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Misterioso uomo con jetpacco vola nel cielo sopra l’aeroporto di Los Angeles

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L’estate 2020 è stata teatro di due misteriosi avvistamenti di un uomo che vola nel cielo con un cosiddetto jetpack (jetpacco) vicino all’aeroporto internazionale di Los Angeles (LAX).

 

Plurimi piloti di aereo hanno affermato di aver individuato qualcuno che indossava un jetpacco e volava a circa 900 metri di altitudine nei dipressi di LAX, l’aeroporto della città di Los Angeles.

Plurimi piloti di aereo hanno affermato di aver individuato qualcuno che indossava un jetpacco e volava a circa 900 metri di altitudine nei dipressi di LAX

 

Nessuno  ha ancora idea di chi ci sia dietro l’incredibile avvistamente. Tantomeno,  riflettono taluni, nemmeno sappiamo se il jetpacco sia pilotato da un essere umano: potrebbe trattarsi di un drone robot, di un alieno, di un vaccinato mutatosi in caimano jacaré o di un delfino tursiope definitavamente stufo della vita negli oceani, ora tappati di 1,56 miliardi di mascherine antivirus.

 

Riguardo a questo episodio, l’umanità brancola nel buio e tutto quello che avevamo sino a poco fa erano alcune esilaranti trascrizioni  delle conversazioni tra i piloti e il controllo del traffico aereo.

 

Nessuno  ha ancora idea di chi ci sia dietro e nemmeno sappiamo se il jetpacco sia pilotato da un essere umano, un drone robot, un alieno o un delfino tursiope

Pilota: «Torre, American 1997, abbiamo appena superato un tizio in jetpack».

 

Torre: «American 1997, ok, grazie. Era alla tua destra o sinistra?»

 

Pilota: «Sul lato sinistro, forse 300 iarde circa, circa la nostra altitudine».

 

Insomma, niente da vedere, circolare, anzi, volare via.

Esilaranti trascrizioni  delle conversazioni tra i piloti e il controllo del traffico aereo: «Torre, American 1997, abbiamo appena superato un tizio in jetpack»

 

Queste scene di surrealismo marconista non davano prova dell’effettiva esistenza del misterioso losangeleno col jetpacco.

 

Le cose sono cambiate: ora, un video caricato su YouTube mostra quella che sembra essere una persona che vola su un jetpack all’incirca alla stessa altitudine, a circa 10 miglia a sud di LAX.

 

 

Il video è stato ripreso da un istruttore della Sling Pilot Academy, una scuola di pilotaggio di linee aeree, durante un volo didattico. I piloti che hanno ripreso il video hanno prontamente segnalato l’incidente alla Federal Aviation Administration, rapporti di Interesting Engineering .

 

«Il video sembra mostrare un jetpack, ma potrebbe anche essere un drone o qualche altro oggetto – si legge nella descrizione del video – Se si tratta di un “tizio col jetpack”, resta da vedere se si tratta di un volo di prova legale (i jetpack esistono – c’è un produttore vicino a Los Angeles) o se è correlato agli avvistamenti di jet pack vicino a LAX di recente che ha causato interruzioni al traffico aereo».

 

Sebbene i jetpack siano in circolazione almeno dagli anni ’60, come sottolinea il sito tecnologico Gizmodo , richiedono immense quantità di energia e possono volare solo per periodi di tempo molto brevi.

 

Non possiamo non ricordare il leggendario caso di Larry Walters (1949-1993), l’uomo che effettuò un volo di 45 minuti con una sedia sdraio collegata a 45 palloncini meteorologici pieni di elio

Visto l’episodio e il luogo in cui è avvenuto, non possiamo non ricordare il leggendario caso di Larry Walters (1949-1993), l’uomo che effettuò un volo di 45 minuti con una sedia da giardino collegata a 45 palloncini meteorologici pieni di elio. Walters nella sua seggiola di plastica volante salì ad un’altitudine di oltre 15.000 piedi (4.600 metri) e fluttuò dal punto di decollo a San Pedro, in California,violando o lo spazio aereo controllato vicino all’aeroporto internazionale di Los Angeles.

 

Durante l’atterraggio, la sedia volante rimase impigliata nelle linee elettriche, ma Walters, decisamente uomo dalle tante risorse, fu in grado di scendere in sicurezza.

 

Quanndo gli chiesero perché avesse messo in pratica un tale pazzesco progetto, Walters rispose: «A man can’t just sit around». Un uomo non può starsene seduto a fare nulla.

