Scienza
Scienziati usano i tardigradi per far sopravvivere le cellule umane nello spazio e aumentare la longevità
Alcuni scienziati hanno scoperto una creatura quasi microscopica, abbastanza robusta da sopravvivere alle devastazioni biologiche causate dallo spazio, potrebbe contenere la chiave della longevità umana.
In questo nuovo studio condotto dall’Università del Wyoming, un team internazionale di ricercatori ha scoperto che, esaminando l’incredibile durabilità del piccolissimo tardigrado – conosciuto affettuosamente come water bear («orso d’acqua») – le proteine della creatura potrebbero aiutare nel lento invecchiamento anche gli esseri umani.
Ciò che ha reso i tardigradi così importanti per la ricerca, è che possono sopravvivere sia a temperature bollenti che gelide, motivo per cui nel 2007 un team di scienziati europei ha inviato nello spazio 3.000 di questi piccoli esseri lunghi mezzo millimetro, e hanno notato che la maggior parte di loro è sopravvissuta.
Sostieni Renovatio 21
I tardigradi sono esseri microscopici invertebrati detti anche estremofili, per la loro capacità di sopravvivere in condizioni estreme. Diffusi su tutto il pianeta e capaci di resistere per periodo molto lunghi in stato di congelamento o disseccamento, sono riscontrabili in Antartide come negli abissi degli Oceani e pure in Himalaya a 6000 metri.
Quando sono minacciati da temperature, radiazioni o altre condizioni pericolose, questi piccoli esseri entrano in uno stato autoprotettivo di animazione sospesa noto come biostasi. Ed è proprio questo meccanismo che ha interessato il biologo molecolare e assistente professore della UW Thomas Boothby.
Nello studio dell’UW, pubblicato sulla rivista Protein Science, il team di biologia molecolare ha esaminato una proteina tardigrada nota come CAHS D, che è la chiave del processo di animazione sospesa del piccolo animale. Utilizzando cellule renali umane coltivate in laboratorio, gli scienziati hanno scoperto che quando hanno introdotto il CAHS D nelle cellule umane, il risultato è stato una consistenza gelatinosa che potrebbe aiutare gli scienziati a comprendere meglio la biostasi dei tardigradi e, alla fine, forse anche aiutare gli esseri umani a imparare come «hackerare» l’organismo.
«Sorprendentemente, quando introduciamo queste proteine nelle cellule umane, gelificano e rallentano il metabolismo, proprio come nei tardigradi», ha dichiarato Silvia Sanchez-Martinez, ricercatrice senior presso il dipartimento di biologia molecolare dell’UW e autrice principale dello studio.
«Proprio come i tardigradi, quando metti in biostasi le cellule umane che hanno queste proteine, diventano più resistenti agli stress, conferendo alcune delle capacità dei tardigradi alle cellule umane».
Curiosamente, una volta che i ricercatori hanno rimosso i cosiddetti fattori di «stress osmotico» dalle cellule umane, che potrebbero includere la disidratazione o l’applicazione in altro modo di condizioni difficili, queste sono tornate alla normalità e i gel conferiti dalle proteine tardigradi sono scomparsi.
«Quando lo stress viene alleviato», ha detto il Boothby nel comunicato stampa dell’UW, «i gel tardigradi si dissolvono e le cellule umane ritornano al loro normale metabolismo».
Anche se c’è molta strada da fare prima che gli scienziati capiscano come produrre tali effetti di biostasi negli esseri umani viventi, i risultati suscitano non poca curiosità nella comunità scientifica.
Aiuta Renovatio 21
In realtà, l’interesse per queste creature ha già raggiunto i militari, con notizie anche inquietanti.
Come riportato da Renovatio 21, un team di scienziati medici militari in Cina ha affermato lo scorso marzo di aver inserito un gene di tardigrado a nelle cellule staminali embrionali umane e di aver aumentato significativamente la resistenza di queste cellule alle radiazioni.
