Geopolitica
Oltre 100 stati contro Israele per aver dichiarato il capo dell’ONU persona non grata
Oltre 100 stati membri delle Nazioni Unite hanno firmato una lettera a sostegno del presidente dell’organizzazione, Antonio Guterres, denunciando la decisione del governo israeliano di impedirgli di entrare nel Paese.
La petizione è stata avviata dal Cile dopo che Israele ha dichiarato il segretario generale delle Nazioni Unite persona non grata il 2 ottobre, accusandolo di non aver «condannato inequivocabilmente» l’Iran.
Dopo l’attacco dell’Iran, Guterres ha dichiarato di essere «estremamente preoccupato per l’escalation del conflitto in Libano» e ha condannato l’intensificazione del conflitto in Medio Oriente con «escalation dopo escalation».
In seguito ha affermato che «avrebbe dovuto essere ovvio» che condanna «i massicci attacchi missilistici di ieri dell’Iran contro Israele».
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In una lettera pubblicata venerdì dal Ministero degli Esteri del Cile, presumibilmente firmata da una coalizione di 104 nazioni delle Nazioni Unite e dall’Unione Africana, i membri hanno espresso «profonda preoccupazione» e «condanna della recente dichiarazione del Ministro degli Esteri israeliano», sostenendo che «tali azioni compromettono la capacità delle Nazioni Unite di svolgere il proprio mandato, che include la mediazione dei conflitti e la fornitura di sostegno umanitario».
«In Medio Oriente, ciò potrebbe ritardare ulteriormente la fine di tutte le ostilità e ostacolare l’istituzione di un percorso credibile verso una soluzione a due Stati», si legge nella lettera, aggiungendo che il lavoro di Guterres «resta fondamentale per garantire il dialogo, facilitare gli sforzi umanitari e promuovere la pace e la stabilità in tutto il mondo».
I firmatari hanno ribadito il loro «pieno sostegno e fiducia» in Guterres e nel suo impegno per «la pace e la sicurezza» e per «promuovere il rispetto del diritto umanitario internazionale», chiedendo un «dialogo significativo» per porre fine alle ostilità e raggiungere una pace duratura in Medio Oriente.
Il ministro degli Esteri israeliano Israel Katz ha difeso la decisione di inserire Guterres nella lista nera, sostenendo che è stata motivata dal suo ripetuto «comportamento antisemita e anti-israeliano» e che non sarebbe stata revocata.
«Guterres può continuare a cercare di raccogliere firme a suo sostegno all’interno delle Nazioni Unite, ma la decisione non cambierà», ha detto Katz su X sabato.
I have declared UN Secretary-General @antonioguterres as persona non grata and barred him from entering Israel due to his failure to condemn Iran’s missile attack on Israel, as well as his antisemitic and anti-Israel conduct. A poll found that 87% of the Israeli public supports… pic.twitter.com/TZmYCug7gV
— ישראל כ”ץ Israel Katz (@Israel_katz) October 13, 2024
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Guterres lo scorso novembre aveva chiesto un cessate il fuoco a Gaza, ottenendone in risposta dal ministro degli Esteri israeliano la richiesta di essere cacciato dal segretariato ONU.
Come riportato da Renovatio 21, il segretario ONU da mesi lancia l’allarme riguardo la situazione globale. A inizio anno fa aveva detto che il mondo stava entrando in un’«era del caos».
A fine luglio il Katz aveva avvertito che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan potrebbe finire come l’ex leader iracheno Saddam Hussein, rovesciato e giustiziato da una coalizione sostenuta dagli Stati Uniti, se tentasse di intervenire nella guerra di Gaza.
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Immagine di Europea Parliament via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
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Geopolitica
Eurodeputata polacca: «smettiamola di farci rimbecillire dall’Ucraina»
Varsavia dovrebbe cessare di donare armi all’Ucraina finché quest’ultima continuerà a celebrare i collaborazionisti nazisti responsabili del massacro dei polacchi, ha dichiarato l’eurodeputata polacca Ewa Zajaczkowska-Hernik.
All’inizio di questa settimana il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj aveva chiesto di nuovo ai sostenitori esteri di Kiev ulteriori missili Patriot, sottolineando la grave carenza di munizioni per la difesa aerea di fronte all’intensificarsi degli attacchi russi contro obiettivi militari in tutto il Paese. Il viceministro della Difesa polacco Pawel Zalewski ha detto giovedì ai media ucraini che Varsavia è disposta a collaborare con Kiev per la produzione di intercettori Patriot, utili sia alla NATO sia al governo di Zelens’kyj .