 

 

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Misteri

Un altro scienziato della NASA morto: esperto di propulsione nucleare trovato carbonizzato all’interno di una Tesla

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La notizia della morte di un altro ingegnere nucleare di alto livello della NASA, deceduto in un incidente aereo, ha fatto scalpore, aggiungendosi al quadro oscuro e misterioso di esperti legati alla propulsione avanzata e ai segreti spaziali apparentemente presi di mira.

 

Joshua LeBlanc, 29 anni, responsabile di un team sui progetti più all’avanguardia della NASA in materia di propulsione termica nucleare, è stato trovato carbonizzato e irriconoscibile all’interno della sua Tesla, dopo essere scomparso dalla sua casa di Huntsville, in Alabama. La sua famiglia ha immediatamente temuto un rapimento. Aveva lasciato a casa il telefono e il portafoglio, un gesto che, a detta loro, era del tutto insolito per lui.

 

I dati della modalità Sentry di Tesla hanno successivamente mostrato che il veicolo era rimasto immobile all’aeroporto internazionale di Huntsville per quattro ore la mattina del 22 luglio 2025. L’auto è stata ritrovata nel pomeriggio dopo essersi scontrata con un guardrail, aver urtato contro degli alberi e aver preso fuoco. Le autorità hanno confermato l’identità del conducente alcuni giorni dopo tramite esami forensi.

 

LeBlanc aveva lavorato alla NASA per oltre cinque anni, inizialmente come responsabile del team per il progetto di maturazione della strumentazione e del controllo della propulsione nucleare spaziale (SNP), poi a capo del razzo dimostrativo per operazioni cislunari agili (DRACO) della NASA, un motore a propulsione termica nucleare progettato per ridurre drasticamente i tempi di viaggio verso Marte e oltre.

 

La sua famiglia ha dichiarato ai media locali che il viaggio verso ovest non era mai stato nei suoi piani per la giornata e che era rimasto in contatto regolarmente fino al momento della sua scomparsa. «Temevano che fosse stato rapito», hanno confermato le fonti.

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Questo caso si inserisce a pieno titolo nella preoccupante ondata di morti e sparizioni tra gli scienziati che lavorano su tecnologie nucleari, di propulsione e spaziali, per un totale di almeno tredici casi dal 2022. La morte di LeBlanc giunge mentre il presidente Trump ha ripetutamente manifestato l’intenzione di rendere pubblici i documenti governativi sugli UFO.

 

Il collegamento con l’aeroporto di Huntsville è particolarmente intrigante. La Tesla di LeBlanc è rimasta lì per ore prima del fatale incidente, a pochi chilometri dal Marshall Space Flight Center della NASA, un centro nevralgico proprio per il tipo di lavoro classificato sulla propulsione nucleare che lui dirigeva.

 

Come abbiamo riportato ieri, James «Tony» Moffatt, specialista della NASA addetto al carico utile, e tutta la sua famiglia, anch’essi originari di Huntsville, in Alabama, sono rimasti uccisi la scorsa settimana in un incidente aereo.

 

Ciò rispecchia gli schemi evidenziati nei nostri precedenti articoli sul mistero della morte dello scienziato, ora esplicitamente collegato alla NASA.

 

L’FBI ha ora confermato di aver avviato un’indagine, in collaborazione con i Dipartimenti dell’Energia e della Difesa, su possibili collegamenti tra gli scienziati scomparsi e quelli deceduti. Lo stesso Trump ha affrontato la questione la settimana scorsa: «Spero sia casuale, ma lo sapremo entro una settimana e mezza. Ho appena terminato una riunione su questo argomento».

 

Si tratta di una serie concreta di scienziati all’avanguardia nella fusione nucleare, nella propulsione esotica, nella metallurgia avanzata e nella sorveglianza spaziale vengano messi a tacere.

 

Va segnalata la scomparsa, avvenuta nel febbraio 2026, del generale di brigata in pensione dell’aeronautica militare Neil McCasland, ex comandante del Laboratorio di ricerca dell’aeronautica militare presso la base aerea di Wright-Patterson, presunto deposito dei materiali relativi a Roswell. McCasland è svanito nel nulla dalla sua casa di Albuquerque otto giorni dopo che Trump aveva ordinato al Pentagono di iniziare a pubblicare i documenti sugli UFO. McCasland ha lasciato a casa il telefono, gli occhiali e lo smartwatch. Nonostante le massicce ricerche, nessuna traccia.

 

Alcuni collegano la scomparsa del McCasland a quella, avvenuta nel giugno 2025, di Monica Reza, scienziata dei materiali della NASA e co-inventrice di una rivoluzionaria superlega a base di nichel per motori a razzo di nuova generazione, sviluppata proprio nel laboratorio che un tempo era stato diretto da McCasland. La Reza è svanita nel nulla durante un’escursione, a circa 9 metri dal suo gruppo.

