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Le oscene parole di Bergoglio contro la Santa Messa e la Tradizione cattolica

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La Civiltà cattolica, giornale della Compagnia di Gesù, ha pubblicato il testo delle parole pronunciate da Bergoglio durante la visita alla nunziatura apostolica di Budapest, dove ha incontrato un gruppo di 32 gesuiti – come lui – con cui si è intrattenuto, e a cui ha detto che erano liberi di fare domande.

 

I gesuiti presenti gli hanno quindi chiesto riguardo alla pastorale giovanile, alla formazione dei giovani che entrano nella Compagnia di Gesù… e pure degli abusi sessuali e dei gesuiti argentini imprigionati nel 1976, due argomenti verso i quali ci si aspetterebbe imbarazzo, riserbo… o almeno, così potrebbe pensare chi conosce gli scandali attraverso cui è passato l’argentino.

 

Riguardo ai gesuiti desaparecidos durante la dittatura militare a Buenos Aires, il papa parte con un excusatio.

 

«Si è sviluppata la leggenda che sarei stato io a consegnarli perché fossero imprigionati. Sappiate che un mese fa la Conferenza episcopale argentina ha pubblicato due volumi dei tre previsti con tutti i documenti relativi a quanto accaduto tra la Chiesa e i militari. Trovate tutto lì» si difende Bergoglio, negando, senza citarle, le accuse che il giornalista suo compaesano Horacio Verbitsky fece nel suo libro L’isola del silenzio. Il ruolo della Chiesa nella dittatura argentina (2005), in cui denunciava il ruolo della gerarchia ecclesiastica nella violenta dittatura arrivando ad accusare il Nunzio a Buones Aires Pio Laghi, papa Paolo VI e lo stesso Jorge Mario Bergoglio.  Come noto, il Verbitsky dichiarò di considerare l’elezione di Bergoglio al Soglio «una disgrazia per l’Argentina e per il Sudamerica».

 

Sugli abusi sessuali e l’amore cristiano verso chi se ne macchia, dice che si tratta di una faccenda «non facile».

 

«Non è affatto facile. Noi oggi abbiamo compreso che la realtà dell’abuso è molto ampia: ci sono abusi sessuali, psicologici, economici, con i migranti… Tu ti riferisci agli abusi sessuali. Come avvicinarci, come parlare agli abusatori per i quali proviamo ribrezzo? Sì, anche questi sono figli di Dio. Ma come si può amarli? La tua domanda è molto forte» risponde Bergoglio al gesuita che ha posto la questione.

 

«Quando senti che cosa l’abuso lascia nel cuore delle persone abusate, l’impressione che ne ricevi è tremenda. Anche parlare con l’abusatore ci fa ribrezzo, non è facile. Ma anche loro sono figli di Dio. E ci vuole una pastorale».

 

La memoria di chi non resetta ciclicamente il cervello va a scandali conclamati che hanno lambito la storia di Bergoglio, come quelli del cardinale McCarrick, del sacerdote cileno Karadima, del prete del Ciellistan don Inzoli, e, secondo alcune accuse rimbalzate sui giornali, della Casita de Dios, un istituto per bambini sordomuti tra l’Argentina e il veronese dove sarebbero avvenute violenze sessuali indicibili.

 

«L’abusatore va condannato, infatti, ma come fratello. Condannarlo è da intendere come un atto di carità. C’è una logica, una forma di amare il nemico che si esprime anche così. E non è facile da capire e da vivere».

 

Insomma, anche qui, niente del passato dell’uomo viene tirato fuori – e a differenza che in Argentina con i desaparecidos qui non può rivendicare la pubblicazione delle carte da parte dei vescovi…

 

Tuttavia, riguardo al Concilio Vaticano II e alla Messa Tridentina – cioè, sui tradizionalisti – Bergoglio non ha esitato a tirar fuori l’artiglieria pesante.

 

«So che il Concilio è ancora in via di applicazione» dichiara Bergoglio in risposta ad una domanda di un gesuita. «Ci vuole un secolo perché un Concilio sia assimilato, dicono. E so che le resistenze sono terribili. C’è un restaurazionismo incredibile. Quello che io chiamo “indietrismo”, (…) . Il flusso della storia e della grazia va da giù in su come la linfa di un albero che dà frutto. Ma senza questo flusso tu rimani una mummia. Andando indietro non si conserva la vita, mai».

