Geopolitica
La guida suprema dell’Iran giura vendetta contro Stati Uniti e Israele
Il nuovo leader supremo dell’Iran, Mojtaba Khamenei, ha giurato di vendicare suo padre e predecessore, Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio in un raid aereo israelo-americano contro il suo complesso residenziale a Teheran.
Khamenei ha rilasciato la dichiarazione dopo la sepoltura del padre presso il santuario dell’Imam Reza nella sua città natale di Mashhad, giovedì. Secondo i media statali iraniani, oltre 43 milioni di persone hanno partecipato alle cerimonie funebri che si sono svolte nell’arco di una settimana in Iran e Iraq. Alcuni partecipanti al lutto hanno esposto cartelli che invocavano l’uccisione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, hanno scandito «Morte all’America» e hanno lanciato pietre contro un cartellone pubblicitario che raffigurava Trump con un proiettile puntato alla testa.
«Promettiamo di vendicare il sangue puro del leader martire e di tutti i martiri di queste due guerre per mano di questi assassini criminali e disonorati», ha dichiarato Khamenei in un comunicato letto sabato dalla televisione di stato.
«La vendetta è l’esigenza della nostra nazione e deve certamente essere compiuta. Presto, i popoli liberi del mondo porteranno a compimento una parte di questa missione divina», aggiunge il comunicato.
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Khamenei non è apparso in pubblico da quando l’Assemblea degli esperti lo ha scelto come successore del padre all’inizio di marzo. Secondo quanto riportato, un attacco lo ha ferito al punto di necessitare di una gamba protesica e di chirurgia plastica. Trump al momento dell’elezione aveva provocato dicendo che sarebbe «probabilmente gay»; la Casa Bianca inoltre ha fatto capire di essere pronta ad uccidere il nuovo aiatollà qualora non ceda alla richieste. Una medesima minaccia è giunta da Israele.
Venerdì Trump ha minacciato di «decimare e distruggere completamente tutte le aree dell’Iran» se Teheran avesse tentato di assassinarlo. Diverse testate giornalistiche statunitensi hanno riportato questa settimana che Israele aveva avvertito Washington di quello che ha definito un nuovo complotto iraniano contro Trump.
Gli Stati Uniti e Israele hanno ucciso decine di alti funzionari e comandanti militari iraniani durante le prime settimane della loro campagna di bombardamenti. Trump ha recentemente affermato che il cessate il fuoco, raggiunto inizialmente ad aprile, era di fatto «finito» a causa dello scontro tra le due parti sull’interpretazione del memorandum d’intesa firmato il 17 giugno.
Questa settimana gli Stati Uniti hanno condotto una terza serie di attacchi contro l’Iran in risposta ai continui attacchi alle navi nello Stretto di Ormuzzo. L’Iran ha attribuito la responsabilità degli «incidenti» agli Stati Uniti, accusando Washington di aver «designato illegalmente» una rotta marittima vicino alla costa omanita. Teheran ha insistito sul fatto che tutte le navi debbano utilizzare la rotta designata dall’Iran.
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Immagine di Khamenei.ir via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International; immagine tagliata
Geopolitica
Trump: gli USA potrebbero unirsi agli attacchi sauditi contro lo Yemen
“Have you decided whether to join the Saudi strikes on the Houthis?”@POTUS: “We may. We’re going to look at it. We just found out about the recent attack, so we’ll make a decision. We move very quickly.” pic.twitter.com/8aUAneK2xB
— Rapid Response 47 (@RapidResponse47) October 10, 2026
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Geopolitica
Il colloquio telefonico tra Putin e Trump: dettagli
Venerdì i presidenti russo Vladimir Putin e americano Donald Trump hanno tenuto una telefonata di 90 minuti. Hanno trattato il conflitto in Ucraina, un accordo rilevante sulle forniture di gasolio russo, la crisi con l’Iran e le prospettive di una cooperazione più ampia tra Mosca e Washington.
Trump ha definito lo scambio «un grande successo» e ha annunciato che la Russia aveva accettato di fornire milioni di tonnellate di gasolio ai mercati americani e globali per contenere l’aumento dei prezzi energetici.
Secondo Yurij Ushakov, consigliere del Cremlino per la politica estera, il colloquio è stato cordiale e sostanziale. Trump avrebbe riorganizzato la propria agenda per parlare con Putin dopo il 74° compleanno del leader russo.
