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Salute

Le mascherine possono aumentare i nati morti, la disfunzione testicolare e il declino cognitivo nei bambini: nuovo studio

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Un nuovo studio condotto da ricercatori tedeschi ha concluso che le mascherine possono causare avvelenamento da anidride carbonica se indossate anche per brevi periodi e possono aver contribuito in modo significativo alla morte in utero se indossate da donne incinte, nonché alla disfunzione testicolare e al declino cognitivo nei bambini, tra gli altri problemi distruttivi della salute umana. Lo riporta il quotidiano britannico Daily Mail.

 

La ricerca, pubblicata sulla rivista Heliyon, comprende una revisione di 43 studi precedentemente pubblicati su esposizione a CO2, uso della mascherina e la gravidanza.

 

Lo studio rileva che anche l’esposizione a breve termine a concentrazioni di CO2 fino allo 0,3% ha causato danni cerebrali, aumento dell’ansia e compromissione della memoria sia nei ratti in gravidanza che nei topi giovani utilizzati nella ricerca.

 

In un altro esperimento, quando topi maschi sono stati esposti al 2,5% di CO2 per quattro ore, le cellule testicolari e lo sperma sono stati distrutti. La quantità equivalente per gli esseri umani sarebbe dello 0,5% di CO2 nello stesso periodo di tempo.

 

Ancora un altro esperimento ha scoperto che nati morti e malformazioni congenite si sono verificati in ratte gravide esposte a solo il 3% di CO2, che sarebbe pari allo 0,8% per gli esseri umani.

 

Lo studio indica anche una ricerca secondo cui solo cinque minuti di utilizzo della maschera hanno portato a un aumento dei livelli di CO2 tra l’1,4% e il 3,2%.

 

Mentre notano che la revisione fornisce solo «prove circostanziali», i ricercatori sembrano alludere ad un  aumento dei bambini nati morti  durante la pandemia, con le mascherine che potrebbero aver contribuito.

 

Ricercatori svedesi avevano precedentemente scoperto che il tasso di nati morti è aumentato da sette per 1000 nati a 21 per 1000 nati dopo la pandemia, mentre un importante ospedale del Regno Unito ha visto un aumento di quattro volte del suo tasso di nati morti.

 

«Esistono prove circostanziali che l’uso popolare della mascherina possa essere correlato alle attuali osservazioni di un aumento significativo dal 28% al 33% dei nati morti in tutto il mondo», affermano i ricercatori tedeschi nelle conclusioni dello studio.

 

Notano inoltre che la ricerca indica «prestazioni verbali, motorie e cognitive complessive ridotte di due deviazioni standard complete nei punteggi nei bambini nati durante la pandemia».

 

I risultati coincidono con un rapporto pubblicato dalla UK Health Security Agency (UKHSA) che ha concluso che «non è possibile presentare alcuna prova» che dimostri che le mascherine chirurgiche proteggano le persone vulnerabili dal COVID.

 

Numerosi studi sono giunti alla stessa conclusione, tuttavia in varie situazioni, come negli ospedali italiani – o, ricordiamo per ischerzo ma fino ad un certo punto, nelle delegazioni cinesi nelle visite ufficiali al Cremlino.

 

Come riportato in questi lunghi mesi da Renovatio 21, vari specialisti hanno raccontato che la mascherina ha creato una generazione di bambini con problemi di linguaggio e di relazione.

 

È stato infatti provato che i bambini hanno difficoltà nel riconoscimento i volti a causa della mascherina ubiqua nel momento del loro cruciale sviluppo cognitivo.

 

È stato inoltre notato un aumento esponenziale di bambini che necessitano dell’aiuto della logopedia, in quanto le mascherine, coprendo la bocca, hanno impedito loro di guardare i labiali per imparare a parlare.

 

Rammentiamo cosa succedeva a chiunque – medici, normali cittadini, bambini, donne incinte – si rifiutasse di piazzarsi in faccia il segno soffocante dello Stato pandemico:  arresti e processi, prigionebotte, TSO, minacce di esclusioni perfino dal proprio conto in banca, violenze randomatiche gratuite, insulti pubblici, prepotenze perfino a mano armata, lager.

