Cancro
Larry Ellison a fianco di Trump promette vaccini mRNA a base di AI contro il cancro: ecco il folle progetto Stargate
Osceno colpo di scena, nelle prime ore della presidenza Trump, che tra le tante speranze apre la sua nuova era con una nota decisamente inquietante.
Larry Ellison, fondatore e padrone dell’immenso – e piuttosto discreto – gruppo informatico Oracle, ha annunciato che presto l’Intelligenza Artificiale sarà in grado di curare i tumori utilizzando la tecnologia del «vaccino» mRNA personalizzato, nell’ambito del progetto Stargate – un’operazione da 500 miliardi di dollari del presidente Trump.
Ellison ha rilasciato queste dichiarazioni martedì durante una conferenza stampa alla Casa Bianca organizzata dal presidente Trump, insieme al CEO di OpenAI Sam Altman e al CEO del conglomerato giapponese Softbank Masayoshi Son (da anni particolarmente interessato all’AI con fondi da centinaia di miliardi), per annunciare il lancio dell’ambizioso progetto chiamato Stargate – come nel caso del Warp Speed per il COVID, un altro nome da fiction di fantascienza di second’ordine, che l’altra volta non ha portato fortuna.
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«Una delle cose più entusiasmanti su cui stiamo lavorando utilizzando gli strumenti forniti da Sam [Altman] e [Masayoshi Son] è un vaccino contro il cancro», ha affermato l’Ellison con a fianco il presidente Trump.
«A quanto pare, tutti i nostri tumori, i tumori cancerosi, piccoli frammenti di quei tumori fluttuano nel sangue. Quindi puoi fare una diagnosi precoce del cancro con un esame del sangue. E usando l’intelligenza artificiale per guardare l’esame del sangue, puoi trovare i tumori che in realtà minacciano seriamente la persona».
«La diagnosi del cancro tramite Intelligenza Artificiale promette di essere semplicemente un esame del sangue», ha continuato Ellison. «Quindi, una volta che abbiamo sequenziato il gene di quel tumore canceroso, puoi vaccinare la persona, progettare un vaccino per ogni singola persona per vaccinarla contro quel cancro».
«E puoi realizzare quel vaccino mRNA, puoi realizzarlo roboticamente con l’uso dell’IA in circa 48 ore», ha aggiunto l’ultramiliardario, da anni stabilmente nella top ten dei più ricchi del pianeta. «Questa è la promessa dell’IA e la promessa del futuro».
Il controverso CEO di OpenAI Altman ha anche previsto che «saremo stupiti dalla rapidità con cui cureremo questo e quell’altro cancro, e anche le malattie cardiache», grazie allo sviluppo di una tecnologia di Intelligenza Artificiale più avanzata.
SAM ALTMAN: The AI technology investment secured by Donald Trump will cure cancer “at a rapid, rapid rate.” pic.twitter.com/IhTYm3mCHC
— Townhall.com (@townhallcom) January 21, 2025
Trump ha salutato il progetto Stargate da mezzo trilione di dollari come un’«impresa monumentale» e una «clamorosa dichiarazione di fiducia nel potenziale dell’America» che creerebbe circa 100.000 nuovi posti di lavoro e garantirebbe all’America la leadership mondiale nel «futuro della tecnologia».
BREAKING: President Trump announced the creation of the new major American AI company, ‘Stargate,’ which will invest $500 billion into the country and potentially create 100,000 new American jobs immediately. pic.twitter.com/HXy0NSJa9Y
— Libs of TikTok (@libsoftiktok) January 21, 2025
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La scorsa settimana, l’house organ del politecnico bostoniano MIT Technology Review ha riferito che OpenAI, in collaborazione con la start-up Retro Biosciences, ha sviluppato un nuovo modello linguistico denominato GPT-4b micro, specificamente progettato per aiutare gli scienziati a prolungare la durata della vita umana.
La nuova tecnologia ha apparentemente permesso ai ricercatori di riprogettare in modo più efficace le proteine in un modo che migliori la produzione di cellule staminali. Queste ultime svolgono un ruolo chiave nella medicina rigenerativa in quanto sono in grado di differenziarsi in vari tipi di cellule, offrendo potenziali trattamenti per le malattie legate all’età.
