Militaria
La Corea del Nord testa nuovi sistemi missilistici a guida intelligente
La Corea del Nord ha condotto test su nuovi sistemi di lancio missilistico e missili da crociera tattici equipaggiati con guida di precisione basata sull’intelligenza artificiale, come riferito mercoledì dall’agenzia di stampa statale KCNA.
Le esercitazioni, tenutesi martedì, hanno verificato la potenza della testata di un missile balistico tattico, l’affidabilità di un razzo di artiglieria da 240 mm guidato da AI, nonché la precisione di un nuovo missile da crociera tattico a guida AI, ha spiegato l’agenzia.
Secondo la KCNA, il nuovo missile da crociera nordcoreano, dotato di una «capsula tattica da crociera», integra sistemi di navigazione autonoma e TERCOM (riconoscimento del profilo del terreno), insieme a una «funzione di guida terminale basata sull’intelligenza artificiale» che consentirebbe a Pyongyang di colpire con elevata precisione obiettivi fino a 100 km di distanza.
🇰🇵 North Korea tests new AI-guided cruise missile.
This 240mm guided artillery rocket is capable of hitting targets up to 100 km away using autonomous navigation and terrain-matching technology. pic.twitter.com/bHLqlZ94X0
— Jackson Hinkle 🇺🇸 (@jacksonhinkle) May 27, 2026
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Con questi sistemi, l’intelligenza artificiale dirige il proiettile verso il bersaglio nelle fasi finali del volo. La KCNA ha riportato che il leader nordcoreano Kim Jong-un ha affermato durante i test che i sistemi di controllo e automazione del tiro sui tre vettori di lancio esaminati sono stati aggiornati per rispondere alle «condizioni della guerra moderna».
Il compito principale delle forze armate di Pyongyang e del settore scientifico della difesa è quello di difendere la sovranità della Corea del Nord e garantire il suo sviluppo economico e politico «con una forte deterrenza bellica», ha sottolineato.
Diversi Paesi, tra cui Stati Uniti e Russia, stanno puntando sempre di più sull’integrazione dell’Intelligenza Artificiale nei propri sistemi militari, scrive la stampa russa.
La società tecnologica statunitense Shield AI sta fornendo da mesi «piloti dotati di intelligenza artificiale per droni d’attacco a senso unico in Ucraina», addestrando al contempo i propri sistemi di guida autonoma, come dichiarato la scorsa settimana dal presidente dell’azienda Brandon Tseng al sito statunitense War Zone.
L’Intelligenza Artificiale viene integrata anche nei settori amministrativo e della difesa russi, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin il mese scorso. Putin ha incaricato il governo di elaborare un piano nazionale per implementare soluzioni di intelligenza artificiale «pienamente sovrane» in tutti i settori, inclusi sicurezza e difesa nazionale.
Come riportato da Renovatio 21, Kim due mesi fa ha dichiarato che le armi nucleari nordcoreane possono minacciare gli Stati Uniti, anziché essere un bersaglio per i tentativi americani di proiezione di potenza.
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Come riportato da Renovatio 21, a maggio 2025 il leader nordcoreano Kim Jong-un ha supervisionato un’esercitazione militare che simulava un contrattacco nucleare, con l’impiego di sistemi missilistici multilancio da 600 mm e del missile balistico tattico Hwasong-11 (KN-23), entrambi aventi capacità nucleare.
Successivamente Kim aveva supervisionato i test di droni d’attacco tattici noti come Kumsong e di un aereo da ricognizione strategica senza pilota. A marzo, aveva assistito ai test di «droni suicidi» basati sull’Intelligenza Artificiale. Nel suo discorso, Kim aveva ribadito la sua critica al concetto di «denuclearizzazione graduale», sottolineando che «non rinunceremo mai alle nostre armi nucleari» e definendo lo status nucleare della Corea del Nord una «legge nazionale».
Come riportato da Renovatio 21, mesi fa il leader nordcoreano aveva suggerito che il Paese abbia sviluppato «armi segrete» per potenziare la propria capacità di deterrenza nei confronti degli Stati Uniti e dei loro alleati.
