Vaccini
Kennedy e il morbillo in Texas: la verità
Ha destato grande scalpore, non solo nel mondo antivaccinista, la notizia secondo cui il segretario alla Salute degli Stati Uniti Robert F. Kennedy Jr. ha annunciato l’invio di migliaia di dosi di vaccino in Texas, tra una serie iniziale di misure in risposta a un’epidemia locale di morbillo.
Kennedy è stato accusato per anni dai media mainstream di promuovere «teorie del complotto» su vaccini e nutrizione. L’etichetta affibiatagli negli USA è quella di antivaxxer, traducibile con l’espressione spregiativa italiana «no vax».
Ebbene, ora anche i no-vax, attivi su canali Telegram e su social vari, ora accusano Kennedy, assicurando che è «un venduto». Il tono di molti di questi messaggi lascia comprendere il perverso sollievo che provano alcuni: un mondo senza possibilità di sparire sul nemico è totalmente inagibile per le voci del dissenso a prescindere, quello che non vive senza urlare alla macchinazione permanente, macchinazione che non sanno definire, ma a cui per vivere devono abbaiare.
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Qualche lettore avrà veduto cosa circolava in rete perfino nei giorni in cui Kennedy era assurto alla più alta carica sanitaria del pianeta, in pratica l’evento più rilevante per il movimento antivaccinista degli ultimi due secoli e passa: è lì perché glielo hanno permesso, non sarebbe mai arrivato dov’è se non vi fosse un compromesso a monte o a valle, nulla cambierà, gli eroi non esistono, è tutto un magna-magna etc., e bla-bla-bla.
La storia del morbillo in Texas sembra aver dato fiato alla posizione dei telegrammari.
Cerchiamo di fare un po’ di ordine, razionalmente, sull’accaduto.
Il Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli Stati Uniti (HHS) «ha supportato il Dipartimento della Salute del Texas tramite assistenza tecnica e vaccini», ha scritto RFK Jr. in un post su X nel fine settimana, mentre elencava le misure adottate dal governo federale per aiutare le autorità statali a combattere la malattia. Ha anche affermato che sono state inviate lì 2.000 dosi del vaccino contro morbillo, parotite e rosolia (MPR).
L’attuale focolaio nello stato meridionale degli Stati Uniti ha colpito quasi 150 persone, per lo più bambini. Secondo le autorità sanitarie dello Stato, 116 casi hanno coinvolto minori di età inferiore ai 18 anni, con 79 casi confermati che hanno interessato individui che non hanno ricevuto il vaccino MPR e 62 casi in persone con stato vaccinale sconosciuto. Solo cinque delle persone colpite hanno fatto il vaccino.
Altre misure annunciate da RFK jr. riguardano il supporto di laboratorio per un migliore monitoraggio del virus e la comunicazione quotidiana con le autorità locali e il coordinamento degli sforzi di risposta. «Continueremo a finanziare il programma di immunizzazione del Texas», ha scritto RFK Jr. nel suo post, definendo l’arresto dell’epidemia «una priorità assoluta» per il suo team.
Kennedy ha sostenuto in un editoriale pubblicata sul sito di Fox News che spetta a ogni persona decidere se vaccinarsi o meno. «La decisione di vaccinarsi è personale», ha scritto nell’articolo di opinione, aggiungendo che i genitori svolgono un ruolo chiave in tali decisioni, quando si tratta di bambini. Ha anche incoraggiato tutti i genitori a «consultare i propri operatori sanitari per comprendere le proprie opzioni per vaccinarsi con il vaccino MPR».
È la famosa posizione free-vax, di cui tanti, che ora gridano al tradimento, si riempivano la bocca ancora ai tempi della Legge Lorenzin (1997), e prima. «Vaccino libero»: chi se lo vuole fare se lo faccia, ma sappia i rischi che corre. Per inciso, non è la posizione di Renovatio 21 che contesta la tecnologia stessa dei sieri – che alterano un sistema delicato e non ancora spiegato come quello immunitario – nonché ha seri dubbi sulle origini storiche (cioè, massoniche) della spinta alla vaccinazione di massa.
