Pensiero
Mons. Viganò: la distruzione serve affinché la società accetti la tirannide tecnocratica
L’arcivescovo Carlo Maria Viganò ha affidato a X alcuni commenti rilevanti sulla storia del mondo degli ultimi secoli e sul rischio dell’ora presente.
«Sono oltre tre secoli che la Massoneria conduce una guerra senza quartiere contro la Chiesa Cattolica e la società cristiana. Essa ha come scopo la sovversione dell’ordine sociale e religioso – il κόσμος [cosmo, ndr] divino – mediante la Rivoluzione, che è principio del χάος [caos, ndr] infernale» scrive Viganò.
«Questa Rivoluzione dev’essere permanente, come perpetue sono le crisi e le emergenze con cui giustifica pretestuosamente la propria azione distruttrice. Solve et coagula».
Sono oltre tre secoli che la Massoneria conduce una guerra senza quartiere contro la Chiesa Cattolica e la società cristiana. Essa ha come scopo la sovversione dell’ordine sociale e religioso – il κόσμος divino – mediante la Rivoluzione, che è principio del χάος infernale.… pic.twitter.com/lV2daYTADK
— Arcivescovo Carlo Maria Viganò (@CarloMVigano) March 28, 2025
«Non stupisce che Macron, emissario del World Economic Forum, abbia recentemente affermato: “È più difficile reinventare tutto quando non tutto è stato distrutto”» nota il prelato, commentando un video circolante in rete in cui il presidente francese dichiara pubblicamente questo sconcertante (per chi non conosce il genere) concetto.
Certainement la vidéo la plus importante pour comprendre ce que nous vivons actuellement pic.twitter.com/CIE80NtlDM
— On m’appelle 404 (@Red_Pill_Report) March 27, 2025
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«La farsa psicopandemica, la frode climatica, la crisi ucraina e la minaccia di un conflitto nucleare fanno parte integrante di quel “distruggere tutto” che l’élite globalista si prefigge per poter forzare la società ad accettare la sua tirannide tecnocratica».
Come riportato da Renovatio 21 echi del concetto della «distruzione creatrice» sono riscontrabili anche in alcuni recenti discorsi dell’ex premier italiano ed ex presidente BCE Mario Draghi.
Monsignor Viganò aveva già parlato di élite e distruzione in una intervista di tre anni fa parlando di «chi, come ultimo obbiettivo, ha la distruzione della società cristiana tradizionale, per un odio inestinguibile contro Gesù Cristo».
«L’agenda consiste esattamente nella distruzione del tessuto sociale, economico, religioso e culturale dell’Italia, per attuare quel Great Reset, il cui ideatore e promotore Klaus Schwab è stato da poco in visita a Draghi» aveva detto all’epoca l’arcivescovo. «Non oso fare previsioni, perché la situazione è estremamente incerta e piena di incognite. Nei piani del Nuovo Ordine Mondiale, l’Italia dovrebbe soccombere, essere invasa da milioni di immigrati, perdere la propria identità cattolica, cancellare le proprie tradizioni, essere svenduta a multinazionali straniere».
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«Danno alla Chiesa, svilimento del pensiero e dell’azione di papa Leone XIV»: lettera del prof. Sinagra al cardinale Zuppi
Renovatio 21 pubblica la lettera circolante in rete che al segretario CEI cardinale Matteo Zuppi ha scritto l’eminente giurista .Augusto Sinagra, Il professor Augusto Sinagra (Catania, 1941) è un eminente giurista italiano, professore ordinario di Diritto dell’Unione Europea e Internazionale, noto per il suo lungo ruolo accademico alla Sapienza di Roma (fino al 2013) e la sua attività come avvocato patrocinante davanti alle magistrature superiori e alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.
Egregio Cardinale,
con molto disagio mi rivolgo a lei con il suo titolo ecclesiastico di alto rango.
Il mio disagio è motivato dal fatto che io sono cattolico e lei mi pare di no; sia nel senso della doverosa e corretta testimonianza dei Vangeli, sia nel senso della liturgia e della tradizione. E ora anche nel suo modo diplomaticamente denigratorio nei confronti dell’attuale Pontefice.
È vero che lei è «figlio» del Concilio Vaticano II che tanti guasti, divisioni e contrasti ha provocato nella Chiesa cattolica. Bastano due esempi: il Vescovo Marcel Lefebvre e l’Arcivescovo Carlo Maria Viganò.
Quel che lei dice e fa mi ricorda le parole del prof. Franco Cordero nel suo famoso libro Risposta a Monsignore (si trattava di monsignor Colombo responsabile spirituale della Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano), quando ammonì – anche lui in controtendenza rispetto agli esiti nefasti del Concilio Vaticano II – che il «Messaggio» sarebbe rimasto e lo si sarebbe raccolto nelle piccole chiesette di lontana periferia.
Lei, Signor Zuppi, (chiamandola così mi sento più a mio agio) non si rende conto del danno che fa alla Chiesa cattolica svilendo ingiustamente il pensiero e l’azione di papa Leone XIV che, secondo lei e secondo un’espressione romanesca a lei nota, «non se lo filerebbe più nessuno».
Si dice che lei è un diplomatico ma la sua non è un’espressione diplomatica ma è qualcosa che somiglia di più a un siluro subacqueo, e questo, Signor Matteo Zuppi, non è commendevole per l’apparente finalità che lei vuol perseguire.
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Attingendo ancora al linguaggio romanesco che lei conosce, penso che a lei ancora «rode» (non dico cosa per decenza) il fatto di non essere stato eletto papa. Ma la sua mancata elezione conferma la presenza in Conclave dello Spirito Santo.
Lei è degno «figlio» di Bergoglio da me sempre chiamato «il pampero argentino». Peraltro a lei manca qualsiasi capacità diplomatica se solo penso che, nominato dal suo dante causa Bergoglio mediatore per la guerra in Ucraina, nonostante i suoi plurimi viaggi e contatti, le sue parole si persero nel vento. E ora lei si permette di criticare Leone XIV del quale non può negarsi quantomeno la grande cultura agostiniana.
Lei dice che i fedeli non gli danno retta. Se la cosa la può tranquillizzare, i fedeli per fortuna non danno retta neanche a lei ma sono obiettivo: i fedeli non danno retta e le Chiese sono vuote non per colpa sua o di altri ma per colpa proprio del Concilio Vaticano II.
Un ultimo commento alla sua omelia del 17 marzo 2026 nella Cattedrale di San Pietro a Bologna. In tale circostanza lei, ormai intriso di «santegidiismo» e dunque più di politica che di fede, ha affermato che l’azione delle FF.AA. per essere efficace «deve essere accompagnata dall’intesa» in mancanza di che la F.A. non sarebbe un «deterrente«, mancando il dialogo e il confronto.
Egregio Zuppi, ma lei cosa pensa che le FF.AA. debbano rapportarsi al nemico dialogando in vista di un’intesa? Oppure che il ricorso alle FF.AA. debba essere deciso all’esito di un’intesa o di un dialogo? Ma con chi? Non le basta il Parlamento?
Devo concludere, mio buon Zuppi, nel senso che lei non si rende conto di quel che dice.
E il bello è che lei dice che la «storia insegna» anche perché lei per primo non conosce la storia e dovrebbe studiarla perché la storia non è quella di cui si discute nella Comunità di Sant’Egidio della quale lei è coerentemente parte.
Augusto Sinagra
Renovatio 21 offre questo testo per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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