Geopolitica
Merz promette di bloccare il Nord Stream 2
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz si è impegnato a fare di «tutto» per impedire il rilancio del gasdotto russo Nord Stream 2, che «non può essere rimesso in funzione». Merz ha fatto queste dichiarazioni durante una conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj a Berlino.
Come noto, il collegamento gasiero tra la Russia e la Germania, attraverso il Mar Baltico, che portava ecologicamente in Europa energia a basso costo, è stato distrutto da una serie di esplosioni sottomarine nel settembre 2022, in un atto di sabotaggio che la Russia ritiene sia stato orchestrato dalle agenzie di intelligence occidentali.
La dichiarazione di Merz giunge mentre Mosca e Kiev stanno elaborando le rispettive proposte per giungere a un cessate il fuoco nel conflitto in Ucraina, in seguito ai loro primi colloqui di pace diretti in tre anni a Istanbul.
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I colloqui hanno segnato una svolta per Kiev, che nel 2022 aveva abbandonato gli sforzi diplomatici per cercare una vittoria militare su ordine dell’Occidente. Mentre Mosca ha riferito di progressi sulla sua proposta, l’ucraino Volodymyr Zelens’kyj e i suoi sostenitori dell’UE hanno accusato la Russia di temporeggiare.
Mercoledì, durante una conferenza stampa congiunta con Zelens’kyj a Berlino, Merz ha promesso di «aumentare ulteriormente la pressione sulla Russia» e di «indebolire la macchina da guerra di Mosca» attraverso sanzioni, anche sul Nord Stream 2.
«A nome della Repubblica Federale di Germania, dico che faremo tutto il possibile per garantire che il Nord Stream 2 non possa essere rimesso in funzione», ha dichiarato. Ha affermato che le misure mirano a «aprire la strada ai negoziati», nonostante le ripetute critiche di Mosca alla politica sanzionatoria occidentale.
La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha dichiarato all’inizio di questo mese che Bruxelles ha pianificato un 18° pacchetto di sanzioni per includere misure rivolte a Nord Stream 2 AG, l’entità con sede in Svizzera proprietaria dei gasdotti, e a tutte le altre società necessarie per il loro riavvio e funzionamento.
Secondo quanto riportato dai media, Merz avrebbe sostenuto la mossa e avrebbe avviato colloqui a Berlino e Bruxelles per impedire qualsiasi ripresa degli scambi commerciali energetici con la Russia.
Diverse figure nei Paesi UE si sono opposti all’idea di prendere di mira i gasdotti. Florian Philippot, leader politico euroscettico francese, ha avvertito che una simile mossa equivarrebbe a una «sentenza a morte» per l’industria europea. Michael Kretschmer, primo ministro dello stato tedesco della Sassonia, ha sostenuto che «Nord Stream rappresenta una possibile apertura per un dialogo con la Russia», aggiungendo che tali colloqui andrebbero a vantaggio della Germania, poiché la sua economia ha bisogno delle forniture di gas russo per funzionare normalmente.
Precedenti rivelazioni giornalistiche avevano anche affermato che Russia e Stati Uniti stavano valutando modalità per riprendere le spedizioni attraverso la linea ancora intatta del Nord Stream 2.
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Come riportato da Renovatio 21, la CDU, il partito democristiano di Merz, partecipò all’ostruzionismo al Bundestag contro i tentativi del partito AfD di discutere nel Parlamento Tedesco riguardo la distruzione del gasdotto, evento catastrofico per l’economia tedesca ed Europea.
A novembre un finanziere e investitore americano ha chiesto il permesso al governo degli Stati Uniti per acquistare il gasdotto Nord Stream 2 sabotato, qualora venisse messo all’asta.
Tre settimane fa il presidente americano Donaldo Giovanni Trump ha ammiccato pubblicamente al fatto che «molte persone sanno» chi ha fatto saltare in aria il Nord Stream.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
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Animali
Il capo della NATO Rutte rivela di aver parlato con un cane
Il segretario Generale della NATO Mark Rutte ha affermato di aver avuto un dialogo con un cane nel corso del suo più recente viaggio a Kiev, mentre insisteva sulla necessità di proseguire con gli aiuti militari all’Ucraina. Queste parole sono state pronunciate durante un dibattito congiunto con il presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj alla Conferenza sulla Sicurezza di Monaco di Baviera, svoltasi sabato.
Rutte si era recato nella capitale ucraina all’inizio di febbraio, occasione in cui aveva garantito che i paesi occidentali avrebbero mantenuto il proprio impegno, arrivando persino a ipotizzare l’invio di truppe in Ucraina, ipotesi giudicata inaccettabile da Mosca.
Sabato ha rievocato quella visita, menzionando in particolare l’incontro con un cane addestrato alla ricerca di esplosivi di nome Patron, il cui nome in ucraino significa «cartuccia di proiettile».
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Il Jack Russell Terrier del Servizio di emergenza statale ucraino è diventato una vera e propria mascotte per Kiev nel contesto del conflitto con la Russia ed è stato protagonista di una serie di cartoni animati su YouTube, finanziati attraverso i programmi di sovvenzioni dell’USAID e successivamente sospesi dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sciolto l’agenzia.
«Ho persino guardato il cane negli occhi e mi ha detto: “Non cederemo mai”», ha dichiarato Rutte, ribadendo l’urgenza di un sostegno più deciso a Kiev. Ha poi proseguito sottolineando che il conflitto ha provocato numerose perdite alla Russia, invitando i sostenitori occidentali di Kiev ad «assicurarsi» che l’Ucraina disponga «degli strumenti offensivi di cui ha bisogno… per colpire qualsiasi cosa debba colpire in Russia».
L’anno scorso il Rutte aveva suscitato perplessità quando, durante il vertice NATO all’Aia, aveva chiamato Trump «papà», così come per i suoi messaggi personali di adulazione al presidente statunitense, resi pubblici dallo stesso Trump in più occasioni.
Come riportato da Renovatio 21, il mese scorso l’eurodeputata francese Nathalie Loiseau ha soprannominato il Rutte«dipendente del mese di McDonald’s», dopo che Rutte aveva assicurato a Trump il proprio impegno a individuare una «via d’uscita» al progetto del presidente statunitense di acquisire la Groenlandia.
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Immagine di NATO North Atlantic Threaty via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Generic
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