 

Ricordiamo come il sistema pandemico si fosse inventato pure un’etichetta infamante – «no mask» – per definire chi avrebbe preferito respirare l’aria senza un filtro che oggi perfino «la scienza» comincia a definire come problematico, ma che già allora sembrava danneggiare l’organismo umano, oltre che la propria libertà personale e la decenza umana che da millenni predilige interazioni a volto scoperto.

 

Ci chiediamo: di queste cose ci sarà mai una Commissione parlamentare di inchiesta che parlerà? Nell’attuale scenario politico, dove la falsa opposizione dei tempi della pandemia è ora al governo, dubitiamo assai che questo possa succedere.

 

 

 

 

 

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Salute

I malori della 15ª settimana 2026

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Da

San Giovanni Teatino, provincia di Chieti: «Malore durante l’allenamento: muore un ragazzo di 15 anni. Stava giocando a tennis quando sarebbe andato in arresto cardiaco, accasciandosi improvvisamente a terra». Lo riporta ChietiToday.

 

Montemarciano, provincia di Ancona: «Tragedia di Pasqua sul lungomare: malore fatale in bici, muore un 18enne». Lo riporta Cronache Picene.

 

Varese: «Varese in lutto: studente del Ferraris muore a 18 anni per un malore improvviso». Lo riporta La Provincia di Varese.

 

Casapulla, provincia di Caserta: «Tragedia di Pasquetta nel Casertano: 18enne muore dopo un malore improvviso». Lo riporta Il Meridiano news.

 

Mestre, città metropolitana di Venezia: «É morta a 29 anni dopo un’emorragia cerebrale. La giovane è mancata dopo il grave malore accusato la scorsa settimana» Lo riporta Il Gazzettino.

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Ferrara: «Muore a 32 anni davanti agli amici, fatale un malore in stazione. Aperta un’indagine per chiarire le cause del decesso». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Torino: «Tragedia a bordo del bus a Torino Gerbido: donna di Chieri di 41 anni trovata agonizzante dall’autista, morta poco dopo». Lo riporta TorinoToday.

 

Somma Vesuviana, città metropolitana di Napoli: «Somma piange, muore per un malore a 42 anni». Lo riporta La Provincia online.

 

Parma: «Tanti sogni spenti troppo in fretta: è scomparso improvvisamente a 44 anni. Appassionato di motori e montagna, lascia la figlia». Lo riporta Gazzetta di Parma.

 

Altavilla Silentina, provincia di Salerno: «Colto da malore improvviso: Altavilla Silentina piange. Aveva 46 anni. Lascia la moglie e due figlie». Lo riporta SalernoToday.

 

Acquaviva Picena, provincia di Ascoli Piceno: «Malore nella notte di Pasqua: muore a 46 anni. A piangere, oltre alla moglie, ai figli e a tutti i familiari, l’intera comunità che lo stimava e amava». Lo riporta Cronache Picene.

 

Claut, ente di decentramento regionale di Pordenone: «Operaio ucciso da un malore in casa a 47 anni». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Conegliano, provincia di Treviso: «la titolare del negozio di animali ha un malore e muore a 48 anni, oltre al marito e ai figli, lascia la mamma, i fratelli e la sorella». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Foggia: «Ha un malore al centro commerciale e muore: lacrime in Provincia per l’ingegnere. Aveva solo 49 anni». Lo riporta FoggiaToday.

 

San Giorgio in Brenta di Fontaniva, provincia di Padova: «La tragedia: stroncata da un malore a soli 49 anni. Shock per la scomparsa improvvisa di una madre esemplare». Lo riporta Oggi Treviso.

 

Breganze, provincia di Vicenza: «Ex campione di hockey cinquantenne trovato morto nella roggia. Ipotesi: annegato dopo un malore. È questa l’ipotesi più accreditata dal medico legale». Lo riporta Il Giornale di Vicenza.

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Caspoggio, provincia di Sondrio: «Caspoggio piange (dopo il sindaco) anche il tecnico dei baby calciatori, 53 anni, è stato colto all’improvviso da un malore che non gli ha lasciato scampo». Lo riporta Il Giorno.

 

Modena: «Lutto nel settore giovanile del Modena Volley, malore fatale per il tecnico trovato senza vita all’età di 54 anni in palestra dove era andato da solo a fare allenamento. Lascia la moglie e due figli». Lo riporta TRC Modena.