L’annuncio e la conferenza stampa arrivano prima che Robert Kennedy jr. arrivi all’udienza di conferma per il suo ruolo di segretario della Salute americano. Nel giugno 2024 lo stesso Kennedy aveva vergato un articolo, tradotto e pubblicato da Renovatio 21, che citava Ellison tra le cinque persone più ricche d’America che avevano guadagnato 75 miliardi di dollari beneficiando del lockdown.
La scelta di Trump ha irritato il suo alleato Elon Musk, scelto per dirigere il Dipartimento per l’efficienza governativa, il quale ha gettato acqua fredda su Stargate on X, sostenendo che Altman è uno «swindler» («truffatore») e che OpenAI e Softbank «non hanno effettivamente i soldi» necessari per lanciare un simile progetto.
Se i rapporti tra Musk e Altman sono pessimi, quelli tra Musk e Oracle – un titano della Silicon Valley, in vetta da decenni – paiono invece ottimi, almeno a giudicare da uno scambio di messaggi emerso due anni fa all’altezza dell’acquisizione di Twitter da parte di Elon, con Ellison che gli dice di essere disposto a partecipare con uno o due miliardi dollari, a seconda di quello che gli dice Musk.
Quattro anni fa Ellison era stato alla ribalta per come Oracle avesse ottenuto i dati vaccinali della sierizzazione COVID, in quella che il gruppo di RFK Children’s Health Defense ha definito una «fusione tra Big Tech e Big Pharma».
«Uno di questi giganti tecnologici, un uomo con stretti legami con l’Agenzia di Intelligence Centrale americana (CIA), ha fatto il colpo del secolo: ha ottenuto il controllo e la gestione di tutti i dati personali, medici e finanziari che consentiranno all’industria e al governo di tenerci sottomessi mentre avviano il Nuovo Ordine Mondiale» scriveva di Ellison CHD nel gennaio 2021
Secondo alcuni, la tecnologia con cui è stata fondata Oracle è di provenienza CIA. Ellison, noto per la sua figura sfrontata, in passato è stato in diatriba con Google, in particolare col cofondatore Larry Page, ed è stato tra i finanziatori (come visibile in una scena al limite del demenziale della serie The Dropout) di Theranos, startup fondata da una giovanissima ragazza che prometteva di poter ridurre le analisi del sangue (comprese soprattutto quelle per il cancro) ad una sola goccia di sangue. Con Ellison entrarono nella frode di Theranos tanti investitori della Silicon Valley e famiglie preminenti come i Murdoch nonché ex segretari di Stato come Kissinger e Shultz.
Si tratta con ogni evidenza di un progetto di transumanizzazione ulteriore via mRNA – una prospettiva ampiamente predetta negli anni da Renovatio 21, che ha sempre ricordato che dopo l’accettazione globale della tecnologia genica sperimentale con i vaccini per l’emergenza COVID, ogni malattia sarebbe stata curata con iniezioni di RNA messaggero e alterazione, magari anche custom, del genoma umano.
Ipotizziamo che il lancio da parte di Trump dell’iniziativa potrebbe dipendere da un sostegno dato in campagna elettorale (proprio, magari, in asse con Musk) oppure dalla volontà di Trump – che oramai lavora più per un’immagine grandiosa di sé da lasciare ai posteri – di vincere la ancora misteriosa malattia, così come tentò di fare Nixon con la sua «guerra al cancro», con la quale voleva eradicare il problema entro pochi anni.
Come sa il lettore di Renovatio 21, la guerra al cancro di Nixon fallì, con la sorpresa che le cellule-mostro HeLa (cellule immortali ottenute dal cancro alla cervice di una donna nera, ritenute da alcuni una nuova specie di essere vivente), utilizzate per tanti esperimenti, si erano replicate ovunque (persino nei laboratori segreti sovietici di armi biologiche!) divorando le altre linee cellulari e invalidando così i risultati scientifici.
Il mondo della dissidenza biopolitica internazionale, dai critici dei vaccini COVID a quelli dei sistemi di sorveglianza informatica, sta reagendo in modo acre all’iniziativa. Dei commenti che stanno uscendo Renovatio 21 sarà notizia nelle prossime ore.