Ciò detto Kennedy non sembra aver detto qualcosa di diverso. La tutela della salute pubblica include «garantire la diffusione di informazioni accurate sulla sicurezza e l’efficacia dei vaccini», ha affermato il ministro della Salute americano. Come dire: daremo i vaccini, ma anche le informazioni a riguardo – qualcosa che prima, possiamo ammettere, non veniva fatto. Alzi la mano il dottore, il USA o in Italia, che poteva bisbigliare a dei genitori i possibili effetti collaterali dei vaccini pediatrici senza essere radiato.
Ma non importa: per la massa antivaccinara, Kennedy ha tradito.
Lo avevamo visto, durante la prima riunione di gabinetto, particolarmente duro in volto, come inserito in una gravitas davvero marmorea: le domande immediate dei giornalisti erano per lui, come sempre sui vaccini, e con il vento in poppa della presunta epidemia in Texas.
During a cabinet meeting, Health Secretary Robert F. Kennedy Jr. was asked about a measles outbreak that has killed one child and sickened nearly 140 people in Texas and New Mexico. pic.twitter.com/NFQRINhFJM
— The Wall Street Journal (@WSJ) February 27, 2025
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Lui aveva risposto secco: «Stiamo seguendo l’epidemia di morbillo ogni giorno (…) ci sono state quattro epidemie di morbillo quest’anno, l’anno scorso ve ne erano state 16. Quindi, non è raro».
Domanda fatta a stesso Trump, lì presente, seduto accanto a Kennedy. Quasi a dirgli: presidente, si rende conto? Perché non lo licenzia? È anche lei un no-vax, presidente? Possiamo finalmente dirlo?
Difficile uscire dal pensiero che si tratti di una trappola, basata sul solito ricatto. Perché qualsiasi mossa sarebbe stata letta come una prova del disastro mortale di avere un antivaccinista al potere. L’accusa la conoscete bene: mentre tu fai il no-vax, i bambini muoiono. L’avete già sentita per caso?
Lo abbiamo ripetuto spesso: il copione, per i mostri del sistema biofarmaceutico, non cambia di molto. Ricordate le epidemie di morbillo che casualmente scoppiavano a Disneyland? Poi Disneyland, il lettore di Renovatio 21 lo sa, divenne per coincidenza un hub vaccinale di massa per il COVID…
Ricordate che, non avendo Disneyland, ad un certo punto in Italia si parlò di Gardaland?
Era il giugno 2017: l’allora ministro della Salute Beatrice Lorenzin in una intervista affermò che «un Paese confinante del Veneto, non italiano, ha mandato, pochi giorni fa una circolare, pubblicata sui suoi giornali, con la quale invitava i bambini di quel Paese e i loro genitori a non andare a Gardaland a causa del basso tasso di immunizzazione per il morbillo». L’assessore alla Sanità del Veneto, Luca Coletto, contestò al ministro l’inesistenza di tale epidemia in Veneto, mentre l’amministratore delegato di Gardaland comunicò che «Gardaland tiene a chiarire che, all’interno del Parco, non c’è stato e non c’è alcun problema specifico legato alle vaccinazioni».
Gardaland, Disneyland. Sì, la sceneggiatura pare discostarsi di poco. Con il problema, tuttavia, che non si tratta di un film.
Credete che chi sta dall’altra parte del gioco non sia in grado di scatenare epidemie a piacimento? Credete che non vi sia la possibilità che per terminare il mandato dell’avvocato Kennedy – la più grande minaccia che Big Pharma ha mai subito negli ultimi cento anni e più – questi scatenino una tempesta che, urlo dopo urlo in un’emergenza artificiale, lo rovini politicamente per sempre? Credete che non abbiano i laboratori per farlo? Credete che non abbiano il coraggio – o l’orrida viltà, la crudeltà estrema – necessari?
Ad ogni modo, se i no-vax telegrammati hanno abboccato, la grande stampa no: ecco che nelle ultime ore si manifesta una gragnuola contro il Kennedy e il suo modo di trattare «l’emergenza» texana del morbillo.
«Invece dei vaccini, RFK Jr. si concentra su trattamenti non convenzionali contro il morbillo, alimentando le preoccupazioni sulla disinformazione» scriveva ieri la CNN, accusando il segretario alla Sanità di «basarsi molto sul trattamento con vitamina A, così come sui “buoni risultati” ottenuti dall’uso dello steroide budesonide, dell’antibiotico claritromicina e dell’olio di fegato di merluzzo».
