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Politica

L’élite politica polacca travolta dallo scandalo dei diplomi falsi

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Un’università privata in Polonia e alcuni dei suoi laureati di alto profilo sono stati coinvolti in uno scandalo di corruzione che coinvolge tangenti e falsi master.

 

L’Ufficio centrale anticorruzione (CBA) della Polonia sta indagando sull’università manageriale Collegium Humanum di Varsavia per commercio illegale di diplomi MBA (Master in Business Administration). Secondo i media locali, tra i diplomati dell’establishment figurano diversi noti consiglieri distrettuali e sindaci di città.

 

Il quotidiano francese Le Monde ha descritto lo scandalo come motivo di imbarazzo per l’intera élite politica polacca e come un simbolo del nepotismo nel Paese.

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Possedere un MBA è un prerequisito per accedere a posizioni ben retribuite nei consigli di amministrazione delle aziende pubbliche polacche e nel governo locale. Il Collegium Humanum offre studi in gestione, finanza e contabilità e diritto, tra le altre aree. Secondo Le Monde, l’università ha rilasciato i diplomi dopo meno di un semestre, scrive RT.

 

Il progetto è stato scoperto negli ultimi due anni dalle inchieste dei media ed è stato ripreso dalle autorità a febbraio. Secondo la CBA, un presunto gruppo organizzato all’interno dell’università avrebbe emesso documenti di laurea per tangenti per un ammontare di 112.000 dollari.

 

Sette persone sono state arrestate dalla CBA negli ultimi due mesi in relazione al caso, tra cui il fondatore e il rettore dell’università. Secondo Le Monde sarebbero state incriminate circa 30 persone legate all’establishment.

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Il sistema è stato reso possibile nel 2017, quando il partito allora al potere Legge e Giustizia ha introdotto una disposizione che ha abbassato i requisiti per le posizioni nelle società pubbliche. Prima era necessario un dottorato in economia o in diritto oppure un esame di stato, anche se i cambiamenti hanno aperto le posizioni anche ai laureati con un MBA.

 

Il sindaco di Varsavia la scorsa settimana ha dichiarato che il municipio sta effettuando un audit sui membri degli organi di vigilanza e degli organi direttivi delle aziende municipali, avvertendo che coloro che hanno conseguito la laurea presso la controversa università dovranno sostenere un esame di Stato per mantenere la loro posizione, hanno riferito i media locali.

 

Il Collegium Humanum ha rilasciato una dichiarazione affermando che le sue operazioni «non sono in alcun modo minacciate» dagli sviluppi e che l’istituzione «continua la sua missione educativa, garantendo la sicurezza degli studenti e del personale».

 

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Immagine di Jorge Lascar via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic

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Politica

Fico: la vittoria di Trump è la sconfitta del progressismo «liberal»

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Il trionfo di Donald Trump alle elezioni presidenziali degli Stati Uniti è una sconfitta per l’ideologia «liberal», cioè progressista, e dimostra che non ci si può fidare dei media tradizionali, ha affermato il primo ministro slovacco Robert Fico.   Come Trump, Fico è sopravvissuto per un pelo a un tentativo di assassinio che, a suo dire, era il prodotto di un ambiente mediatico fortemente polarizzato.   «Rispettiamo la scelta fatta dai cittadini americani, perché non interferiamo nella politica interna di altri stati e non facciamo prediche a nessuno», ha affermato Fico mercoledì.   Congratulandosi con Trump, Fico ha definito la sua elezione una «sconfitta delle idee liberali e progressiste».

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Il primo ministro slovacco ha continuato a criticare la copertura mediatica americana della campagna, sottolineando che l’esito del voto è stato l’esatto opposto di ciò che avevano cercato di creare. La vittoria di Trump ha confermato che «non ci si dovrebbe mai fidare dei media e dei sondaggi», che sono «fatti su misura al 90%», ha detto il Fico.   L’UE a Bruxelles «suderà» in risposta alla vittoria di Trump, ha affermato Fico, notando che il cambiamento delle circostanze a Washington potrebbe aprire interrogativi sulle future relazioni tra Stati Uniti e UE.   Anche il presidente slovacco Peter Pellegrini si è congratulato con Trump, promettendo di «rendere di nuovo grande il legame transatlantico» e giurando che Bratislava rimarrà «un alleato forte e affidabile» della NATO.   Nel frattempo, Fico ha espresso la speranza che Trump possa chiedere un cessate il fuoco immediato in Ucraina e ha affermato di sostenere un piano di pace presentato da Cina e Brasile per porre fine al conflitto con la Russia il prima possibile.

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Immagine di pubblico dominio CCo via Flickr
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Politica

«Questa sarà davvero l’età dell’oro dell’America». Trump pronuncia il discorso della vittoria

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Donald J. Trump ha pochi istanti fa terminato il suo discorso della vittoria nel quartiere generale di Mar-a-Lago, circondato da famiglia, amici ed alleati.

 

Il discorso è stato fatto mentre la Pennsylvania, Stato considerato come la chiave di questa elezione insieme al Wisconsin, era andato all’ex presidente.

 

Trump è salito sul palco da uno stuolo di parenti e di figure politiche, presentato come «presidente eletto» dallo speaker. I membri del clan sono stati citati uno ad uno, compresi generi e nuore – compresa Ivanka e il marito Jared, che, nonostante siano spariti dalla campagna elettorale alimentando ogni genere di voce, erano sorridenti sul palco.

 

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Il leader statunitense ha quindi ricordato anche il padre defunto e pure la madre di Melania, Amalia, dicendo che era una donna bella dentro e fuori.

 

In apertura Trump ha subito definito il suo come il «movimento politico più grande» della storia americana «e forse oltre».

