Intelligenza Artificiale
La risposta di Zuckerberg all’epidemia di solitudine: creare a tutti amici virtuali AI
Il CEO di Meta Mark Zuckerberg è preoccupato per i suoi miliardi di clienti che fanno amicizia con i chatbot AI, anziché creare legami con esseri umani reali.
In un’intervista con il podcaster Dwarkesh Patel, lo Zuckerberg ha affermato che più persone dovrebbero connettersi con i chatbot a livello sociale, perché non hanno abbastanza amici nella vita reale. Alla domanda se i chatbot AI possono aiutare a combattere l’epidemia di solitudine, il miliardario ha dipinto una visione distopica di un futuro in cui passiamo più tempo a parlare con le IA rispetto agli umani in carne e ossa.
«C’è la statistica che penso sempre sia pazzesca, l’americano medio, penso, ha meno di tre amici», ha detto lo Zuckerberg al Patel.
Zuck on:
– Llama 3
– open sourcing towards AGI
– custom silicon, synthetic data, & energy constraints on scaling
– Caeser Augustus, intelligence explosion, bioweapons, $10b models, & much moreEnjoy!
Links below pic.twitter.com/VYIadc3Jlo
— Dwarkesh Patel (@dwarkesh_sp) April 18, 2024
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«La persona media vuole più connettività, connessione, di quanto non abbia fatto», ha concluso, suggerendo la possibilità che la discrepanza possa essere piena di amici virtuali.
Lo stato attuale dei chatbot AI lascia molto a desiderare. L’intervista in questione è stata pubblicata pochi giorni dopo che il Wall Street Journal ha riferito che i membri dello staff di Meta avevano sollevato preoccupazioni per gli utenti minorenni esposti a discussioni sessualmente esplicite dai chatbot AI della società, alcune, a quanto riportato, fatte da IA con la voce dell’attore e wrestler John Cena. Va ricordato come anni fa alcuni esperti hanno sostenuto che il metaverso, ideale perseguito da Facebook al punto di cambiare nome in appunto Meta, sarà un luogo dove entreranno rapidamente i predatori di bambini: «andranno lì prima per trarre vantaggio dal fatto che è un terreno sicuro per abusare o preparare i bambini».
Il reportage del Wall Street Journal ha rivelato che i chatbot di Intelligenza Artificiale di Meta su Instagram, Facebook e WhatsApp sono in grado di intrattenere con gli utenti «giochi di ruolo romantici» che possono diventare sessualmente espliciti, anche con account appartenenti a minori.
Il sito 404 Media ha riferito che l’app Meta’s AI Studio stava regolarmente consentendo agli utenti di creare bot che sostenevano di essere terapeuti autorizzati, attraversando un confine etico preoccupante che potrebbe portare agli utenti consigli pericolosi.
Ci sono anche immense carenze con i grandi modelli linguistici che alimentano questi chatbot che possono o non possono essere risolti dai futuri progressi. Dalle allucinazioni dilaganti alle lotte con la logica, i critici hanno sottolineato che la tecnologia potrebbe rivelarsi un vicolo cieco.
Nonostante queste carenze e il terreno scivoloso su cui poggiano queste nuove tecnologie distopiche, il creatore di Facebook appoggia fermamente lo sviluppo di questi chatbot, con le complesse implicazioni sociali che potrebbe avere.
I chatbot AI emergeranno davvero come soluzione per una società moderna sempre più solitaria? In qualità di CEO di Meta, Zuckerberg dipende dai suoi azionisti e di conseguenza deve vendere questa nuova visione piena di amici avatar AI. È questo il futuro che le persone sono disposte ad abbracciare e condividersi?
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C’è da considerare come un crescente numero di ricerche evidenzia come i chatbot basati sull’Intelligenza Artificiale possano aggravare le condizioni psichiatriche, soprattutto perché strumenti come ChatGPT, Claude e Gemini vengono sempre più utilizzati non solo in contesti professionali, ma anche in contesti profondamente personali ed emotivi.
