Militaria
La Russia produce tre volte più proiettili della NATO
La Russia produce tre volte più proiettili di artiglieria rispetto agli sponsor militari di Kiev, ha riferito lunedì l’emittente statunitense CNN, citando stime dell’Intelligence occidentale.
Al ritmo attuale, gli impianti di difesa in Russia possono produrre circa tre milioni di munizioni all’anno, rispetto agli 1,2 milioni che gli Stati Uniti e i loro alleati nell’UE possono produrre e fornire a Kiev nello stesso periodo, è stato detto alla rete di notizie.
Poiché l’artiglieria si è rivelata cruciale per la guerra di posizione su larga scala del conflitto ucraino, Mosca sta «acquisendo un vantaggio significativo sul campo di battaglia», ha detto una fonte della NATO. La Russia ha «messo in gioco tutto ciò che ha», ha detto alla CNN l’alto funzionario dell’Intelligence europea. «La loro macchina da guerra funziona a pieno regime».
Gli analisti si aspettano che la produzione militare russa raggiunga il suo picco nel prossimo anno. Il presidente Vladimir Putin ha un vantaggio rispetto alle «nazioni capitaliste» che sostengono Kiev in termini di potenziamento del settore della difesa, perché è un «autocrate», afferma il rapporto. Ma «l’Occidente avrà più potere di sostegno» nel lungo periodo, ha detto alla CNN il tenente generale Steven Basham, vice comandante del comando europeo degli Stati Uniti.
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La Russia ha un sistema economico capitalista, ma il suo settore della difesa è in gran parte di proprietà statale. Secondo il servizio, gli analisti della NATO stimano che attualmente dia lavoro a 3,5 milioni di persone, rispetto ai 2-2,5 milioni di persone prima dello scoppio delle ostilità in Ucraina nel 2022.
Il governo russo ha salutato l’aumento della produzione militare come uno dei suoi risultati chiave nel confronto con l’Occidente. Considera la carenza di manodopera il fattore chiave che limita la capacità di prima linea di Kiev.
«Si può certamente fornire ulteriore materiale militare, ma la riserva di mobilitazione non è illimitata», ha osservato Putin lo scorso giugno, nel mezzo dei tentativi ucraini di spingere contro le posizioni difensive russe, riporta RT. «Sembra che gli alleati occidentali dell’Ucraina siano davvero pronti a condurre la guerra fino all’ultimo ucraino».
Alla fine di febbraio, il Ministero della Difesa russo stima che le perdite militari ucraine ammontassero a oltre 444.000 soldati.
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Immagine di Ank Kumar via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Militaria
La marina pakistana e lo Stretto di Ormuzzo
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Militaria
Il Bahrein lancia il primo attacco diretto contro l’Iran
Il Bahrein è apparentemente diventato il primo Paese del Golfo a lanciare un attacco diretto contro l’Iran. Lo riporta il New York Times.
Secondo il NYT, filmati verificati mostrano missili balistici lanciati dal Bahrein contro l’Iran.
Il giornale neoeboraceno scrive: «un video verificato dal New York Times mostra missili balistici lanciati dal Bahrein in direzione dell’Iran, in quello che sembra essere il primo caso confermato di attacco alla Repubblica islamica proveniente da un Paese del Golfo Persico dall’inizio della guerra». Almeno uno dei lanciatori utilizzati era un camion M142 HIMARS di fabbricazione statunitense, che è stato impiegato anche in Ucraina.
🚨⚡️ Confirmation that Bahrain is allowing the U.S. to launch Missile strikes (PrSMs) on Iran from its territory.
The HIMARS launcher system was spotted in Manama. https://t.co/mDjMKM1ox9 pic.twitter.com/CBnMV9NvhX
— MenchOsint (@MenchOsint) March 7, 2026
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Gli Stati del Golfo, pur appoggiando gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, hanno esitato a intervenire direttamente, per timore di una rappresaglia iraniana prolungata.
L’Iran ha già colpito obiettivi in diversi paesi limitrofi, tra cui gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e il Bahrein, che ospita la Quinta Flotta della Marina statunitense.
Gli esperti interpellati dal New York Times hanno affermato che è possibile che l’unità HIMARS ripresa nel video del lancio fosse gestita da personale statunitense.
Gli HIMARS (High Mobility Artillery Rocket System, M142) sono un sistema d’artiglieria mobile americano sviluppato da Lockheed Martin. Montato su un camion FMTV 6×6, è leggero (circa 16 tonnellate in combattimento), trasporta 6 razzi guidati GMLRS (fino a 80-150 km di gittata) o 1-2 missili PrSM/ATACMS (fino a 300+ km). Preciso al metro grazie al GPS, si sposta rapidamente (fino a 94 km/h), spara e fugge (“shoot and scoot”). Ha rivoluzionato conflitti moderni per mobilità e letalità chirurgica.
Gli HIMARS sono stati impiegati estensivamente in Ucraina fin dall’estate 2022. Gli Stati Uniti ne hanno forniti decine (circa 40-43 HIMARS M142 più alcuni M270 simili), e le forze ucraine li hanno usati per colpire depositi munizioni, comandi, ponti, elicotteri russi e obiettivi logistici con grande efficacia iniziale, contribuendo, secondo quanto riportato dalla stampa occidentale a rallentare l’avanzata russa (per esempio nella controffensiva di Kherson). Rimangono operativi nel 2026, nonostante perdite documentate (almeno 4-5 confermati distrutti da droni o attacchi russi) e problemi di jamming GPS russo che ne hanno ridotto l’efficacia in alcune fasi.
Vi sono state accuse sull’impiego di personale americano sugli HIMARS da parte di Ministero della Difesa e agenzie di stampa statali russe che, in vari momenti (2022-2024), hanno dichiarato di aver distrutto HIMARS insieme a «specialisti stranieri» o «personale NATO» che li operavano. Queste dichiarazioni sono state sistematicamente smentite o non confermate da Casa Bianca e Pentagono.
Evvi però un evidente coinvolgimento indiretto USA profondo con la fornitura di coordinate di targeting precise per la maggior parte dei lanci HIMARS, come riportato dal Washington Post nel 2023).
La condivisione di Intelligence satellitare in tempo reale tra Washington e Kiev è durata sino al 2025, quando sotto Trump la ha interrotta per alcuni sistemi, riducendo l’efficacia a lungo raggio.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
L’esercito israeliano ritira le denunce contro i soldati accusati dello stupro di un detenuto palestinese
🇮🇱 Israel’s military has dropped charges against five soldiers accused of sexually abusing a Palestinian detainee at the Sde Teiman detention facility.
The indictment alleged that one soldier stabbed the detainee in the rectum with a knife causing serious injury. The case gained… pic.twitter.com/zZant8MCJb — Europa.com (@europa) March 13, 2026
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Accused IDF rapists says they will ‘WIN’
Members of ‘Force 100’ don’t outright deny gang-raping a Palestinian prisoner They just complain that they never got to ‘explain’ the sodomy Video from Israel’s Channel 14 pic.twitter.com/hwuILHSiMS — MOCez🇷🇺🇮🇶🇾🇪🇨🇳🇵🇰🇵🇸🇱🇧🇮🇷🇰🇵🇪🇸☀️ (@Mousacisse1) November 3, 2025
Israeli soldiers accused of gang raping a Palestinian detainee at the Sde Teiman camp claim injustice, after a leaked video exposed the abuse.
Israel’s top military lawyer was arrested for leaking the footage herself, while PM Netanyahu called it “one of the most serious… pic.twitter.com/Sqn2kQGgYa — TRT World (@trtworld) November 4, 2025
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