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Ospedale

New York verso i militari in sostituzione degli operatori sanitari non vaccinati

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Il governatore democratico dello Stato di Nuova York Kathy Hochul ha annunciato che potrebbe attingere ai militari della Guardia Nazionale per colmare la carenza di personale ospedaliero causata da lavoratori non vaccinati che non rispetteranno l’ultimatum per cui devono essere vaccinati entro lunedì 27 settembre.

 

Nel tentativo di mettere sotto pressione gli operatori sanitari che non hanno preso il vaccino, la governatrice Hochul ha rilasciato una dichiarazione sabato in cui delinea come può dichiarare lo stato di emergenza per sostituirli con operatori sanitari provenienti da fuori dallo stato e membri della Guardia Nazionale addestrati dal punto di vista medico per mantenere gli ospedali adeguatamente equipaggiati.

 

«Stiamo ancora combattendo contro il COVID per proteggere i nostri cari e dobbiamo combattere con ogni strumento a nostra disposizione», ha affermato il governatore Hochul. «Sto monitorando da vicino la situazione del personale e abbiamo un piano per aumentare la nostra forza lavoro sanitaria e contribuire ad alleviare gli oneri sui nostri ospedali e altre strutture sanitarie».

 

Il governatore può dichiarare lo stato di emergenza per sostituirli con operatori sanitari provenienti da fuori dallo stato e membri della Guardia Nazionale

«Raccomando tutti gli operatori sanitari che si sono fatti avanti per farsi vaccinare, e esorto tutti gli operatori sanitari rimanenti che non sono vaccinati a farlo ora in modo che possano continuare a fornire assistenza», ha aggiunto.

 

Circa il 16% dei 450.000 dipendenti ospedalieri dello stato – circa 70.000 lavoratori – non ha ancora fatto il vaccino contro il COVID, ha affermato l’ufficio del governatore.

 

Migliaia di newyorkesi hanno protestato contro l’obbligo vaccinale da quando è stato imposto all’inizio di questo mese.

 

Nonostante la narrativa dei media che gli ospedali siano sopraffatti a causa della carenza di lavoratori, ospedali e centri medici si stanno comunque preparando a licenziare migliaia di lavoratori che si asterranno dal vaccino COVID.

 

Hochul ha di poco assunto la carica avendo spodestato Cuomo in quello che, come scritto da Renovatio 21, ha tutta l’aria di essere un colpo di palazzo.

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Ospedale

«Assassinata nel reparto COVID dell’ospedale»: scompiglio per una lapide in Israele

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Israele su di giri per una lapide.

 

La scritta tombale accusa un ospedale di aver ucciso una donna morta di coronavirus il mese scorso, La lapide ora è stata coperta dalla famiglia della defunta dopo che l’ospedale ha presentato una denuncia alla polizia. Lo riporta il quotidiano israeliano Times of Israel.

 

L’epitaffio sostiene che la signora Rachel Reish sarebbe stata «uccisa nel reparto coronavirus dell’ospedale Beilinson» e chiede a Dio di «vendicare il suo sangue», una frase ebraica comune generalmente usata per le vittime di omicidio.

 

L’epitaffio sostiene che la signora Rachel Reish sarebbe stata «uccisa nel reparto coronavirus dell’ospedale Beilinson» e chiede a Dio di «vendicare il suo sangue»

L’immagine della lapide si è diffusa sui media israeliana a inizio settimana. L’ospedale ha subito iniziato il lavoro con gli avvocati.

 

«L’ospedale è scioccato dall’iscrizione sulla lapide ed è disgustato dalle parole severe e istiganti, che non hanno alcun fondamento fattuale», si legge in una nota del nosocomio israelita.

 

Una lettera di 5 pagine da parte dell’ospedale sarebbe stata recapitata al vedovo, Shlomo Reish. Vi sarebbe la minaccia di procedere per vie legali qualora la lapida non fosse cambiata entro 72 ore.

 

Il vedovo ora ha dichiarato di essersi opposto all’epitaffio prima che gli pervenisse la minaccia legale dell’ospedale. Nel frattempo ha pure coperto le frasi di accusa con una lastra di marmo.

 

«Non l’ho scritto io, ero contrario e abbiamo litigato con mio genero quando abbiamo capito cosa voleva scrivere», ha detto Shlomo alla radio 103FM all’inizio di questa settimana.

