Droga
La Colombia accusa gli USA di aver ucciso un pescatore colpendo la sua imbarcazione. Trump: «Petro è uno spacciatore»
Il presidente colombiano Gustavo Petro ha accusato gli Stati Uniti di aver ucciso un pescatore innocente, Alejandro Carranza, durante un’operazione che il presidente Donald Trump ha descritto come un attacco a una nave coinvolta nel traffico di droga.
Da settembre, le forze armate statunitensi hanno distrutto diverse imbarcazioni nei Caraibi nell’ambito della campagna di Trump contro i «narcoterroristi» che trafficano cocaina e fentanyl.
Secondo Petro, il 16 settembre, Carranza, un pescatore senza legami con il narcotraffico, è stato ucciso.
Petro ha dichiarato su X che funzionari statunitensi hanno commesso un omicidio e violato la sovranità colombiana nelle acque territoriali, sottolineando che l’imbarcazione di Carranza era alla deriva per un guasto al motore e aveva inviato un segnale di soccorso. Petro ha chiesto spiegazioni agli Stati Uniti.
Funcionarios del gobierno de los EEUU han cometido un asesinato y violado nuestra soberanía en aguas territoriales
El pescador Alejandro Carranza no tenía vínculos con el narco y sus actividad diaria era pescar.
La lancha colombiana estaba la deriva y con la señal de avería…
— Gustavo Petro (@petrogustavo) October 19, 2025
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Petro e Trump hanno un conflitto di lunga data: il presidente colombiano ha accusato Trump di violazioni dei diritti umani nella sua lotta contro l’immigrazione clandestina. Recentemente, gli Stati Uniti hanno revocato il visto a Petro dopo che questi aveva incitato i soldati americani a disobbedire agli ordini di Trump.
Sabato, Trump ha annunciato che un colombiano e un ecuadoriano, catturati su un «sottomarino per il trasporto di droga», saranno deportati nei loro paesi per essere processati. In precedenza, Trump aveva dichiarato che l’imbarcazione era stata distrutta, uccidendo due dei quattro «noti narcoterroristi» a bordo.
Sulla piattaforma social Truth Trump ha accusato Petro di essere direttamente uno «spacciatore» che sta accrescendo la produzione di droga nel Paese.
Trump:
“President Gustavo Petro, of Columbia, is an illegal drug leader strongly encouraging the massive production of drugs, in big and small fields, all over Columbia.
It has become the biggest business in Columbia, by far, and Petro does nothing to stop it, despite large… pic.twitter.com/d4HpWaNjQ2
— Visegrád 24 (@visegrad24) October 19, 2025
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«Il presidente Gustavo Petro, della Colombia, è un leader del narcotraffico illegale che incoraggia fortemente la produzione massiccia di droga, in grandi e piccole piantagioni, in tutta la Colombia. È diventato di gran lunga il più grande business della Colombia, e Petro non fa nulla per fermarlo, nonostante i pagamenti e i sussidi su larga scala dagli Stati Uniti che non sono altro che una truffa a lungo termine nei confronti dell’America» scrive il presidente USA.
«DA OGGI, QUESTI PAGAMENTI, O QUALSIASI ALTRA FORMA DI PAGAMENTO O SUSSIDI, NON SARANNO PIÙ EFFETTUATI ALLA COLUMBIA», continua, nel suo classico maiuscolo..
«Lo scopo di questa produzione di droga è la vendita di enormi quantità di prodotto negli Stati Uniti, causando morte, distruzione e caos» conclude Trump. Petro, un leader di basso livello e molto impopolare, con una bocca fresca nei confronti dell’America, farebbe meglio a chiudere immediatamente questi campi di sterminio, o gli Stati Uniti li chiuderanno per lui, e non sarà fatto in modo carino».
Come riportato da Renovatio 21, due settimane fa Trump aveva definito gli attacchi alle imbarcazioni venezuelane come un «atto di gentilezza».
Il presidente ha altresì dichiarato che gli USA sono ora in «conflitto armato» con i cartelli della droga. Che questa guerra possa coinvolgere anche un paio di presidente sudamericani a questo punto sembra più che probabile.
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Immagine da Twitter
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Zelens’kyj e la cocaina, «segreto di Pulcinella»: parla l’ex portavoce
L’uso di droghe da parte del presidente ucraino Volodymyr Zelens’kyj è «un segreto di Pulcinella», ha affermato l’ex portavoce Yulia Mendel al Tucker Carlson Show.
