Animali
Pavoni malvagi invadono il Ravennate e aggrediscono le persone
Pavoni aggrediscono un uomo nel Ravennate, ferendolo, all’interno del quadro disperato di un paese invaso dagli altezzosi e violenti pennuti. È accaduto in settimana, e farne le spese è stato un anziano.
La boriosa violenza dei bipedi piumati contro l’essere umano si è consumata a Punta Marina, una frazione del capoluogo romagnolo. La vittima ha raccontato all’inviato di un programma RAI di aver trovato tre pavoni all’interno della propria abitazione, addirittura in cucina. «C’erano tre pavoni qua, dentro in cucina», ha riferito il residente, descrivendo un incontro ravvicinato inatteso e spaventoso. Inizialmente aveva pensato che gli animali potessero uscire da soli senza creare problemi. Successivamente, però, la situazione è degenerata.
«Io ero qui e pensavo che passassero. Uno ha preso il volo e mi ha tagliato sul naso e al labbro. Adesso un pezzettino è guarito», ha spiegato l’uomo davanti alle telecamere. Secondo il suo racconto, l’impatto è stato improvviso e violento, tanto da provocargli una ferita al volto. Il residente ha poi aggiunto che l’episodio avrebbe potuto avere conseguenze anche più gravi: «Veniva giù il sangue forte. L’ho respinto, sennò mi portava via anche l’occhio. Gli altri due sono usciti dopo. Io sono andato via, non sono più entrato. Mi sono curato da solo».
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Non si tratta del primo caso di questo tipo. Nel gennaio 2024 un pavone attaccò proditoriamente un bambino nel parco Bucci di Faenza, sempre a Ravenna. Il Pronto Soccorso ha certificato ferite al volto provocate dal becco dalla crudele creatura.
La vicenda della colonia di pavoni a Punta Marina, località balneare vicino a Ravenna, rappresenta un caso emblematico di come l’introduzione incontrollata di una specie esotica in un contesto urbano possa trasformarsi in una grave emergenza sociale e ambientale. Quello che inizialmente era nato come un fenomeno limitato a pochi esemplari ornamentali si è tramutato in un problema fuori controllo. La riproduzione indisturbata e l’assenza di predatori naturali hanno spinto oltre un centinaio di volatili ad abbandonare la pineta per insediarsi stabilmente tra le case, occupando strade, tetti e cortili privati.
L’impatto sulla vita quotidiana dei residenti ha superato la soglia della tollerabilità, esasperando gli animi e creando profonde tensioni. Uno dei lati più logoranti della vicenda è l’inquinamento acustico intollerabile che caratterizza il lungo periodo riproduttivo. I pavoni emettono versi striduli e acuti, simili a grida umane, che si ripetono incessantemente di giorno e di notte, compromettendo gravemente il sonno e la salute psicofisica degli abitanti. Un altro problema è quello dei tetti danneggiati, con coppi spostati dai bisbetici volatili.
A questo stress si sommano pesanti disagi igienici. Strade, auto e aree comuni sono costantemente imbrattate da grandi quantità di guano, che emana cattivi odori e rende i marciapiedi scivolosi.
I danni materiali sono rilevanti. I cittadini assistono alla devastazione dei propri giardini, dove i volatili distruggono fiori e orti. Inoltre, attirati dal proprio riflesso sulle carrozzerie lucide o sui vetri delle auto in sosta, i pavoni – notoriamente bestie stupide – scambiano la propria immagine per un rivale e attaccano furiosamente i veicoli con becco e speroni, provocando profondi graffi e costose ammaccature.
Si possono registrare forti rischi anche per la sicurezza stradale, poiché gli animali occupano improvvisamente le carreggiate, costringendo gli automobilisti a manovre d’emergenza e frenate brusche che aumentano il rischio di incidenti – e quindi di danni non solo economici, ma anche biologici ed emotivi per gli esseri umani ravennati.
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Le istituzioni sono rimaste a lungo paralizzate in un’impasse decisionale, strette tra le proteste dei residenti esausti e l’opposizione degli animalisti contrari al trasferimento, alimentando un clima di forte esasperazione.
Come riportato da Renovatio 21, nelle scorse settimane avevamo assistito al caso del gallo cedrone in Val di Fassa che aggredisce i turisti: le autorità invece che rispondere a dovere alla violenza urogallica si sono subito messe a vietare agli esseri umani parte del sentiero dove il pennuto attacabrighe ha attaccato delle povere persone.
È interessante notare come la crisi dell’eccezionalismo umano – cioè la percepita superiorità dell’uomo nei confronti delle altre creature, come codificato nella Bibbia – sia oramai un tema con ramificazioni municipali. La postcristianità, di fatto, impatta sulle decisioni comunali, mentre il popolo soffre sotto i colpi di inutili animali infami.
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Animali
Turista trascinata fuori dalla tenda e sbranata a morte dagli orsi: la Russia avvia programma di abbattimento
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Ecco la gara internazionale di corsa per cagnolini Corgi
La quinta edizione della Corgi Race di Vilnius ha attirato cani e proprietari al parco Vingis della capitale lituana sabato scorso, in quella che gli organizzatori hanno definito l’edizione più grande di sempre. Lo riporta l’agenzia Associated Press.
Tra i partecipanti figuravano concorrenti provenienti da Lituania, Lettonia, Polonia, Estonia, Germania, Ucraina, Repubblica Ceca, Stati Uniti e Gran Bretagna, il Paese più strettamente legato alla razza, celebre per essere stata una delle preferite della defunta regina Elisabetta II.
