Militaria
Il Bahrein lancia il primo attacco diretto contro l’Iran
Il Bahrein è apparentemente diventato il primo Paese del Golfo a lanciare un attacco diretto contro l’Iran. Lo riporta il New York Times.
Secondo il NYT, filmati verificati mostrano missili balistici lanciati dal Bahrein contro l’Iran.
Il giornale neoeboraceno scrive: «un video verificato dal New York Times mostra missili balistici lanciati dal Bahrein in direzione dell’Iran, in quello che sembra essere il primo caso confermato di attacco alla Repubblica islamica proveniente da un Paese del Golfo Persico dall’inizio della guerra». Almeno uno dei lanciatori utilizzati era un camion M142 HIMARS di fabbricazione statunitense, che è stato impiegato anche in Ucraina.
🚨⚡️ Confirmation that Bahrain is allowing the U.S. to launch Missile strikes (PrSMs) on Iran from its territory.
The HIMARS launcher system was spotted in Manama. https://t.co/mDjMKM1ox9 pic.twitter.com/CBnMV9NvhX
— MenchOsint (@MenchOsint) March 7, 2026
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Gli Stati del Golfo, pur appoggiando gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, hanno esitato a intervenire direttamente, per timore di una rappresaglia iraniana prolungata.
L’Iran ha già colpito obiettivi in diversi paesi limitrofi, tra cui gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita e il Bahrein, che ospita la Quinta Flotta della Marina statunitense.
Gli esperti interpellati dal New York Times hanno affermato che è possibile che l’unità HIMARS ripresa nel video del lancio fosse gestita da personale statunitense.
Gli HIMARS (High Mobility Artillery Rocket System, M142) sono un sistema d’artiglieria mobile americano sviluppato da Lockheed Martin. Montato su un camion FMTV 6×6, è leggero (circa 16 tonnellate in combattimento), trasporta 6 razzi guidati GMLRS (fino a 80-150 km di gittata) o 1-2 missili PrSM/ATACMS (fino a 300+ km). Preciso al metro grazie al GPS, si sposta rapidamente (fino a 94 km/h), spara e fugge (“shoot and scoot”). Ha rivoluzionato conflitti moderni per mobilità e letalità chirurgica.
Gli HIMARS sono stati impiegati estensivamente in Ucraina fin dall’estate 2022. Gli Stati Uniti ne hanno forniti decine (circa 40-43 HIMARS M142 più alcuni M270 simili), e le forze ucraine li hanno usati per colpire depositi munizioni, comandi, ponti, elicotteri russi e obiettivi logistici con grande efficacia iniziale, contribuendo, secondo quanto riportato dalla stampa occidentale a rallentare l’avanzata russa (per esempio nella controffensiva di Kherson). Rimangono operativi nel 2026, nonostante perdite documentate (almeno 4-5 confermati distrutti da droni o attacchi russi) e problemi di jamming GPS russo che ne hanno ridotto l’efficacia in alcune fasi.
Vi sono state accuse sull’impiego di personale americano sugli HIMARS da parte di Ministero della Difesa e agenzie di stampa statali russe che, in vari momenti (2022-2024), hanno dichiarato di aver distrutto HIMARS insieme a «specialisti stranieri» o «personale NATO» che li operavano. Queste dichiarazioni sono state sistematicamente smentite o non confermate da Casa Bianca e Pentagono.
Evvi però un evidente coinvolgimento indiretto USA profondo con la fornitura di coordinate di targeting precise per la maggior parte dei lanci HIMARS, come riportato dal Washington Post nel 2023).
La condivisione di Intelligence satellitare in tempo reale tra Washington e Kiev è durata sino al 2025, quando sotto Trump la ha interrotta per alcuni sistemi, riducendo l’efficacia a lungo raggio.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Militaria
Berlino lamenta: Kiev non ha usato gli aiuti per comperare armi germaniche
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Militaria
Aerei da guerra statunitensi danneggiati in un attacco iraniano a un’importante base aerea
Diversi aerei militari americani sono stati danneggiati in un attacco iraniano contro una grande base aerea statunitense in Giordania, secondo quanto riferito mercoledì dalla CBS, che cita fonti informate.
L’attacco sarebbe avvenuto nella notte tra martedì e domenica e avrebbe colpito la base aerea di Muwaffaq Salti, vicino ad Azraq, a circa 100 km a nord-est di Amman, snodo rilevante per le operazioni aeree americane nella zona.
Secondo il resoconto, un A-10 Thunderbolt, noto come Warthog, ha riportato gravi danni alle ali, mentre circa otto F-15 hanno subito danni lievi ma sono tornati operativi. Nessun militare statunitense è morto.
Le forze americane avrebbero lanciato più di 30 missili intercettori Patriot durante l’attacco. La Giordania ha dichiarato di aver intercettato 18 missili iraniani, due dei quali sono caduti in aree disabitate senza vittime.
Il Comando Centrale degli Stati Uniti non ha confermato i danni segnalati. Ha però smentito le affermazioni iraniane secondo cui due cacciatorpediniere della Marina USA sarebbero stati colpiti negli ultimi attacchi e ha detto che le forze americane hanno distrutto dieci petroliere iraniane dal 5 settembre, di cui cinque martedì, dopo che Teheran avrebbe preso di mira una nave da guerra statunitense con missili balistici.
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L’escalation si colloca nel più ampio quadro di tensione tra Stati Uniti e Iran per lo Stretto di Ormuzzo. Washington ha limitato il traffico da e verso i porti iraniani, mentre Teheran ha imposto controlli sul transito attraverso il canale, che prima della guerra gestiva circa un quinto delle forniture petrolifere mondiali. Insieme agli attacchi missilistici e con droni degli Houthi contro le infrastrutture energetiche saudite, la ripresa dei combattimenti ha riportato il petrolio Brent sopra i 100 dollari al barile, alimentando i timori di interruzioni delle forniture.
Mercoledì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha promesso di attaccare «molte più» navi iraniane se Teheran continuerà a colpire obiettivi americani, affermando che l’Iran sta allungando il conflitto per influenzare le elezioni di medio termine statunitensi, sperando in un vantaggio per i Democratici, che si oppongono in larga maggioranza alla guerra.
L’Iran ha accusato Washington di destabilizzare il Medio Oriente con le sue operazioni militari. Il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baghaei, ha dichiarato mercoledì che se gli Stati Uniti vogliono davvero la pace dovrebbero porre fine ai loro «interventi dannosi e destabilizzanti nella nostra regione».
Teheran ha ripetutamente avvertito gli Stati vicini di non consentire che il loro territorio o spazio aereo sia usato a sostegno delle operazioni americane contro l’Iran.
Da febbraio le forze iraniane hanno colpito diverse basi statunitensi nella regione, tra cui in Bahrein, negli Emirati Arabi Uniti, in Kuwait e in Giordania. La scorsa settimana il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha difeso gli attacchi, sostenendo che non si poteva pretendere che Teheran si astenesse dal reagire, visto che il territorio e lo spazio aereo arabo erano stati usati negli attacchi statunitensi contro l’Iran.
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Immagine di Noah Wulf via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
Droni
L’Iran sequestra il più moderno drone sottomarino USA
The first visuals have been released of the American Dive-LD unmanned submarine, seized by Iran’s Islamic Revolution Guards Corps (IRGC) early on Tuesday. pic.twitter.com/ump8zQZt7c
— IRNA News Agency ☫ (@IrnaEnglish) September 8, 2026
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