Le accuse di consumo di stupefacenti erano emerse per la prima volta durante la campagna elettorale presidenziale del 2019, quando Zelens’kyj sconfisse Petro Poroshenko. Lo Zelens’kyj, ex attore, all’epoca aveva respinto le accuse definendole calunnie, ed entrambi i candidati si erano sottoposti a test per alcol e droghe.
La Mendel ha lavorato per Zelens’kyj dal 2019 al 2021 e in seguito è diventata molto critica nei confronti del suo ex capo. In un’intervista pubblicata lunedì, Carlson le ha chiesto se Zelensky facesse uso di droghe, al che Mendel ha risposto: «Questo è un segreto di Pulcinella».
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«Il fatto è che non l’ho mai visto assumere droghe. Tuttavia, mentre scrivevo il mio libro, ho incontrato molte persone che mi hanno confermato di averlo visto assumere droghe in diversi locali. Solo una persona l’ha visto assumere droghe nel 2021», ha affermato. Mendel ha aggiunto di aver appreso dell’esistenza di un presunto «fornitore» da una persona che lavorava presso Kvartal 95 Studio, la società di intrattenimento co-fondata da Zelens’kyj negli anni 2000.
«Tutte queste persone parlano di cocaina, sì», ha detto Mendel, aggiungendo che prima delle interviste Zelens’kyj aveva l’abitudine di passare 15 minuti in bagno e di uscirne «una persona diversa».
La Mendel ha descritto il suo ex capo come ossessionato dalla propria immagine pubblica, sia in patria che all’estero. Ha affermato che a un certo punto Zelens’kyj le disse: «Ho bisogno della propaganda di Goebbels, ho bisogno di migliaia di opinionisti», riferendosi al ministro della propaganda di Adolf Hitler, Joseph Goebbels.
La Mendel ha inoltre accusato Zelensky di aver mandato i critici, compresi i giornalisti, al fronte come punizione.
Gli oppositori politici, tra cui il sindaco di Kiev Vitaly Klitschko, hanno spesso accusato Zelens’kyj di abuso di potere. L’anno scorso, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha definito Zelens’kyj – il cui mandato presidenziale sarebbe scaduto nel 2024 – un dittatore per essersi rifiutato di indire nuove elezioni presidenziali.
Zelens’kyj ha sostenuto che le elezioni sono vietate dalla legge marziale e che sarebbe necessario un cessate il fuoco permanente con la Russia prima di poter tenere nuove consultazioni.
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La Mendel ora è stata messa nella lista nera dei nemici dell’Ucraina Mirotvorets. Nell’intervista ha parlato della sorte degli oppositore del regime di Kiev (che «somiglia a quello che abbiamo letto dell’URSS», ha detto), i queali spesso finiscono tartassati dai servizi, o in galera o misteriosamente morti.
L’ex portavoce ha accennato al caso del banchiere Alexander Adarich, precipitato dal quarto piano di un palazzo di Milano a febbraio. Secondo le indagini sarebbe morto per asfissia prima del lancio nel vuoto: secondo la Procura sarebbe stato il figlio ad organizzare il sequestro con dei complici.
La tesi della Mendel è che l’intenzione di Zelens’kyj è quella di continuare la guerra il più possibile: senza di essa, egli perderebbe tutto il suo potere, anche a fronte di quello che, dice, è il tracollo totale del suo consenso presso la popolazione stremata dal conflitto.
Carlson ha permesso alla Mendel di utilizzare gli ultimi minuti della trasmissione per mandare, in lingua russa, un messaggio al presidente russo Putin. Con la voce un po’ rotta dall’emozione, l’ex portavoce di Zelens’kyj ha detto che basta una parola per far finire le sofferenze nell’area di Kherson, da dove proviene, dove la gente è terrorizzata dai droni.
La donna dice inoltre di essere stata presente nell’unico incontro tra Putin e Zelens’kyj, nel quale quest’ultimo – appena eletto come il candidato che avrebbe riportato la pace con Mosca – avrebbe garantito di non voler entrare nella NATO.
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Immagine di pubblico dominio CCO via Flickr
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Il traffico di droga e la copertura della CIA
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