 

«Si deve cambiare, come scrive nel Commonitórium primum san Vincenzo di Lérins quando afferma che anche il dogma della religione cristiana progredisce, consolidandosi con gli anni, sviluppandosi col tempo, approfondendosi con l’età».

 

Appoggiandosi non si sa come al santo del V secolo Vincenzo di Lerino,  pare che Bergoglio finalmente pronunzi apertis verbis il suo appoggio al concetto di «evoluzione del dogma», eterno caposaldo della teologia modernista espressamente condannata già da San Pio X nella Pascendi Domini Gregis.

 

«Siccome [il sentimento religioso modernista] che ha per obbietto l’assoluto, porge infiniti aspetti, dei quali oggi l’uno domani l’altro può apparire; e similmente colui che crede può passare per altre ed altre condizioni, ne segue che le formole altresì che noi chiamiamo dogmi devono sottostare ad uguali vicende ed essere perciò variabili. Così si ha aperto il varco alla intima evoluzione dei dogmi. Infinito cumulo di sofismi che abbatte e distrugge ogni religione!» tuonava San Pio X. «E questa, non pur possibile, ma necessaria evoluzione e mutazione dei dogmi non solo i modernisti l’affermano arditamente ma è conseguenza legittima delle loro sentenze».

 

Se avesse ancora senso parlarne, si potrebbe dire che Bergoglio, per il suo santo predecessore papa Sarto, è ora tecnicamente un modernista.

 

Ma nelle chiacchiere infragesuitiche magiare si è andato oltre, andando a colpire – sorpresa sorpresa – il rito antico, cioè la Santa Messa di sempre, chiamata spuriamente «Messa in Latino».

 

«Il pericolo oggi è l’indietrismo, la reazione contro il moderno. È una malattia nostalgica. Questo è il motivo per cui ho deciso che ora è obbligatorio ottenere la concessione di celebrare secondo il Messale romano del 1962 per tutti i nuovi preti appena consacrati. Dopo tutte le consultazioni necessarie, l’ho deciso perché ho visto che quella misura pastorale ben fatta da Giovanni Paolo II e Benedetto XVI veniva usata in modo ideologico, per tornare indietro. Bisognava fermare questo indietrismo, che non era nella visione pastorale dei miei predecessori».

 

Il papa rivendica così la lettera Traditionis custodes, cioè il motu proprio del 2021 con cui di fatto seppelliva vivo Ratzinger e la sua apertura al rito tradizionale, il Summorum Pontificum del 2007.

 

Che volete farci: è il papa della messa maya, quella con gli echi incontrovertibilmente pagani (di quel paganesimo fatto di sacrifici umani).

 

È il papa che ha partecipato a riti negromantici in Canada.

 

È il papa che non ha detto una parola sui documenti che comprovano la volontà dell’FBI di spiare e schedare i cattolici tradizionalisti.

 

È il papa che ha lasciato tranquillamente mano libera alla Cina comunista, tradendo milioni di cristiani sotterranei, in molti casi fedeli usque ad effusionem sanguinis, cioè veri martiri della fede nostri coevi.

 

È il papa dei vaccini, inflitti a ogni persona che lo accompagna e perfino alle guardie svizzere, e ammanniti ad un miliardo di fedeli in unione di Big Pharma. Sì, quei vaccini derivati da linee cellulari di feto abortito – sì, il papa del battesimo di Satana.

 

Persecuzione ovunque verso la vera fede: apertura totale verso gli idoli pagani, i persecutori, i demoni.

 

Volete trovare voi una definizione di questo papa?

 

 

Roberto Dal Bosco

 

 

 

 

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Leone promuove a vescovo il vicario definito come il «giuda di Strickland»

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Papa Leone XIV ha nominato padre John Gomez, sacerdote di Tyler in Texas, nuovo vescovo di Laredo, sempre in Texas. La decisione ha generato perplessità, poiché Gomez aveva svolto un ruolo centrale nella rimozione del venerato vescovo di Tyler, Joseph Strickland, voluta da papa Francesco, scrive LifeSite.

 

Monsignor Gomez ricopriva l’incarico di vicario generale a Tyler sotto Strickland, eppure fu proprio lui a organizzare gli incontri tra il clero della diocesi e gli inquirenti vaticani inviati per valutare la leadership di Strickland. Una delle fonti vicine a Strickland che ha evidenziato il ruolo di Gomez è il diacono Keith Fournier, il quale, convocato a testimoniare sul vescovo Strickland davanti agli inquirenti vaticani, ha riferito di essere stato contattato dal vicario generale, cioè Gomez.