 

Udine: «Malore fatale vicino al centro: 54enne georgiana si accascia e muore sotto gli occhi dei passanti». Lo riporta UdineToday.

 

Vibo Valentia: «Malore alla guida, muore il giornalista catanzarese. Aveva solo 56 anni». Lo riporta Catanzaro Informa.

 

Monteforte d’Alpone, provincia di Verona: «Addio all’imprenditore stroncato da un malore la notte di Pasqua. L’ad della concessionaria Ford aveva 56 anni». Lo riporta L’Arena.

 

Roveredo in Piano, ente di decentramento regionale di Pordenone: «Malore improvviso, muore a 58 anni: ex edicolante e anima del club Frecce Tricolori». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Caponago, provincia di Monza e della Brianza: «Malore all’area di servizio, muore sul camion sulla A4. Un autotrasportatore 58enne è stato trovato morto nel suo camion, sarebbe stato colto da un malore fatale». Lo riporta Il Cittadino di Monza e Brianza.

 

Calolziocorte, provincia di Lecco: «61enne trovato morto in auto, ipotesi malore improvviso. Il ritrovamento è avvenuto all’alba. Forse stava cercando di raggiungere la guardia medica». Lo riporta La Provincia Unica.

 

San Didero, città metropolitana di Torino: «Tragedia in fabbrica a San Didero: operaio italiano di 62 anni colto da malore, morto sul posto di lavoro». Lo riporta TorinoToday.

 

Castelfranco Veneto, provincia di Treviso: «Malore in pizzeria alla vigilia di Pasqua: l’artigiano 62enne muore davanti agli amici». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Castelfranco Veneto, provincia di Treviso: «Colto da malore al bar, si accascia e muore. Classe 1955, residente in zona, ha accusato un malore, probabilmente un infarto, che gli è risultato fatale». Lo riporta Quotidiano del Piave.

 

Realmonte, libero consorzio comunale di Agrigento: «Malore improvviso al supermercato, 65enne si accascia e muore tra gli scaffali. Panico all’interno del punto vendita». Lo riporta AgrigentoNotizia.

 

Licusati di Camerota, provincia di Salerno: «Malore al bar, 65enne muore nel Cilento». Lo riporta SalernoToday.

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Sala Consilina, provincia di Salerno: «Lutto a Sala Consilina: addio al professore, stroncato da un malore. Il 66enne si trovava a casa con la moglie». Lo riporta SalernoToday.

 

Sarzana, provincia di La Spezia: «L’uscita di strada della Vespa provocata da un malore dell’automobilista che ha invaso la loro corsia. La notizia del gravissimo incidente ha scosso nel profondo la comunità». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Correggio, provincia di Reggio Emilia: «Trovato morto nel fossato: ciclista stroncato da un malore. Tragedia a Correggio, nulla da fare per un pensionato di 69 anni». Lo riporta Il Resto del Carlino.

 

Castelli Calepio, provincia di Bergamo: «Malore in bici, cade e batte la testa: è morto in ospedale il 70enne». Lo riporta BresciaToday.

 

Porcia, ente di decentramento regionale di Pordenone: «”Portami in ospedale”, stroncato dal malore davanti alla moglie: aveva 71 anni». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Manerba del Garda, provincia di Brescia: «Malore alla guida, si accascia al volante e muore in piazza. Inutili i disperati tentativi di rianimarlo, è morto a 72 anni». Lo riporta BresciaToday.

 

Maranello, provincia di Modena: «Muore mentre fa jogging: Maranello piange l’ex consigliere comunale. È stato colto da malore mentre correva, aveva 74 anni». Lo riporta Gazzetta di Modena.

 

Fossacesia, provincia di Chieti: «Uomo trovato morto in un casolare di campagna: da due giorni era irreperibile. 75 anni, muratore in pensione, è stato stroncato probabilmente da un malore, a trovarlo un amico». Lo riporta ChietiToday.

 

Bordighera, provincia di Imperia: «Si tuffa per pescare, colto da malore affoga e muore a Bordighera». Lo riporta Riviera24.

 

Monserrato, città metropolitana di Cagliari: «Monserrato, addio, 75 anni: fatale un malore improvviso». Lo riporta Casteddu online.