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Immagine screenshot da YouTube
Cancro
Moderna avvia la sperimentazione del vaccino antitumorale a mRNA mentre gli esperti mettono in guardia sui rischi
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La piattaforma mRNA è considerata «non sicura e inefficace»
Nel vaccino mRNA-4200, l’mRNA ha lo scopo di istruire alcune cellule a produrre temporaneamente proteine comunemente associate ai tumori. Il sistema immunitario riconoscerebbe quindi e attaccherebbe le cellule associate a tali proteine. Ma Brian Hooker, Ph.D., responsabile scientifico di Children’s Health Defense (CHD), ha avvertito che questo processo può a sua volta portare al cancro. Ha affermato: «Sembra – ed è – controintuitivo promuovere una terapia contro il cancro che a sua volta causa il cancro. Esistono diversi modi in cui la tecnologia a mRNA può favorire lo sviluppo del cancro, e si è osservato un aumento senza precedenti di tumori aggressivi in tutto il mondo dall’introduzione del vaccino a mRNA contro il COVID-19». «L’immunosoppressione innata, gli acidi nucleici esogeni e i contaminanti specifici in grado di replicarsi nei mammiferi presenti nelle fiale del vaccino anti-COVID sono già stati collegati al cancro, e presumibilmente nessuno di questi elementi cambierebbe in una nuova formulazione». Altri scienziati hanno affermato che la crescita cellulare innescata dal vaccino mRNA-4200 di Moderna potrebbe non rimanere confinata in una sola parte del corpo o non mantenersi a livelli tali da consentire al sistema immunitario di contrastarla. Per questo motivo, l’analista Jon Fleetwood ha dichiarato che lo studio clinico di Moderna solleva «evidenti interrogativi sulla sicurezza e sul consenso informato». Fleetwood ha citato due studi recenti: uno pubblicato nel 2021 sul Journal of Extracellular Vesicles e una revisione del 2023 sulla rivista Pharmaceutics. Gli studi indicano che le cellule che producono una proteina bersaglio possono rilasciare vescicole extracellulari – particelle delimitate da membrana – che potrebbero trasportare tale proteina al di fuori delle cellule e oltre la sede di destinazione nell’organismo. La farmacologa e biologa Hélène Banoun, Ph.D., ha affermato che tutte le terapie antitumorali che prevedono l’immunizzazione del paziente contro gli antigeni presenti sulle cellule tumorali comportano dei rischi. Ha dichiarato: «Le cellule mutanti resistenti agli anticorpi diretti contro specifiche proteine tumorali acquisiranno un vantaggio competitivo e prolifereranno. Dopo un certo periodo di tempo, il tumore sfuggirà agli effetti della terapia mirata». «Questo è ciò che generalmente accade con questo tipo di terapia: si osserva una riduzione del tumore per alcune settimane o mesi, dopodiché la crescita del tumore riprende se il paziente non è riuscito a eliminarlo completamente». Per gli enti regolatori, tuttavia, la differenza relativa nei tassi di sopravvivenza è in genere «sufficiente perché le autorità sanitarie approvino questo tipo di terapia», ha affermato Banoun. Secondo Banoun, mRNA-4200 è un esempio di prodotto di terapia genica, e tali prodotti sono stati collegati all’insorgenza del cancro. «Uno degli effetti collaterali attesi, da monitorare con particolare attenzione con le GTP, è l’induzione di tumori, il che è paradossale per un trattamento destinato a curare il cancro», ha affermato Banoun. Per i prodotti di terapia genica, è importante «studiare nello specifico la loro biodistribuzione all’interno del corpo del soggetto trattato e la loro escrezione nell’ambiente», ha affermato Banoun. Tuttavia, la sperimentazione clinica di Moderna «non include queste indagini», almeno stando alle informazioni disponibili al pubblico. Rose si è detta d’accordo. Ha affermato che prodotti come mRNA-4200 «rappresentano strategie “pan-tumorali”» intese a colpire il cancro in modo ampio, e che questo tipo di terapie comporta un rischio perché «la stessa piattaforma di nanoparticelle lipidiche e mRNA si è dimostrata pericolosa e inefficace» nei vaccini contro il COVID-19.Iscriviti al canale Telegram ![]()
La riprogrammazione del sistema immunitario comporta il rischio di indurre malattie autoimmuni.
