Geopolitica
L’ex jihadista siriano val al G7
Il presidente siriano autoproclamato Ahmed al-Sharaa (Jolani) guiderà una delegazione nazionale al vertice del G7 in Francia il mese prossimo. Lo riporta l’agenzia Reuters.
L’invito rappresenta la prima partecipazione in assoluto del Paese al vertice da quando questo forum d’élite è stato fondato nel 1975. Duranta il governo degli Assad, cioè del partito laico Baath, il G7 non aveva mai esteso l’invito alle autorità damascene.
Citando tre fonti a conoscenza dei fatti, l’agenzia ha confermato che un invito è stato ufficialmente consegnato a mano al ministro delle Finanze siriano Mohammed Yisr Barnieh mentre questi partecipava ai colloqui finanziari preparatori del gruppo a Parigi all’inizio di questa settimana. Il vertice principale del G7 si terrà a metà giugno, dal 15 al 17 a Évian-les-Bains, nel sud-est della Francia.
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Un funzionario siriano, intervistato da Reuters, ha affermato che Damasco intende sfruttare a pieno la propria posizione geografica presso il G7. Probabilmente, questa strategia si concentrerà sul ruolo del Paese come «potenziale snodo strategico per le catene di approvvigionamento» nel contesto della guerra con l’Iran e della crisi dello Stretto ormusino.
«Dopo la chiusura dello Stretto di Ormuzzo, praticamente tutti i paesi limitrofi della regione hanno bussato alle nostre porte per ottenere l’accesso ai nostri porti siriani», ha dichiarato Mazen Alloush, direttore delle relazioni locali e internazionali dell’autorità doganale e di frontiera siriana. «Stanno elaborando piani B nel caso in cui la crisi si protragga più a lungo».
La guerra per procura durata oltre un decennio per rovesciare Assad, che ha visto il forte coinvolgimento della CIA e degli stati del Golfo, oltre a Israele, è stata a lungo oggetto di discussione nell’ambito del tema delle «guerre degli oleodotti» ed è stata per anni un segreto di Pulcinella.
Il presidente Trump, che ha contribuito a portare Sharaa al potere e lo ha sostenuto durante il loro primo incontro in Arabia Saudita, dovrebbe partecipare al vertice del G7.
Ma nonostante Damasco, sotto la guida dil Jolani-Sharaa, sia ormai una marionetta nelle mani di Washington, gli aiuti economici per la popolazione siriana devastata dalla guerra sono rimasti un’illusione. Poiché la Siria era stata sottoposta a sanzioni schiaccianti sin dall’inizio della guerra durata 14 anni, iniziata nel 2011, molti si aspettavano un miglioramento della situazione economica dopo che Sharaa avesse rovesciato il governo dell’ex presidente siriano Bashar al-Assad e i paesi occidentali avessero iniziato ad allentare le sanzioni.
Tuttavia, «attirare investimenti stranieri e ripristinare i normali rapporti bancari si sono rivelati più lenti e difficili di quanto molti funzionari avessero sperato», ha osservato Reuters. Oltre il 90% dei siriani vive al di sotto della soglia di povertà e ha subito forti aumenti dei prezzi di carburante, elettricità e cibo negli ultimi mesi.
I prezzi del gas sono aumentati di quasi il 50% nell’ultimo mese, mentre il valore della valuta siriana è diminuito rispetto al dollaro a causa delle forti oscillazioni dei prezzi. Nell’ultima settimana, la lira siriana si è deprezzata da 13.400 lire per dollaro a oltre 14.700 lire per dollaro, per poi chiudere a 14.000 lire per dollaro.
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Nel frattempo, sullo sfondo incombe il fatto che il governo siriano è ormai invaso da estremisti sunniti, che hanno ripetutamente preso di mira alawiti, drusi e cristiani, definendoli «infedeli».
Migliaia di persone sono morte per mano di miliziani siriani legati al governo, di stampo ISIS, che hanno cercato di epurare il paese dalle sue antiche comunità cristiane e alawite.
A dicembre, Al-Sharaa si è recato a Washington per colloqui con il presidente Donald Trump, il quale si è dichiarato «molto soddisfatto» della nuova leadership siriana. L’ex islamista radicale al-Qaeda-ISIS ha inoltre visitato Putin a Mosca ben due volte in quattro mesi.
Il già jihadista terrorista, su cui pendeva una taglia da 10 milioni di dollari emessa dal dipartimento di Stato USA, è stato anche a Nuova York a settembre per la plenaria ONU, ricevuto con tutti gli onori dal segretario di Stato Marco Rubio e pure dall’ex direttore della CIA David Petraeus.
L’arrivo dell’ex membro di al-Qaeda in Siria coincideva con l’anniversario della strage delle Torri Gemelle.
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Imamgine di Number 10 via Wikimedia pubblicata su licenza CC BY-NC-ND 4.0
Geopolitica
Trump: gli USA potrebbero unirsi agli attacchi sauditi contro lo Yemen
“Have you decided whether to join the Saudi strikes on the Houthis?”@POTUS: “We may. We’re going to look at it. We just found out about the recent attack, so we’ll make a decision. We move very quickly.” pic.twitter.com/8aUAneK2xB
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) October 10, 2026
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Geopolitica
Il colloquio telefonico tra Putin e Trump: dettagli
Venerdì i presidenti russo Vladimir Putin e americano Donald Trump hanno tenuto una telefonata di 90 minuti. Hanno trattato il conflitto in Ucraina, un accordo rilevante sulle forniture di gasolio russo, la crisi con l’Iran e le prospettive di una cooperazione più ampia tra Mosca e Washington.