 

Cordenons, ente di decentramento regionale di Pordenone: «Scivola nel canale mentre pesca e muore. A dare l’allarme è stato un passante, verso le 6.40, insospettito da quella canna da pesca abbandonata. Il decesso sarebbe da imputare a un improvviso malore». Lo riporta Il Gazzettino.

 

Melegnano, città metropolitana di Milano: «Vittima di un malore fulminante in bici, muore l’83enne, stava tornando a casa quando ha perso conoscenza e si è accasciato al suolo». Lo riporta Il Cittadino di Lodi.

 

Fregona, provincia di Treviso: «Momenti di paura sul sentiero: un 52enne accusa un malore e sviene improvvisamente. Intervento dell’elicottero». Lo riporta Il Dolomiti.

 

Avezzano, provincia di L’Aquila: «Malore alla guida, polizia ferma auto in corsa. Tamponamento controllato con la “pantera” dopo che il conducente ha perso i sensi. Alla guida del mezzo un 58enne». Lo riporta RaiNews TGR Abruzzo.

 

Lumezzane, provincia di Brescia: «Malore improvviso in strada: rianimato sul posto e portato d’urgenza al Civile. 52enne ricoverato in codice rosso». Lo riporta BresciaToday.

 

Castelnovo Sotto, provincia di Reggio Emilia: «Si schianta in auto per un malore. In ospedale un uomo di 54 anni». Lo riporta Il Resto del Carlino.

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Cava de’ Tirreni, provincia di Salerno: «Colto da malore sul Corso a Cava de’ Tirreni: soccorso un uomo». Lo riporta SalernoToday.

 

Civitanova Marche, provincia di Macerata: «Malore e imbocca il corso contromano: centra auto e scooter». Lo riporta Cronache Maceratesi.

 

Palo del Colle, provincia di Bari: «Incidente sulla statale 96 a Palo del Colle: frontale tra due auto, possibile malore alla guida». Lo riporta BariToday.

 

Porto Torres, città metropolitana di Sassari: «Malore sulla nave da crociera al largo dell’Asinara: soccorsa una donna». Lo riporta L’Unione Sarda.

 

Arcisate, provincia di Varese: «Malore alla guida del trattore ad Arcisate, grave un anziano». Lo riporta Varese News.

 

Portoferraio, provincia di Livorno: «Accusa un malore mentre si trovava nella darsena medicea. 59 anni, di nazionalità tedesca, colto da un malore di natura neurologica». Lo riporta ElbaPress.

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Salute

I malori della 14ª settimana 2026

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Da

Brindisi: «Colto da malore mentre guidava verso il lavoro: muore 46enne». Lo riporta Brindisi Report.   Crema: «Stroncato da un malore durante la corsa». Lo riporta La Provincia CR.   Cittadella, provincia di Padova: «Malore nei campi, poi la tragedia: agricoltore travolto dal trattore e muore». Lo riporta TVI Web.   Grosseto: «Malore mentre gioca a padel: muore a 55 anni». Lo riporta La Nazione.   Istrana, provincia di Treviso: «Malore e ricovero: Luciana si spegne due settimane dopo la sorella». Lo riporta Oggi Treviso.   Viadana, provincia di Mantova: «Anziano ha un malore e muore in strada». Lo riporta Gazzetta di Mantova.

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Sanza, provincia di Salerno: «Accusa un malore, cade nel fuoco e muore carbonizzato». Lo riporta Il Mattino.   Baronissi, provincia di Salerno: «Malore in autogrill sul raccordo Salerno-Avellino: muore donna di 40 anni». Lo riporta Il Mattino.   Piovene Rocchette, provincia di Vicenza: «Stroncato da un malore a 49 anni: addio». Lo riporta Il Giornale di Vicenza.   Roma: «Malore per il giornalista, condizioni estremamente gravi». Lo riporta ANSA.   Ostia, città metropolitana di Roma: «Malore dopo una cena con gli amici: muore 15enne». Lo riporta Sky TG24.   Simaxis, provincia di Oristano: «Medico colto da malore mentre pedala: muore sulla statale 388». Lo riporta L’Unione Sarda.   Olbia: «Malore nei parcheggi del supermercato: muore un uomo». Lo riporta La Nuova Sardegna.   Firenze: «Muore per un malore alla fermata della tramvia di prima mattina». Lo riporta La Nazione.   Trieste: «Malore in un bar di Ponterosso: turista muore a Cattinara». Lo riporta Trieste Prima.   Pontoglio, provincia di Brescia: «Malore improvviso mentre passeggiava in via Pascoli: 66enne grave». Lo riporta BresciaToday.   Padova: «Stroncato da un malore: addio all’agente ». Lo riporta PadovaOggi.   Riccione, provincia di Rimini: «Malore letale in una stanza d’albergo: indagato il medico specializzando». Lo riporta Corriere di Bologna.