Come riportato da Renovatio 21, la Corea del Nord ha dichiarato di possedere un’arma in grado di scatenare immani tsunami «radioattivi», che sarebbe già stata testata più volte.
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Immagine da Twitter
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L’Ucraina non produrrà missili Patriot nonostante la promessa di Trump
Nonostante la promessa del presidente statunitense Donald Trump di concedere a Kiev la relativa licenza, è improbabile che l’Ucraina inizi a produrre i propri missili di difesa aerea Patriot, secondo quanto riportato dall’agenzia Reuters, che cita fonti informate.
Durante l’incontro a margine del recente vertice NATO ad Ankara, in Turchia, mercoledì, Trump ha detto al presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj: «Vi daremo la licenza per produrre i Patriot. È una cosa fantastica. In questo modo, non potrete lamentarvi che non ne forniamo a sufficienza». Tuttavia, il presidente ha ribadito che Washington non fornirà direttamente gli intercettori tanto richiesti.
Venerdì l’agenzia Reuters ha riferito che, secondo le sue fonti, per l’Ucraina non è sicuro avviare la produzione di missili Patriot finché persistono i combattimenti entro i suoi confini dichiarati.
Secondo due persone a conoscenza delle trattative, i nuovi intercettori saranno probabilmente prodotti in Germania o in un altro paese europeo. Le due fonti dell’agenzia hanno aggiunto che la produzione potrebbe essere trasferita in Ucraina solo dopo la fine del conflitto con la Russia.
Lo Zelens’kyj ha ripetutamente accusato l’Occidente della carenza di munizioni per la difesa aerea, in un contesto di continui attacchi missilistici e con droni russi contro obiettivi militari in tutta l’Ucraina, attacchi che, secondo Mosca, sarebbero una risposta agli attacchi terroristici di Kiev contro infrastrutture energetiche e civili in Russia.
Gli Stati Uniti e i loro alleati stanno affrontando una grave carenza di missili Patriot a causa del loro massiccio impiego nel conflitto in Ucraina e nella guerra israelo-americana contro l’Iran. Negli ultimi mesi, Washington è stata costretta a ritardare le consegne di questi intercettori ad alcuni clienti in Europa e in Asia.
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Il presidente ucraino ha dichiarato venerdì su Telegram che lui e Trump avevano «raggiunto un accordo politico» sulle licenze per la produzione dei missili intercettori Patriot in Ucraina. Ha aggiunto che ora i dettagli tecnici del processo dovranno essere definiti dai team di Kiev e Washington.
Lo Zelens’kyj ha inoltre affermato che nei prossimi giorni Kiev riceverà un altro pacchetto di aiuti militari dagli americani, che includerà un numero imprecisato di missili PAC-3 per i sistemi Patriot.
Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha dichiarato venerdì che «per quanto riguarda il Patriot, sì, è un fatto ovvio che gli Stati Uniti continuano a fornire all’Ucraina armamenti e tecnologie militari su vasta scala. Lo sappiamo. Allo stesso tempo, però, c’è una certa dualità nella posizione degli Stati Uniti: a differenza degli europei, gli Stati Uniti mantengono il desiderio di facilitare un passo verso un processo di pace», ha sottolineato Peskov.
La portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha insistito sul fatto che il vertice di Ankara è stato «umiliante» per lo Zelens’kyj, poiché i membri della NATO «non hanno offerto alcuna risposta significativa» alle sue richieste di fornire più armi.
I missili Patriot sono forniti a Kiev da anni, e secondo i russi sarebbero coinvolti anche in casi eclatanti di fuoco amico, come contro un F-16 o un aereo che trasportava prigionieri di guerra ucraini.
In passato lanciatori Patriot, inviati in grande copia da Joe Biden, sono stati oggetto di attacco da parte di missili ipersonici di Mosca. In altri traffici veduti all’inizio del conflitto gli USA hanno mandato Patriot in Slovacchia, che in cambio mandava i missili di produzione russa S-300 in Ucraina.
Come riportato da Renovatio 21, di recente Trump ha affermato che le case automobilistiche americane potrebbero inziare a produrre missili.
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Immagine di Ministerie van Defensie via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International
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