Nucleare
La Russia tiene esercitazioni con lanciamissili nucleari mobili pochi giorni prima del vertice NATO a Washington
Il ministero della Difesa russo ha annunciato venerdì che le sue forze sono impegnate in esercitazioni nucleari con l’impiego dei lanciatori nucleari mobili Yars, appena poche settimane dopo aver condotto esercitazioni tattiche di spiegamento di armi nucleari nelle regioni meridionali vicine all’Ucraina, in coordinamento con l’alleato Bielorussia.
Il ministero ha affermato che «gli equipaggi dei lanciamissili Yars in almeno due diverse regioni erano pronti a spostarsi per oltre 100 chilometri e ad esercitarsi nel mimetismo e nello spiegamento» riportano Interfax e agenzia Reuters.
«Simili esercitazioni saranno svolte da altre unità missilistiche nel prossimo futuro», ha aggiunto il ministero della Difesa.
Un video diffuso dall’esercito mostra un lanciatore mobile che viaggia lungo strade forestali e si posiziona prima di essere coperto da una mimetica per nasconderne la posizione.
Rusya nükleer tatbikatlara hız verdi!
???????? Rusya Savunma Bakanlığı Cuma günü yaptığı açıklamada,Yars mobil nükleer füze rampalarını içeren tatbikatlar gerçekleştirdiğini söyledi. pic.twitter.com/PI4eqeQX0e
— Oğuzhan Uygun (@ogzhn_uyg) July 8, 2024
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Durante le precedenti esercitazioni tattiche nucleari tenutesi a fine maggio, il ministero della Difesa aveva specificato che esse erano necessarie in «risposta alle dichiarazioni provocatorie e alle minacce di alcuni funzionari occidentali».
Di recente, alcuni funzionari degli Stati Uniti e del Regno Unito hanno insistito affinché l’Ucraina effettuasse più attacchi diretti sul suolo russo; i funzionari di Washington hanno dichiarato apertamente di aver dato luce verde alle forze pro-Kiev per utilizzare missili forniti dagli Stati Uniti per attaccare all’interno del territorio russo.
Un’altra delle «minacce» che provengono dall’Occidente è la possibilità di schierare truppe NATO in Ucraina. L’idea ha preso piede da quando Frances Emmanuel Macron l’ha proposta per la prima volta all’inizio di quest’anno in una conferenza sulla sicurezza a Parigi.
Queste nuove esercitazioni con lanciatori nucleari mobili rappresentano anche un po’ di nuovo allarme nucleare in vista del grande vertice annuale della NATO che si tiene in questi giorni a Washington DC (9-11 luglio).
Un argomento centrale di discussione tra i capi di Stato della NATO sarà probabilmente proprio la questione che per Mosca rappresenta una linea rossa: l’ingresso dell’Ucraina nella NATO.
Anche se non si prevede che ciò accada a breve, gli Stati Uniti si sono impegnati a creare un «ponte» o un percorso chiaro verso la piena adesione.
Tuttavia, decine di esperti di politica estera hanno recentemente messo in guardia dall’ovvio in una lettera pubblicata da Politico. «Quanto più la NATO si avvicina a promettere che l’Ucraina si unirà all’alleanza una volta finita la guerra, tanto maggiore sarà l’incentivo per la Russia a continuare a combattere la guerra», si legge nella lettera.
«Le sfide che la Russia pone possono essere gestite senza portare l’Ucraina nella NATO».
Come riportato da Renovatio 21, il vice ministro degli Esteri Sergej Rjabkov ha affermato che è impossibile tenere colloqui sulle armi strategiche finché l’Occidente conduce una guerra contro la Russia ed è motivato da un’estrema russofobia.
«Non vedo alcuna precondizione per ritornare ad una vera discussione con gli Stati Uniti sulle prospettive di controllo sulle armi nucleari strategiche», ha dichiarato Rjabkov alla testata moscovita Izvestia a margine delle «Lezioni Primakov» del 25 e 26 giugno. «Affinché ciò accada, dobbiamo registrare cambiamenti realmente positivi nell’attuale politica degli Stati Uniti nei confronti della Russia, che è satura di russofobia ed è diventata anti-russa dalla A alla Z».
«Quando vediamo qualcosa di reale in termini di cambiamento per il meglio, e penso che prima o poi quel momento arriverà, allora potremo ritornare all’idea di come applicare i meccanismi del controllo degli armamenti al compito di rafforzare la sicurezza. È una strada molto, molto lontana. Cerchiamo di essere realistici».
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Immagine screenshot da Twitter
Nucleare
Gli USA potrebbero lanciare un attacco nucleare contro l’Iran in caso di stallo
Joe Kent, former National Security Advisor says Trump administration is close to using nuclear weapons on Iran. He says the Trump administration doesn’t want to dedicate US troops to a ground invasion (similar to Japan during WWII) so nuclear weapons are their only remaining… pic.twitter.com/oihWdJdIeL
— Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) August 28, 2026
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Nucleare
Varsavia vuole la deterrenza nucleare anche senza bombe
La Polonia ha inviato segnali contraddittori sul possibile dispiegamento di armi nucleari sul proprio territorio, in quello che appare un tentativo di godere dei benefici della deterrenza senza ospitare munizioni straniere.