Trump ha definito lo scambio «un grande successo» e ha annunciato che la Russia aveva accettato di fornire milioni di tonnellate di gasolio ai mercati americani e globali per contenere l’aumento dei prezzi energetici.
Secondo Yurij Ushakov, consigliere del Cremlino per la politica estera, il colloquio è stato cordiale e sostanziale. Trump avrebbe riorganizzato la propria agenda per parlare con Putin dopo il 74° compleanno del leader russo.
Il risultato più immediato è stato un importante accordo energetico: la Russia aumenterà le esportazioni di gasolio verso gli Stati Uniti e i mercati globali, contribuendo a ridurre la carenza internazionale di carburante. Washington ha sospeso le sanzioni sul commercio di carburante russo, comprese le importazioni negli Stati Uniti.
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Trump ha precisato che la Russia fornirà subito oltre 300.000 tonnellate di gasolio, altre 500.000 a novembre e 1 milione di tonnellate poco dopo, con la possibilità di ulteriori 3 milioni di tonnellate a seconda delle condizioni delle raffinerie. Il vice primo ministro russo Alexander Novak ha confermato che Mosca revocherà prima del previsto le restrizioni all’esportazione, ribadendo i volumi e indicando che le esportazioni potrebbero arrivare a 3 milioni di tonnellate al mese, senza compromettere il mercato interno.
Il dipartimento del Tesoro statunitense ha concesso una deroga temporanea alle sanzioni fino al 7 aprile 2027. Trump ha previsto che l’accordo, insieme al controllo rivendicato da Washington sullo Stretto di Ormuzzo, farà scendere rapidamente i prezzi del diesel, a beneficio di agricoltori, autotrasportatori e consumatori americani.
Putin ha aggiornato Trump sulla situazione al fronte e sulla risposta di Mosca agli «attacchi terroristici» ucraini contro infrastrutture e obiettivi civili in territorio russo. Ha ribadito che Mosca mantiene l’iniziativa e resta impegnata a perseguire i propri obiettivi, pur restando disponibile a una soluzione diplomatica duratura.
Il leader russo ha però affermato che Kiev ha di fatto sabotato la ripresa immediata dei negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Nella precedente conversazione si era discusso di riavviare i colloqui dopo le elezioni della Duma di Stato; secondo Ushakov, gli attacchi di droni ucraini, anche contro seggi elettorali e personale, hanno cambiato radicalmente la situazione. Mosca riconsidererà quindi i tempi di eventuali nuovi negoziati. Trump avrebbe promesso di comunicare la posizione russa agli inviati ucraini che incontreranno Steve Witkoff e Jared Kushner a Miami.
Putin ha sottolineato che una soluzione negoziata con Teheran rimane possibile, citando l’incontro dell’8 ottobre con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in Turkmenistan. Secondo Ushakov, Washington e Teheran hanno mantenuto contatti indiretti tramite il Qatar nonostante la retorica di confronto. Mosca ha ribadito l’offerta di accettare uranio iraniano altamente arricchito come possibile via d’uscita dallo stallo nucleare, e Trump ha accolto positivamente il coinvolgimento russo.
Putin ha ringraziato personalmente la First Lady Melania Trump per il suo impegno nel riunire i bambini separati dalle famiglie durante il conflitto. I due leader hanno inoltre discusso della situazione a Aleshki (regione di Kherson) e concordato che la funzionaria russa per i diritti umani Yana Lantratova manterrà contatti diretti con l’ufficio di Melania.
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I presidenti si sono detti soddisfatti dei canali di comunicazione esistenti tra le rispettive amministrazioni e agenzie, e hanno concordato di mantenerli. Putin ha apprezzato l’attenzione di Trump e del suo team alle relazioni con la Russia, nonostante le priorità interne e mediorientali di Washington. Non è stato discusso alcun vertice specifico, ma Ushakov ha indicato che il prossimo summit APEC in Cina potrebbe offrire un’occasione di incontro se entrambi vi partecipassero. Non sono state rese note eventuali concessioni americane in cambio dell’accordo sul gasolio.
La telefonata era stata inizialmente proposta dalla parte americana per gli auguri di compleanno (7 ottobre). Witkoff aveva contattato il Cremlino quel giorno per trasmettere gli auguri di Trump, suoi e di Kushner. La chiamata è stata organizzata tenendo conto del viaggio di Putin in Turkmenistan e del fuso orario; Trump ha aperto la conversazione con gli auguri di Melania
I due hanno anche parlato di sport, con Trump che ha elogiato il contributo della stella dell’hockey Alexander Ovechkin.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Musk: Zelens’kyj si è spinto troppo oltre
@RapidResponse47 @POTUS Zelensky has gone too far
— Elon Musk (@elonmusk) October 10, 2026
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