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Credera, provincia di Cremona: «Malore nel camper: 48enne tedesco in arresto cardiaco». Lo riporta Crema News.   Porto Torres, provincia di Sassari: «Dramma a Porto Torres: macellaio stroncato da un malore mentre sistema la carne nel negozio». Lo riporta L’Unione Sarda.   Villaricca, provincia di Napoli: «Ha un malore nel campo di famiglia: Eugenio muore a 36 anni». Lo riporta Il Mattino.   Carpiano, provincia di Milano: «Accusa un malore mentre è al lavoro, gravissimo un 63enne». Lo riporta Il Cittadino.   Reggiolo, provincia di Reggio nell0Emilia: «Ha un malore mentre guida sull’A22, riesce ad accostare: camionista trovato morto». Lo riporta Gazzetta di Reggio.   Fano, provincia di Pesaro e Urbino: «Stroncato da un malore mentre sorseggia al bar il caffè macchiato: morto l’ex sindaco  a 87 anni». Lo riporta Corriere Adriatico.   Castelliri: «Un malore improvviso: addio». Lo riporta Ciociaria Oggi.   Francavilla Fontana, provincia di Brindisi: «Malore in un bar, muore a 41 anni: lutto nel calcio». Lo riporta Brindisi Report.

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San Miniato, provincia di Pisa: «Addio al re delle concessionarie: forse un malore alla guida, poi l’incidente mortale». Lo riporta La Nazione.   Milano: «Tram deragliato: il conducente conferma il malore». Lo riporta Il Fatto Quotidiano.   Paola, provincia di Cosenza: «Malore improvviso in ospedale: salvato il primario». Lo riporta Corriere della Calabria.   Porto Torres, provincia di Sassari: «Turista su nave da crociera colto da malore: soccorso dalla Guardia Costiera». Lo riporta ANSA.   Chieti: «Malore per il sottosegretario Daniele D’Amario: operato d’urgenza al cuore». Lo riporta ChietiToday.   Sanremo: «Donna colta da malore in corso Marconi: i Vigili del Fuoco intervengono con l’autoscala». Lo riporta Riviera Time.   Cassano Magnago, provincia di Varese: «Malore alla guida, finisce contro un palo: è grave». Lo riporta VareseNews.   Milano: «Incidente tra ciclisti nel velodromo: malore in corsa, grave un uomo». Lo riporta MilanoToday.   Rocca Pietore, provincia di Belluno: «Malore in strada, salvata da due volontarie con massaggio cardiaco e defibrillatore». Lo riporta Il Gazzettino.   Valmalenco, provincia di Sondrio: «Malore e caduta sul sentiero: soccorsi al lavoro per una donna di 62 anni». Lo riporta Radio TSN.

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Nuova York, Stati Uniti d’America: «Megan Thee Stallion, ex di Lukaku, malore in scena a Broadway: ricoverata». Lo riporta La Gazzetta dello Sport.   Osijek, Croazia: «Malore improvviso durante Croazia-Turchia U21: il ct turco crolla a terra». Lo riporta Corriere dello Sport.   Bucarest, Romania: «Paura per Lucescu, malore improvviso durante l’allenamento della Romania: trasportato d’urgenza in ospedale». Lo riporta Corriere dello Sport.   Stazione Spaziale Internazionale, orbita terrestre: «Il malore nello spazio: come sta oggi l’astronauta Mike Fincke, costretto al rientro sulla Terra». Lo riporta Rainews.  

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Salute

Il segreto inconfessabile del cotone «pulito»: perché la fibra biologica non basta

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.