 

Tuttavia, Shlomo ha dichiarato di avere ancora lamentele sulle cure che sua moglie (che non risulterebbe essersi vaccinata) ha ricevuto all’ospedale di Beilinson. Il signor Reish afferma che il suo trattamento «non era a livello dello Stato di Israele». Il vedova ha anche respinto la descrizione dell’ospedale delle sue condizioni al momento del ricovero e ha suggerito che la moglie non è morta di coronavirus.

 

La tomba della povera signora Reish deve aver toccato qualche nervo inaspettato del Paese, se sulla questione è intervenuto perfino il ministro della Salute Nitzan Horowitz.

 

«È orribile, una vergogna e una terribile ingiustizia per il sistema sanitario», ha dichiarato il ministro Horowitz all’emittente pubblica Kan. «Offro il mio sostegno a tutti gli ospedali. I medici hanno impedito la morte di migliaia di persone a causa del coronavirus. Purtroppo ci sono molestie e derivano da fake news e istigazione. Ma noi stiamo combattendo contro tutto questo».

 

Come riportato da Renovatio 21, il ministro della Salute Horowtiz il mese scorso è stato sorpreso da un fuori onda che i green pass servono alla coercizione dei non vaccinati.

 

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Epidemie

Ospedali negheranno i trapianti ai non vaccinati in «quasi tutte le situazioni»

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Un sistema sanitario con sede in Colorado afferma che sta negando i trapianti di organi ai pazienti non vaccinati contro il coronavirus in «quasi tutte le situazioni», citando studi che mostrano che questi pazienti hanno molte più probabilità di morire se contraggono il COVID-19.  Lo riporta il Washington Post

Il deputato repubblicano dello stato del Colorado Tim Geitner ha dichiarato che sarebbe stato negato un trapianto di rene a una donna di Colorado Springs perché non vaccinata. Definendo la decisione «disgustosa» e discriminatoria, Geitner ha condiviso una lettera che  il paziente avrebbe ricevuto la scorsa settimana dal centro trapianti.

La lettera diceva che la donna sarebbe stata «inattivata» da una lista d’attesa per il trapianto di rene e aveva 30 giorni per iniziare la vaccinazione contro il coronavirus. Se si fosse rifiutata di essere vaccinata, diceva, sarebbe stata rimossa dalla lista d’attesa.

 

La lettera diceva che la donna sarebbe stata «inattivata» da una lista d’attesa per il trapianto di rene e aveva 30 giorni per iniziare la vaccinazione contro il coronavirus

La paziente in attesa di trapianto ha dichiarato a 9News che «è stata costretta a prendere una decisione che non mi sento a mio agio a prendere in questo momento per poter vivere». L’obbligo vaccinale, quindi, ha trovato un nuovo strumento di coercizione

 

«La politica illustra i costi crescenti di non essere vaccinati e si addentra in un territorio profondamente controverso: l’uso dello stato di immunizzazione per decidere chi riceve cure mediche limitate» scrive il WaPo. Bello l’aggettivo: controverso. Traduciamolo: non ancora completamente passato per la Finestra di Overton.

 

Renovatio 21 si oppone alla trapianto di organi, specie da persone ritenute «clinicamente morte» ma il cui cuore batte ancora, altrimenti non sarebbe possibile espiantarne gli organi: la «donazione», cioè la predazione, avviene solo a cuor battente, basandosi sulla artificiosa nozione di «morte cerebrale» i cui criteri cambiano da Paese a Paese e da un anno all’altro. Come abbiamo scritto, è il concetto di «morte cerebrale» a rendere possibile l’industria dei trapianti, un grande business per medici, ospedali e farmaceutiche che guadagnano clienti a vita di  farmaci come gli antirigetto.

 

Pare che si tratti in questo caso, di una donazione di rene da vivente, volontaria. È stato riportato infatti che la paziente e il suo donatore di reni stanno cercando altre opzioni fuori dallo Stato, poiché non hanno trovato un ospedale del Colorado che eseguirà la procedura prima di essere immunizzati.

 

La filiera della Necrocultura squarta e contamina, segrega e ricatta, in Europa oramai con la stessa mancanza di pudore che regna in Cina. Com’è possibile che il personale medico accetti questa mostruosità?

