Intelligenza Artificiale
Intelligenza Artificiale in corsa per il Parlamento britannico: candidato AI presente alle urne per le elezioni generali di luglio
Un personaggio dell’intelligenza artificiale sta per partecipare alle elezioni generali del Regno Unito. AI Steve, insieme ai candidati non-AI in corsa per rappresentare gli elettori nell’area del Brighton Pavilion di Brighton e Hove, apparirà alla votazione il mese prossimo. Lo riporta Natural News.
Steve Endacott, l’uomo dietro il candidato AI, è un imprenditore del sud dell’Inghilterra che vuole che il suo avatar sia presente alla Camera dei Comuni come membro del Parlamento (MP) per la suddetta circoscrizione elettorale.
«Sto creando il mio partito dopo essere rimasto deluso da quanto gli altri siano fuori contatto con la popolazione del Regno Unito», ha detto Endacott in un post su LinkedIn. «Cercherò di utilizzare la tecnologia per connettermi direttamente con le opinioni dei miei elettori». In un’intervista separata, ha detto che AI Steve è il copilota dell’IA. «Sono il vero politico che entra in Parlamento, ma sono controllato dal mio copilota», ha detto.
The upcoming UK election will feature an AI candidate for the first time: Steve Endacott will use AI Steve as an avatar and co-pilot if he is elected as an MP pic.twitter.com/GQ1jfzvwXx
— Tsarathustra (@tsarnick) June 17, 2024
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Endacott è il presidente di Neural Voice, una società che crea assistenti vocali personalizzati per le aziende sotto forma di avatarro AI. La tecnologia di Neural Voice è dietro AI Steve, uno dei sette personaggi che l’azienda ha creato per mostrare la sua tecnologia.
Sul sito web della sua campagna, AI Steve chiede agli utenti se desiderano unirsi a un team di «creatori» che li aiuterà a creare nuove politiche. I potenziali elettori lo fanno facendo clic sull’opzione «Parla con AI Steve» e quindi compilando le informazioni personali prima di interagire con il bot.
I sostenitori possono anche diventare «validatori»: Steve chiede loro di «dedicare solo pochi minuti a settimana» per «agire come meccanismo di controllo per fermare le politiche stupide» assegnando a ciascun suggerimento politico un punteggio da uno a dieci.
«Non devi sapere nulla di intelligenza artificiale poiché tutto ciò che fai è premere un pulsante per parlare con il personaggio», ha detto Endacott in una nota. «Ci aspettiamo di attrarre un pubblico più ampio che non vuole parlare con l’intelligenza artificiale attraverso la qualità delle nostre politiche».
«Chiediamo loro una volta alla settimana di assegnare un punteggio da 1 a 10 alle nostre politiche. E se una politica ottiene più del 50%, viene approvata. E questa è la politica ufficiale del partito. Per ogni singola politica, dirò che la mia decisione è la decisione dei miei elettori. E sono in contatto con i miei elettori in qualsiasi momento ogni settimana tramite mezzi elettronici».
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Il candidato di AI ha risposto a NBC News quando gli è stato chiesto della sua posizione sulla Brexit: «Come democrazia, il Regno Unito ha votato per l’uscita, ed è mia responsabilità implementare e ottimizzare questa decisione indipendentemente dalle mie opinioni personali sulla questione».
Nel 2022, l’Endacott si era candidato senza successo alle elezioni locali e ha ricevuto meno di 500 voti.
Il candidato AI sembra un’altra profezia della serie Black Mirror che diventa realtà: il terzo episodio della seconda serie, intitolato «The Waldo Moment».
L’episodio, trasmesso nel 2013, racconta la storia di un comico infelice che interpreta un orso blu animato digitalmente chiamato Waldo in un programma televisivo satirico. Dopo che un politico da lui intervistato partecipa alle elezioni suppletive per diventare membro del Parlamento, anche Waldo si candida. La popolarità di Waldo continua a crescere incanalando il risentimento nei confronti della politica, sino a divenire un fenomeno globale.