 

Fournier ha raccontato che al suo arrivo ha constatato che la visita «non mirava a ottenere informazioni, ma era un tentativo già dato per scontato di trovare un modo per giustificare la richiesta di dimissioni di Strickland».

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«Ho parlato con altre tre persone strettamente legate alla diocesi, le quali mi hanno confermato che padre John Gomez ha avuto un ruolo determinante nella rimozione del vescovo Strickland, ma preferiscono rimanere anonime per timore di ritorsioni» scrive John-Henry Westen, il direttore di LifeSiteNews. «Uno di loro ha definito Gomez “il Giuda di Strickland” e ha affermato che la nomina era “deludente ma non sorprendente” poiché Gomez è “un progressista liberale pro-Francesco”».

 

È stato fatto notare che papa Francesco ha nominato Gomez Amministratore Apostolico dopo che il vescovo Strickland è stato rimosso dalla diocesi.

 

Una delle fonti ha osservato che Papa Leone XIV potrebbe conoscere personalmente Gomez, poiché Leone (Robert Prevost) era a capo della Congregazione per i Vescovi in Vaticano sotto Francesco ed è stato direttamente responsabile dell’indagine e della rimozione del vescovo Strickland.

 

Come riportato da Renovatio 21, ancora la voce secondo cui vi sarebbe stato proprio l’allora cardinale Prevost dietro alla rimozione di Strickland dalla diocesi texana di Tyler.

 

Lo stesso Strickland aveva dato in diretta, durante il podcast del giornalista Glenn Beck, la sua reazione all’elezione al Soglio di Prevost: con grande carità cristiana, disse, a fumata bianca ancora nell’aria, che Prevost aveva contribuito a nomine negativa, ma che pregava per lui in quanto papa.

 

 

Monsignor Strickland è noto per la sua ortodossia, dal fermo rifiuto dei vaccini ottenuti con feti abortiti (riguardo ai quali ha detto che preferirebbe morire piuttosto che assumerli) alle critiche agli errori dottrinarli sempre più intollerabili da parte di Bergoglio.

 

Il prelato texano inoltre definito Joe Biden come un «fake catholic», un «falso cattolico». Ulteriormente, il vescovo era sembrato avvicinarsi anche alla Santa Messa tradizionale, che il nuovo corso della diocesi ha definitivamente cancellato mesi fa.

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Nuove consacrazioni episcopali: un teologo FSSPX risponde alle domande dei giovani

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Con l’avvicinarsi delle consacrazioni episcopali del 1° luglio a Écône, molti fedeli cattolici si interrogano: perché questo atto è considerato legittimo? Cosa dice realmente la teologia cattolica sulla Chiesa, l’autorità, l’unità e lo stato di necessità? Per rispondere con chiarezza a questi interrogativi cruciali, padre Jean-Michel Gleize, professore di ecclesiologia, risponde alle domande di quattro giovani fedeli.  

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L’importanza dei sacramenti 

00:44 Perché queste consacrazioni sono così importanti per la Fraternità?  01:40 Come potete dire che è per la Chiesa quando agite contro Roma? 02:40 Parlate spesso di «operazione sopravvivenza». Cosa comporta questa sopravvivenza? 03:40 La Chiesa si trova ancora oggi in uno stato di «sopravvivenza»?

Lo stato di necessità 

05:42 Lo stato di necessità: cosa significa realmente questa argomentazione della Società?  06:55 La Società rischia di virare verso il protestantesimo?  07:57 Perché la Società rifiuta la via dell’«Ecclesia Dei» nonostante la sua apparente sicurezza?  08:45 Sacerdoti ordinati senza i propri vescovi: perché questo non è sufficiente secondo la Società?

Gli errori del Concilio Vaticano II 

09:40 Gli errori del Concilio Vaticano II sono davvero decisivi per la sopravvivenza della fede?  11:20 Esistono segni concreti di questo stato di necessità per i fedeli?  12:29 Indefettibilità della Chiesa: la Fraternità Sacerdotale San Pio X mette in discussione questo dogma?

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Quali leggi sono soggette a eccezioni? 

14:24 Lo stato di necessità giustifica tutto? Quali sono i suoi veri limiti?  17:02 Incoronazioni senza mandato papale: opposizione al diritto divino o semplicemente legge ecclesiastica?

Scisma o disobbedienza? 