Nei vaccini a mRNA contro il COVID-19, le nanoparticelle lipidiche (LNP) veicolano l’mRNA alle cellule umane. Tuttavia, è stato riscontrato che le LNP trasferiscono quantità eccessive di mRNA, proteina spike e contaminanti del DNA ad altre cellule e in tutto il corpo, anche al di fuori dell’area di trattamento prevista. Rose ha affermato che tra i potenziali eventi avversi figurano le malattie autoimmuni e il rilascio di citochine, una condizione in cui il corpo rilascia troppe proteine di segnalazione immunitaria troppo rapidamente, causando una risposta immunitaria eccessiva che può danneggiare tessuti e organi sani. Secondo Karl Jablonowski, Ph.D., ricercatore senior del CHD, «Riprogrammare il sistema immunitario comporta sempre il rischio di indurre malattie autoimmuni». «Esiste un gruppo di proteine che sono spesso presenti sulle cellule cancerose. Le chiamiamo antigeni tumorali. Se si riesce a istruire il sistema immunitario a distruggere le cellule che esprimono queste proteine, il cancro potrebbe essere sconfitto dalle difese naturali» ha aggiunto. Tuttavia, «una persona affetta da cancro avrà un rapporto rischio-beneficio drasticamente diverso»ì rispetto a una persona sana», ha affermato Jablonowski. «Moderna non ha mai ammesso un’eccessiva contaminazione da DNA nei vaccini contro il COVID-19, né una contaminazione da DNA all’interno delle nanoparticelle lipidiche (LNP), né il fallimento della DNasi [che degrada il DNA extracellulare] nel degradare tale contaminazione».Aiuta Renovatio 21
Gli esperti mettono in guardia dal rischio di perdita di peso
Fleetwood ha scritto che ci sono anche dubbi sul fatto che il vaccino mRNA-4200 «o i suoi prodotti possano essere rilasciati dal ricevente originale ad altri attraverso esosomi o vescicole extracellulari nei fluidi corporei escreti». Banoun ha concordato. Gli esosomi «possono passare nei fluidi corporei ed essere espulsi», ha affermato, un processo che è stato osservato con i vaccini a mRNA contro il COVID-19. «Questo è ciò che accade con gli mRNA anti-COVID, che passano nel latte materno e probabilmente anche in altri fluidi corporei. È quindi teoricamente possibile che questi prodotti possano essere trasmessi ad altri individui attraverso il rilascio di sostanze», ha affermato Banoun. Hooker ha affermato di dubitare che Moderna terrà conto dei noti problemi di sicurezza relativi alla tecnologia mRNA nelle sue sperimentazioni cliniche per i vaccini antitumorali a mRNA. «Dubito che qualsiasi studio clinico sui vaccini antitumorali a mRNA tenga conto di tali problematiche, soprattutto per quanto riguarda le conseguenze a lungo termine di queste iniezioni». «Purtroppo, abbiamo un intero settore che nega e/o mente sui pericoli della tecnologia mRNA, e l’inevitabile sviluppo di nuovi tipi di terapie e profilassi porterà con sé gli effetti collaterali delle iniezioni originali e potrebbe persino causare danni maggiori». Il vaccino mRNA-4200 è uno dei diversi vaccini antitumorali a mRNA che Moderna sta sperimentando. All’inizio di quest’anno, un vaccino antinfluenzale a mRNA della Moderna ha ricevuto l’approvazione unanime da un comitato della Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la potenziale approvazione per gli adulti di età pari o superiore a 50 anni, nonostante le preoccupazioni sulla sicurezza e la bassa efficacia. Le preoccupazioni relative alla sicurezza della tecnologia mRNA hanno indotto un gruppo di scienziati a presentare lo scorso anno una petizione alla FDA per la sospensione o il ritiro dal mercato dei prodotti a base di mRNA. Michael Nevradakis Ph.D. © 20 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Cancro
L’OMS si accorge: aumento vertiginoso dei casi di cancro in tutto il mondo. Chissà di cosa si tratta…
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha avvertito che, entro il 2050, i nuovi casi di cancro a livello globale raddoppieranno e che la malattia colpirà in qualche modo oltre il 90% della popolazione mondiale. Sulle ragioni di questo aumento, chissà perché, non si danno spiegazioni, né si fanno supposizioni.
In un rapporto pubblicato la scorsa settimana, l’agenzia onusiana ha affermato che il cancro rimane la seconda causa di morte al mondo dopo le malattie cardiovascolari, mietendo oltre 26.000 vittime al giorno. Si stima che attualmente si registrino quasi 10 milioni di decessi e 20,6 milioni di nuovi casi all’anno, avvertendo che senza interventi urgenti la cifra salirà a 35 milioni entro il 2050. Si prevede che una persona su cinque svilupperà un tumore nel corso della propria vita, e il tumore al polmone rimane la forma più letale.