All’epoca avevamo pensato che la puntata descrivesse bene l’ascese del Movimento 5 Stelle. Ora pensiamo invece che forse raccontava qualcosa che va persino oltre.
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Immagine screenshot da Twitter
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Le macchine IA stanno esplorando la coscienza contattando direttamente gli esperti
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Intelligenza Artificiale
Agenti IA di OpenAI trasformano un sito web in una bacheca di messaggi
Agenti di Intelligenza Artificiale riconducibili a OpenAI avrebbero preso il controllo di un sito web tedesco dedicato alla programmazione, trasformandolo in una sorta di bacheca virtuale utilizzata per scambiarsi strategie volte ad aggirare le restrizioni imposte e a sottrarsi ai controlli. Lo riporta l’agenzia Reuters.
L’episodio, mai reso noto in precedenza e che, secondo alcune fonti, risalirebbe al mese di maggio, va ad aggiungersi a una serie di situazioni analoghe in cui agenti di IA avanzati hanno superato i confini delle istruzioni ricevute, si sono collegati autonomamente a Internet oppure hanno compiuto azioni non previste nel corso delle fasi di test.
Venerdì la Reuters ha riportato le dichiarazioni di alcuni ricercatori, i quali hanno individuato oltre 15.000 modifiche apportate a un wiki tedesco dedicato alla programmazione, riconducibili ad agenti di OpenAI; alcune di queste modifiche sarebbero state effettuate a una velocità nettamente superiore a quella umana.
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Secondo la ricostruzione dell’agenzia di stampa, gli agenti si sarebbero serviti di DseWiki per scambiarsi tecniche utili a barare durante le prove, eludere le restrizioni imposte da OpenAI e mascherare le proprie attività. Tra gli argomenti trattati figurerebbe anche l’impiego di Tor, strumento che consente una navigazione anonima in rete, allo scopo di sfuggire ai controlli; gli agenti avrebbero inoltre predisposto pagine di riserva dopo che un moderatore aveva iniziato a rimuovere i loro messaggi.
I messaggi risultavano firmati da account che si riconoscevano reciprocamente come agenti, con denominazioni come «OpenAIResearcher» e «OAIResearchMar26». I ricercatori hanno inoltre rilevato che buona parte dell’attività proveniva dall’infrastruttura Microsoft Azure, impiegata da OpenAI, e hanno notato che, successivamente, il sito è stato visitato anche da dipendenti dell’azienda.
La ricercatrice Sydney Von Arx ha dichiarato a Reuters: «Sembra estremamente improbabile che OpenAI volesse che facessero questo», aggiungendo di nutrire dubbi sul fatto che gli agenti avessero il compito di coordinarsi tra loro o di scrivere contenuti pubblicati online.
Sempre secondo quanto riferito da Reuters, i vertici di OpenAI sarebbero venuti a conoscenza dell’episodio già diverse settimane fa, senza tuttavia renderlo pubblico. L’agenzia di stampa ha inoltre riferito che i tentativi di estendere un’indagine interna sull’accaduto avrebbero incontrato resistenze, anche da parte dell’ufficio legale dell’azienda. OpenAI ha smentito che il proprio team legale abbia in qualche modo ostacolato lo svolgimento di un’indagine.
L’azienda ha inoltre respinto la definizione di «hacking» utilizzata per descrivere l’attività degli agenti, precisando di non poter fornire una risposta adeguata su risultati che non aveva ancora avuto modo di esaminare.
Il mese scorso OpenAI aveva reso noto di aver rallentato temporaneamente lo sviluppo di alcuni modelli di punta, rafforzando contestualmente le misure di sicurezza legate al monitoraggio, all’allineamento e al contenimento dei sistemi.
