Pensiero
Il viaggio di Bergoglio in Canada: il commento di Mons. Viganò
Renovatio 21 pubblica questo commento di Monsignor Carlo Maria Viganò. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.
REDDE RATIONEM VILLICATIONIS TUÆ, JAM ENIM NON POTERIS VILLICARE
«My wife,
when asked who converted her to Catholicism,
always answers, “the devil”».
G.K. Chesterton
Non è un caso se Satana è chiamato διάβολος, nel duplice significato di mentitore e accusatore.
Satana mente perché odia la Verità, ossia Dio nel Suo essere. Mente perché se affermasse il vero scoprirebbe i propri inganni. Mente perché solo con la menzogna egli può essere anche accusatore dei nostri fratelli, «colui che giorno e notte li accusava davanti al nostro Dio» (Ap 12. 10).
E come la Vergine Santissima, tabernacolo della Verità incarnata, è advocata nostra, così Satana è nostro accusatore e ispiratore dei falsi testimoni contro i giusti.
La Rivoluzione – che è capovolgimento del kosmos divino per instaurare il chaos infernale – non avendo argomenti per screditare la Chiesa di Cristo e la società cristiana che da essa è ispirata e guidata attraverso i secoli, ricorre alla calunnia e alla manipolazione della realtà.
La Cancel Culture non è altro che il tentativo di mettere sotto processo la Civitas Dei per condannarla senza prove, imponendo la civitas diaboli come suo contraltare di presunta libertà, di uguaglianza, di fraternità. Per far ciò, come è evidente, essa impedisce alle masse la conoscenza e il sapere, perché il suo inganno è fondato sull’ignoranza e sulla malafede.
Questa premessa è necessaria per comprendere la gravità del comportamento di chi usurpa il potere vicario derivante dalla suprema Autorità della Chiesa per calunniarla e accusarla dinanzi al mondo, in una grottesca parodia del processo di Cristo dinanzi al Sinedrio e a Pilato.
Anche in quell’occasione l’autorità civile ascoltò le false accuse mosse contro Nostro Signore, e pur riconoscendo la Sua innocenza, per accontentare il popolo sobillato dai Sommi Sacerdoti e dagli scribi del popolo Lo fece prima flagellare e coronare di spine, e poi Lo mandò a morte, facendoLo crocifiggere con il più umiliante dei supplizi.
Abusarono dunque della loro autorità spirituale i membri del Sinedrio, come abusò dell’autorità civile il Prefetto della Giudea.
La stessa farsa si è ripetuta nel corso della Storia mille e mille volte, perché dietro ad ogni menzogna, dietro ad ogni accusa infondata contro Cristo e contro il Suo Corpo Mistico che è la Chiesa si nasconde il diavolo, il mentitore, l’accusatore.
Ed è evidente, oltre ogni ragionevole dubbio, che questa azione satanica sia ispiratrice degli eventi riportati dalla stampa in questi giorni, dai perfidi mea culpa di Bergoglio per le presunte colpe della Chiesa Cattolica commesse in Canada ai danni delle popolazioni indigene, alla partecipazione del medesimo a riti pagani e cerimonie infernali di evocazione dei morti.
Sulle «colpe» dei Missionari gesuiti, penso abbia risposto esaurientemente Corrispondenza Romana (qui), enumerando le efferatezze a cui furono sottoposti i Martiri del Canada per mano degli Indiani Irochesi.
Lo stesso dicasi per le presunte accuse relative alle Indian residential schools che lo Stato aveva affidato alla Chiesa Cattolica e agli Anglicani per civilizzare gli indigeni e favorire l’assimilazione della cultura cristiana del Paese.
Scopriamo così che «gli Oblati [di Maria Immacolata] erano gli unici difensori della lingua e del modo di vita tradizionale degli Indiani del Canada, a differenza del governo e della chiesa anglicana, che insistevano per una integrazione che sradicava gli indigeni dalle loro origini».
Apprendiamo parimenti che il presunto «genocidio culturale» degli indigeni di cui doveva occuparsi la Commission de vérité et réconciliation nel 2008 si è poi trasformato, senza alcuna base di verità né di verosimiglianza, in «genocidio fisico», grazie a una campagna mediatica assolutamente falsa, sostenuta dal premier Justin Trudeau, pupillo di Klaus Schwab e notorio fautore del globalismo e dell’Agenda di Davos.
