Cina
La Cina avvia esercitazioni intorno a Taiwan
Lunedì la Cina ha dato il via a esercitazioni militari su vasta scala con fuoco vivo nelle vicinanze di Taiwan, schierando navi da guerra, aerei da combattimento e artiglieria in un’operazione della durata di più giorni, a breve distanza dall’approvazione da parte di Washington del suo più ingente pacchetto di vendita di armi all’isola.
Secondo i media e il ministero della Difesa cinese, le manovre denominate «Joint Sword – 2025A», condotte dall’Esercito di Liberazione del Popolo (ELP), simulano il blocco di porti strategici, attacchi di precisione su bersagli marittimi e scenari per contrastare interferenze esterne.
«Le esercitazioni si concentrano su pattugliamenti congiunti di preparazione al combattimento aereo e marittimo, sulla presa congiunta del controllo completo del campo di battaglia e su attacchi di precisione congiunti su obiettivi chiave», ha dichiarato un portavoce militare, definendo le operazioni come «necessarie per difendere la sovranità nazionale».
Taiwan ha segnalato che anche unità della guardia costiera cinese stavano conducendo «ispezioni delle forze dell’ordine» nei pressi delle sue isole periferiche. Taipei ha condannato le manovre e ha diffuso filmati che mettono in evidenza il proprio arsenale, inclusi i sistemi missilistici HIMARS forniti dagli Stati Uniti, capaci di colpire la provincia cinese del Fujian. La guardia costiera taiwanese ha dispiegato navi di maggiore tonnellaggio per monitorare le pattuglie cinesi, coordinandosi con le forze armate per minimizzare le interferenze su navigazione e pesca.
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Le esercitazioni sono iniziate appena 11 giorni dopo l’annuncio di Washington di un pacchetto di vendita di armi a Taiwan da 11,1 miliardi di dollari – il più consistente mai approvato per l’isola – che comprende otto acquisizioni separate, tra cui 82 sistemi missilistici HIMARS e 420 missili ATACMS per un valore superiore ai 4 miliardi di dollari, oltre a missili anticarro, munizioni vaganti, obici, software militare e componenti di ricambio.
Incentivata da Washington, Taiwan ha accelerato negli ultimi anni gli acquisti di armamenti. Sebbene gli Stati Uniti aderiscano formalmente alla politica della «Una sola Cina», continuano a fornire armi a Taiwan e a intrattenere legami militari con il governo di Taipei.
Taiwan è autogovernata dal 1949, quando le forze nazionaliste vi si rifugiarono dopo la sconfitta nella guerra civile cinese. Sebbene un ristretto numero di Paesi mantenga relazioni diplomatiche ufficiali con l’isola autonoma, la maggior parte della comunità internazionale – incluse potenze come la Russia – riconosce la politica della «Una sola Cina» promossa da Pechino, che considera Taiwan una propria provincia. Anche le Nazioni Unite ritengono Taiwan parte del territorio cinese.
La Cina, che vede l’isola autonoma come parte integrante del proprio territorio, ha condannato la vendita di armi statunitense definendola un «atto pericoloso» che viola la sua sovranità. Pechino ha invitato Washington a rispettare il principio della «Una sola Cina» e a «cessare immediatamente di armare Taiwan». Pur affermando di perseguire una «riunificazione pacifica», la Cina ha avvertito che ricorrerà alla forza qualora Taiwan dichiari formalmente l’indipendenza.
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Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Cina
I mercati esagerano la possibilità di conflitto per Taiwano
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Cina
La Cina ha commissionato ufficialmente il Tokamak BEST
Il Tokamak superconduttore sperimentale a plasma (BEST) di Hefei, in Cina, è stato ufficialmente inaugurato il 1° ottobre.
Contemporaneamente, la struttura principale è entrata nella fase cruciale di assemblaggio dei «quattro anelli concentrici». Questi quattro anelli sono costituiti dalla camera a vuoto, dallo schermo termico, dal magnete toroidale e dai componenti interni di precisione, che vengono assemblati sequenzialmente dall’interno verso l’esterno.
Il BEST dovrebbe essere completato entro la fine del 2027, con una dimostrazione di produzione di energia da fusione deuterio-trizio prevista intorno al 2030.
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L’obiettivo è raggiungere un guadagno di fusione Q maggiore o uguale a 1, criterio per il «punto di pareggio» (il momento in cui l’energia o la potenza prodotta dalle reazioni di fusione è pari a quella somministrata dall’esterno per riscaldare e confinare il plasma), e mantenerlo per oltre 1000 secondi. Il successo del BEST convaliderà tecnologie come il ciclo del combustibile al trizio, il riscaldamento del plasma ad alta potenza e la manutenzione a distanza, in preparazione per la futura centrale a fusione dimostrativa CFEDR (Fusion Engineering Demonstration Reactor).
Come riportato dfa Renovatio 21, a gennaio la Cina aveva annunciato un’altra svolta nello sviluppo dell’energia termonucleare con il successo di un esperimento pubblicato su Science Advance snel progetto per il «Sole Artificiale» (Experimental Advanced Superconducting Tokamak, EAST Tokamak).
Come riportato da Renovatio 21, nel 2025 è stata inaugurata nella megalopoli cinese di Chengdu, in Cina, la seconda riunione ministeriale del World Fusion Energy Group dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), con 1.000 partecipanti.
Come riportato da Renovatio 21, nell’estate 2025 fa scienziati cinesi avevano introdotto un nuovo dispositivo di prova per la produzione di fusione.
Nel marzo dello scorso anno la Cina aveva fatto sapere che costruirà un reattore ibrido a fusione-fissione entro il 2030, con l’obiettivo di generare 100 megawatt di elettricità continua e connettersi alla rete nazionale entro la fine di questo decennio.
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Come riportato da Renovatio 21, la Cina sta portando avanti le ricerche sulla fusione da anni. La Cina ha accelerato con i suoi studi per la fusione dopo che negli scorsi anni un team di scienziati cinesi aveva affermato di aver trovato un metodo nuovo e più conveniente per il processo.
Una volta scoperto un processo stabile per ottenere la fusione, potrebbe entrare in giuoco l’Elio-3, una sostanza contenuta in grande abbondanza sulla Luna, dove la Cina, come noto, sta operando diverse missioni spaziali di successo. Da qui potrebbe svilupparsi definitivamente il ramo cosmico dello scacchiere internazionale, la geopolitica spaziale che qualcuno già chiama «astropolitica», e già si prospetta come un possibile teatro di guerra.
Un esperto di fusione, direttore del Plasma Science and Fusion Center del politecnico bostoniano MIT è stato assassinato l’anno scorso in un’oscura vicenda che ha visto il presunto sicario, che avrebbe ucciso altri studenti in un’altra università, trovato morto suicida pochi giorni dopo.
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Immagine di Eye Steel Film via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution 2.0 Generic
Cina
Il Pentagono raddoppia gli sforzi per contenere la Cina
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