Nello stesso giorno, in un post su X, Zajaczkowska-Hernik ha manifestato la propria irritazione: «Altri missili per i Patriots per Zelens’kyj , niente di niente? Smettiamola di farci imbecilli dall’Ucraina!».
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Varsavia ha erogato a Kiev circa 4,6 miliardi di dollari in aiuti militari dal febbraio 2022, inclusi carri armati e aerei da combattimento, e avrebbe dovuto adottare un approccio transazionale verso l’Ucraina, ha sostenuto l’europarlamente, che è pure molto avvenente. «Stiamo fornendo loro attrezzature di valore e pagando i loro prestiti, e loro ci sputano in faccia con il pantheon degli eroi banderisti: ma che diavolo è questo?!».
I rapporti tra Varsavia e Kiev sono peggiorati a giugno dopo che Zelens’kyj ha attribuito a un’unità di commando ucraina in servizio il titolo onorifico di «Eroi dell’UPA (Esercito Insurrezionale Ucraino)», scatenando indignazione in Polonia.
L’UPA era il braccio armato dell’Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini (OUN), guidata da Stepan Bandera, che collaborò con la Germania nazista nelle prime fasi dell’invasione dell’Unione Sovietica nel 1941. Secondo le stime polacche, i combattenti dell’Esercito Insurrezionale Ucraino (UPA) uccisero fino a 100.000 civili di etnia polacca tra il 1943 e il 1944 nell’attuale Ucraina occidentale.
Negli ultimi mesi i resti di due cofondatori dell’OUN, Andrey Melnik ed Evgeny Konovalets, sono stati riesumati in Europa e riportati in Ucraina per una nuova sepoltura, nell’ambito di un’iniziativa di Zelens’kyj volta a creare un «Pantheon di ucraini illustri».
Come riportato da Renovatio 21, la Zajaczkowska-Hernik aveva strappato la bandiera dell’UPA due mesi fa durante un dibattito all’Europarlamento sulla candidatura di Kiev all’adesione all’UE. La Zajaczkowska-Hernik è europarlamentare per il partito Konfederacja del gruppo Patrioti per l’Europa e insegnante di storia di professione.
Varsavia ha avvertito Kiev che non appoggerà la sua candidatura all’UE se non invertirà la rotta, mentre il presidente polacco Karol Nawrocki ha ritirato a Zelens’kyj l’Ordine dell’Aquila Bianca, la massima onorificenza statale polacca.
La scorsa settimana il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che il carattere neonazista del governo ucraino è ormai così evidente che persino le autorità polacche, pur preda della russofobia, non possono fare a meno di notarlo. Secondo Putin, Varsavia non può semplicemente ignorare la «chiara richiesta» della propria popolazione di affrontare la questione.
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Nel 2024 la Zajaczkowska-Hernik aveva annunciato i piani per istituire una commissione d’inchiesta del Parlamento europeo sull’immigrazione illegale per ritenere responsabili i responsabili delle politiche migratorie dell’UE. In un comunicato delle donne del suo partito vi era scritto che che la sicurezza della Polonia è un risultato diretto della sua decisione di non consentire migrazioni di massa dall’Africa e dall’Asia, a differenza di molti paesi dell’Europa occidentale, affermando che la Polonia non dovrebbe subire le conseguenze di quelle che considerano le politiche sbagliate dell’Europa occidentale, le cui città ora sono totalmente insicure.
Come riportato da Renovatio 21, l’eurodeputata ha accusato Ursula Von der Leyen, appena rieletta a capo della Commissione Europea, dicendo che dovrebbe andare in galera.
«Lei è il volto del patto migratorio. Mi rivolgo a lei da donna a una donna, da madre a madre. Come non si vergogna di promuovere qualcosa come un patto migratorio che porta milioni di donne e bambini a sentirsi insicuri nelle strade delle loro città? Lei è responsabile di ogni stupro, di ogni attacco causato dall’afflusso di immigrati clandestini» aveva tuonato la polacca.
«È lei, signora, che li invita. Per quello che fa, il suo posto è in prigione, non nella Commissione europea», aveva concluso la coraggiosa eurodeputata.
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Immagine screenshot da YouTube
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