Terrorismo
Migliaia di detenuti dello Stato Islamico trasferiti dalla Siria all’Iraq
Secondo quanto riferito dai media, l’Iraq ha accettato il trasferimento di migliaia di detenuti collegati allo Stato Islamico (IS, in precedenza noto come ISIS) provenienti dalla Siria, operazione avviata dall’esercito statunitense lo scorso mese.
Questi trasferimenti sono il risultato di un accordo tra il governo siriano e le forze a guida curda, che ha permesso a Damasco di riprendere il controllo su aree strategiche del Nord-Est del Paese, in un contesto di progressivo ritiro delle truppe americane dalla regione.
Un funzionario iracheno, che ha preferito rimanere anonimo, ha dichiarato martedì all’AFP che finora sono stati trasferiti 4.500 individui legati all’ISIS, nell’ambito di un piano coordinato dagli Stati Uniti che potrebbe arrivare a coinvolgere fino a 7.000 sospettati. Tra i detenuti figurerebbero, secondo le informazioni disponibili, cittadini iracheni, siriani e stranieri catturati o trattenuti dalle forze curde nel corso della lotta contro il gruppo terroristico.
In passato, le Forze democratiche siriane (SDF), appoggiate dagli Stati Uniti e a predominanza curda, gestivano la maggior parte dei centri di detenzione e rappresentavano il principale alleato di Washington nella campagna contro l’ISIS, che si era espanso in Siria e Iraq a partire dal 2014.
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L’intesa tra Damasco e le SDF, accompagnata da un cessate il fuoco, è stata raggiunta dopo settimane di violenti scontri. Il cessate il fuoco, annunciato dal Ministero della Difesa siriano alla fine di gennaio, ha provocato disordini, tra cui una massiccia evasione da un centro di detenzione, inducendo gli Stati Uniti a organizzare il trasferimento di migliaia di sospettati verso strutture più sicure in Iraq.
Il governo siriano sta rafforzando il proprio controllo sul territorio nazionale in seguito agli scontri con le milizie sostenute dagli Stati Uniti.
Il dominio curdo sui giacimenti petroliferi e di gas nella zona di Deir ez-Zor aveva sostenuto la strategia americana volta a indebolire economicamente il precedente regime di Bashar al-Assad, deposto alla fine del 2024 da Ahmed al-Sharaa. Dopo l’ascesa al potere di quest’ultimo, ex militante di Al Qaeda appoggiato dalla Turchia, Washington ha revocato le sanzioni, favorendo così l’avvio di programmi di ricostruzione sostenuti da finanziamenti esteri.
Le autorità irachene hanno riferito che le indagini sui detenuti trasferiti dureranno tra i quattro e i sei mesi, a seconda della complessità dei singoli casi, e saranno condotte in conformità alla legislazione irachena.
Il primo ministro iracheno Mohammed Shia al-Sudani, citato martedì dall’Iraqi News Agency, ha spiegato che i trasferimenti sono stati realizzati per garantire la «sicurezza regionale e internazionale». Ha inoltre esortato i Paesi coinvolti a «rimpatriare i propri cittadini tra i terroristi detenuti».
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Immagine di Fdy3k via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Terrorismo
Washington rimuove la Siria, incluso il Fronte al-Nusra, dalla lista dei Paesi sponsor del terrorismo
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Terrorismo
Ben Gvir chiede 30-40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte
Israele dovrebbe effettuare dai 30 ai 40 «assassinii mirati» a Gaza ogni notte, ha affermato il ministro della Sicurezza nazionale e noto falco guerrafondaio Itamar Ben-Gvir, sostenendo che alcuni nell’enclave palestinese «non sono persone».
Nonostante si dichiari che sia in vigore un cessate il fuoco su Gaza, Israele ha continuato i raid aerei mentre i negoziati sul disarmo di Hamas e sul ritiro delle Forze di Difesa Israeliane dal territorio sono in fase di stallo.
In un’intervista podcast rilasciata sabato, Ben-Gvir ha ribadito la sua opposizione alla riduzione del livello delle operazioni militari israeliane prevista dall’armistizio.
«Dobbiamo effettuare assassinii mirati a Gaza, eliminando 30-40 persone ogni notte. Non solo coloro che rappresentano una minaccia in quel momento», ha affermato.
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«Là ci sono persone che non sono esseri umani. Non hanno bisogno di vivere, non sono persone».
Il ministro, che sovrintende alla polizia israeliana, ha inoltre ribadito il suo sostegno agli insediamenti israeliani a Gaza e alla necessità di spingere i palestinesi ad abbandonare il territorio. «Nella mia immaginazione, vedo tutta Gaza come nostra, con insediamenti ben consolidati in tutta Gaza», ha detto il leader del partito Otzma Yehudit («Potere Ebraico»).
A giugno il ministro aveva detto che il Libano dovrebbe essere il «parco giochi» di Israele. In precedenza, su X, aveva scritto che «tutto il Libano dovrebbe bruciare», in risposta agli attacchi di Hezbollah.
Dall’attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre 2023, che ha scatenato la guerra di Gaza, Ben-Gvir ha costantemente sostenuto politiche ben più a destra del Primo Ministro Benjamin Netanyahu, tra cui condizioni più severe per i prigionieri palestinesi e la pena di morte per i palestinesi condannati per terrorismo.
I partiti di estrema destra, tra cui il Potere Ebraico di Ben-Gvir e il Sionismo Religioso del Ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, sono stati determinanti per il ritorno al potere di Netanyahu nel 2022 e per la formazione del suo governo di coalizione.
Come riportato da Renovatio 21, Ben Gvir, come il collega ministro sionista religioso Bezalel Smotrich, ritiene che il popolo palestinese non esista. In questi mesi ha spinto per il ritorno della guerra a Gaza. In varie occasioni si è recato a pregare sulla spianata delle Moschee – atto proibito per gli israeliani – di modo da infiammare gli animi.
Le politiche intransigenti e la condotta dello Stato degli ebrei a Gaza hanno suscitato un’ampia condanna internazionale, mentre la spinta di Netanyahu verso un’azione militare contro l’Iran ha ulteriormente inasprito la percezione dello Stato ebraico negli Stati Uniti, il suo più importante alleato.
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Un sondaggio del Pew Research Center pubblicato a giugno ha rilevato che il 60% degli americani ha un’opinione sfavorevole di Israele, rispetto al 42% del 2022. Nei 36 paesi oggetto del sondaggio, la maggioranza ha espresso un’opinione sfavorevole di Israele nella maggior parte dei casi, tra cui il 68% in Francia, il 69% nel Regno Unito e il 73% in Germania.
A inizio maggio 2026, in occasione del suo 50° compleanno, la moglie di Ben-Gvir, Ayala, e i membri del suo partito hanno regalato al ministro delle torte di compleanno decorate con un cappio, a festeggiare l’approvazione della legge sulla pena di morte per i detenuti palestinesi accusati di terrorismo.
L’anno passato, quando il Regno del Belgio pose sanzioni contro lo Stato Ebraico, Ben Gvir disse oscuramente che «i Paesi europei sperimenteranno il terrore».
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Terrorismo
Trump accusato di aver usato i giornalisti come esche nei piani di assassinio da parte dell’Iran
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