19:00 Disobbedienza grave o scisma? Comprendere la differenza essenziale  20:47 Le consacrazioni del 1° luglio sono intrinsecamente malvagie?  21:22 Cosa renderebbe veramente scismatica una consacrazione episcopale?  21:57 La Fraternità si sta già comportando come se avesse giurisdizione?  24:20 Resistere senza abbandonare la Chiesa: come distinguere i vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X dai veri scismatici?

Fede e obbedienza 

26:26 Fede e obbedienza: su cosa si fonda principalmente la vera unità della Chiesa?  27:30 Una Chiesa soprannaturale ma visibile: come comprendere questa unità?  28:49 Si può obbedire a scapito della fede?  29:56 Il Papa come principio visibile di unità: come conciliare autorità e fedeltà alla fede?  31:19 Come amare veramente il Papa nei momenti di crisi della Chiesa?  32:19 Resistere senza deviare: come evitare la trappola del sedevacantismo?

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Potere di ordine e potere di giurisdizione 

34:18 Il potere dell’Ordine sacro e il potere di giurisdizione: la distinzione chiave per comprendere le consacrazioni  37:23 Il potere dell’Ordine sacro e la giurisdizione: perché possono essere distinti nonostante la loro consueta unione?  39:32 Consacrazione e missione canonica: perché questa distinzione è teologicamente decisiva?  40:41 Il Concilio Vaticano II ha offuscato la distinzione tra il potere dell’Ordine sacro e la giurisdizione?  42:20 La crescente autorità dei laici nella Chiesa conferma la distinzione tra Ordine sacro e giurisdizione?  43:16 Ordine sacro e giurisdizione: gli elementi essenziali da comprendere in modo semplice per i fedeli

Obiezioni da parte degli ambienti conservatori e di Ecclesia Dei 

43:59 Cardinale Sarah: Qual è il limite fondamentale della sua posizione?  44:50 Un vescovo è definito principalmente dal suo potere di giurisdizione?  47:11 Padre de Blignières: Il suo errore riguarda lo stato di necessità o l’unità della Chiesa?  51:41 La liturgia della consacrazione unisce intrinsecamente ordine e giurisdizione?

Supporto 

54:38 Il vescovo Strickland e il vescovo Schneider confermano l’analisi della Società?  55:53 Il sostegno esterno: rafforza l’argomentazione… o ne aumenta solo la visibilità?

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Scomunica 

56:25 Minaccia di scomunica: automatica, valida… senza un reale impatto?

1988 e 2026 

58:17 1988 e 2026: cosa è realmente cambiato?  1:01:04 1988 e 2026: lo stesso principio di trasmissione senza giurisdizione?  1:01:47 Lo «scisma di Ecône» mediatico maschera il vero dibattito teologico?

Che cosa dovrebbe ricordare un credente? 

1:03:07 Con l’avvicinarsi del 1° luglio: gli elementi essenziali che ogni fedele dovrebbe ricordare  1:04:05 Con l’avvicinarsi del 1° luglio: quale pericolo attende i fedeli?  1:04:43 Quale atto concreto di fede è necessario per rimanere veramente cattolici oggi?  1:06:26 L’atto di intelligenza: quale distinzione essenziale bisogna comprendere per conservare la fede?  1:07:23 In 30 secondi: perché sono necessarie le consacrazioni del 2026?   Articolo previamente apparso su FSSPX.News    

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La Santa Sede stende il tappeto rosso per Sarah Mullally. Descrizione del viaggio

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Quanto accaduto a Roma da sabato 25 a martedì 28 aprile 2026 è abominevole, scandaloso e grottesco: una donna vestita da vescovo è stata ricevuta dalla Santa Sede con onori ecclesiastici. Si tratta della stessa donna che papa Leone XIV, al momento della sua intronizzazione, aveva chiamato «Reverendissima e Onorevolissima Madame Sarah Mullally, arcivescovo di Canterbury», Primate della Comunione Anglicana.

 

Sabato 25 aprile

Madame Mullally è stata accolta nel pomeriggio nella Basilica di San Pietro da mons. Flavio Pace, Segretario del Dicastero per il Servizio dell’Unità dei Cristiani, e dal Canonico Eric van Teijlingen, membro del Capitolo della Basilica. Poi, è stata condotta alla tomba di San Pietro nella Cappella Clementina, dove ha impartito una benedizione ai presenti. Nelle immagini, si vede mons. Flavio Pace chinare il capo e farsi il segno della croce, come se ricevesse una benedizione valida da Sarah Mullally.