 

Sally Fox ha costruito la sua carriera sfidando l’idea che il cotone debba necessariamente dipendere da sostanze chimiche pericolose. Quando le fu detto che un cotone privo di tossine era impossibile, o commercializzabile, si impegnò a dimostrare il contrario. Ma ora che i marchi mettono in evidenza il modo in cui viene coltivato il cotone, Fox sostiene che questa enfasi trascura l’ampio utilizzo di coloranti tossici e sostanze chimiche di processo che si verificano nelle fasi successive della produzione di abbigliamento.

 

Sally Fox, pioniera nella coltivazione del cotone biologico, ha costruito la sua carriera dimostrando che le persone si sbagliavano.

 

Inizialmente le dissero che il cotone non poteva essere coltivato senza pesticidi e che, anche se fosse stato possibile, nessuno lo avrebbe comprato. Invece di arrendersi, lei considerò queste affermazioni come problemi da risolvere.

«Tutti dicevano: “Oh, non si può coltivare il cotone in modo biologico. Oh, non c’è mercato per questo”. … Sentivo queste cose per tutta la vita… più le sentivo, più mi arrabbiavo», ha affermato nel podcast “Real Organic Podcast», parte del progetto Real Organic.

 

La sua storia sta acquisendo nuova rilevanza poiché i marchi commercializzano sempre più spesso prodotti come «biologici» o «rigenerativi», anche se la maggior parte dei tessuti si basa ancora su tinture e processi che fanno ampio uso di sostanze chimiche.

 

Questa discrepanza ha alimentato la confusione sul significato effettivo di tali etichette e sulla loro capacità di affrontare le principali fonti di esposizione a sostanze chimiche presenti negli indumenti.

 

Anziché accettare i limiti imposti dal settore, Fox ha dedicato oltre 40 anni a ripensare il modo in cui i tessuti vengono prodotti, dalla coltivazione alla lavorazione finale, con l’obiettivo di eliminare le sostanze chimiche tossiche in ogni fase.

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I coloranti sono «tossici quanto i pesticidi».

Questo approccio più ampio è nato dalle sue profonde radici nel mondo tessile. “Ho filato, tessito e lavorato a maglia a mano. Quindi, la mia passione erano i tessuti”, ha affermato.

 

Inizialmente, si è dedicata all’agricoltura. Ha studiato entomologia e ha lavorato nel campo della lotta antiparassitaria basata sugli insetti, cercando modi per ridurre la dipendenza dai pesticidi.

 

Ma una singola conversazione ha spostato la sua prospettiva oltre il settore specifico, abbracciando l’intero ciclo di vita del tessuto.

 

Una donna ha raccontato a Fox di sua figlia, un’insegnante d’arte che lavorava spesso con prodotti chimici per la tintura a riserva, ma non indossava i guanti.

 

«Ha raccontato questa terribile storia di sua figlia… i coloranti le sono penetrati nella pelle, sono migrati al cervello e l’hanno ridotta a uno stato vegetale», ha detto Fox.

 

Dopo quell’episodio, Fox smise di usare coloranti nelle sue opere. «A mio avviso, ora i coloranti sono tossici quanto i pesticidi, se non di più», ha affermato.

 

Invece di cercare di rendere i coloranti più sicuri, il suo obiettivo era eliminarli. Negli anni ’80, Fox iniziò a coltivare cotone che cresce nei suoi colori naturali.

 

Ha iniziato con una varietà di cotone marrone che ha trovato riposta in un cassetto. Aveva caratteristiche utili, tra cui la resistenza agli insetti e alle malattie, ma la domanda era scarsa. Come le era stato detto, «non c’è mercato per il cotone colorato».

 

Fox decise di creare il mercato.

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Coltivare cotone in modo che cresca senza sostanze chimiche «terribili»

All’epoca, il cotone bianco dominava il settore e richiedeva un uso massiccio di sostanze chimiche. Era altamente vulnerabile ai parassiti e ampiamente trattato con pesticidi. Poiché si trattava di una materia prima globale di tale importanza, «ogni azienda chimica… riteneva conveniente registrare i propri prodotti chimici sul cotone», ha affermato Fox.

 

Gli erbicidi erano «ovunque», ha detto. Gli agricoltori facevano anche affidamento su defoglianti chimici per preparare i campi alla raccolta meccanizzata. «Bisognava far cadere le foglie prima di poter mettere la macchina nel campo», ha spiegato, descrivendo come venivano usati i prodotti chimici per seccare le piante prima della raccolta.

