Nucleare
Putin offre agli Stati Uniti un accordo temporaneo sul controllo nucleare «per impedire una nuova corsa agli armamenti»
Lunedì, il presidente russo Vladimir Putin ha proposto al presidente Trump un accordo temporaneo sul controllo degli armamenti nucleari, suggerendo una proroga di un anno dello status quo, in un contesto in cui il destino del Nuovo Trattato sulla Riduzione delle Armi Strategiche, noto come Nuovo START, rimane incerto.
Nel corso di una riunione con i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza russo, Putin ha dichiarato di essere disponibile a estendere di un anno l’ultimo accordo sul controllo degli armamenti tra Mosca e Washington, secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters. Questo consentirebbe di negoziare una proroga ulteriore, probabilmente di cinque anni, «a condizione che gli Stati Uniti rispondano positivamente, per evitare una nuova corsa agli armamenti», ha precisato Putin.
Putin ha descritto un panorama preoccupante per la sicurezza strategica globale, affermando: «Purtroppo, la situazione continua a peggiorare a causa di una combinazione di fattori, tra cui elementi negativi che amplificano i rischi strategici esistenti e ne generano di nuovi», sottolineando che il problema principale risiede nel progressivo smantellamento degli accordi sugli armamenti dell’era della Guerra Fredda tra Stati Uniti e Russia, ormai quasi completamente abbandonati, con il Nuovo START come unica eccezione.
«Passo dopo passo, il sistema di accordi sovietico-americani e russo-americani sul controllo dei missili nucleari e delle armi strategiche difensive è stato quasi del tutto dismantellato», ha dichiarato il leader russo. «I numerosi problemi accumulati in ambito strategico dall’inizio del XXI secolo sono da noi attribuiti alle azioni distruttive dell’Occidente».
Il presidente russo ha poi ribadito che nessuno dovrebbe dubitare della prontezza della Russia a fronteggiare qualsiasi minaccia. «I nostri piani per rafforzare le capacità di difesa del Paese tengono conto dell’evoluzione della situazione globale e vengono attuati in modo completo e tempestivo», ha affermato, sottolineando: «Nessuno dovrebbe avere dubbi: la Russia è pronta a rispondere a qualsiasi minaccia, esistente o futura».
Sostieni Renovatio 21
Tuttavia, l’offerta di Putin di estendere il Nuovo START per un anno, mentre si negoziano i termini di un rinnovo, rappresenta un segnale positivo, mostrando progressi nella fiducia verso i tentativi di Trump di instaurare colloqui bilaterali, nonostante il conflitto in corso in Ucraina.
Il Nuovo START scadrà a febbraio 2026, salvo un’estensione di cinque anni. Entrambi i leader hanno mostrato volontà di raggiungere un accordo su questo tema. Putin ha dichiarato che «eliminare tali limitazioni non sarebbe una mossa ragionevole» e ha aggiunto che la Russia propone un’estensione di un anno dei limiti, a condizione che gli Stati Uniti facciano altrettanto, per scongiurare una nuova corsa agli armamenti.
Il trattato ha l’obiettivo di limitare e ridurre le armi nucleari di entrambe le parti, stabilendo un tetto massimo di 1.550 testate e 700 missili schierati. Lo START I è entrato in vigore nel 1991, mentre il Nuovo START è stato firmato nel 2010 sotto le amministrazioni Obama e Medvedev come suo successore.
Nell’agosto 2023, gli Stati Uniti hanno accusato la Russia di aver violato il trattato, impedendo le ispezioni in loco da parte americana previste dall’accordo. In risposta, Washington ha bloccato le ispezioni russe sul suolo statunitense.
Come riportato da Renovatio 21, un anno fa Mosca aveva dichiarato che la politica nucleare USA era «profondamente ostile». Gli faceva eco Pechino che definiva Washington la «più grande minaccia nucleare».
Trump negli scorsi mesi ha segnalato la volontà di avere nuovi colloqui con la Russia sulle atomiche. Sei mesi fa, tuttavia, il presidente ha dichiarato di voler modernizzare l’arsenale nucleare americano, sulla cui sistemazione, durante la passata presidenza, ha vantato di aver già investito un trilione di dollari.
Come riportato da Renovatio 21, in varie occasioni è emersa l’ostilità, e la paura, che Trump ha nei confronti delle armi atomiche, delle quali sarebbe stato edotto dallo zio professore al MIT, John G. Trump, scienziato che fu il primo ad esaminare le carte di Nikola Tesla, tra cui il supposto progetto del fisico per un «raggio della morte».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Nucleare
Gli USA potrebbero lanciare un attacco nucleare contro l’Iran in caso di stallo
Joe Kent, former National Security Advisor says Trump administration is close to using nuclear weapons on Iran.
He says the Trump administration doesn’t want to dedicate US troops to a ground invasion (similar to Japan during WWII) so nuclear weapons are their only remaining… pic.twitter.com/oihWdJdIeL — Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) August 28, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Nucleare
Varsavia vuole la deterrenza nucleare anche senza bombe
La Polonia ha inviato segnali contraddittori sul possibile dispiegamento di armi nucleari sul proprio territorio, in quello che appare un tentativo di godere dei benefici della deterrenza senza ospitare munizioni straniere.
Negli ultimi mesi una dozzina di membri europei della NATO, tra cui la Polonia, hanno espresso il desiderio di ospitare armi nucleari o di partecipare, in misura variabile, a iniziative di condivisione nucleare. Oltre alla condivisione nucleare già esistente nel blocco, che prevede l’ospitalità di munizioni statunitensi, la Francia ha proposto un programma incentrato sull’UE per mettere a disposizione le proprie armi ai Paesi disposti a partecipare.