Ma se la verità è stata riconosciuta anche ufficialmente da esperti e da storici non di parte, ciononostante il culto della menzogna ha proseguito il proprio inesorabile iter, per culminare nelle scuse ufficiali del capo della Chiesa, pretese da Trudeau e immediatamente fatte proprie da Bergoglio, il quale non vedeva l’ora di umiliare ancora una volta l’istituzione che indegnamente rappresenta.
Nella smania di assecondare la narrazione ufficiale e di compiacere i loro padroni, Trudeau e Bergoglio considerano come un trascurabile dettaglio la totale inesistenza di prove sulle fantomatiche fosse comuni in cui sarebbero stati sepolti segretamente centinaia di bambini.
Basterebbe questo a dimostrare la loro malafede e la pretestuosità delle accuse e dei mea culpa; anche perché la stampa di regime chiede le teste dei nemici del popolo con processi sommari, ma si guarda bene dal riabilitare gli innocenti accusati falsamente.
Lo scopo di questa turpe operazione mediatica è sin troppo scontato: gettare discredito sul passato della Chiesa Cattolica, colpevole delle peggiori efferatezze, per legittimare la sua persecuzione presente, tanto da parte dello Stato quanto da parte della stessa Gerarchia.
Perché quella Chiesa, la Chiesa Cattolica «intollerante», «rigida, che predicava il Vangelo a tutte le genti e che lasciava martirizzare i propri Missionari da tribù immerse nella barbarie del paganesimo, non deve esistere più, non deve «fare proselitismo» – «una solenne sciocchezza», «un peccato gravissimo contro l’ecumenismo» – e non deve pretendere di avere alcuna Verità da insegnare alle nazioni per la salvezza delle anime.
E Bergoglio ci tiene a far sapere di non aver nulla a che vedere con quella Chiesa, così come di quella Chiesa detesta la dottrina, la morale e la liturgia, al punto da perseguitare senza pietà i tanti fedeli che ancora non si sono rassegnati a seguirlo verso il baratro dell’apostasia e che vorrebbero onorare Dio con la Messa Apostolica.
Non che alcuno abbia mai pensato che Jorge Mario possa in qualche modo essere cattolico: ogni sua esternazione, ogni gesto, ogni movimento tradisce una tale insofferenza per ciò che ricorda anche lontanamente Nostro Signore, da rendere ormai superflui i suoi attestati di irreligiosità e di empietà sacrilega.
Vederlo assistere impassibile ai riti satanici di evocazione dei morti compiuti da uno sciamano aggrava fino all’inverosimile lo scandalo di aver reso culto idolatrico all’infernale pachamama nella Basilica Vaticana, profanandola. Sopra il luogo della sepoltura del Principe degli Apostoli.
Chiedere perdono per le colpe inesistenti dei Missionari è un atto spregevole e sacrilego di sottomissione al Nuovo Ordine Mondiale che trova perfetta corrispondenza negli omertosi silenzi e nelle scandalose protezioni di cui Bergoglio è responsabile nei confronti delle vere vittime di abusi dei suoi protetti.
Potremo sentirlo chiedere perdono in Cina, in Africa, tra i ghiacci dell’Antartide, ma mai lo sentiremo pronunciare un mea culpa per gli abusi e i crimini commessi in Argentina, per gli orrori della lavender mafia di McCarrick e dei suoi complici, e di quelli che ha promosso come suoi collaboratori.
Mai lo sentiremo formulare scuse credibili per essersi prestato a fare da testimonial alla campagna vaccinale, che oggi sappiamo essere la causa di un numero terrificante di morti improvvise e di effetti avversi. Per queste colpe egli non si batterà mai il petto, anzi ne va fiero e sa che un gesto di sincero pentimento non sarebbe apprezzato dai suoi mandanti, non meno colpevoli di lui.
Eccoci dunque dinanzi al mentitore, all’accusatore. Eccoci davanti allo spietato persecutore dei buoni chierici e fedeli di ieri e di oggi, e zelante alleato dei nemici di Cristo e della Chiesa. Feroce avversario della Messa Cattolica, ma ecumenico partecipante di riti satanici e di cerimonie pagane. Un uomo diviso nell’anima dal suo duplice ruolo di capo della setta che occupa il Vaticano e di inquisitore della Chiesa Cattolica.
Al suo fianco, in questa squallida performance, il chierichetto Trudeau, che propaganda la dottrina gender e l’ideologia LGBTQ in nome dell’inclusività e della libertà, ma che non ha esitato un attimo a reprimere le giuste e legittime rivolte della popolazione canadese, privata dei propri diritti fondamentali con la scusa dell’emergenza pandemica.