 

Anche se letto in parte al teleprompter, lo speech è sembrato non preparato per nulla ed alcuni possono aver avuto l’impressione che si trattasse di un discorso tratti stanco e financo frivolo.

 

Trump si è complimentato con il vicepresidente JD Vance – che ha preso parola per inneggiare alla riscossa del presidente, annunciando una riscossa economica per il Paese – per poi ringraziare collaboratori e citare personaggi dello sport presenti, come campione di golf sconosciuto ai più Bryson DeChambeau pure fatto salire sul palco, e il manager del torneo di arti marziali miste (MMA) UFC Dana White, che ha persino parlato dal microfono ricordando la resilienza del Donald.

 

Un lungo panegirico è stato fatto riguardo a Elon Musk, definito «super-genio», con annesso racconto di quanto Trump sia stato impressionato dall’ultimo lancio di grande razzo spaziale atterrato con «cattura» da parte dell’impalcatura. Trump ha citato anche l’aiuto dato alle popolazioni alluvionate da Starlink, la rete internet satellitare dell’azienda di Musk. Elon, ricordiamo, in questi ultimi giorni era stato minacciato da varie figure dei media che hanno dichiarato che i contratti delle sue società con il governo americano dovessero essere rivisti o stracciati.

 

Non sappiamo se è leggibile come un qualche segnale il fatto che sembra aver dato poca importanza a Robert F. Kennedy jr., appena citato nel discorso, nonostante il pubblico scandisse il suo nome («Bob-by, Bob-by»). Di fatto, Kennedy alleandosi con Trump ha introdotto un concetto di coalizione politica considerato normale in Europa ma completamente sconosciuto agli USA, portando masse di voti: allo stesso modo. è visibile come possa aver portato via qualche voto, anche alla Harris, visto che il suo nome, contrariamente alla sua volontà, è rimasto nelle schede elettorali nonostante i suoi tentativi di farlo rimuovere, tentativi bloccati da istituzioni e giudici filo-democrat che credevano così di ostacolare la campagna Trump.

 

Riguardo a Kennedy, Trump ha detto brevemente che lo avrebbe lasciato libero di operare a Washington, purché non toccasse «l’oro liquido», cioè il petrolio, di cui gli USA, ha detto il biondo costruttore del Queens, dispone in misura maggiore rispetto ad Arabia Saudita, Cina e Russia.

 

Nel discorso ha ricordato che non farà più comizi in vita sua – è al suo secondo termine da presidente, e salvo sorprese non può andare oltre – e rivelato di averne fatti forse 900.

 

Trump infine ha promesso in concretezza di «sigillare» il confine invaso dagli immigrati illegali, pur mantenendo che l’immigrazione legale resterà aperta, e di far ripartire l’economia del Paese.

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The Donald ha parlato di un «grande riallineamento» delle forze americane, un «common core of common sense», una «materia comune di senso comune».

 

«Questa sarà davvero l’età dell’oro dell’America» ha dichiarato Trump, ricordando che lotterà per il popolo con ogni «respiro nel mio corpo» fino a che non consegnerà «un’America forte, sicura, prospera, che i vostri figli meritano, e che voi meritate»

 

Nel frattempo, non vi sono ancora concessioni da parte del Partito Democratico, con Obama che ha addirittura twittato ore fa che non è detto che il risultato delle elezioni lo si avrà oggi.

 


Pare difficile, a questo punto, che i democrat possano tirare fuori dal cappello qualche shananigan, cioè mossa bizzarra a sorpresa, come avvenne nel 2020.

 

Tuttavia, davanti a persone senza pudore, morale, vergogna, è sempre meglio essere pronti a tutto.

 

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Politica

Il New York Times: la vittoria di Trump è «molto probabile»

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Il New York Times ritiene che a questo punto dello spoglio dei voti delle elezioni USA 2024 il vincitore sarà «molto probabilmente» Donald J. Trump.   Il giornale neoeboraceno scrive che le probabilità di vittoria del candidato repubblicano sarebbero ora al 95%.   «In ogni Stato che ha contato la maggioranza dei suoi voti, Trump ha migliorato la sua performance del 2020. Ed è favorito in Pennsylvania, Michigan e Wisconsin, Stati che di certo la Harris deve vincere».   Al momento in cui scriviamo le proiezioni indicano che Trump avrebbe ora vinto 306 voti di grandi elettori mentre la Harris solo 232.

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L’ex presidente Donald J. Trump ha vinto in Georgia, secondo una proiezione del NYT, e ha conquistato la Carolina del Nord. I due stati indecisi che vanno a Trump restringono significativamente il percorso verso la vittoria della vicepresidente Kamala Harris.   I repubblicani si sono assicurati il ​​controllo del Senato con vittorie decisive: Bernie Moreno in Ohio, Jim Justice in Virginia dell’Ovest e Deb Fischer, che ha mantenuto il suo seggio in Nebraska.   Nel frattempo, lo sgomento si starebbe propagando nel quartier generale della Harris.     «La maggior parte delle persone che lasciano la festa di osservazione di Harris alla Howard University se ne vanno in silenzio. La scena sembra diversa da quando Hillary Clinton perse nel 2016» scrive il quotidiano neoeboraceno. «Non sembrano esserci shock o lacrime di stupore. Molti dei partecipanti con cui ho parlato stasera, prima che arrivassero i risultati, mi hanno detto che, indipendentemente da cosa fosse successo, credevano che Harris avesse fatto tutto il possibile per vincere».   Come precedentemente riportato da Renovatio 21, il team della Harris ha detto che non parlerà stanotte – quindi non vi sarebbe, al momento, il discorso di concessione.   L’investitore David Sacks, grande sostenitore di Trump nell’ultimo anno, ha dichiarato che il rifiuto della Harris di concedere nel corso della notta è un «insulto alla democrazia».  

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