Piatto ricco mi ci ficco per il New York Times: «Mentre il morbillo si diffonde, Kennedy abbraccia rimedi come l’olio di fegato di merluzzo».
NBC News: «I medici sono diffidenti nei confronti della risposta di Kennedy all’epidemia di morbillo». Eccoli, sono tornati «gli esperti».
Il Washington Post: «Il focus di RFK jr. sulla vitamina A preoccupa gli esperti».
Il Guardian, giornale della sinistra britannica: «RFK Jr. lancia l’allarme dopo aver sostenuto le vitamine per curare il morbillo durante l’epidemia».
Ci risiamo: battaglia contro la vitamina, stavolta la A. Anche qui, vi ricorda qualcosa?
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Rammentiamo che, riguardo proprio al morbillo e al vaccino MPR proprio Kennedy e il suo gruppo hanno portato avanti una battaglia senza quartiere in questi anni, sottolineando la possibile correlazione con l’autismo, in piena consonanza con il dottor Andrew Wakefield, il medico che ha sacrificato la sua carriera alla causa, dopo che quasi trent’anni fa pubblicò, con un’altra diecina di persone, un paper in cui mostrava che un qualche rapporto tra quella vaccinazione e i disturbi dello spettro autistico potevano esserci.
La stessa candidata vicepresidente della campagna Kennedy, Nicole Shanahan, si è mostrata pubblicamente con Wakefield – persona non grata del mainstream: anche i giornali italiani non lo nominano senza scrivere prima l’aggettivo «discreditato» – poco tempo fa, e lo ha pure ringraziato durante un evento pubblico con Tucker Carlson, indicandolo in mezzo al pubblico.
È dura quindi pensare che la battaglia di Kennedy si sia conclusa. Anzi: abbiamo visto che nella mischia c’è anche, dichiarato, lo stesso Trump.
Tuttavia, se agli scappati di casa di Telegram, con la loro ignoranza finto-iconoclasta, piace pensarlo, pazienza, non è illegale. Sappiano tuttavia che anche quello è un siero, una droga: sono spacciatori dipendenti dalla dopamina, e iniettati di risentimento.
Non sembrano, tuttavia, le persone più sane cui prestare ascolto. Né quelle in grado di portare la battaglia fino in fondo.
Roberto Dal Bosco
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Immagine di Gage Skidmore via Flickr pubblicata su licenza CC BY-SA 2.0
Vaccini
Pfizer blocca i fondi del controllo del traffico aereo per la controversia con Polonia e Romania sul vaccino COVID
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L’UE non ha rivelato i messaggi di testo dell’amministratore delegato di Pfizer, nonostante la sentenza
Il contratto tra l’UE e Pfizer è da tempo oggetto di critiche. Per Wojdyga, la questione centrale non è se Pfizer abbia diritto a riscuotere quanto le è dovuto, bensì come le autorità europee e nazionali abbiano permesso la firma di un accordo così «ampio, costoso e unilaterale, lasciando ai contribuenti la maggior parte del rischio». Secondo Brussels Signal, il contratto da 35 miliardi di euro tra l’UE e Pfizer «è stato uno dei più grandi nella storia degli appalti pubblici dell’UE». È stato firmato in un contesto di «accuse secondo cui l’UE potrebbe aver pagato fino a quindici volte il costo di produzione per dose, sollevando preoccupazioni sul fatto che miliardi di fondi pubblici siano stati versati in eccesso». Sussistono inoltre interrogativi su come la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen abbia negoziato il contratto con l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla, e su potenziali conflitti di interesse tra le due parti. Lo scorso anno, la Corte di giustizia europea ha stabilito che la Commissione Europea ha violato il diritto dell’UE negando al New York Times la richiesta di visionare i messaggi di testo relativi al contratto tra von der Leyen e Bourla. La Commissione Europea ha affermato di non essere in possesso dei messaggi di testo. Tuttavia, secondo la sentenza, la Commissione non ha fornito «spiegazioni plausibili» per giustificare «l’inesistenza o il mancato possesso» dei documenti. In precedenza, la Commissione aveva sostenuto che i messaggi non potevano essere considerati documenti, secondo quanto riportato da Politico. Nel 2024, la Corte di giustizia europea ha stabilito che la decisione della Commissione di oscurare in modo significativo parti cruciali dei contratti per i vaccini contro il COVID-19 stipulati con le aziende farmaceutiche durante la pandemia violava le norme sulla trasparenza. Nel 2023, il Parlamento Europeo ha bloccato un tentativo di controinterrogare von der Leyen in merito ai messaggi di testo. L’anno precedente, Bourla si era rifiutato di testimoniare davanti al Parlamento europeo sui termini del contratto. Secondo Brussels Signal, «l’attenzione si è concentrata su potenziali conflitti di interesse che coinvolgono