Una bella coppia, non c’è che dire! Entrambi sponsorizzati nella loro carriera dall’élite globalista anticristiana. Entrambi messi a capo di un’istituzione col compito di demolirla e di disperderne i membri. Entrambi traditori del proprio ruolo, della giustizia, della verità.
Questi processi sommari potranno forse essere apprezzati da contemporanei in malafede o ignoranti, ma non reggono il giudizio della Storia, e men che meno quello inappellabile di Dio.
Verrà il giorno in cui costui sarà chiamato a rendere conto della sua amministrazione: «Redde rationem villicationis tuæ: jam enim non poteris villicare» (Lc 16, 2), dice il padrone nella parabola del Vangelo di ieri.
Fino a quel momento, come battezzati e membra vive del Corpo Mistico, preghiamo e facciamo penitenza, per allontanare da noi i castighi che questi scandali attirano sulla Chiesa e sul mondo.
Invochiamo l’intercessione dei Martiri del Canada, oltraggiati dall’accusatore seduto sul Trono di Pietro, perché ottengano presso il Trono di Dio la liberazione della Chiesa dal presente flagello.
+ Carlo Maria Viganò
Arcivescovo
1 Agosto 2022
S. Petri ad Vincula
Ss. Martyrum Machabæorum
Pensiero
Il manifesto di Palantir in sintesi
La società Palantir, da anni al centro di controversie per il peso che avrebbe nell’amministrazione, ha pubblicato online una summa delle idee contenute nel libro del suo CEO Alex Karp smartfono La repubblica tecnologica, uscito alla fine del 2025. Palantir produce un software di sorveglianza e predizione utilizzato dai servizi segreti e dalle forze di polizia non solo americane. I suoi prodotti principali sono Gotham (per intelligence e difesa), Foundry (per il settore commerciale) e AIP (Artificial Intelligence Platform), che collega AI sicura ai dati aziendali.
Nata per supportare operazioni antiterrorismo, oggi è leader nell’AI agentica e nell’automazione operativa, dal fronte militare alle catene di produzione. Con sede principale in Florida, Palantir è quotata in borsa (PLTR) e nel 2026 ha una capitalizzazione di circa 349 miliardi di dollari. La sua forza sta nel trasformare dati complessi in azioni concrete, mantenendo un forte focus sulla sicurezza – in passato è circolata l’idea che il software avesse contribuito ad individuare Bin Laden.
L’azienda è accusata di essere un bastione dell’apparato industriale di sorveglianza e AI in caricamento nello Stato americano e non solo. Alcuni sostengono che vi sia una grande influenza di Palantir sull’amministrazione Trump: Thiel fiancheggiò apertamente Trump nell’elezione presidenziale 2016 (mentre nel 2020, per qualche ragione, non lo fece…) e diede il primo lavoro in Silicon Valley al vicepresidente JD Vance, facendolo operare in un suo fondo venture capital.
Il Karp, nato nel 1967 da padre ebreo e madre afroamericana, è laureato in filosofia a Haverford e con un dottorato in teoria sociale neoclassica all’Università di Francoforte. Si tratta di un background insolito per un CEO della Silicon Valley: studia con il filosofo tedesco dell’ermeneutica Juergen Habermas, critica il gergo ideologico e mescola pensiero europeo con pragmatismo americano.
La sua filosofia, esposta nel libro, è un manifesto nazionalista americano che accusa la Silicon Valley di essersi smarrita inseguendo app frivole e ha dimenticato le sue radici nel complesso militare-industriale. Seguendo in parte il pensiero dello studioso dello «scontro delle civiltà» Samuel Huntigton, Karp sostiene che l’Occidente non prevale per superiorità morale astratta, ma per la capacità di applicare violenza organizzata attraverso la tecnologia. Perciò la produzione di software e l’AI devono tornare a servire l’«hard power» per mantenere la supremazia americana e occidentale contro avversari autoritari.
Per il Karpo il progresso tecnologico non è neutro: deve essere al servizio della nazione, della deterrenza e della sopravvivenza delle società libere. Critica il pacifismo di comodo della Valley e invita a un’alleanza tra Stato e industria tech per un nuovo «secolo americano». Il Karp è noto da anni per il suo essere eccentrico (avrebbe una strana passione per gli occhialini da piscina), diretto e controverso.
Sul principale finanziatore e fondatore di Palantir, Peter Thiel, assurto di recente agli onori delle cronache italiane per la sua conferenza a Roma sull’anticristo, Renovatio 21 ha scritto molto in passato.