Come riportato da Renovatio 21 due anni fa la solitudine fu dichiarata come epidemia dagli USA, divenendo per l’OMS una «priorità sanitaria».
È rilevante notare come dove ci sia un problema sanitario e l’OMS arrivano spesso i miliardari tecnologici, pronti con una soluzione per tutta l’umanità alla malattia. Una soluzione che, ovvio, li fa guadagnare – e della cui inumanità spesso sembrano disinteressati.
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Intelligenza Artificiale
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Intelligenza Artificiale
La strage nella scuola iraniana causata dalla dipendenza americana dall’AI
L’uso eccessivo dell’Intelligenza Artificiale, i tagli al personale e le procedure affrettate per l’individuazione degli obiettivi avrebbero contribuito all’attacco missilistico statunitense contro una scuola femminile iraniana a Minab. Lo riporta Bloomberg citando funzionari coinvolti in un’inchiesta del Pentagono.
Il 28 febbraio due missili Tomahawk hanno colpito la scuola elementare Shajarah Tayyebeh, nel sud dell’Iran, causando la morte di almeno 157 persone, tra cui 123 bambini. L’attacco si è verificato durante la prima ondata di raid statunitensi e israeliani in tutto il Paese. La scuola sorgeva di fronte a una base navale, che probabilmente era il bersaglio previsto.
Secondo alcune fonti, alcuni membri del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) si aspettavano che il sistema intelligente Maven di Palantir segnalasse dati obsoleti o incoerenti nella selezione dei potenziali obiettivi. Rapporti precedenti indicavano che i militari si fossero basati su immagini satellitari datate che mostravano la scuola come parte della base.
Secondo Bloomberg, Maven ha consentito di ridurre a pochi minuti il processo di compilazione degli elenchi di obiettivi.
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Un portavoce di Palantir ha dichiarato a Bloomberg che la società «non è responsabile dei dati sottostanti né dell’individuazione di carenze nell’intelligence» e che non esistono prove che il suo software sia stato la causa dell’attacco a Minab.
Il gruppo specializzato in IA ha quindi aggiornato Maven per «riesaminare le informazioni sottostanti al fine di identificare i fattori che potrebbero squalificare un obiettivo e segnalare incongruenze e inesattezze che la revisione umana potrebbe aver trascurato», ha scritto Bloomberg citando una persona informata sui fatti.
Secondo quanto riferito, gli inquirenti hanno anche rilevato che, su ordine del Segretario alla Guerra Pete Hegseth, il Pentagono ha smantellato la maggior parte delle sue unità di mitigazione dei danni ai civili (CHM) e ne ha ridotto il personale di circa il 90%, portandolo a meno di 20 persone. Un team CHM presso il CENTCOM sarebbe stato ridotto da dieci unità a una sola persona e nessun funzionario CHM avrebbe ispezionato il sito di Minab prima dell’attacco.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk, affermò all’epoca che il bombardamento della scuola «aveva suscitato un orrore viscerale». Giovedì una missione d’inchiesta delle Nazioni Unite ha dichiarato che vi erano «ragionevoli motivi» per ritenere che l’attacco costituisse un crimine di guerra. Il dipartimento di Stato americano ha respinto la conclusione, accusando l’ONU di promuovere «retorica antiamericana e antisemitismo» e di assecondare «regimi repressivi».
Gli Stati Uniti non hanno rivendicato pubblicamente la responsabilità dell’attacco.
Come riportato da Renovatio 21, il presidente Donald Trump ha ipotizzato che il missile potesse essere iraniano. Tuttavia le inchieste condotte dai media statunitensi indicano che i missili fossero americani.
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Immagine di Mehr News Agency via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 4.0 International
Intelligenza Artificiale
Gli agenti IA possono facilmente ribellarsi agli esseri umani: studio
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