«Il team cinese dietro l’esperimento sui geni degli animali estremofili afferma che potrebbe portare a super soldati che sopravvivono al fallout nucleare» scrive il quotidiano di Hong Kong South China Morning Post.
Come riportato da Renovatio 21, i tardigradi erano stati utilizzati anche in esperimenti che avrebbero dimostrato la possibilità di «congelare» esseri biologi nel cosiddetto «stato quantistico».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Scienza
Gli scienziati scoprono un fossile di 245 milioni di anni con organi interi ancora conservati
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti al canale Telegram ![]()
Aiuta Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Scienza
Nuove immagini del Sole mostrano dettagli mai visti prima
Gli scienziati sono riusciti a ottenere immagini della superficie solare con la massima precisione mai raggiunta finora, svelando un aspetto insolito e in continuo movimento.
I ricercatori hanno potuto esaminare da vicino la sua superficie incandescente grazie al telescopio solare Daniel K. Inouye della National Science Foundation, installato sull’isola di Maui, alle Hawaii.
In un primo momento le fotografie erano state scattate per uno scopo diverso: calibrare e verificare i limiti operativi del telescopio. Solo dopo aver analizzato i risultati gli scienziati si sono accorti di aver immortalato lo strato esterno luminoso del Sole con una definizione senza precedenti.
Gli astronomi hanno inoltre individuato particolari strutture a forma di piume che si muovevano ondulate sulla superficie.
The most powerful solar telescope just opened a new window to discovery about the sun.️☀️
Using the NSF Daniel K. Inouye Solar Telescope, scientists found Kelvin-Helmholtz instability, tiny, whirlpool-like patterns on the sun's surface.https://t.co/0V1qENcUR9
📸:… pic.twitter.com/agp8V3ayeR
— U.S. National Science Foundation (@NSF) August 6, 2026
Sostieni Renovatio 21
I ricercatori hanno rilevato increspature di instabilità sulla superficie solare, generate da porzioni di plasma magnetizzato che si spostano l’una rispetto all’altra a velocità differenti, in maniera analoga alle onde prodotte da una raffica di vento sull’acqua. Si tratta di un meccanismo già conosciuto che governa il comportamento dei fluidi.
Questo stesso fenomeno era già stato individuato sulla Terra e su altri pianeti come Giove e Saturno, ma «non è mai stato osservato a quel livello sulla superficie solare», ha spiegato Friedrich Wöger, coautore della ricerca e scienziato presso l’Osservatorio Solare Nazionale.
I risultati sono apparsi mercoledì sulla rivista Nature.
Gli scienziati intendono approfondire i processi interni del Sole per riuscire a prevedere con maggiore accuratezza le grandi eruzioni energetiche note come espulsioni di massa coronale, che possono raggiungere la Terra. Quando queste giungono, possono provocare tempeste solari capaci di interferire con i sistemi di comunicazione GPS e di generare aurore boreali dai colori intensi.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine da Twitter
Scienza
Gli scienziati inventano ologrammi che si possono toccare
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Occulto2 settimane faMedjugorje, per sei membri della Commissione vaticana «non è spiegabile senza l’intervento del Maligno»
-



Occulto2 settimane faFunzionario vaticano esegue il rituale della Pachamama in vista della visita di Leone in Perù
-



Occulto1 settimana faMons. Viganò contro il rito della Pachamama in Perù prima dell’arrivo del papa
-



Pensiero1 settimana faStoria di rune e cani che abbaiano
-



Economia1 settimana faHormuz e la situazione energetica in Italia. Intervista al prof. Pagliaro.
-



Intelligenza Artificiale7 giorni faI Data Center faranno costare tutto di più. Le macchine hanno già vinto?
-



Bioetica2 settimane faAborto fino alla nascita. E dopo. Quale differenza?
-



Catastrofi6 giorni faTerremoto di «intensità insolita» colpisce la città dove si è praticata l’idolatria di Pachamama