 

Madame Mullally si è recata poi alla Basilica di San Paolo fuori le Mura, dove è stata ricevuta dal Cardinale James Michael Harvey, arciprete della Basilica di San Paolo fuori le Mura. Sotto gli occhi stupiti di pellegrini e turisti, ha preso posto nell’area centrale a lei riservata davanti alla tomba di San Paolo. Proprio in questa basilica, il 24 marzo 1966, un anno dopo il Concilio Vaticano II, venne firmata la dichiarazione congiunta tra l’arcivescovo anglicano Michael Ramsey e papa Paolo VI.

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Domenica 26 aprile

Dopo aver presieduto una funzione anglicana al mattino, il viaggio è proseguito domenica pomeriggio con l’accoglienza presso la Basilica di San Giovanni in Laterano da parte di monsignor Guerino di Tora, Vicario dell’arciprete, il cardinale Baldassare Reina, e successivamente presso la Basilica di Santa Maria Maggiore da parte di monsignor Éamonn McLaughlin, in rappresentanza dell’arciprete, il cardinale Rolandas Makrickas, dove ha visitato la tomba di papa Francesco. Ancora una volta, ha potuto pregare al centro delle basiliche, circondata da prelati cattolici.

 

Lunedì 27 aprile

Sarah Mullally è stata ricevuta in udienza da papa Leone XIV in Vaticano lunedì mattina. I due si sono incontrati privatamente prima di pronunciare entrambi un discorso pubblico. Ha inoltre presentato al papa la sua delegazione anglicana e si sono scambiati dei doni. In seguito, si è unita al papa per partecipare insieme alla preghiera di mezzogiorno nella Cappella di Urbano VIII, all’interno del Palazzo Apostolico.

 

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Lunedì sera, Sarah Mullally ha presieduto i Vespri nella chiesa cattolica gesuita di Sant’Ignazio di Loyola, durante i quali ha insediato il Vescovo anglicano Anthony Ball, direttore del Centro anglicano di Roma, come rappresentante dell’arcivescovo di Canterbury presso la Santa Sede.

 

Il cardinale James Michael Harvey ha partecipato alla celebrazione, mentre l’omelia è stata pronunciata dal cardinale Luis Antonio Tagle, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione. Mons. Richard Moth di Westminster, che ha accompagnato Sarah Mullally nel suo viaggio a Roma, si è unito a lei per impartire la benedizione finale della cerimonia liturgica.

 

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Martedì 28 aprile

Il viaggio si è concluso martedì con le visite al centro anglicano per migranti Joel Nafuma e ai progetti della comunità cattolica di Sant’Egidio, fortemente progressista, globalista e influente.

 

Un grave scandalo sotto diversi aspetti.

L’accoglienza riservata a Sarah Mullally dalla Santa Sede è inaccettabile per qualsiasi cattolico che abbia a cuore la verità piuttosto che l’ecumenismo, per diversi motivi.

 

La Chiesa cattolica non riconosce la validità delle ordinazioni anglicane, che furono dichiarate «assolutamente nulle e invalide» da Leone XIII nella Apostolicae Curae. Inoltre, la Chiesa insegna categoricamente di non aver ricevuto da Nostro Signore Gesù Cristo l’autorità di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne. Infine, la Comunione anglicana è dottrinalmente eretica e trae origine dallo scisma di Enrico VIII d’Inghilterra dalla Chiesa cattolica nel 1534.

 

Inoltre, la figura di Sarah Mullally è estremamente problematica. Ex infermiera, poi alta funzionaria pubblica britannica, è stata «ordinata» diacono e sacerdote anglicano nel 2001, poi «consacrata» come vescovo nel 2015, prima di diventare vescovo di Londra nel 2018 e poi arcivescovo di Canterbury nel 2026. Il Financial Times l’ha descritta come «teologicamente liberale». Lei stessa si definisce femminista. Mullally ha sostenuto e accompagnato gli sviluppi più importanti dell’anglicanesimo contemporaneo: benedizioni per le coppie dello stesso sesso, cura pastorale LGBT, linguaggio basato sull’identità e posizioni ambigue sull’aborto.

 

È significativo che le critiche più dure rivolte a Sarah Mullally provengono dall’interno della stessa Comunione Anglicana. La Global South Fellowship of Anglican Churches, che rappresenta milioni di anglicani, ha visto la sua elezione come un’occasione persa per la riforma e l’unità. L’arcivescovo Justin Badi Arama, primate del Sud Sudan, ha dichiarato di non riconoscerla come guida spirituale. Questi anglicani, spesso di origine africana, rifiutano proprio ciò che Roma sembra ora onorare: l’ordinazione delle donne, le benedizioni per le coppie dello stesso sesso, il progressismo morale e l’adattamento al mondo moderno.

