ospedale improvvisato nel Central Park di New York. Allo stesso tempo, la Marina degli Stati Uniti ha inviato volontariamente in città la nave ospedale USNS Mercy per aiutare gli ospedali traboccanti» scrive il sito dell’ente di censura ebraico. «QAnon ha affermato che le tende a Central Park erano lì per nascondere buchi nel terreno che sarebbero stati utilizzati per salvare i numerosi bambini presumibilmente trafficati nei tunnel sotto il parco. Questi bambini salvati sarebbero stati portati alla USNS Mercy. Questa teoria ha guadagnato ulteriore popolarità perché la linea Q della metropolitana corre sotto il parco».

 

Le ultime enigmatiche vicende sembrano dare ragione, più che i censori ebraici, agli squinternati complottisti.

 

 

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Immagine screenshot da YouTube

 

 

 

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