Il risultato più immediato è stato un importante accordo energetico: la Russia aumenterà le esportazioni di gasolio verso gli Stati Uniti e i mercati globali, contribuendo a ridurre la carenza internazionale di carburante. Washington ha sospeso le sanzioni sul commercio di carburante russo, comprese le importazioni negli Stati Uniti.
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Trump ha precisato che la Russia fornirà subito oltre 300.000 tonnellate di gasolio, altre 500.000 a novembre e 1 milione di tonnellate poco dopo, con la possibilità di ulteriori 3 milioni di tonnellate a seconda delle condizioni delle raffinerie. Il vice primo ministro russo Alexander Novak ha confermato che Mosca revocherà prima del previsto le restrizioni all’esportazione, ribadendo i volumi e indicando che le esportazioni potrebbero arrivare a 3 milioni di tonnellate al mese, senza compromettere il mercato interno.
Il dipartimento del Tesoro statunitense ha concesso una deroga temporanea alle sanzioni fino al 7 aprile 2027. Trump ha previsto che l’accordo, insieme al controllo rivendicato da Washington sullo Stretto di Ormuzzo, farà scendere rapidamente i prezzi del diesel, a beneficio di agricoltori, autotrasportatori e consumatori americani.
Putin ha aggiornato Trump sulla situazione al fronte e sulla risposta di Mosca agli «attacchi terroristici» ucraini contro infrastrutture e obiettivi civili in territorio russo. Ha ribadito che Mosca mantiene l’iniziativa e resta impegnata a perseguire i propri obiettivi, pur restando disponibile a una soluzione diplomatica duratura.
Il leader russo ha però affermato che Kiev ha di fatto sabotato la ripresa immediata dei negoziati trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti. Nella precedente conversazione si era discusso di riavviare i colloqui dopo le elezioni della Duma di Stato; secondo Ushakov, gli attacchi di droni ucraini, anche contro seggi elettorali e personale, hanno cambiato radicalmente la situazione. Mosca riconsidererà quindi i tempi di eventuali nuovi negoziati. Trump avrebbe promesso di comunicare la posizione russa agli inviati ucraini che incontreranno Steve Witkoff e Jared Kushner a Miami.
Putin ha sottolineato che una soluzione negoziata con Teheran rimane possibile, citando l’incontro dell’8 ottobre con il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in Turkmenistan. Secondo Ushakov, Washington e Teheran hanno mantenuto contatti indiretti tramite il Qatar nonostante la retorica di confronto. Mosca ha ribadito l’offerta di accettare uranio iraniano altamente arricchito come possibile via d’uscita dallo stallo nucleare, e Trump ha accolto positivamente il coinvolgimento russo.
Putin ha ringraziato personalmente la First Lady Melania Trump per il suo impegno nel riunire i bambini separati dalle famiglie durante il conflitto. I due leader hanno inoltre discusso della situazione a Aleshki (regione di Kherson) e concordato che la funzionaria russa per i diritti umani Yana Lantratova manterrà contatti diretti con l’ufficio di Melania.
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I presidenti si sono detti soddisfatti dei canali di comunicazione esistenti tra le rispettive amministrazioni e agenzie, e hanno concordato di mantenerli. Putin ha apprezzato l’attenzione di Trump e del suo team alle relazioni con la Russia, nonostante le priorità interne e mediorientali di Washington. Non è stato discusso alcun vertice specifico, ma Ushakov ha indicato che il prossimo summit APEC in Cina potrebbe offrire un’occasione di incontro se entrambi vi partecipassero. Non sono state rese note eventuali concessioni americane in cambio dell’accordo sul gasolio.
La telefonata era stata inizialmente proposta dalla parte americana per gli auguri di compleanno (7 ottobre). Witkoff aveva contattato il Cremlino quel giorno per trasmettere gli auguri di Trump, suoi e di Kushner. La chiamata è stata organizzata tenendo conto del viaggio di Putin in Turkmenistan e del fuso orario; Trump ha aperto la conversazione con gli auguri di Melania
I due hanno anche parlato di sport, con Trump che ha elogiato il contributo della stella dell’hockey Alexander Ovechkin.
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Immagine di President of Russia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International (CC BY 4.0)
Geopolitica
Musk: Zelens’kyj si è spinto troppo oltre
@RapidResponse47 @POTUS Zelensky has gone too far
— Elon Musk (@elonmusk) October 10, 2026
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