Novantaquattro cani hanno preso parte alla gara principale, affrontando qualificazioni, semifinali e finale.
Nella finale, disputata su una distanza di 25 metri, il vincitore è risultato l’americano GG, abbreviazione di Gustave the Girl Dog. Un altro partecipante statunitense, Mr. Corgington, si è classificato secondo per un soffio. La lituana Moka, due volte campionessa in passato, ha ottenuto il terzo posto.
Gran parte del programma, tuttavia, andava oltre la velocità per valorizzare le altre abilità dei cani e dei loro proprietari.
🐶🎀 À Vilnius, les corgis défilent… et courent en costumes !
Des milliers de personnes se sont réunies à Vilnius, en Lituanie, pour assister à une course internationale de corgis… dont certains ont revêtu leurs plus beaux déguisements ! 🐾 pic.twitter.com/uUpxzafIq3
— GEO (@GEOfr) August 18, 2026
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Si è tenuta una sfilata in costume con 38 corgi vestiti in abiti differenti, tra cui un costume da dinosauro, un abito elegante e un completo sportivo per cani. Amigo ha trionfato sia nella votazione della giuria composta da quattro giudici, sia nel voto del pubblico su Facebook, grazie a un costume impeccabile che richiamava un cavaliere.
Nella sfida del «naso più intelligente», i cani hanno cercato bocconcini nascosti. I corgi lettoni Tora e Rusty si sono spartiti la vittoria.
E poi c’era la gara di abbaio più forte. Il primo concorrente britannico, Duke, un Pembroke Welsh Corgi di 12 anni proveniente da Sedbergh, nel nord-ovest dell’Inghilterra, non ha preso parte alla gara principale a causa della sua età avanzata, ma era un serio candidato alla gara di abbaio dopo, come ha riferito il suo proprietario, essersi allenato per tutta la vita.
È stata tuttavia il signor Corgington a conquistare la gara di abbaio più forte.
Era uno dei concorrenti che aveva percorso la distanza maggiore. La gara finale gli offriva la rivincita dopo il secondo posto ottenuto contro GG in un’importante corsa all’Emerald Downs di Auburn, Washington, dove lei aveva vinto per la seconda volta consecutiva.
Metà dei corgi iscritti a Vilnius quest’anno partecipavano per la prima volta. Ma sei veterani – Amigo, vincitore del premio per il miglior costume, Foksas, Foksis, Madeira, Bulka e Dziugas – hanno preso parte a tutte le edizioni.
Il termine Corgi deriva dal gallese cor, «nano», e ci. La stramba razza di cane da pastore viene dal Galles. Esistono due razze distinte: il Pembroke Welsh Corgi e il Cardigan Welsh Corgi.
Il Cardigan è il più antico: i suoi antenati arrivarono con i Celti intorno al 1200 a.C. e appartengono al gruppo Teckel (simile al bassotto). Il Pembroke deriva invece da cani di tipo Spitz portati dai Vichinghi e dai tessitori fiamminghi tra il X e il XII secolo. Entrambi erano usati per guidare il bestiame, mordendo i talloni delle mucche e schivando i calci grazie alla bassa statura. Furono riconosciuti come razze separate nel 1934.
Entrambi i gruppi hanno corpo allungato, zampe corte e robuste, testa a forma di volpe e orecchie erette. Il Pembroke è più piccolo (altezza 25-30 cm, peso fino a 14 kg), con coda corta o assente e orecchie appuntite. Il Cardigan è più grande (27-32 cm, 11-17 kg), con coda lunga e folta e orecchie arrotondate. Il mantello è doppio, impermeabile, nei colori rosso, sabbia, nero focato o tricolore.
Sono cani resistenti, agili e longevi, in grado di vivere anche 12-15 anni.
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Immagine di Daniel Stockman via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 2.0 Generic
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Orca di Gibilterra vista con possibili ferite da armi da fuoco: e ora cosa succederà?
Il giornale Guardian, che è britannico come varie vittime dell’infame banda orcina, riporta che «venerdì, il ministero dell’ambiente spagnolo ha dichiarato che Toñi, il membro vivente più anziano del branco, era stata avvistata mentre nuotava nello Stretto di Gibilterra con segni sulla pinna dorsale “compatibili con colpi di fucile ad aria compressa”». Capito, la belva ha un nome carino, anzi cariñoso, Toñi. Tipo: l’orca assassina Antonietta. A dire la verità, per inciso, qualche anno fa Renovatio 21, che tiene conto del fenomeno e in generale non vuole dimenticare le cose, aveva già veduto immagini di un marinaio che apre il fuoco su di un’orca che gli stava affondando la barca. Che volete farci: Renovatio 21, a differenza dei giornali, non è fatta per indurre il lettore all’oblio, ma per ricordare tutto quanto può essere necessario a comprendere il mondo moderno.El Gobierno investiga si la orca Toñi ha sido tiroteada en su aleta con perdigones en el Estrecho de Gibraltar https://t.co/aO6qyBsMaf pic.twitter.com/H1mMaKP6Vw
— 20minutos.es (@20m) August 14, 2026
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Nah lmao orcas are dope. Dolphins can get it tho https://t.co/il5h7ule9I https://t.co/3eRKq4Jpsn
— ronny 🇧🇮 (@notronnyrick) June 20, 2023
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