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L’industria della truffa informatica dilaga in Cambogia
Renovatio 21 pubblica questo articolo su gentile concessione di AsiaNews. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
La denuncia di un nuovo rapporto: proventi illegali stimati in 12,5 miliardi di dollari in un Paese dove il Pil nello stesso periodo ha sfiorato i 30 miliardi. Il dilagare di questi traffici allontana gli investitori stranieri, indebolendo la crescita economica. Mentre gli interventi repressivi delle autorità devono fare i conti con il coinvolgimento di molti cittadini cinesi «coperti» dagli interessi di Pechino in Cambogia.
Un nuovo rapporto evidenzia non solo le dimensioni, ma anche la crescita del network cambogiano dedicato alle truffe online. Organizzato da potenti bande transfrontaliere, la rete gode di appoggi e opportuna distrazione delle autorità e alle sue attività è connesso lo sviluppo di altre attività illegali, come il riciclaggio di denaro, la messa in stato di schiavitù dei lavoratori coinvolti, l’estorsione.
Le iniziative internazionali e di organizzazioni locali che da tempo sollecitano inchieste e condanne, hanno portato ad alcune iniziative di repressione del fenomeno, tuttavia sono le stesse autorità a segnalare «l’utilità economica» di queste iniziative illegali per il Paese.
Ultimo a tracciare le coordinate di questa situazione è il rapporto del United States Institute for Peace diffuso nei giorni scorsi e intitolato significativamente «Transnational Crime in Southeast Asia: A Growing Threat to Global Peace and Security». Il suo scopo è mostrare – proponendo una casistica raccolta localmente – come i rapporti consolidati fra criminalità organizzata e strutture locali sono ormai radicati e che i primi prosperano senza apparenti ostacoli.
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A segnalarlo sono proventi illegali stimati in 12,5 miliardi di dollari in un Paese dove nel 2022 il Pil ha sfiorato i 30 miliardi. Lo scorso anno e ancor più in questo primo scorcio del 2024 l’economia ha registrato una crescita consistente; tuttavia le sue potenzialità sono in parte limitate da interessi particolari che gestiscono una sostanziosa economia sommersa e in parte dalla fama di Paese dove iniziative criminali possono prosperare quasi indisturbate allontanando così importanti investitori.
Come sottolineato da Yong Kim Eng, presidente del People’s Centre for Development and Peace, la mole dei reati informatici è di tale portata che molti osservatori stranieri sollevano il problema quando si discute del Paese ed è evidente la loro preoccupazione.
Lo stesso Kim Eng riconosce che il governo ha attuato misure repressive, compresi l’arresto e l’espulsione di molti sospetti, spesso di cittadinanza cinese. Ma proprio questo coinvolgimento rende problematica la repressione, dati gli stretti rapporti del governo cambogiano con Pechino, da cui riceve la maggior parte degli investimenti e degli aiuti, lasciando agli imprenditori cinesi ampie possibilità di operare nel Paese, di usarne le risorse e la manodopera. In molti casi sono iniziative che possono coprire attività illegali, come per i casinò, altro settore aperto al riciclaggio di denaro.
A riprova della connessione fra autorità locali, gruppi criminali e istituzioni sovrannazionali, i compilatori del rapporto suggeriscono che la decisione della Financial Action Task Force (organismo internazionale contro il riciclaggio) di rimuovere la Cambogia dalla «lista grigia» dei Paesi sotto osservazione avrebbe risentito dell’azione di lobby esercitata dal governo cambogiano.
Se questo sia stato fatto per tutelare attività di dubbia reputazione oppure gli interessi nazionali sciogliendo i dubbi di potenziali investitori, resta una domanda senza risposta.
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Scommettitori online minacciano di morte giornalista israeliano per la notizia di un attacco iraniano
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La polizia tedesca fa irruzione nell’abitazione di un parlamentare dell’AfD per vecchi post sui social
Venerdì mattina, la polizia e la procura di Monaco hanno effettuato delle perquisizioni presso la residenza privata e l’ufficio del parlamentare bavarese dell’AfD René Dierkes, presumibilmente in relazione a presunti insulti e post sui social media risalenti a diversi anni fa. Lo riporta Remix News.
