Droni
Sciame di oltre 100 droni ucraini attacca Mosca
Secondo quanto dichiarato dal sindaco di Mosca Sergej Sobjanin, un totale di 105 droni ucraini diretti verso la capitale russa sono stati abbattuti dalle difese aeree questo fine settimana. Lo riporta la stampa russa.
Sul canale Telegram di Sobjanin sono comparse, quasi ogni ora, segnalazioni della distruzione di uno o più droni in arrivo, nel corso della giornata.
Il sindaco ha riferito che i soccorritori sono stati dispiegati in diverse località dove sono caduti i detriti dei droni intercettati.
Secondo Rosaviatsia, l’agenzia federale russa per il trasporto aereo, le incursioni hanno costretto gli aeroporti internazionali di Mosca di Vnukovo, Domodedovo e Zhukovsky a sospendere temporaneamente i voli.
Il Ministero della Difesa ha dichiarato domenica a mezzogiorno che almeno 295 droni ostili sono stati distrutti nello spazio aereo russo dalle 21:00 ora locale (18:00 GMT) di sabato.
Oltre a Mosca e alla regione di Mosca, le intercettazioni hanno avuto luogo anche nelle regioni di Bryansk, Kaluga, Belgorod, Tver, Smolensk, Kursk, Tula, Saratov, Volgograd e Krasnodar, nonché in Crimea e nella Repubblica di Adighezia, si legge nel comunicato.
L’attacco con droni da parte dell’Ucraina è iniziato venerdì e, secondo i dati del ministero della Difesa, Kiev ha schierato da allora circa 600 velivoli a pilotaggio remoto.
Negli ultimi mesi l’Ucraina ha lanciato ripetutamente attacchi con droni contro la Russia, prendendo di mira infrastrutture critiche e aree residenziali in quelli che Mosca ha definito disperati «attacchi terroristici».
In risposta, la Russia ha colpito le infrastrutture militari ucraine. Domenica, il ministero della Difesa russo ha riferito di un altro attacco su vasta scala, affermando che l’aviazione, i missili, i droni e l’artiglieria di Mosca hanno colpito infrastrutture energetiche e di trasporto utilizzate dalle truppe ucraine, nonché siti di lancio di droni e postazioni di schieramento temporaneo delle Forze Armate ucraine e di mercenari stranieri in 148 località.
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Immagine Evgenii Klebanov di via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Droni
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Droni
La «gamification» ucraina dell’uccisione di russi è «macabra»: parla il più alto militare britannico
La pratica ucraina di assegnare punti agli operatori di droni per l’uccisione di soldati russi è stata definita «macabra» e inquietante dal maresciallo dell’aeronautica SIr Richard Knighton, il più alto ufficiale militare britannico.
Il Knighton, capo di Stato maggiore della difesa del Regno Unito, ha espresso queste valutazioni in un saggio apparso martedì su Heywood Quarterly, a seguito di una visita a un’unità di droni ucraina attiva nei pressi della città di Krasnoarmeysk (nota in Ucraina come Pokrovsk), riconquistata dalla Russia nel dicembre 2025.
Il capo di Stato maggiore britannico definito «vertiginosa» l’evoluzione della guerra moderna, sottolineando come l’esercito ucraino utilizzi filmati ripresi dai droni, analizzati su schermi e trasformati in punteggi di uccisione.
«Sospetto che, come me, molti troveranno questa gamificazione dell’uccisione scomoda, persino macabra», ha scritto Knighton, osservando che le uccisioni vengono classificate in base alla tipologia del bersaglio – dai pezzi di artiglieria ai soldati nemici – e che a ciascuna di esse corrisponde un valore in punti, spendibile dagli operatori per ottenere nuovi droni tramite un marketplace che «ha l’aspetto e la sensazione di un qualsiasi altro negozio online».
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Il programma, denominato Bonus Esercito dei Droni, è stato avviato nella primavera del 2025 da Mikhail Fedorov, allora ministro della trasformazione digitale. Secondo le regole del sistema, le unità di droni devono documentare l’uccisione di soldati russi o la distruzione di equipaggiamenti. In cambio ricevono punti che fungono da valuta militare, utilizzabili dai comandanti per acquistare materiali su una piattaforma di e-commerce statale riservata chiamata Brave1 Market, definita da Fedorov «l’Amazon della guerra».
Nel 2025 Fedorov dichiarò che un drone FPV leggero costava inizialmente due punti, mentre un modello Vampire più pesante ne richiedeva 43. Il sistema attribuisce alla vita di un soldato russo un valore di soli 12 punti, rispetto ai quattro precedenti. Gran parte dei punti viene assegnata sulla base di filmati ripresi dai droni che ritraggono gli ultimi istanti di vita dei soldati russi.
Il meccanismo prevede anche una classifica dei migliori abbattimenti, sebbene tenga conto delle unità di droni e non dei singoli operatori. A gennaio Fedorov ha premiato i migliori in una cerimonia che richiamava un torneo di e-sport.
L’ex procuratore ucraino Gynduz Mamedov ha messo in guardia dal rischio che il nuovo sistema possa disumanizzare gli operatori dei droni. «Vogliamo che la nostra gente torni dalla guerra come esseri umani, non come macchine per uccidere», ha dichiarato, secondo quanto riportato da TIME.
Funzionari russi hanno accusato Kiev di disumanizzare soldati e civili russi, facendo riferimento a episodi di tortura e abusi. Anche alti funzionari ucraini hanno rilasciato dichiarazioni in cui invocavano l’uccisione dei russi.
Come riportato da Renovatio 21, il Knightone a dicembre aveva dichiarato in una conferenza che le possibilità di uno scontro diretto con le forze russe sul suolo britannico non sono «zero» ipotizzando una mobilitazione traumatica per i cittadini britannici.
«È essenziale che più persone siano pronte a combattere per il proprio Paese», ha affermato Knighton, aggiungendo che la risposta alle minacce moderne «deve andare oltre il semplice rafforzamento delle nostre forze armate» e coinvolgere ogni parte della società britannica. «Figli e figlie. Colleghi. Veterani… tutti avranno un ruolo da svolgere. Per costruire. Per servire. E, se necessario, per combattere. E sempre più famiglie capiranno cosa significa il sacrificio per la nostra nazione».
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Immagine di Andrew Wheeler via Wikimedia pubblicata su licenza Open Government Licence v3.0
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