la famiglia di von der Leyen», poiché suo marito Heiko «è il direttore medico di Orgenesisi, un’azienda biotecnologica che ha ricevuto finanziamenti dall’UE e ha collaborato con Pfizer». Secondo l’attivista Frederic Baldan, CEO di CEBiz: «Ursula von der Leyen, senza alcun mandato, scavalcò le commissioni e negoziò direttamente con Albert Bourla tramite messaggi Signal programmati per autodistruggersi. In questo modo eluse le garanzie anticorruzione della sua stessa Commissione. Il prezzo aumentò in modo inspiegabile e le quantità ordinate divennero folli». Wojdyga ha osservato che la Commissione non ha impugnato in tempo la sentenza del 2025, «rendendola definitiva». Tuttavia, i messaggi di testo non sono ancora stati resi pubblici. Gheorghe Piperea, membro del Parlamento europeo, ha affermato che «il contenuto di quei messaggi rimane segreto tuttora». Documenti trapelati nel 2022 hanno dimostrato che funzionari statunitensi ed europei hanno fatto pressioni sulle autorità di regolamentazione farmaceutica europee affinché accelerassero l’approvazione del vaccino anti-COVID-19 di Pfizer-BioNTech, nonostante le preoccupazioni sulla sua sicurezza. Secondo il politologo rumeno Dragos Moldoveanu, restano dei dubbi su come le parti abbiano determinato il numero di dosi che ciascun Paese avrebbe ricevuto in base all’accordo. «La Romania ha ordinato 120 milioni di dosi di vaccino, basandosi su una “strategia adottata a livello UE”, nonostante la sua popolazione sia inferiore a 20 milioni di persone», ha affermato Moldoveanu. Secondo Piperea, il contratto tra l’UE e Pfizer «non avrebbe mai dovuto esistere», perché l’UE si è arrogata poteri che non le competono in base ai trattati dell’Unione Europea. «La Commissione ha violato il principio di sussidiarietà che disciplina le competenze condivise tra la Commissione e gli Stati membri. La politica sanitaria rientra nelle competenze degli Stati membri, non della Commissione. Gli Stati membri possono essere supportati in queste politiche sanitarie, ma non possono essere sostituiti dalla Commissione», ha affermato Piperea. Ciò significa anche che, se Pfizer riteneva che i termini del contratto fossero stati violati, avrebbe dovuto chiedere un risarcimento danni all’UE, non a singoli Stati come la Romania e la Polonia. Tuttavia, citare in giudizio l’UE avrebbe rivelato «che la cerchia estremamente ristretta di persone che ha condotto i negoziati — von der Leyen… insieme a due o tre direttori anonimi dell’Agenzia europea per i medicinali — non possedeva né la competenza né il mandato per vincolare gli Stati membri ai pagamenti», ha affermato Piperea. Wojdyga ha affermato che tutti i 27 governi dell’UE erano rappresentati nel comitato direttivo, mentre il gruppo negoziale congiunto con Pfizer «comprendeva la Commissione e sette Stati membri, tra cui la Polonia». Secondo i termini dell’accordo, gli Stati membri erano responsabili dell’effettuazione degli ordini, dei pagamenti e dell’accettazione delle consegne. Tuttavia, «il processo decisionale è importante», ha affermato Wojdyga. «Una volta presentati i termini di un accordo, uno Stato membro aveva solo cinque giorni lavorativi per recedere», dopodiché la sua accettazione era considerata giuridicamente vincolante. Ha aggiunto: «In teoria, quindi, i governi avevano una scelta. In realtà, avevano solo pochi giorni per valutare impegni finanziari complessi e pluriennali nel bel mezzo di una pandemia, sotto un’intensa pressione politica e nel timore di una carenza di vaccini. Ciò ha sottoposto i governi nazionali a una notevole pressione temporale e ha limitato la loro capacità di effettuare una revisione completa dal punto di vista legale, finanziario e della salute pubblica». Baldan, che nel 2023 ha avviato un procedimento penale contro Pfizer contestando il contratto, ha affermato che, in una seduta a porte chiuse, gli avvocati di Ungheria e Polonia hanno confermato di «non aver mai conferito alcun mandato negoziale a von der Leyen» e che gli ordini di vaccini erano stati effettuati a livello UE e risultavano «inspiegabili» ai loro occhi. Baldan ha affermato che il caso ha portato a una relazione di 1.000 pagine redatta dall’unità anticorruzione della Polizia federale belga, la quale ha concluso che «vi sono elementi sufficienti per accertare i reati». Tuttavia, la polizia belga ha affidato l’indagine alla Procura europea, che ha chiesto l’annullamento del procedimento. «È questo che ha permesso a Pfizer di riprendere le sue azioni legali civili e ottenere sentenze contro gli Stati membri che si rifiutavano di pagare», ha affermato Baldan.Aiuta Renovatio 21
Pfizer ha messo in pericolo il traffico aereo e la sicurezza pubblica in Polonia e Romania?
