Guerra cibernetica
La Germania vuole le armi cibernetiche israeliane
La Germania dovrebbe guardare a Israele come modello per contrastare le minacce online, ha affermato domenica il ministro degli Interni Alexander Dobrindt, chiedendo la creazione di una cupola informatica.
Dobrindt ha rilasciato questa dichiarazione dopo una visita in Israele sabato, pochi giorni dopo la conclusione del conflitto militare di 12 giorni con l’Iran. In un’intervista al tabloid tedesco Bild, il ministro Dobrindt ha elogiato l’infrastruttura di difesa civile israeliana e ha esortato il suo Paese ad adottare approcci simili alle minacce moderne.
«Collaboreremo a stretto contatto con Israele su questo. La Germania ha bisogno di un cybercupola, un potente scudo digitale contro spionaggio, sabotaggio e per proteggere infrastrutture critiche come le aziende energetiche e di comunicazione», ha affermato il vertice del dicastero degli Interni germanico.
Il Dobrindt non ha fornito dettagli specifici. Il suo uso del termine «cyber dome» sembra riferirsi al sistema di difesa missilistica a corto raggio Iron Dome («cupola di ferro») di Israele, dimostratosi peraltro non infallibile nell’occasione degli attacchi iraniani.
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All’inizio di questo mese, l’Ufficio federale tedesco per la criminalità (BKA) ha segnalato livelli record di criminalità informatica nel 2024, documentando oltre 131.000 casi. L’agenzia ha specificamente accusato gruppi di hacktivisti filo-russi e anti-israeliani di essere responsabili di un’impennata di operazioni di negazione del servizio contro agenzie governative e aziende private.
Il nuovo governo tedesco, insediatosi a maggio, ha sostenuto Israele nel suo recente conflitto con l’Iran. Il cancelliere Friedrich Merz ha affermato che lo Stato degli ebrei stava facendo «il lavoro sporco per noi» lanciando attacchi aerei per impedire a Teheran di sviluppare armi nucleari.
Lo scontro tra Israele e Iran ha comportato attacchi a lungo raggio tra le due nazioni. Secondo lo Stato Giudaico, il conflitto ha causato danni diretti stimati per il Paese in 3 miliardi di dollari. Teheran ha accusato lo Stato ebraico di aver commesso un atto di aggressione internazionale e ha affermato di aver agito per legittima difesa con una rappresaglia.
La scorsa settimana, il governo Merz ha approvato una proposta di bilancio che include un consistente nuovo debito pubblico al fine di aumentare drasticamente la spesa per la difesa, destinata a raddoppiare entro il 2029. B
erlino ha sostenuto che l’investimento è necessario per proteggersi da un potenziale attacco russo alla NATO. Mosca, tuttavia, ha liquidato lo scenario come inverosimile e ha accusato i governi occidentali di usare tattiche basate sulla paura per giustificare il peggioramento delle condizioni di vita dei propri cittadini.
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Guerra cibernetica
Hacker attaccano AfD
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Guerra cibernetica
Attacco hacker danneggia i frigoriferi dei supermercati francesi
La catena del freddo alla base della grande distribuzione alimentare francese è stata messa fuori uso da un ciber-attacco.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale e da dirigenti del settore, degli hacker hanno surriscaldato da remoto i frigoriferi di centinaia di supermercati in tutta la Francia, distruggendo tonnellate di alimenti freschi e surgelati. Il massiccio attacco informatico ha provocato perdite per milioni di euro ai rivenditori, costringendo alcuni negozi a chiudere temporaneamente.
Secondo Le Monde, l’attacco si è verificato nella notte tra lunedì e domenica, colpendo circa 300 negozi Intermarché e Netto, 100 punti vendita Cooperative U, 80 supermercati Carrefour, 30 negozi Monoprix e diversi negozi E.Leclerc, per un totale stimato di oltre 500.
Oltre ai supermercati, l’attacco informatico potrebbe aver colpito anche il grossista Metro, molto noto anche in Italia, i membri dell’associazione francese dell’industria della carne Culture Viande e i macellai indipendenti.
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Secondo BFM-TV, gli hacker hanno preso di mira i sistemi di controllo della refrigerazione forniti dal produttore danese Danfoss, che consentono ai tecnici di regolare le temperature da remoto. I responsabili hanno attivato i sistemi di sbrinamento automatico, costringendo le unità di refrigerazione a riscaldarsi in alcuni casi fino a 50°C anziché mantenere gli alimenti al freddo.
Di conseguenza, i dipendenti dei supermercati, al loro arrivo al lavoro, hanno trovato frigoriferi surriscaldati e scaffali pieni di cibo non più vendibile. In alcuni casi, gli hacker hanno esteso il ciclo di sbrinamento da un’ora a otto ore, in modo che gli allarmi scattassero più tardi, massimizzando così i danni.
L’entità esatta delle perdite non è chiara, ma un supermercato Intermarché di Haguenau, nella Francia orientale, ha perso circa 50.000 euro di alimenti surgelati. Un negozio E.Leclerc nella vicina Waselonne ha dovuto buttare via prodotti freschi e surgelati per un valore di 220.000 euro.
L’amministratore delegato di Cooperative U, Dominique Schelcher, ha definito l’attacco senza precedenti e inaccettabile. Il direttore di Intermarché, Thierry Cotillard, ha stimato che le perdite a livello nazionale potrebbero raggiungere decine di milioni di euro.
Gli autori dell’attacco rimangono ignoti e non è stata segnalata alcuna richiesta di riscatto. Anche le modalità di intrusione non sono ancora chiare, sebbene un portavoce di Intermarché abbia dichiarato a BleepingComputer che l’attacco ha colpito un fornitore di servizi che gestisce apparecchiature di refrigerazione.
Il ricercatore di sicurezza informatica Kevin Beaumont ha ipotizzato che migliaia di centraline Danfoss siano direttamente accessibili via internet, con nome utente «admin» e password che cambia automaticamente ogni giorno con la data corrente.
Secondo Danfoss, i sistemi più colpiti sono i prodotti obsoleti, tra cui i modelli AK-SM 800 e AK-SC 355, che non ricevono più aggiornamenti di sicurezza. L’agenzia francese per la sicurezza informatica, ANSSI, ha esortato gli operatori a disconnettere le interfacce di gestione vulnerabili da Internet o a limitare l’accesso alle connessioni attendibili.
Le apparecchiature Danfoss sono già state implicate in importanti attacchi informatici. L’azienda ha riferito che 16 supermercati russi che utilizzavano controller AK-SM 800 sono stati presi di mira nel 2022, in concomitanza con l’escalation del conflitto in Ucraina. Nello stesso anno, 40 negozi israeliani sono stati hackerati. L’azienda ha attribuito le violazioni a una protezione firewall o VPN inadeguata.
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Immagine di Los Teques, Venezuale di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Guerra cibernetica
Gli hacker dicono di aver rubato i dati di «quasi tutti gli agenti dell’FBI»
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