Dierkes, 34 anni, che rappresenta il collegio elettorale di Monaco Est nel landtag (il Parlamento regionale) bavarese, ha dichiarato che l’indagine riguarda post e meme satirici pubblicati circa due anni fa sul suo account X da un membro del suo staff che nel frattempo ha lasciato il lavoro. Ha aggiunto che le autorità stanno anche esaminando un presunto insulto a lui attribuito da un ex membro del partito, che risalirebbe a cinque anni fa.
In una dichiarazione rilasciata dopo la perquisizione, Dierkes ha descritto l’indagine come politicamente motivata e ha accusato i rivali di aver tentato di screditarlo.
«Il contesto è costituito da post sul mio account X risalenti a circa due anni fa, scritti da un dipendente che non lavora più per me», ha affermato, aggiungendo che un rivale interno al partito, che in passato si era candidato a una carica pubblica, aveva lanciato «una campagna diffamatoria contro la mia persona».
«Prenderò provvedimenti contro questa caccia alle streghe politica», ha dichiarato il politico della Baviera.
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Secondo quanto riportato dalla testata germanica Bild, agenti della Polizei si sono presentati sia presso la residenza di Dierkes a Monaco che presso il suo ufficio parlamentare nell’ambito dell’operazione. Inizialmente non era chiaro il fondamento giuridico preciso della perquisizione e la procura di Monaco non aveva immediatamente rilasciato una dichiarazione dettagliata per spiegare l’accaduto.
Il presidente regionale dell’AfD, Stephan Protschka, ha criticato aspramente la decisione, suggerendo che rifletta un pregiudizio politico da parte delle autorità. «Si tratterebbe presumibilmente di presunti insulti. A mio avviso, questa è una decisione umiliante da parte delle autorità nei confronti dell’opposizione», ha dichiarato Protschka al quotidiano Bild.
La perquisizione ha sollevato ulteriori interrogativi poiché il Parlamento bavarese non ha votato formalmente in anticipo per revocare l’immunità parlamentare di Dierkes. Secondo il quotidiano Bild, gli inquirenti hanno proceduto secondo una «procedura semplificata», un meccanismo legale che consente le perquisizioni senza una preventiva votazione parlamentare in determinati casi.
Dierkes, eletto al parlamento bavarese nell’ottobre 2023 e presidente della sezione di Monaco Est dell’AfD, è sotto osservazione da parte dei servizi segreti bavaresi dall’aprile 2025.
Il monitoraggio è seguito a una revisione da parte dell’Ufficio statale bavarese per la tutela della Costituzione, che ha concluso che la sorveglianza era «proporzionata». Secondo una risposta del governo bavarese alle interrogazioni parlamentari dei deputati dei Verdi e dei socialdemocratici, i funzionari hanno individuato dichiarazioni di Dierkes che avrebbero promosso «un concetto etnico di popolo contrario alla dignità umana» e richiesto «la remigrazione in modo incostituzionale», come riportato da BR24 lo scorso anno.
Le autorità hanno inoltre citato la sua notevole influenza sui social media e il suo ruolo di figura di spicco all’interno della struttura di leadership regionale dell’AfD. Il dato relativo alla sua influenza sui social media è controverso: Dierkes ha solo 6.800 follower su X e 5.600 follower su Facebook.
Il Dierkes ha respinto con fermezza l’interpretazione delle sue dichiarazioni fornita dall’ufficio statale e lo scorso anno ha minacciato azioni legali.
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I Paesi del Golfo arrestano 45 persone per i video degli attacchi contro l’Iran. Censura anche in Israele
⚡️ Attack on Dubai: Explosions near Burj Khalifa
An Iranian missile landed in a prestigious area on the artificial Palm Jumeirah island. The area is home to luxurious hotels popular with Russian tourists. One of them caught fire. pic.twitter.com/GPEGtiUE2O — NEXTA (@nexta_tv) February 28, 2026
🇮🇷🇺🇸Iran has started attacking American banks in the Middle East
– A drone struck the American Citibank in the capitals of the UAE and Bahrain – Dubai and Manama in response to the US and Israel’s attack on a state bank in Tehran, according to the IRGC. – Iran will consider… pic.twitter.com/hIB6jCY8eN — brane mijatovic (@brane_mija64426) March 14, 2026
🇧🇭 Bahrain, S hotel is on fire
❗️Fire after Iranian strike in downtown Dubai pic.twitter.com/t4MpSX9GZV — MAKS 25 🇺🇦👀 (@Maks_NAFO_FELLA) February 28, 2026
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