Rimangono dubbi sul fatto che il congelamento da parte di Pfizer dei fondi destinati al controllo del traffico aereo di Polonia e Romania, gestiti da Eurocontrol, possa mettere a rischio i viaggi aerei e la sicurezza pubblica. Secondo TVP World, i fondi congelati «sono cruciali» perché costituiscono oltre l’80% delle entrate dell’agenzia polacca per il controllo del traffico aereo, la Polish Air Navigation Services Agency (PANSA, o PAZP). Senza i fondi, l’agenzia «potrebbe perdere rapidamente liquidità finanziaria, rendendo impossibile pagare centinaia di controllori del traffico aereo, il cui lavoro è essenziale per ogni aereo passeggeri che decolla, atterra o sorvola in sicurezza lo spazio aereo polacco», ha riportato Brussels Signal. PANSA potrebbe inoltre perdere la capacità di mantenere infrastrutture critiche, tra cui installazioni radar e sistemi di comunicazione. «Per i cittadini comuni, ciò potrebbe significare voli cancellati e persino la chiusura dello spazio aereo polacco», ha riportato Brussels Signal. Secondo quanto riportato da Romania Insider, i fondi congelati equivalgono allo 0,2% del PIL, rappresentando «un onere significativo in un momento in cui il governo sta cercando di ridurre il deficit fiscale». Piperea ha affermato che la sentenza di aprile «è giunta in un momento quanto mai inopportuno per la Romania, nel pieno di una recessione e di un grave deficit di bilancio». «La Pfizer mette in pericolo la salute pubblica lasciando senza fondi l’agenzia di controllo del traffico aereo ROMATSA e il bilancio statale, già insufficiente e incapace di far fronte a pensioni, indennità, sussidi per le persone con disabilità e simili». Wojdyga ha affermato che le azioni di Pfizer sono legali, ma sollevano dei dubbi. «Non equiparerei automaticamente il congelamento dei fondi dovuti alle agenzie di navigazione aerea di Polonia e Romania a una minaccia immediata per la sicurezza dei passeggeri. Entrambe le agenzie sono ancora operative ed entrambi i governi hanno affermato che proteggeranno la loro stabilità finanziaria e manterranno i servizi attivi. Pfizer ha inoltre il diritto di far valere le proprie pretese attraverso mezzi legali». «Detto questo, colpire la principale fonte di finanziamento delle agenzie responsabili della sicurezza del traffico aereo è destinato a sollevare preoccupazioni, soprattutto considerando che nessuna delle due agenzie era parte del contratto per i vaccini». «È improbabile che Pfizer chiuda lo spazio aereo polacco. Tuttavia, prendendo di mira i ricavi di PAZP, ha dimostrato come un contratto pubblico mal concepito possa creare problemi che vanno ben oltre l’oggetto originario dell’accordo», ha scritto il WEI. Michael Nevradakis Ph.D. © 30luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Vaccini
Padre australiano ha ricevuto un risarcimento di 4,5 milioni di dollari per danni causati dal vaccino anti-COVID
Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense.
Chris Nemeth, padre di due figli di Melbourne, avrebbe ricevuto, secondo quanto riportato da diversi media, il più grande risarcimento individuale per danni da vaccino anti-COVID-19 mai erogato in Australia: 4,5 milioni di dollari. Nemeth ha sviluppato una polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica, una rara malattia neurologica autoimmune, in seguito alla sua prima dose del vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca, somministrata nel luglio 2021.
