Pedofilia
Kirk, un boomer ha cercato di «distrarre la polizia» dal vero tiratore
Subito dopo l’assassinio di Charlie Kirk è stato arrestato un uomo che si era avvicinato alla polizia urlando «gli ho sparato, ora sparate a me». George Zinn, 71 anni, è descritto come un «boomer» – cioè della generazione dei nati tra il 1946 e il 1964 – attivista di sinistra.
Questa azione ha distolto le risorse della polizia, probabilmente aiutando il vero tiratore a fuggire, secondo rapporti di polizia ora resi pubblici.
Giunto al dipartimento di polizia, Zinn ha chiesto un avvocato e affermato di non aver sparato a Kirk, ma di averlo fatto solo «per distogliere l’attenzione dal vero tiratore». Mentre veniva poi trasportato in ospedale per un problema di salute, Zinn fece commenti simili, aggiungendo che «voleva essere un martire per la persona che era stata colpita».
Quasi 48 ore dopo la sparatoria, Tyler Robinson, un politico di sinistra verificato con un fidanzato trans, è stato arrestato e accusato dopo che i suoi genitori conservatori lo avevano denunciato. Inizialmente, le bizzarre azioni di Zinn sono state sospettate da alcuni come un complotto organizzato in cui Zinn e Robinson facevano parte di una rete più ampia.
NEW: The 71-year-old audience member who was arrested at Charlie Kirk’s UVU event says he told cops he shot Kirk to distract police so the real shooter could escape.
“I shot him, now shoot me,” George Zinn allegedly said immediately after Kirk was shot.
While speaking to… pic.twitter.com/2JiwWXKgR3
— Collin Rugg (@CollinRugg) September 16, 2025
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Zinn è stato arrestato nella prigione della contea di Utah con l’accusa di ostruzione alla giustizia, un crimine di secondo grado.
Poi il colpo di scena oscuro: gli investigatori hanno rivelato che Zinn aveva immagini di pornografia infantile sul suo telefono. È accusato di quattro capi d’accusa per sfruttamento sessuale di minore dopo che la polizia ha trovato immagini di bambine in «varie fasi di svestizione e pose sessuali» sul telefono di Zinn. La polizia ha affermato che Zinn ha ammesso di aver ottenuto «gratificazione sessuale» dalla visualizzazione e dalla condivisione di quel tipo di immagini.
Lo sviluppo fa pensare a tanti casi simili, in cui attorno a perpetratori di violenze si cela la pedopornografia.
Molti ricordano che l’uomo ucciso in legittima difesa dal giovane Kyle Rittenhouse durante i moti BLM di Kenosha, in Wisconsin, Joseph Rosembaum, era stato condannato per pedofilia.
Come riportato da Renovatio 21, al figlio di Ryan Routh, il secondo attentatore di Donald Trump, fu trovata pedopornografia nei computer.
Il pattern pone delle domande serie: c’è una rete di pedofili goscisti che fiancheggia la violenza? Le immagini compromettenti sono inserite dalle autorità per incastrarli? Oppure c’è una naturale relazione tra pedofilia e violenza politica?
Su questo ultimo punto qualche ragguaglio è stato possibile vederlo durante l’istituzione della zona autonoma di Seattle lo scorso anno e negli scritti di Hakim Bey, teorico anarchico autore di controversi scritti su pedofilia e pederastia.
Un saggio sull’argomento, ci sembra, non è ancora stato scritto.
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Immagine screenshot da Twitter
Pedofilia
Singapore valuta la castrazione chimica per i pedofili
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Pedofilia
L’Algeria verso la pena di morte per rapitori e pedofili
Il presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha ordinato modifiche al codice penale del Paese nordafricano che consentano l’esecuzione capitale di chi venga condannato per rapimento o gravi maltrattamenti di minori.
La proposta di direttiva è stata avanzata durante una riunione del Consiglio dei ministri domenica scorsa, dopo l’indignazione pubblica per l’uccisione di un bambino di cinque anni avvenuta il mese scorso nella provincia di Blida. Il bambino era scomparso ad agosto e il suo corpo è stato successivamente ritrovato carbonizzato in una foresta vicino a Bouinan. La Gendarmeria nazionale ha dichiarato che quattro sospetti, tra cui una donna, sono stati arrestati, mentre un quinto è tuttora latitante.
Meriem Cherfi, a capo dell’organismo nazionale algerino per la protezione e la promozione dell’infanzia, ha accolto con favore il provvedimento, sostenendo che rafforzerà la deterrenza contro i crimini che prendono di mira i minori.
L’Algeria ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia nel 1993 e la Carta africana sui diritti e il benessere dell’infanzia nel 2003, entrambe le quali impongono agli Stati di proteggere i minori dalla violenza, dallo sfruttamento e dal rapimento. Tuttavia il Paese non è parte della Convenzione dell’Aia sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori.
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Secondo i dati citati dalla rete NADA per la difesa dei diritti dei bambini in uno studio accademico del 2026, in Algeria ogni anno circa 1.000 bambini sono vittime di rapimenti e tentativi di rapimento. L’indagine Multiple Indicator Cluster Survey (MIPS) del 2019 ha inoltre rilevato che l’84,1% dei bambini di età compresa tra uno e 14 anni aveva subito aggressioni psicologiche o punizioni fisiche da parte di chi si prendeva cura di loro nel mese precedente.
La ripresa delle esecuzioni porrebbe fine a una moratoria in vigore in Algeria da oltre trent’anni. Il Paese mantiene la pena capitale e i suoi tribunali continuano a emettere condanne a morte, ma nessuna esecuzione è stata effettuata dal 1993.
L’ultimo provvedimento fa seguito a un precedente ordine che prevedeva la pena di morte per chi fosse condannato per aver appiccato o commissionato incendi in modo intenzionale. Tebboune ha emesso il provvedimento sugli incendi dolosi dopo che, alla fine di agosto, vasti incendi hanno devastato il nord dell’Algeria, causando almeno 12 morti e ingenti danni.
Pene simili esistono anche in altre parti dell’Africa. L’Uganda prevede la pena di morte per abusi sessuali aggravati su minori, compresi i reati contro bambini di età inferiore ai 14 anni. Lo Stato di Kaduna, in Nigeria, ha introdotto nel 2020 la pena di morte e la castrazione chirurgica per gli adulti condannati per stupro di minori di 14 anni.
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Internet
Ingegnere Meta delle «esperienze digitali per bambini» arrestato per messaggi espliciti verso un’utente ritenuta minorenne
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DO NOT trust Mark Zuckerberg. His Platforms participate in Human Trafficking.
Never forget that Senator Hawley verbally destroyed Zuckerberg…and surprised him with the Trafficking Victims…at the Hearing…and forced him to apologize on National TV. pic.twitter.com/tjgTemIfJL — Liz Churchill (@liz_churchill10) December 13, 2024
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