In un post su X, l’account ufficiale di Palantir, sostenendo di aver ricevuto molte richieste in merito, pubblica una sintesi delle idee di CEO e quindi dell’azienda.
Because we get asked a lot.
The Technological Republic, in brief.
1. Silicon Valley owes a moral debt to the country that made its rise possible. The engineering elite of Silicon Valley has an affirmative obligation to participate in the defense of the nation.
2. We must rebel…
— Palantir (@PalantirTech) April 18, 2026
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1. La Silicon Valley ha un debito morale nei confronti del Paese che ha reso possibile la sua ascesa. L’élite ingegneristica della Silicon Valley ha l’obbligo di partecipare attivamente alla difesa della nazione.
2. Dobbiamo ribellarci alla tirannia delle app. L’iPhone è forse la nostra più grande, se non la più grande, conquista creativa come civiltà? Questo oggetto ha cambiato le nostre vite, ma ora potrebbe anche limitare e vincolare la nostra percezione del possibile.
3. La posta elettronica gratuita non basta. La decadenza di una cultura o di una civiltà, e in effetti della sua classe dirigente, sarà perdonata solo se quella cultura sarà in grado di garantire crescita economica e sicurezza per la collettività.
4. I limiti del soft power, della sola retorica altisonante, sono stati smascherati. La capacità delle società libere e democratiche di prevalere richiede qualcosa di più del semplice appello morale. Richiede hard power, e l’hard power in questo secolo si baserà sul software.
5. La questione non è se verranno costruite armi basate sull’Intelligenza Artificiale; è chi le costruirà e per quale scopo. I nostri avversari non si fermeranno a indulgere in dibattiti teatrali sui meriti dello sviluppo di tecnologie con applicazioni critiche per la sicurezza nazionale e militare. Andranno avanti.
6. Il servizio nazionale dovrebbe essere un dovere universale. Come società, dovremmo seriamente considerare l’abbandono di un esercito composto interamente da volontari e combattere la prossima guerra solo se tutti ne condividono il rischio e il costo.
7. Se un marine statunitense chiede un fucile migliore, dovremmo costruirglielo; e lo stesso vale per il software. Come Paese, dovremmo essere in grado di continuare un dibattito sull’opportunità di un’azione militare all’estero, rimanendo al contempo fermi nel nostro impegno verso coloro a cui abbiamo chiesto di esporsi al pericolo.
8. I dipendenti pubblici non devono essere i nostri sacerdoti. Qualsiasi azienda che retribuisse i propri dipendenti nello stesso modo in cui il governo federale retribuisce i dipendenti pubblici farebbe fatica a sopravvivere.
9. Dovremmo mostrare molta più clemenza verso coloro che si sono dedicati alla vita pubblica. L’eliminazione di qualsiasi spazio per il perdono – l’abbandono di ogni tolleranza per la complessità e le contraddizioni della psiche umana – potrebbe lasciarci con al potere personaggi di cui ci pentiremo in futuro.
10. La psicologizzazione della politica moderna ci sta sviando. Coloro che cercano nell’arena politica nutrimento per la propria anima e il proprio senso di identità, che si affidano eccessivamente all’espressione della propria vita interiore in persone che forse non incontreranno mai, rimarranno delusi.
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11. La nostra società è diventata troppo ansiosa di accelerare, e spesso si compiace, della caduta dei suoi nemici. La sconfitta di un avversario è un momento di riflessione, non di gioia.
12. L’era atomica sta finendo. Un’era di deterrenza, l’era atomica, sta per concludersi e una nuova era di deterrenza basata sull’Intelligenza Artificiale sta per iniziare.
13. Nessun altro Paese nella storia del mondo ha promosso valori progressisti più di questo. Gli Stati Uniti sono tutt’altro che perfetti. Ma è facile dimenticare quante più opportunità ci siano in questo Paese per coloro che non appartengono all’élite ereditaria rispetto a qualsiasi altra nazione del pianeta.
14. La potenza americana ha reso possibile una pace straordinariamente lunga. Troppi hanno dimenticato, o forse danno per scontato, che per quasi un secolo nel mondo sia prevalsa una qualche forma di pace, senza un conflitto militare tra grandi potenze. Almeno tre generazioni – miliardi di persone, i loro figli e ora i loro nipoti – non hanno mai conosciuto una guerra mondiale.