 

Al quadro si aggiunge l’assassinio, avvenuto nel dicembre 2025, del fisico della fusione nucleare del MIT Nuno Loureiro, ucciso sulla soglia di casa sua, e l’omicidio, nel febbraio 2026, dell’astronomo del Caltech Carl Grillmair, che lavorava al potente Osservatorio Vera Rubin, capace di individuare oggetti anomali in orbita terrestre.

 

I dati della stessa Tesla nel caso di LeBlanc sollevano ulteriori interrogativi sulle possibilità di accesso remoto nei veicoli moderni, una capacità riconosciuta da tempo negli ambienti dell’Intelligence.

 

Come riportato da Renovatio 21, in settimana è morto, in quello che è stato dichiarato come un bizzarro suicidio, l’esperto di UFO David Wilcock.

 

Huntsville, Alabama, nota come Rocket City, è la città che ha segnato la storia dell’esplorazione spaziale americana, da quando negli anni Cinquanta il Redstone Arsenal divenne il centro di sviluppo missilistico degli Stati Uniti. Nel 1960 nacque il Marshall Space Flight Center della NASA, diretto da Wernher von Braun. Qui furono progettati i razzi Redstone, Jupiter e soprattutto il gigantesco Saturn V, che portò l’uomo sulla Luna con il programma Apollo.

 

La storia di Huntsville è legata all’Operazione Paperclip: dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli USA importarono segretamente oltre 1.600 scienziati tedeschi, molti ex-nazisti, per battere l’Unione Sovietica nella corsa agli armamenti e allo spazio. Von Braun e il suo team (circa 120-125 scienziati del Terzo Reich), responsabili del missile V-2 durante il Terzo Reich, furono trasferiti a Huntsville nel 1950. Le loro competenze furono fondamentali per trasformare una piccola città agricola in un polo tecnologico di livello mondiale.

 

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Immagine di Daderot via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported

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Ritrovata l’Arca di Noè?

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Nuove scansioni radar in un sito in Turchia ritenuto il luogo di sepoltura dell’Arca di Noè mostrano uno scafo a forma di nave conservato in profondità nel terreno, così come cavità simili a corridoi, secondo i ricercatori. Lo riporta LifeSite.   Secondo un ricercatore, questi risultati «entusiasmanti» potrebbero dimostrare che l’Arca di Noè è reale. Nel 1959 un capitano dell’esercito turco scoprì una grande formazione rocciosa e minerale a forma di barca, incastonata nel terreno a circa 18 miglia a sud del monte Ararat, un luogo che, secondo le Scritture, coincide con il punto in cui si posò l’Arca di Noè. Il libro della Genesi afferma che «l’arca si posò sui monti dell’Ararat» (Gen 8,4).   I ricercatori hanno successivamente fatto notare che la lunghezza della formazione corrisponde esattamente alla lunghezza dell’Arca di Noè descritta nel libro della Genesi: 300 cubiti, ovvero 515 piedi.  

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Mentre alcuni geologi ritengono che la formazione geologica, composta in gran parte da limonite, sia interamente naturale, altri ricercatori credono che indichi il luogo di riposo dell’Arca di Noè e che potrebbe addirittura trattarsi dei suoi resti pietrificati.   Andrew Jones, ricercatore presso Noah’s Ark Scans, ha recentemente dichiarato a GB News che nuove scansioni radar hanno rivelato cavità parallele al di sotto della formazione, disposte come corridoi di una nave. «La cosa interessante è che questi vuoti si allineano sotto terra, e non sono casuali», ha affermato.   Secondo il New York Post, questi «corridoi» conducono a una cavità centrale che Jones chiama «l’atrio». Inoltre, le immagini termiche mostrano uno «scafo a forma di nave ancora conservato in profondità nel terreno», ha detto Jones a GB News.   Jones ha affermato che il suo gruppo di ricerca sta pianificando ulteriori indagini su queste cavità.   «Abbiamo un team che sta progettando un dispositivo robotico telecomandato in grado di scendere all’interno dei cunicoli ed esplorare i tunnel», ha affermato.   Il team di ricerca di Noah’s Ark Scans ha indicato quella che, a loro dire, è un’ulteriore prova che la formazione a forma di barca indicherebbe il luogo di riposo dell’Arca di Noè.   Le analisi dei campioni di terreno prelevati all’interno della formazione a forma di arca mostrano una quantità di materia organica tre volte superiore e una concentrazione di potassio superiore del 38% all’interno della struttura rispetto all’esterno.   «Questi cambiamenti sono coerenti con il processo di decomposizione del legno», ha affermato il team di ricerca. Noah’s Ark Scans afferma di essere «l’unico team a eseguire scansioni sotterranee avanzate» del sito geologico.