Negli ultimi mesi una dozzina di membri europei della NATO, tra cui la Polonia, hanno espresso il desiderio di ospitare armi nucleari o di partecipare, in misura variabile, a iniziative di condivisione nucleare. Oltre alla condivisione nucleare già esistente nel blocco, che prevede l’ospitalità di munizioni statunitensi, la Francia ha proposto un programma incentrato sull’UE per mettere a disposizione le proprie armi ai Paesi disposti a partecipare.
La confusione è iniziata giovedì, quando il viceministro della Difesa polacco Pawel Zalewski sembrava aver escluso l’ipotesi di ospitare tali armamenti sul territorio nazionale.
Potrzebujemy realnego odstraszania, a nie chocholego tańca wokół broni jądrowej. Polski rząd właśnie uzyskał możliwość udziału w programie DCA, który jest wstępem do nuclear sharing. Ale to nie oznacza składowania broni nuklearnej w Polsce. To nie jest ani możliwe, ani pożądane https://t.co/BOrXzwxjdy
— Paweł Zalewski (@ZalewskiPawel) August 27, 2026
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«Vorrei dirlo in modo molto chiaro e aperto: la Polonia non vuole avere testate nucleari sul suo territorio», ha dichiarato Zalewski ai giornalisti presso il quartier generale della NATO a Bruxelles. «Vogliamo partecipare alla deterrenza nucleare della NATO, il che non significa avere una testata nucleare sul nostro territorio».
Le parole hanno suscitato scalpore e alcuni le hanno interpretate come un rifiuto di partecipare ai progetti europei o persino a quelli già esistenti della NATO in materia di condivisione nucleare. La confusione ha spinto il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz a intervenire per rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che Varsavia intende ancora partecipare alla condivisione nucleare.
«Per fugare ogni dubbio: la Polonia resta fermamente interessata a partecipare al programma NATO di condivisione nucleare. Stiamo inoltre conducendo colloqui in merito alla proposta di adesione all’ombrello di protezione nucleare europeo. La posizione del nostro governo su questi temi è inequivocabile», ha scritto su X.
Rozwiewając wszelkie wątpliwości: Polska jest niezmiennie zainteresowana udziałem w programie NATO Nuclear Sharing.
Prowadzimy także rozmowy na temat propozycji uczestnictwa w europejskim nuklearnym parasolu ochronnym.
Stanowisko naszego rządu jest w tych kwestiach…
— Władysław Kosiniak-Kamysz (@KosiniakKamysz) August 27, 2026
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Sebbene il ministro non abbia detto esplicitamente se Varsavia fosse disposta a ospitare armi nucleari straniere, lo Zalewski ha ribadito le sue dichiarazioni iniziali nel corso della giornata. La Polonia resta impegnata a partecipare alla «deterrenza nucleare della NATO, [ma] senza stoccare armi nucleari», ha scritto il funzionario su X, rimproverando chi aveva frainteso le sue affermazioni. «La sicurezza richiede competenza e serietà. Affermare che la condivisione nucleare [equivalga a] stoccare armi nucleari in Polonia è ignoranza o manipolazione deliberata».
Come riportato da Renovatio 21, pochi mesi fa il presidente Karol Nawrocki, facendo riferimento a quella che considera una «minaccia russa», aveva dichiarato che la Polonia dovrebbe sviluppare un proprio programma di armi nucleari.
Come riportato da Renovatio 21, nel marzo 2025 il presidente polacco Andrzej Duda aveva reiterato l’invito agli Stati Uniti a schierare armi nucleari nel suo Paese, sulla scia del presidente francese Emmanuel Macron che poco prima dichiarato di essere pronto a estendere l’ombrello nucleare della Francia a tutta Europa
Come riportato da Renovatio 21, la questione delle atomiche in Polonia era già stata discussa precedentemente dal premier Donald Tusk, che è di schieramento politico opposto rispetto a Duda.
Varsavia nel 2024 aveva chiesto una reazione della NATO al programma di Mosca di piazzare le sue atomiche anche in Bielorussia – un programma peraltro nel pieno stile di condivisione internazionale degli armamenti atomici in stile NATO.
Come ricordato da Renovatio 21, c’è da dire che la fornitura di atomiche a Kiev è stata messa sul piatto varie volte da personaggi come l’europarlamentare ucraino, orta tornato al governo come ministro degli Affari Esteri, Radoslav Sikorski, sposato ad la neocon americana ultrarussofoba Anne Applebaum.
Nel settembre 2022 la Polonia aveva iniziato a distribuire pillole di iodio, motivando l’operazione con la paura per le sorti della centrale nucleare di Zaporiggia, contesa tra i russi, che ne hanno il controllo, e gli ucraini, che cercano di impossessarsene con azioni militari di ogni sorta.
Come riportato da Renovatio 21, nell’autunno 2022 l’allora viceministro della Difesa Marcin Ociepa aveva dichiarato che la Polonia sarà in guerra con la Russia in 3 o 10 anni massimo.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Nucleare
La dottrina nucleare USA riscritta a porte chiuse
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