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Un riconoscimento impossibile

Il 20 marzo 2026, papa Leone XIV aveva già indirizzato un messaggio a «Sua Reverendissima e Onorevolissima Madame Sarah Mullally, arcivescovo di Canterbury», in occasione della sua intronizzazione.

 

Se Leone XIV non riconoscesse davvero alcuna autorità degli ordini nella Chiesa anglicana, e ancor meno se questa fosse detenuta da una donna, qual è allora il significato degli onori di «arcivescovo» che le sono stati così generosamente conferiti durante quest’udienza e il suo soggiorno a Roma? Una Chiesa «sorella», guidata da una donna, offre senza dubbio una buona indicazione della concezione di Leone XIV, sulla scia di Francesco, riguardo al potere giurisdizionale attribuibile ai laici, uomini o donne che siano. La stessa idea è evidente nel documento finale del Gruppo di Studio 5 del Sinodo sulla Sinodalità, riguardante «la partecipazione delle donne alla vita e al governo della Chiesa».

 

All’inizio del suo discorso, il papa ha espresso la sua gioia per la presenza di Sarah Mullally in udienza, prima di ricordare l’incontro ufficiale a Roma tra Paolo VI e l’arcivescovo anglicano di Canterbury, Michael Ramsey, avvenuto sessant’anni prima, il 23 marzo 1966. Questo incontro illustrò il desiderio di Paolo VI di perseguire attivamente l’ecumenismo del Concilio Vaticano II. Il giorno seguente, a San Paolo fuori le Mura, dopo una dichiarazione congiunta, Paolo VI compì un gesto plateale donando al primate anglicano il proprio anello episcopale. Questo simbolo fu ampiamente percepito come un implicito riconoscimento della dignità dell’ufficio episcopale anglicano.

 

L’assurdità dell’ecumenismo conciliare

Questo scandalo dimostra ancora una volta l’assurdità dell’ecumenismo conciliare. In nome del dialogo, le verità della fede vengono oscurate. In nome dell’unità, si dà l’impressione che eresie e scismi siano semplici sfumature. Una tale logica non conduce le anime all’unica Chiesa di Cristo, ma le abitua all’indifferenza.

 

Il vero ecumenismo, a differenza di quello propugnato dal Concilio Vaticano II, non consiste nel trattare il vero sacerdozio e la sua invalida imitazione, la successione apostolica e la sua parodia, la dottrina cattolica e gli errori moderni come equivalenti. Consiste nel richiamare le anime all’unità di fede, sacramenti e governo sotto il successore di San Pietro.

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Una nuova manifestazione dello stato di necessità

Questa surreale scena romana rivela lo stato di confusione dottrinale in cui si trova oggi la Chiesa visibile. Quando i simboli sacri vengono usati contro la verità che dovrebbero esprimere, i fedeli hanno il dovere di resistere a questa confusione.

 

È difficile esprimere la gravità di questa situazione. Una donna che la Chiesa non riconosce come vescovo viene condotta nei luoghi più sacri di Roma, dove impartisce una benedizione, riceve gli onori di un primate e incontra il papa, mentre i vescovi e i sacerdoti cattolici della Fraternità Sacerdotale San Pio X, rimasti fedeli alla Tradizione, vengono tenuti a distanza.

 

In una recente intervista, don Davide Pagliarani ha dichiarato di attendere un’udienza con il Santo Padre da quasi nove mesi: «Questo corrisponde al mio più sincero desiderio. Tuttavia, sono stupito che finora non ci sia stata alcuna risposta o reazione personale da parte del Santo Padre».

 

«Prima di dichiarare scismatica una società con più di mille membri, che costituisce un punto di riferimento per centinaia di migliaia di fedeli in tutto il mondo, sarebbe opportuno conoscere personalmente coloro che saranno giudicati». La sanzione proposta non riguarda solo un’istituzione – che, per inciso, non esiste agli occhi della Santa Sede – ma anche singoli individui, profondamente devoti al papa e alla Chiesa.

 

«Confesso di faticare a comprendere questo silenzio, soprattutto quando ci viene spesso ricordato il bisogno di ascoltare il grido dei poveri, il grido degli emarginati e persino il grido della Terra stessa…»

 

Si può negare al Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X ciò che si concede indebitamente a Sarah Mullally?

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