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Cane spara a donna

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La polizia che indaga su una sparatoria avvenuta a Scottsbluff, in Nebraska, ha scoperto che il responsabile non era un uomo, bensì un cane che aveva accidentalmente premuto il grilletto, ferendo un passante, secondo quanto riportato dai media locali.

 

Sabato, gli agenti sono intervenuti presso un negozio dopo essere stati informati che una persona era stata colpita da un colpo di fucile, come riferito dall’emittente locale KNOP. Giunti sul posto, hanno trovato un pick-up con una portiera divelta, il che ha fatto subito pensare che lo sparo fosse partito dall’interno del veicolo.

 

Hanno accertato che il proprietario del camion aveva lasciato il suo cane sul sedile posteriore mentre entrava nel negozio. L’animale si era spostato da un lato all’altro del sedile, impigliando la zampa nel grilletto di un fucile a pompa carico. L’esplosione ha trapassato la carrozzeria del veicolo e un proiettile ha colpito una donna seduta a un semaforo poco distante, con il braccio fuori dal finestrino della sua auto.

 

La donna è stata trasportata in ospedale e curata per ferite non mortali. Non è chiaro se il proprietario del cane sia stato incriminato. Tuttavia, il dipartimento di polizia di Scottsbluff ha ricordato ai residenti del Nebraska che è illegale viaggiare con un’arma da fuoco carica all’interno di un veicolo.

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Non si tratta del primo caso di cane sparatore.

 

Lo scorso novembre, un uomo della Pennsylvania è rimasto gravemente ferito quando il suo cane è saltato sul letto e ha fatto partire un colpo di fucile che si trovava carico sul materasso, con la sicura disinserita.

 

Sei mesi prima, un episodio simile si era verificato a Memphis, nel Tennessee, quando un pitbull terrier era saltato sul letto del suo padrone mentre questi e la sua ragazza giacevano lì con un’arma da fuoco carica. La zampa del cane si era incastrata nel grilletto dell’arma, secondo quanto riferito dalla polizia, provocando lo sparo accidentale e un proiettile che aveva sfiorato la coscia dell’uomo.

 

Nel Kansas, nel 2023, un cane seduto sul sedile posteriore di un pick-up ha accidentalmente azionato il meccanismo di sparo di un fucile carico, colpendo mortalmente un uomo alla schiena.

 

L’episodio realizza parzialmente il grande insegnamento giornalistico secondo cui: «cane morde uomo» non è una notizia, ma «uomo morde cane» lo è.

 

In realtà, anche «donna spara a cane» è una notizia: pensiamo a quando nelle sue memorie l’ex segretario della Homeland Security Kristi Noem confessò di aver ucciso, durante i suoi anni di vita rurale, un cucciolo di cane perché problematico e disobbediente.

 

La Noem è ora uscita dalla politica ed è stata colpita da un tremendo scandalo famigliare, con il marito sorpreso a chattare e finanziare donne con il seno gargantuesco, una nuova perversione che lo avrebbe spinto a provare lui stesso a travestirsi da ultramaggiorata.

 

Anche in questo caso, possiamo trarre un insegnamento di grande giornalismo: «politica con grandi tette finte» non è una notizia; «marito con grandi tette finte» invece sì.

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Animali

Bufalo imbufalito scaglia in cielo un povero turista

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Un turista è rimasto gravemente ferito dopo essere stato scaraventato in aria da un bisonte a circa due metri e mezzo di altezza nel Parco Nazionale di Yellowstone. L’attacco è stato ripreso in video dal fotografo Mike Macleod.   Le scioccanti immagini stanno facendo il giro della rete.   Vi si vede, in chiarezza, come il crimine sia premeditato: l’ungulato, che poco prima sembrava annoiarsi in disparte, si mette alla caccia del povero bipede bartbuto, facendolo volare per aria.    

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Si tratta, con ogni evidenza, di un caso di bufalo imbufalito.   I bufali (specialmente il bufalo nero africano) sono animali territoriali molto aggressivi se minacciati, feriti o durante la stagione degli accoppiamenti. Causano circa 200 morti all’anno. Gli attacchi avvengono spesso durante battute di caccia o quando i turisti si avvicinano troppo alle mandrie.   Casi di violenza bufalina si sono registrati in ispecie in Sudafrica. Ad esempio, il caso del 2025 dove un cacciatore texano di 52 anni è stato incornato e ucciso da un enorme bufalo di 1.300 kg durante una battuta di caccia nel Limpopo. L’animale ha caricato dopo essere stato inseguito.   Si registrano spesso casi nei villaggi vicini alle riserve naturali. Ad esempio, a Nongoma (KwaZulu-Natal), un bufalo solitario ha terrorizzato la comunità locale attaccando e uccidendo una persona e ferendone altre.   Questi animali possono superare i 900 kg di peso e correre fino a 56 km/h. Grazie alla loro corporatura massiccia e alle corna affilate, sono considerati tra gli erbivori più pericolosi al mondo   Come noto al lettore di Renovatio 21, il titolo di belva vegetariana più violenta è da giocarsi con un’altra fiera assassina, l’ippopotamo, prima causa di morte per animale in Africa.  

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Nuova teoria giustificazionista sulle orche teppiste di Gibilterra: «sono adolescenti abbandonati dai genitori»

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Una nuova teoria sul comportamento teppistico delle orche di Gibilterra – che hanno affondato almeno 8 barche dal 2020, danneggiandone più di 250 in oltre 670 interazioni registrate – è emersa sui giornali, ovviamente per bocca degli «esperti».

 

Secondo la nuova spiegazione dei sapienti biologi marini, le orche devastatrici sarebbero «giovani annoiati che sono stati lasciati senza supervisione da parenti più anziani». Insomma, un classico caso di deboscio, ma in ambito cetaceo.