Nonostante i rapidi progressi nel trattamento, l’OMS afferma che la sopravvivenza dipende sempre più dal luogo di residenza dei pazienti e dalle loro condizioni economiche. Secondo le stime, la sopravvivenza a cinque anni per i tumori al seno e infantili supera l’85% nei paesi ad alto reddito, ma scende al di sotto del 45% nelle nazioni a basso reddito.
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Ventitré Paesi non dispongono di strutture per la radioterapia, due terzi non includono la cura del cancro nella copertura sanitaria universale e i costi dei trattamenti costringono fino al 90% dei pazienti in alcune regioni ad abbandonare le cure. Complessivamente, almeno il 45% dei pazienti si trova in difficoltà finanziarie, il che rende il cancro una delle principali cause di bancarotta medica a livello mondiale.
L’agenzia stima che, se le tendenze attuali dovessero persistere, entro il 2050 il cancro colpirà il 92% della popolazione mondiale in qualche momento della propria vita, sia per diagnosi personale che per quella di un parente stretto. L’OMS ha esortato i governi, le organizzazioni internazionali e il settore privato ad adottare un approccio «centrato sulla persona», integrando i servizi oncologici, dalla prevenzione alla diagnosi e al trattamento, nella copertura sanitaria universale, rafforzando il sostegno ai pazienti e ai loro familiari e garantendo che la ricerca e l’innovazione amplino l’accesso alle cure.
Come riportato da Renovatio 21, un medesimo allarme era stato lanciato ancora lo scorso settembre, in uno studio pubblicato su The Lancet che prevedeva che entro il 2050 i decessi annuali per cancro cresceranno di circa il 75%.
Né gli allarmi istituzionali né gli studi degli scienziati prendono in considerazione che le vaccinazioni COVID possano aver avuto un effetto cancerogeno massivo, un pensiero che, per quanto esorcizzato dall’establishment, trova sempre più spazio nella discussione pubblica e persino in nicchie scientifiche.
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa ricercatori italiani hanno pubblicato le ricerche riguardo alla possibile correlazione tra siero COVID e aumento dei tumori. A inizio anno il dottore miliardario Patrick Soon-Shiong, chirurgo dei trapianti e proprietario del quotidiano Los Angeles Times, aveva spiegato in un’intervista come la proteina spike del COVID, persistente nell’organismo delle persone sia a causa del virus sia a causa delle iniezioni di mRNA, stia contribuendo a diagnosi di cancro senza precedenti.
Malgrado gli sforzi dei cosidetti fact-checker, la questione dei turbocancri oramai ha raggiunto oramai un alto grado di consapevolezza pubblica.
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Come riportato da Renovatio 21, il fenomeno dei cosiddetti «turbocancri» sta creando vaste domande nei medici che osano ancora porsene, mentre è ignorato completamente dai rapporto istituzionali come quelli dell’OMS sull’aumento dell’incidenza dei tumori anche nei giovani.
Secondo una riflessione apparsa su The Defender, il fenomeno dei turbocancri diventerà talmente pervasivo da essere innegabile al punto che per farlo accettare non sarà nemmeno più necessario da parte delle autorità sanitarie e politiche l’uso della Finestra di Overton.
In realtà, quello del COVID potrebbe non essere stato il primo evento tumorogeno globale della storia recente: in molti puntano il dito sull’SV40, un virus finito nel vaccino polio tramite le cellule di rene di scimmia utilizzate per la produzione del siero e accusato da varie ricerche negli ultimi decenni di essere cancerogeno al punto da ipotizzare una correlazione tra la vaccinazione polio di massa e l’aumento dei casi di cancro in tutto il pianeta dalla seconda metà del XX secolo.
Come notato da Renovatio 21, è sorprendente come lo scorso anno sia stato dimostrato come il virus SV40, che si pensava archiviato con la fine della sierizzazione della polio, sia comparso pure nel vaccino Pfizer COVID.
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Immagine generata artificialmente
Cancro
Le iniezioni contraccettive Pfizer avrebbero causato tumori al cervello in decine di donne: cause legali
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