La confusione è iniziata giovedì, quando il viceministro della Difesa polacco Pawel Zalewski sembrava aver escluso l’ipotesi di ospitare tali armamenti sul territorio nazionale.
Potrzebujemy realnego odstraszania, a nie chocholego tańca wokół broni jądrowej. Polski rząd właśnie uzyskał możliwość udziału w programie DCA, który jest wstępem do nuclear sharing. Ale to nie oznacza składowania broni nuklearnej w Polsce. To nie jest ani możliwe, ani pożądane https://t.co/BOrXzwxjdy
— Paweł Zalewski (@ZalewskiPawel) August 27, 2026
Sostieni Renovatio 21
«Vorrei dirlo in modo molto chiaro e aperto: la Polonia non vuole avere testate nucleari sul suo territorio», ha dichiarato Zalewski ai giornalisti presso il quartier generale della NATO a Bruxelles. «Vogliamo partecipare alla deterrenza nucleare della NATO, il che non significa avere una testata nucleare sul nostro territorio».
Le parole hanno suscitato scalpore e alcuni le hanno interpretate come un rifiuto di partecipare ai progetti europei o persino a quelli già esistenti della NATO in materia di condivisione nucleare. La confusione ha spinto il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz a intervenire per rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che Varsavia intende ancora partecipare alla condivisione nucleare.
«Per fugare ogni dubbio: la Polonia resta fermamente interessata a partecipare al programma NATO di condivisione nucleare. Stiamo inoltre conducendo colloqui in merito alla proposta di adesione all’ombrello di protezione nucleare europeo. La posizione del nostro governo su questi temi è inequivocabile», ha scritto su X.
Rozwiewając wszelkie wątpliwości: Polska jest niezmiennie zainteresowana udziałem w programie NATO Nuclear Sharing.
Prowadzimy także rozmowy na temat propozycji uczestnictwa w europejskim nuklearnym parasolu ochronnym.
Stanowisko naszego rządu jest w tych kwestiach…
— Władysław Kosiniak-Kamysz (@KosiniakKamysz) August 27, 2026
Aiuta Renovatio 21
Sebbene il ministro non abbia detto esplicitamente se Varsavia fosse disposta a ospitare armi nucleari straniere, lo Zalewski ha ribadito le sue dichiarazioni iniziali nel corso della giornata. La Polonia resta impegnata a partecipare alla «deterrenza nucleare della NATO, [ma] senza stoccare armi nucleari», ha scritto il funzionario su X, rimproverando chi aveva frainteso le sue affermazioni. «La sicurezza richiede competenza e serietà. Affermare che la condivisione nucleare [equivalga a] stoccare armi nucleari in Polonia è ignoranza o manipolazione deliberata».
Come riportato da Renovatio 21, pochi mesi fa il presidente Karol Nawrocki, facendo riferimento a quella che considera una «minaccia russa», aveva dichiarato che la Polonia dovrebbe sviluppare un proprio programma di armi nucleari.
Come riportato da Renovatio 21, nel marzo 2025 il presidente polacco Andrzej Duda aveva reiterato l’invito agli Stati Uniti a schierare armi nucleari nel suo Paese, sulla scia del presidente francese Emmanuel Macron che poco prima dichiarato di essere pronto a estendere l’ombrello nucleare della Francia a tutta Europa
Come riportato da Renovatio 21, la questione delle atomiche in Polonia era già stata discussa precedentemente dal premier Donald Tusk, che è di schieramento politico opposto rispetto a Duda.
Varsavia nel 2024 aveva chiesto una reazione della NATO al programma di Mosca di piazzare le sue atomiche anche in Bielorussia – un programma peraltro nel pieno stile di condivisione internazionale degli armamenti atomici in stile NATO.
Come ricordato da Renovatio 21, c’è da dire che la fornitura di atomiche a Kiev è stata messa sul piatto varie volte da personaggi come l’europarlamentare ucraino, orta tornato al governo come ministro degli Affari Esteri, Radoslav Sikorski, sposato ad la neocon americana ultrarussofoba Anne Applebaum.
Nel settembre 2022 la Polonia aveva iniziato a distribuire pillole di iodio, motivando l’operazione con la paura per le sorti della centrale nucleare di Zaporiggia, contesa tra i russi, che ne hanno il controllo, e gli ucraini, che cercano di impossessarsene con azioni militari di ogni sorta.
Come riportato da Renovatio 21, nell’autunno 2022 l’allora viceministro della Difesa Marcin Ociepa aveva dichiarato che la Polonia sarà in guerra con la Russia in 3 o 10 anni massimo.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Nucleare
La dottrina nucleare USA riscritta a porte chiuse
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Bioetica1 settimana faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Catastrofi2 settimane faTerremoto di «intensità insolita» colpisce la città dove si è praticata l’idolatria di Pachamama
-



Morte cerebrale1 settimana faMorte cerebrale: donatore o no, decidono loro quando sei morto
-



Pensiero2 settimane faDall’aborto alla strage figlicida, il ritorno della strega Medea
-



Spirito1 settimana faLeone XIV afferma che non dovremmo «chiuderci nelle nostre sicurezze religiose»
-



Spirito2 settimane faSuore fingono di concelebrare la Messa mentre il sacerdote cambia la consacrazione
-



Cervello2 settimane faInaugurato il primo data center al mondo alimentato da cellule cerebrali umane
-



Pensiero1 settimana faLo Stato Moloch, l’italiano cattivo e i sanitari che ballano. La tragedia della bambina «no-vax» di Palermo