Chris Nemeth, padre di due figli di Melbourne, avrebbe ricevuto quello che diversi media descrivono come il più grande risarcimento individuale per danni da vaccino anti-COVID-19 mai concesso in Australia, evidenziando sia la rarità di gravi lesioni correlate al vaccino, sia le continue preoccupazioni relative al processo di risarcimento nel Paese.
Nemeth ha sviluppato una polineuropatia demielinizzante infiammatoria cronica (CIDP), una rara malattia neurologica autoimmune che colpisce i nervi periferici, in seguito alla sua prima somministrazione del vaccino anti-COVID-19 di AstraZeneca nel luglio 2021.
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Secondo quanto riportato dai media australiani, la sua condizione è stata riconosciuta nell’ambito del programma federale di risarcimento per i vaccini anti-COVID-19, che prevede anni di valutazioni mediche e un’ampia documentazione prima che venga offerto un indennizzo.
Nemeth ha raccontato di aver dovuto reimparare a camminare dopo la malattia e ora necessita di continue infusioni di immunoglobuline.
La giornalista Aisling O’Loughlin ha recentemente riferito che l’accordo raggiunto da Nemeth ammontava a circa 6,5 milioni di dollari australiani (4,5 milioni di dollari statunitensi), descrivendolo come il più grande risarcimento individuale noto nell’ambito del programma australiano di risarcimento per i vaccini contro il COVID-19.
Tuttavia, né Services Australia né il Dipartimento della Salute, della Disabilità e dell’Invecchiamento hanno confermato pubblicamente l’importo del risarcimento riportato.
L’Australia ha istituito il suo sistema di risarcimento senza colpa per i vaccini COVID-19 nel 2021 per compensare le persone che hanno subito gravi eventi avversi ritenuti probabilmente collegati alla vaccinazione contro il COVID-19.
Il programma ha chiuso le nuove domande a settembre 2024, ma continua a elaborare le richieste già presentate. Secondo l’Australian Broadcasting Corporation (ABC), sono state presentate quasi 5.000 richieste, di cui circa 560 hanno portato a un risarcimento totale di oltre 40 milioni di dollari australiani (28 milioni di dollari statunitensi), mentre centinaia di richieste rimangono ancora irrisolte.
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Il caso di Nemeth è diventato emblematico delle più ampie critiche che circondano il programma di risarcimento. Le indagini dell’ABC hanno documentato le testimonianze dei richiedenti riguardo ai lunghi ritardi, alle complesse procedure amministrative e alle notevoli difficoltà finanziarie ed emotive affrontate in attesa di una decisione.
Le autorità australiane hanno riconosciuto la necessità di valutare gli insegnamenti tratti dal programma attuato durante la pandemia di COVID-19, nell’ottica di un quadro normativo permanente più ampio per il risarcimento dei danni da vaccino senza colpa.
Sebbene le autorità sanitarie pubbliche continuino a concludere che gli eventi avversi gravi successivi alla vaccinazione contro il COVID-19 rimangono rari e che la vaccinazione ha apportato notevoli benefici alla salute pubblica durante la pandemia, il caso di Nemeth sottolinea l’importanza di mantenere sistemi di risarcimento trasparenti, efficienti e credibili per il piccolo numero di individui i cui danni vengono riconosciuti come correlati al vaccino.
Originariamente pubblicato da TrialSite News.
© 22luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.
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Vaccini
La campagna di vaccinazione contro l’HPV del governo indiano è oggetto di contestazione legale.