Non ci stupiamo di questa storia di ordinaria follia biomedica. Essa mette in luce diverse questioni:

 

1) L’instaurazione dell’utilitarismo – cioè il calcolo del piacere individuale – come filosofia che guida lo Stato e la Sanità, e quindi decide la vita e la morte delle persone. La qualità della vita ha perfino una formula, si tende a prediligere nelle cure quindi chi avrà più anni di piacere dinanzi rispetto a chi invece potrà vivere meno.

 

2) Il sistema di allocazione delle risorse mediche – il problema del triage che abbiamo visto in azioni con gli intubati durante la prima ondata pandemica – ora è utilizzabile come ricatto vaccinale.

 

3) il sistema grottesco della predazione degli organi, come riportato da Renovatio 21, non si è fatto scrupolo di espiantare e trapiantare organi di positivi al COVID: per quanto vi possa sembrare allucinante è così. Anzi, si parlava, qualche mese fa, di un boom di disponibilità di organi umani grazie ai morti di COVID. Ora però la faccenda si complica: a quanto è dato di capire potrebbe essere obbligato al vaccino anche il «donatore».

 

Ci rendiamo conto che stanno davvero rendendo accettabile l’idea che un non vaccinato merita di morire?

Qui subentra il paradosso ulteriore che abbiamo visto con il plasma iperimmune: colui che ha contratto il coronavirus ed è guarito può donare il sangue per la plasmaferesi, mentre chi è vaccinato ha dei limiti: egli, secondo le linee guida pubblicate dall’ECDC, deve attendere 48 ore dal vaccino, mentre se «ha sviluppato sintomi dopo la somministrazione del vaccino anti-SARS-CoV-2 può essere accettato alla donazione dopo almeno 7 giorni dalla completa risoluzione dei sintomi».

 

Non abbiamo dubbi che l’idea di escludere dalle cure i non vaccinati trova il favore in una larga parte della popolazione – gli stessi che paragonano i resistenti alla siringa come animali parassiti, subumani da gettare in campi da concentramento o da prendere a cannonate. Tutte cose che sono state davvero dette nel discorso pubblico.

 

La filiera della Necrocultura squarta e contamina, segrega e ricatta, in Europa oramai con la stessa mancanza di pudore che regna in Cina. Com’è possibile che il personale medico accetti questa mostruosità?

 

Ci rendiamo conto che stanno davvero rendendo accettabile l’idea che un non vaccinato merita di morire?

 

 

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Ospedale

«Diamo sostegno alle studentesse-prostitute», dice l’Associazione dei Medici Britannici

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Renovatio 21 traduce questo articolo di Bioedge.

 

 

Un’altra risoluzione è stata portata alla  conferenza annuale della British Medical Association [BMA: l’associazione dei medici britannici, ndr]: le studentesse di medicina che lavorano come lavoratrici del sesso dovrebbero essere protette dalla censura delle università e degli organismi professionali.

 

La BMA, hanno dichiarato i delegati, deve collaborare con le scuole di medicina per sviluppare servizi di supporto specializzati per le studentesse prostitute. Meritano un «ambiente libero da giudizio» e del tutto confidenziale.

 

Il capo del comitato degli studenti di medicina BMA, Becky Bates, ha proposto la mozione. Ha spiegato che: «L’alto costo dello studio della medicina e i livelli inaccettabilmente bassi di sostegno finanziario nel Regno Unito sono una parte importante del motivo per cui queste studentesse di medicina si sentono costretti a scegliere questo tipo di lavoro ad alto rischio».

 

Questa è una preoccupazione che emerge di volta in volta dai media.

 

Nel 2012 l’editore dello Student BMJ ha scritto che un medico tirocinante su dieci afferma di conoscere un’altra studentessa che ha fatto ricorso alla prostituzione a causa dell’aumento del costo della vita e dell’aumento delle tasse universitarie.

 

Il mese scorso, prima del voto, Laura Watson, dell’English Collective of Prostitutes, ha dichiarato al Daily Mail che il numero di studentesse che le hanno contattate per ricevere supporto è aumentato di un terzo negli ultimi 12 mesi.

 

«Questo è indubbiamente correlato ai costi della scuola di medicina, ma parla anche della scarsità di lavori part-time che gli studenti potrebbero, in passato, aver utilizzato per integrare il loro reddito».

 

 

Michael Cook

Direttore di Bioedge

 

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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