Economia
Sciopero a tempo indeterminato alla Samsung, il primo in 55 anni
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
A protestare sono i lavoratori che aderiscono al principale sindacato, che associa un quarto dei 125mila dipendenti. Chiedo aumenti salariali, ma anche miglioramenti su ferie e permessi. Nessuna risposta finora da parte dell’azienda, che minimizza l’impatto. Intanto a Seoul è scontro anche sul salario minimo, che i datori di lavoro vorrebbero rimanesse fermo nonostante l’inflazione.
Senza precedenti nei 55 anni di storia dell’azienda coinvolta, lo sciopero che da tre giorni sta interessando la Samsung Electronics è stato esteso a tempo indefinito.
L’azione ha coinvolto finora una parte degli oltre 30mila lavoratori iscritti al principale sindacato nazionale dell’azienda, che associa un quarto del totale dei 125mila dipendenti complessivi.
La protesta – avviata lunedì con un raduno sotto una pioggia torrenziale davanti ai cancelli della sede principale dell’azienda nella città di Hwaseong, a Sud dell’area metropolitana di Seoul – ha sul piatto delle richieste miglioramenti salariali ma anche permessi, ferie e incentivi calibrati sull’andamento dei conti dell’azienda.
Rivendicazioni a cui, di fronte al silenzio dell’azienda, si è aggiunta anche la questione delle relazioni tra i lavoratori e l’impresa.
Le richieste sono finora cadute nel vuoto nonostante negoziati siano in corso da tempo. I lavoratori sindacalizzati il mese scorso avevano anche già preso in massa le ferie annuali per dimostrare la loro determinazione dopo che – fallita la mediazione – la stessa Commissione arbitrale nazionale aveva dato il via libera a un referendum tra i lavoratori sulla possibilità di intraprendere lo sciopero.
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Oltre a denunciare che «il piano dell’azienda non considera i lavoratori allo stesso suo livello e ancora li tratta come oggetti a perdere», il sindacato ha detto di ritenere l’impresa responsabile del ricorso allo sciopero e dei danni che dovessero derivarne. L’iniziativa di giugno aveva comunque dimostrato una scarsa efficacia nel danneggiare la produzione; e lo stesso – secondo quanto riportato da una fonte di informazione locale – l’azienda penserebbe anche dello sciopero ora in corso.
La vertenza della Samsung si intreccia con le trattative in corso per indicare il salario minimo orario a livello nazionale per il 2025. Una decisione che dovrà essere annunciata il 5 agosto ma vede al momento le parti dei lavoratori e degli imprenditori all’interno della Commissione per il salario minimo ancora distanti.
I rappresentanti dei lavoratori ieri hanno avanzato la richiesta di un aumento del 13,6% che tenga conto dell’inflazione attualmente al 2,4%; quelli degli imprenditori, al contrario, hanno chiesto per il quarto anno consecutivo un sostanziale congelamento della situazione, invocando il difficile quadro economico.
Attualmente il salario orario minimo è fissato a 9.680 won (circa 6,5 euro). Se fosse accolta la richiesta sindacale, salirebbe a 11.200 won (circa 7,5 euro).
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Economia
Musk, maxi-pagamento da SpaceX con la prima colonia su Marte
SpaceX ha approvato un piano che lega la remunerazione in azioni del fondatore e CEO Elon Musk alla costruzione di una colonia su Marte e alla gestione di data center su larga scala nello spazio, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, citando documenti aziendali riservati.
Secondo quanto riportato martedì, nell’ambito di questo ambizioso piano, Musk potrebbe ricevere fino a 200 milioni di azioni con diritto di voto multiplo se la società raggiungerà una valutazione di 7.500 miliardi di dollari e contribuirà a stabilire un insediamento umano permanente su Marte con almeno un milione di residenti.
Ulteriori incentivi sono legati allo sviluppo di infrastrutture di calcolo spaziali in grado di fornire almeno 100 terawatt di potenza di elaborazione, un valore grosso modo paragonabile a quello di 100.000 reattori nucleari da un gigawatt in funzione contemporaneamente.
La struttura prevede che Musk non riceva alcuna azione a meno che non vengano raggiunti gli obiettivi. Gli obiettivi non sono vincolati a una scadenza fissa, a condizione che rimanga in azienda. Musk, che ha fondato SpaceX nel 2002 ed è attualmente considerato l’uomo più ricco del mondo con un patrimonio netto stimato di circa 800 miliardi di dollari, percepisce uno stipendio nominale di circa 54.000 dollari all’anno dal 2019, pur detenendo decine di milioni di stock option.
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Il pacchetto di compensi arriva mentre SpaceX si starebbe preparando per una massiccia offerta pubblica iniziale (IPO) a giugno, con una potenziale valutazione stimata intorno a 1.750 miliardi di dollari.
Secondo gli esperti di corporate governance citati da Reuters, l’accordo potrebbe sollevare interrogativi tra gli investitori, soprattutto considerando il ruolo di leadership di Musk in diverse aziende, tra cui il produttore di veicoli elettrici Tesla, dove la sua remunerazione è legata al raggiungimento di obiettivi di performance. Gli analisti ritengono che il piano potrebbe intensificare il controllo su come Musk distribuisce il suo tempo e la sua attenzione tra le diverse attività aziendali.
La scorsa settimana, un’inchiesta del New York Times ha suggerito che SpaceX avesse concesso prestiti a Musk, inclusi prestiti garantiti dalle sue partecipazioni. Il quotidiano ha affermato che Musk avrebbe preso in prestito circa 500 milioni di dollari da SpaceX tra il 2018 e il 2020 a tassi di interesse inferiori a quelli di mercato, utilizzando l’azienda come fonte di finanziamento per altre iniziative come Tesla e SolarCity.
Il giornale neoeboraceno ha descritto l’accordo come una vera e propria trasformazione dell’azienda aerospaziale in un «salvadanaio» per il più ampio impero commerciale di Musk, affermando che quest’ultimo potrebbe dover affrontare un maggiore controllo da parte di Wall Street in vista della quotazione in borsa di SpaceX.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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