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Precedentemente classificato come «abuso su minori» da un’indagine governativa
A partire dal 2006, PATH ha violato le leggi indiane per testare segretamente Gardasil e il vaccino contro l’HPV Cervarix di GlaxoSmithKline su 24.000 ragazze indiane di età compresa tra i 10 e i 14 anni. Il progetto è stato finanziato anche da Merck e GlaxoSmithKline ed è stato condotto in collaborazione con l’Indian Council of Medical Research (ICMR) e i governi statali in cui il farmaco è stato testato. Il governo ha sospeso il progetto nel 2010 in seguito alle proteste per la morte di sette ragazze che avevano ricevuto il vaccino. La Commissione parlamentare permanente per la salute e il benessere familiare ha avviato un’inchiesta e ne ha pubblicato i risultati nel 2013. Il comitato ha riscontrato negligenza da parte di molte delle istituzioni coinvolte, tra cui PATH e l’ICMR. Sebbene gli sponsor avessero definito la campagna di vaccinazione un «progetto dimostrativo», il comitato ha stabilito che si trattava in realtà di una sperimentazione clinica. È emerso che il progetto «ha violato tutte le leggi e i regolamenti stabiliti dal governo per le sperimentazioni cliniche. Nel farlo, il suo unico scopo è stato quello di promuovere gli interessi commerciali dei produttori di vaccini contro l’HPV, che avrebbero tratto enormi profitti se PATH fosse riuscita a far includere il vaccino contro l’HPV nel Programma di Immunizzazione Universale (UIP) del Paese». Secondo il rapporto, non vi è stato alcun consenso informato né per le ragazze né per i loro genitori, e non sono stati effettuati né controlli di follow-up né segnalazioni adeguate degli eventi avversi e degli eventi avversi gravi associati al vaccino. La commissione ha concluso che il processo costituiva un «caso accertato di abuso su minori» e ha raccomandato al governo di intraprendere azioni contro PATH. PATH contestò le conclusioni della commissione. Non furono mai presentate accuse penali.Aiuta Renovatio 21
La storia si ripete: stesso vaccino, stesse domande senza risposta
La nuova campagna rappresenta un ulteriore passo avanti verso l’inclusione del vaccino contro l’HPV nel Programma di Immunizzazione Universale. Secondo il Business Standard, una versione indiana del vaccino, denominata Cervavac, è attualmente in fase di sperimentazione clinica e si prevede che verrà presa in considerazione per l’inclusione nel programma dopo il 2027. Quando la campagna è stata lanciata a febbraio, Donthi Narasimha Reddy, Ph.D., visiting senior fellow presso l’Impact and Policy Research Institute, ha richiesto una revisione scientifica indipendente dell’ultima campagna di vaccinazione contro l’HPV in una lettera del 1° marzo indirizzata al Ministro della Salute indiano JP Nadda. Reddy ha sollevato alcune delle stesse preoccupazioni delineate nella causa di interesse pubblico, sostenendo che in India esistono gravi e persistenti problemi relativi al vaccino contro l’HPV. Ha affermato che nella nuova campagna manca la trasparenza e non esiste un meccanismo chiaro per la segnalazione degli eventi avversi. Non sono state indicate misure a livello distrettuale per la segnalazione degli eventi avversi, né metodi di segnalazione cartacei per le aree non coperte dal servizio sanitario nazionale, né la divulgazione pubblica obbligatoria dei dati aggregati sugli eventi avversi. «L’assenza di segnalazioni non è sinonimo di sicurezza», ha scritto nella sua lettera al ministro della Salute. Il vaccino Gardasil è stato collegato a una miriade di eventi avversi. Alcuni dei danni più comuni includono patologie autoimmuni e neurologiche invalidanti in modo permanente, come la sindrome da tachicardia ortostatica posturale (POTS), la fibromialgia e l’encefalomielite mialgica/sindrome da fatica cronica. Sono state segnalate migliaia di reazioni avverse in tutto il mondo. La letteratura scientifica peer-reviewed proveniente da Stati Uniti, Australia, Danimarca, Svezia, Francia e Giappone, nonché le statistiche pubblicate dalle agenzie di sanità pubblica di ciascuno di questi paesi, dimostrano plausibili associazioni tra la vaccinazione contro l’HPV e le malattie autoimmuni. Di recente, la Merck ha raggiunto un accordo extragiudiziale negli Stati Uniti in centinaia di cause intentate contro di lei per gravi effetti collaterali causati dal vaccino. Le vendite di Gardasil sono in caduta libera : -40% a livello globale tra il 2024 e il 2025, in parte a causa del crollo della domanda in Cina, poi un ulteriore calo del 22% nel primo trimestre del 2026, con cali notevoli in Giappone e negli Stati Uniti. Contemporaneamente, è in corso una campagna internazionale, finanziata in gran parte dalla Fondazione Gates, per vaccinare 86 milioni di ragazze nei paesi a basso e medio reddito contro l’HPV. Brenda Baletti Ph.D. © 23 luglio 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD. Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
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