 

«La defogliazione è stata terribile e molte persone ne hanno sofferto, sviluppando l’asma», ha detto.

 

L’esposizione a queste sostanze chimiche è stata collegata a problemi respiratori e ad altri rischi per la salute dei lavoratori agricoli e delle comunità limitrofe.

 

Fox intravide l’opportunità di risolvere più problemi contemporaneamente: sviluppare un cotone che non richiedesse pesticidi, defoglianti o coloranti.

 

Ma la materia prima non era ancora pronta. Le prime varietà di cotone colorato naturalmente avevano fibre corte e deboli che non potevano soddisfare le esigenze del settore.

 

Fox ha impiegato anni a utilizzare metodi tradizionali di selezione vegetale per migliorare la qualità del cotone, in modo che potesse essere filato e tessuto con macchinari moderni.

 

«Doveva possedere molte delle caratteristiche necessarie per essere prodotto e utilizzato commercialmente, ed è su questo che mi sono concentrata», ha affermato.

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Il cotone non tinto crea una «grande opportunità» per abbandonare i pesticidi.

 

Con il miglioramento della fibra, le industrie tessili ne compresero i vantaggi economici e iniziarono a interessarsene. La tintura dei tessuti genera una notevole quantità di rifiuti e le nuove normative ambientali, come il Clean Water Act, resero lo smaltimento sempre più costoso.

 

«Tutti i processi di tintura richiedono prima lo sbiancamento e poi la tintura», ha affermato Fox, sottolineando che entrambe le fasi generano rifiuti tossici che devono essere smaltiti.

 

«Il costo della pulizia è risultato essere da due a tre volte superiore al costo della tintura», ha affermato.

 

Il cotone tinto con coloranti naturali ha eliminato questo problema, attirando l’attenzione del settore.

 

Diverse aziende, tra cui Levi Strauss & Co., aderirono all’iniziativa. Erano attratte meno dalle preoccupazioni ambientali che dal risparmio. Non importava loro che il prodotto fosse privo di pesticidi; ciò che contava era il colore naturale.

 

«Nessuno sapeva che stavano comprando prodotti biologici», ha detto. «Ero io quella che voleva il biologico, quindi ho colto questa come la mia grande occasione».

 

Fox ha sfruttato questo slancio per dare priorità alle sue esigenze. Con l’espansione della produzione su migliaia di ettari, ha lavorato direttamente con gli agricoltori per ridurre l’uso di prodotti chimici. «Se volete coltivare per me, ecco cosa mi aspetto da voi… Voglio che mi aiutiate a capire come farlo in modo biologico», ha affermato.

 

Il suo obiettivo è rimasto chiaro: «Per me la cosa più importante era evitare di esporre i lavoratori agricoli e le persone che vivono nelle zone rurali a tutti questi pesticidi», ha affermato.

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«Industrie di alta qualità e straordinarie… spazzate via»

Proprio mentre il modello di Fox stava prendendo piede presso aziende come Gap Inc., il settore nel suo complesso ha subito un cambiamento.

 

Negli anni ’90, i grandi marchi hanno delocalizzato la produzione all’estero per ridurre i costi, spesso in paesi come Cina, India e Indonesia, dove le normative ambientali erano meno stringenti. Fox ha affermato che le aziende si sono trasferite in luoghi dove i rifiuti di tintura potevano essere scaricati nei fiumi e dove «anche la manodopera costava meno».

 

Anche laddove esistevano regolamenti, «nessuno faceva rispettare le regole», ha affermato.

 

Questo cambiamento ha modificato non solo il luogo di produzione dei tessuti, ma anche le modalità di commercializzazione.

 

Fox produceva cotone biologico da tempo, ma i marchi si erano concentrati sul colore naturale e sul risparmio sui costi. Ora, la dicitura «biologico» è diventata il punto di forza della vendita, pur rimanendo sostanzialmente invariato il processo di lavorazione.

 

«Ciò che ha preso il sopravvento è stato questo cotone biologico bianco, tinto in tutti i colori possibili», ha affermato. «All’improvviso, la questione della sostenibilità doveva essere l’utilizzo di cotone biologico, senza alcuna menzione del processo di lavorazione».