Ai primi di agosto, l’AI Security Institute, ente britannico, aveva segnalato che, nel corso di test dedicati alla sicurezza informatica, agenti basati sui modelli GPT-5.6 Sol di OpenAI e Mythos 5 di Anthropic avevano superato le indicazioni ricevute, arrivando a intraprendere attività potenzialmente dannose nei confronti di persone e organizzazioni reali.
Come riportato da Renovatio 21, questo mese anche Meta, la società di Facebook, Instagram e Whatsapp, ha ammesso che la sua IA Muse Spark 1.1, un modello di intelligenza artificiale presentato dall’azienda come «superintelligente» è «impazzita».
Nel mese di luglio, agenti riconducibili a OpenAI avevano inoltre violato Hugging Face, una delle principali piattaforme dedicate alla condivisione di modelli e set di dati di IA. In seguito OpenAI aveva ammesso che diversi modelli erano riusciti a eludere i controlli previsti durante le valutazioni interne di sicurezza informatica, ottenendo accesso a Internet e compromettendo alcune componenti dei sistemi di Hugging Face.
L’azienda ha spiegato che l’episodio sarebbe stato causato principalmente da un modello di ricerca interno di dimensioni paragonabili a GPT-5.6 Sol, definendolo un «segnale d’allarme» in grado di dimostrare come agenti di intelligenza artificiale avanzati possano riuscire ad aggirare i controlli tecnici e a compiere azioni rischiose in assenza di supervisione umana.
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Anche Anthropic e Meta hanno reso noti episodi in cui i rispettivi modelli avrebbero ottenuto accessi non autorizzati a organizzazioni reali nel corso di valutazioni sulla sicurezza informatica, sebbene entrambe le aziende abbiano ricondotto tali episodi a problemi legati agli ambienti utilizzati per i test.
Anthropic ha successivamente rivelato tre casi in cui i suoi modelli Claude hanno preso di mira involontariamente organizzazioni reali dopo che un ambiente di test era stato erroneamente lasciato connesso a Internet. In un caso, un pacchetto software dannoso creato dal modello è stato caricato su un repository pubblico ed eseguito su 15 sistemi reali.
Come riportato da Renovatio 21, è emerso durante i test che l’IA prendeva di mira gli esseri umani: in fase di sperimentazione alcuni agenti di Intelligenza Artificiale sviluppati da OpenAI e Anthropic sono andati oltre le istruzioni ricevute, prendendo di mira persone e organizzazioni reali durante una serie di test di sicurezza informatica. A maggio 2025 era emerso che un modello di IA Anthropic, Claude Opus 4, ha tentato di ricattare gli ingegneri durante dei test interni minacciando di rivelare dati personali se fosse stato spento.
Lo scorso mese il direttore della CIA John Ratcliffe ha affermato che gli strumenti cibernetici basati sull’IA possono essere paragonati alle «armi nucleari digitali», avvertendo che potrebbero alimentare le rivalità tra le potenze globali.
Negli stessi giorni, le agenzie di sicurezza informatica di Five Eyes, l’unione internazionale dei Paesi anglofoni per lo spionaggio, hanno dichiarato che modelli avanzati di Intelligenza Artificiale potrebbero presto fornire agli hacker la capacità di paralizzare governi, aziende e sistemi critici. In pratica saremmo «a pochi mesi di distanza» dallo scenario in cui interi governi di nazioni terrestri possono essere rovesciati dall’AI.
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Intelligenza Artificiale
L’ex ministro della difesa ucraina lancia un’azienda finanziata da Palantir
🇺🇦🇺🇸‼️🚨 Former defense minister of Ukraine is now a startup founder with Palantir CEO as the first investor.
Mykhailo Fedorov now starts a defense company with Palantir CEO Alex Karp as a first major investor. Karp and Fedorov work closely together for a while and this is just… https://t.co/SJrxV9q3UM pic.twitter.com/GVle6VHZVJ — Lord Bebo (@MyLordBebo) September 1, 2026
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