 

Secondo quanto scritto dal quotidiano britanno Times, che ha raccolto il parare dei genii accademici, le orche potrebbero essere giovani curiose ma trascurate, che non hanno ricevuto un’istruzione sufficiente secondo gli elevati standard della specie. Ma attenzione: come il cambiamento climatico, c’è anche qui un fattore antropico per ogni disgrazia: gli scienziatoni credono che la pesca eccessiva degli ultimi dieci anni possa aver causato cambiamenti nella rete alimentare, con conseguente calo dei tassi di riproduzione e una diminuzione del numero di esemplari. Quando le condizioni sono migliorate, i nuovi cuccioli si sono ritrovati senza orche adolescenti a guidarli.

 

«Abbiamo interrotto la tradizione secondo cui l’adolescente si prende cura dei più piccoli», afferma un tizio intervistato, che lavora, ma guarda, per una fondazione. «Avrebbero dovuto essere sotto la supervisione dei loro parenti adolescenti, ma non c’erano più adolescenti. Così questi cuccioli hanno iniziato a fare sciocchezze, non avevano paura di niente». Eccerto. Poverini. Non è colpa loro se delinquono: è la società che li ha resi così. Dov’è che abbiamo già sentito questa storia?

 

Insomma, orfani criminali a causa dei pescatori. Colpa nostra che mangiamo il sushi: il sottotesto è questo. L’antiumanismo, ecologista o animalaro che sia, è sempre il medesimo. Consumate meno, fate meno figli, altrimenti le orche si incazzano, con i figli finiti nel degrado come in un ghetto della suburbia milanese.

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Si tratta di un salto di qualità nel fatto dell’antropizzazione, sempre a fini giustificativi, del sanguinario comportamento delle belve acquatiche. In rete spopola l’idea, presente nel pensiero animalista , per cui le aggressioni sono la vendetta vera orcina per il fatto che gli umani invadono il loro territorio: conosciamo bene l’idea del bestialismo mononeuronale per cui gli orsi hanno ragione a sbranare il runner che corre nella strada a fianco al bosco, perché questo è l’habitat del plantigrado.

 

In passato grandi «esperti» avevano lanciato un’altra spiegazione della violenza del mammifero bianconero pisciforme: secondo la teoria, fantasiosa sino al grottesco ma spacciata per scientifica, il gruppo sarebbe guidato da un’orca traumatizzata dagli esseri umani, per cui, anche qui, vendetta vera contro le barche a vela.

 

I racconti degli attacchi (arrivati in alcuni periodi ad uno al giorno), come quello ad un’imbarcazione britanniche nel 2025, sono terrificanti. Tuttavia, le grandi menti degli esperti ritengono che il colpevole sia, alla fine, la vittima. Anche questa storia ci sembra di averla già sentita…

 

Ora, Renovatio 21 rilancia l’appello: è ora di finirla.

 

Il fenomeno è oramai fuori controllo ma non si trova nessuno, nelle istituzioni, che voglia affrontarlo, forse per il pudore di infrangere il tacito «eccezionalismo cetaceo» per cui ai mammiferi pisciformi sono assegnati grande considerazione e pure «diritti» superiori a quelli dell’essere umano.

 

Come ripetuto da Renovatio 21, urge trovare una soluzione al più presto, sempre ricordando che, da quello che abbiamo appreso, la grande civiltà giapponese possiede ristoranti dove la malvagia creatura acquatica può essere servita come pietanza.

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Animali

Gattino nato con 28 dita ottiene il Guiness dei primati

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Il gattino di una famiglia del Michigan è ufficialmente un detentore del Guinness dei primati dopo che un veterinario ha verificato che è nato con 28 dita.   Il felino di 10 mesi della famiglia michiganoana degli Henderson, Toby, ha eguagliato il record per il maggior numero di dita in un gatto, precedentemente detenuto da un animale domestico canadese di nome Jake nel 2002.   «Quando ho visto per la prima volta le sue dita dei piedi, non potevo credere ai miei occhi», ha raccontato Delaney Henderson, proprietaria del gattaccio, al Guinness World Records. «Avendo già un altro gatto polidattilo, mi aspettavo dei “pollici” in più, ma niente avrebbe potuto prepararmi a vedere le zampe di Toby.» Henderson ha detto che sono stati il muso di Toby e le sue frequenti fusa a farla innamorare.

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I proprietari di Toby hanno affermato che i suoi piedi insoliti non gli causano alcun fastidio o problema di mobilità. «Gode di ottima salute e, a parte una accurata spuntatura delle unghie (ne ha ben 30), è un gatto come tanti altri, senza particolari problemi di salute», han affermato gli Hendersoni.   I gatti in genere hanno 18 dita, 5 nelle zampe anteriori e 4 in quelle posteriori. Il primo dito anteriore, che non tocca terra, si chiama sperone ed equivale al nostro pollice, servendo ad afferrare gli oggetti. I felini con dita in più sono detti, come nei casi umani, polidattili.   I cuscinetti dei felidi, che per alcuni sono particolarmente belli da schiacciare a mo’ di scacciapensieri, si chiamano tampone carpale, metacarpale (anteriore), metatarsale (posteriore) e digitali. Svolgono funzioni vitali come ammortizzare i salti, percepire le vibrazioni del terreno e regolare la temperatura corporea tramite il sudore. I cuscinetti dei mici cambiano colore principalmente a causa di fluttuazioni della circolazione sanguigna, crescita e produzione di melanina, o variazioni di temperatura. Nella maggior parte dei casi si tratta di processi naturali e innocui, legati allo sviluppo o alla vita quotidiana del felino.  

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Immagine generata artifizialmente, neanche tanto bene
 
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