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Misteri

Esperto di UFO trovato morto suicida. Aveva ripetuto che mai lo avrebbe fatto

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David Wilcock, 53enne esperto di UFO e occultismo, si sarebbe suicidato questa settimana a Nederland, in Colorado all’arrivo delle forze dell’ordine nella sua abitazione. Secondo quanto riportato, si tratterebbe di suicidio, una tesi che conoscenti e commentatori di internet negano come implausibile.

 

Il Wilcock gestiva un canale YouTube e appariva regolarmente nel popolare programma Ancient Aliens di History Channel. Secondo quanto riportato dal sito TMZ, la polizia della contea di Boulder è intervenuta lunedì sera in seguito a una chiamata di soccorso e ha trovato Wilcock con un’arma puntata alla testa, che ha poi usato per togliersi la vita.

 

La famiglia Wilcock non ha ancora rilasciato una dichiarazione e l’ufficio dello sceriffo della contea di Boulder non ha ancora annunciato ufficialmente il nome della persona dichiarata deceduta.

 

La deputata repubblicana Anna Paulina Luna, nota per il suo impegno riguardo al desecretamento dei file UFO, ha scritto martedì: «abbiamo appena appreso della tragica scomparsa di David Wilcock. Preghiamo per la sua famiglia, i suoi cari e le milioni di vite che ha influenzato». La Luna, che è impegnata anche riguardo alla pubblicazione dei file Epstein, era stata citata per il suo impegno nell’ultima trasmissione dello Wilcock.

 

È degno di nota che lo Wilcock ancora nel 2022 avesse pubblicato apertamente sui social media la sua distanza da ogni prospettiva di suicidio, un tipo di dichiarazione che fanno spesso molti che trattano temi scottanti (come nel caso di Virginia Giuffre, l’ex massaggiatrice del giro Epstein accusatrice del principe Andrea d’Inghilterra trovata morta suicida nella sua casa in Australia).

 

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«Ho intenzione di VIVERE. Non ho alcuna intenzione di suicidarmi. Sono solo preoccupato di cosa succede quando si dimostra che Dio esiste davvero».

 

Nel suo ultimo video, lo Wilcock si è concentrato sull’argomento: «Sono entusiasta di essere qui. Ogni giorno che trascorro sulla Terra è un dono e una benedizione, e ne sono molto grato perché, francamente, le persone stanno scomparendo. Gli scienziati stanno scomparendo. Ora, lo stesso Presidente sta dicendo che indagheranno su questo per vedere se sta succedendo qualcosa. È un po’ spaventoso».

 

 

Il riferimento è alla sequela di scienziati di tecnologia avanzata (in alcuni casi considerata come correlata agli UFO) morti o scomparsi negli ultimi mesi, sulla quale ora indaga anche l’FBI.

 

Nel suo ultimo discorso, ha inoltre condannato esplicitamente il suicidio, sottolineando che è proibito dalla Bibbia.

 


I fan hanno pubblicato diversi video di Wilcock che denunciava l’élite mondiale per la pratica di rituali occulti e la partecipazione al satanismo, suggerendo che i suoi servizi giornalistici potrebbero aver avuto un ruolo nella sua morte prematura e rifiutandosi di credere al suicidio.

 


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Nella sua visione filosofica, lo Wilcock parlava di una «coscienza cristica» cosmica e benevolente che irradia l’universo ma che è combattuta da un’élite occulta che adora un dio creatore di matrice gnostica.

 

 

«Conoscevo personalmente David Wilcock» scrive un’utente «non avete idea di quanto lui non farebbe mai una cosa del genere­».

 

Il calore attorno al tema UFO sembra essersi alzato nelle ultimi mesi.

 

Come riportato da Renovatio 21, un mese fa un ex ufficiale dell’aeronautica militare statunitense addetto al lancio di missili ha affermato che, durante la Guerra Fredda, oggetti volanti non identificati avrebbero disattivato diversi missili nucleari in una base del Montana. Sempre lo scorso mese è sparito nel nulla il generale William Neil McCasland, 68 anni, ritenuto come una figura centrale nella sottocultura interessata agli UFO.

 

Dopo le dichiarazioni sugli alieni dell’ex presidente Barack Obama e la replica del presidente Trump, poche settimane fa il vicepresidente JD Vance – in passato dettosi «ossessionato» dagli UFO – ha dichiarato di credere che gli UFO siano in realtà entità demoniache.

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