15. Bisogna annullare l’indebolimento postbellico di Germania e Giappone. Il disarmo della Germania è stata una reazione eccessiva, di cui l’Europa sta ora pagando un prezzo salato. Un impegno simile e altamente teatrale a favore del pacifismo giapponese, se mantenuto, minaccerà di alterare gli equilibri di potere in Asia.
16. Dovremmo applaudire coloro che tentano di costruire laddove il mercato ha fallito. La cultura dominante quasi deride l’interesse di Musk per le grandi narrazioni, come se i miliardari dovessero semplicemente rimanere nel loro ambito di arricchimento personale… Qualsiasi curiosità o interesse genuino per il valore di ciò che ha creato viene sostanzialmente ignorato, o forse si cela sotto un disprezzo appena velato.
17. La Silicon Valley deve svolgere un ruolo nell’affrontare la criminalità violenta. Molti politici negli Stati Uniti hanno sostanzialmente scrollato le spalle di fronte alla criminalità violenta, abbandonando qualsiasi serio tentativo di affrontare il problema o assumendosi qualsiasi rischio con i propri elettori o finanziatori nel proporre soluzioni e sperimentare in quello che dovrebbe essere un disperato tentativo di salvare vite umane.
18. La spietata esposizione della vita privata dei personaggi pubblici allontana troppi talenti dal servizio pubblico. La sfera pubblica – e gli attacchi superficiali e meschini contro coloro che osano fare qualcosa di diverso dall’arricchirsi – è diventata così spietata che la repubblica si ritrova con un nutrito gruppo di figure inefficaci e vuote, la cui ambizione sarebbe perdonabile se al loro interno si celasse un autentico fondamento di valori.
19. La cautela che involontariamente alimentiamo nella vita pubblica è corrosiva. Chi non dice nulla di sbagliato spesso non dice quasi nulla.
20. Bisogna contrastare la pervasiva intolleranza verso la fede religiosa in certi ambienti. L’intolleranza dell’élite verso la fede religiosa è forse uno dei segnali più eloquenti del fatto che il suo progetto politico costituisca un movimento intellettuale meno aperto di quanto molti al suo interno vorrebbero far credere.
21.Alcune culture hanno prodotto progressi fondamentali; altre rimangono disfunzionali e regressive. Tutte le culture sono ormai uguali. Critiche e giudizi di valore sono proibiti. Eppure questo nuovo dogma ignora il fatto che certe culture, e persino alcune sottoculture, abbiano compiuto meraviglie. Altri si sono rivelati mediocri, e peggio ancora, regressivi e dannosi.
22. Dobbiamo resistere alla tentazione superficiale di un pluralismo vuoto e privo di significato. Noi, in America e più in generale in Occidente, negli ultimi cinquant’anni abbiamo resistito alla definizione di culture nazionali in nome dell’inclusività. Ma inclusione in cosa?
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Immagine di World Economic Forum via Flickr pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 2.0 Generic
Pensiero
La nuova religione civile dell’America è l’israelismo
Why Did Trump Alter The AI Trump-Jesus Image To Have A Luciferian/Ancient Sun God Behind Him?
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Quindi tutto questo in poco più di una settimana. Cosa significa? Perché certamente significa qualcosa. Non si tratta tanto di un paio di meme. Queste sono… Queste sono icone. Questi sono tentativi di inviare una dichiarazione sulla fede. Quale dichiarazione sta inviando il presidente? Beh, non una coerente. Non si tratta di una vera e propria teologia. È derisione. Sta deridendo Gesù. Sta prendendosi gioco del Cristianesimo. La figura centrale della religione viene sollevata. E la sua descrizione di come tutto ciò sia trapelato è di per sé una derisione. Una presa in giro dell’idea di verità. Un giorno dice: «sì, l’ho fatto». Il giorno dopo dice: «no, non l’ho fatto». Entrambe le affermazioni sono state registrate in video. Non si tratta di una bugia, è più di una bugia, è più di una semplice frase. È un attacco, non solo a una serie specifica di fatti. È un attacco all’idea stessa che esistano dei fatti. È un attacco alla verità, apertamente. Nessuno lo nasconde. La cosa è stata in qualche modo accantonata dopo un putiferio online durato qualche ora, con la gente indignata, poi placata, con la scusa di avere altre cose di cui preoccuparsi, e passata oltre. Ma per le persone sincere e religiose, per i cristiani che hanno a cuore Gesù e ciò che è vero e ciò che non lo è, molti si sono rivolti alla Bibbia per cercare di capire cosa stessero guardando, e molti hanno