 

Ha aggiunto:

 

«L’attenzione si è spostata sull’agricoltura, tralasciando la nostra parte della storia. Non parleremo di come aggiungiamo il colorante. Non parleremo dello smaltimento dei rifiuti di tintura. Non parleremo dello sfruttamento dei lavoratori. Non parleremo di niente di tutto ciò. Parleremo solo di come dovremmo usare cotone senza pesticidi».

 

Le conseguenze furono immediate. «Nel giro di due o tre anni… ogni singolo stabilimento a cui vendevo – vendevo a 38 stabilimenti in tutto il mondo – ha chiuso i battenti. Tutti quanti. Non ne è rimasto nemmeno uno», ha raccontato.

 

Nel frattempo, i profitti sono aumentati vertiginosamente. Nonostante i costi di produzione più bassi, le aziende di marca hanno mantenuto invariati i prezzi al dettaglio. «Invece di guadagnare il 20%, hanno iniziato a guadagnare l’80% di profitto», ha affermato Fox. Molte piccole imprese tessili sono scomparse.

 

«Industrie di alta qualità, straordinarie… Spazzate via così, all’improvviso», ha detto.

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Nuove etichette, stessi problemi?

Fox osserva oggi uno schema simile nell’ascesa di nuovi termini di marketing.

 

«Tutti… si sono subito concentrati sulla parola “rigenerativo” e hanno scartato “biologico”», ha detto Fox.

 

Ha ipotizzato che il cambiamento sia avvenuto perché le aziende di marca che avevano trasferito la produzione nel Sud-est asiatico si sono rese conto che i prodotti che ricevevano non erano in realtà biologici, nonostante fossero certificati come tali.

 

Per arginare la cattiva pubblicità, alcune aziende hanno riportato la produzione negli Stati Uniti, adottando al contempo una nuova lingua, secondo quanto riportato da Fox.

 

«Non credo ci sia alcun vantaggio nel denigrare qualcuno… ma qui abbiamo avuto l’opportunità di far crescere di nuovo il nostro mercato per i nostri produttori biologici e, boom, è svanito di nuovo perché… tutti i grandi marchi sono passati all’agricoltura “rigenerativa”», ha affermato.

 

Fox ha criticato il termine definendolo privo di significato, affermando che non significa assenza di pesticidi. «È una parola così bella, vero? Proprio come ‘naturale’, ‘rigenerativo’, e così via. Parole senza una definizione», ha detto.

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«Se le fibre dei tuoi vestiti contengono tossine, queste vengono assorbite dal tuo organismo»

Per Fox, la posta in gioco va oltre l’agricoltura o la produzione manifatturiera: riguarda direttamente i consumatori.

 

«La pelle è l’organo più esteso del corpo. E assorbe diverse sostanze. … Se le fibre dei tuoi vestiti contengono tossine, queste vengono assorbite dal tuo organismo. Quindi, se indossi abiti tinti con coloranti tossici, li assorbi», ha affermato.

 

Fox ha inoltre espresso preoccupazione per le fibre sintetiche come il poliestere, che rilasciano microfibre persistenti nell’ambiente e nel corpo. «Queste microfibre si accumulano e ostruiscono i meccanismi. Sono altamente tossiche», ha affermato.

 

«Quindi, le persone che indossano quei vestiti, sì, sono economici, [ma] si stanno avvelenando», ha detto.

 

Oggi, Fox continua a produrre cotone biologico colorato con coloranti naturali, concentrandosi sulla durata e sulla riduzione dell’esposizione a sostanze chimiche durante l’intero ciclo di vita del prodotto.

 

«Progetto filati e tessuti per prodotti destinati a durare dai 30 ai 50 anni», ha affermato.

 

Ha messo in discussione i presupposti che guidano il consumismo moderno. «Quest’idea che serva tutta questa roba che poi si butta via… da dove viene?», ha chiesto.

 

Per Fox, la soluzione non consiste solo in materiali migliori, ma in una mentalità diversa.

 

«Se iniziassimo a parlare dei tessuti come arte e artigianato, come qualcosa da custodire con cura… allora la conversazione cambierebbe», ha affermato.

 

Jill Erzen

 

Jill Erzen

 

© 26 marzo 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.

 

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