trovato un paio di versetti che sembravano adattarsi a ciò che stavano vedendo. Se sei un cristiano sincero o conosci qualcuno che lo è, forse hai ricevuto questi messaggi, ma li leggeremo comunque per farti sapere come molte persone di fede li interpretavano. Il primo è tratto dalla seconda lettera di Paolo ai Tessalonicesi. Capitolo 2,Un versetto molto noto in cui descrive ciò che accadrà al ritorno di Gesù, e dice che sentirete dire che Gesù sta tornando. Non credete a ciò che sentite. Una serie di cose devono accadere prima che ritorni sulla terra, redima il mondo e la storia finisca. E saprete che sta tornando da questi eventi e tra questi ci sarà la rivolta. La figura che descrive come l’uomo dell’iniquità, a volte descritto come l’anticristo, ma l’uomo dell’iniquità è l’espressione tratta dalla sua seconda lettera ai Tessalonicesi, e dice questo: ci sarà una grande ribellione contro Dio guidata da quell’uomo dell’iniquità. Quest’uomo, cito testualmente, si opporrà e si innalzerà al di sopra di tutto ciò che è chiamato Dio o che è adorato, tanto da insediarsi nel tempio di Dio, proclamandosi Dio. Si atteggerà a Dio. Si farà beffe degli altri dèi e si metterà al loro posto. Questo è tratto dalla seconda lettera ai Tessalonicesi. Ma questo non è il primo passo nella Bibbia, Antico e Nuovo Testamento, in cui viene descritto qualcosa del genere. Varianti di ciò si trovano in numerose profezie di quello che i cristiani chiamano Antico Testamento, comprese quelle contenute nel libro di Daniele. Il profeta Daniele descrive qualcosa di molto simile alla fine della storia, e descrive questo periodo, come spesso accade nei profeti, come una punizione. Una punizione per l’infedeltà e il peccato. Il popolo di Dio viene punito per non aver seguito Dio, e questa punizione, descritta in parte nel capitolo 11 del libro di Daniele, predice la venuta di un re, e stiamo citando, un re che farà ciò che gli piace. Si esalterà e si magnificherà al di sopra di ogni Dio e dirà cose inaudite contro il Dio degli Dei. Avrà successo finché non sarà compiuto il tempo dell’ira. Perché ciò che è stato stabilito deve accadere. È tutto ordinato, in altre parole, preordinato. Non mostrerà alcun riguardo per gli dèi dei suoi antenati, né alcun altro dio, ma si innalzerà al di sopra di tutti. Quindi, per molti cristiani o persone che conoscono bene la Bibbia e ci credono, queste profezie sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento, e ce ne sono altre, sembrano adattarsi a ciò che stavamo osservando.Trump Posts AI Photo With Jesus—Days After He Was Slammed For ‘Blasphemy’https://t.co/1KDCpX1NXo pic.twitter.com/QZTIiik115
— Forbes (@Forbes) April 15, 2026
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Sen. Lindsey Graham:
“To the Pope: you’re a good, holy man. You don’t understand the evil of Iran, you’re miscalculating here. The Catholic Church, God bless it, in the 1930s didn’t really get Hitler. And to the Pope: you really don’t get this regime, the Ayatollah and his… pic.twitter.com/C3guM3N7IF — Open Source Intel (@Osint613) April 14, 2026
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I’ve never seen so much anti-Catholic bigotry from the Right. It’s as if Trump’s screed against the pope has given them all a green light to start attacking the Church and the Vicar of Christ.
Here’s podcaster Patrick Bet David (3 million followers) slandering Catholics and… pic.twitter.com/2FWpLLIZY4 — Christine Niles (@ChristineNiles1) April 15, 2026
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The Holocaust Museum for Holocaust Remembrance Day had young members of the US military light a menorah at the Capitol and declare, “I’m [insert name and title], and I remember.” https://t.co/pkTtiLQWVM pic.twitter.com/XPp4UXe7LL
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This has to be seen to be believed.
Hannity facts check the Pope’s anti-war message, says there’s conflict through975 the Bible, like the battle of David versus Goliath. pic.twitter.com/LbsSPF9uzo — Richard Hanania (@RichardHanania) April 17, 2026
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Immigrazione
La violenza immigrata contro le famiglie, il culmine di un processo
In tutta la penisola dilagano gli atti di violenza inenarrabile commessi da immigrati, rapine, stupri, accoltellamenti, uccisioni..la velocità e la foga sono tali da rendere impossibile seguirli tutti.
È un problema militare, come abbiamo scritto già diverse volte, ma ormai esistenziale, di vita. È la vostra stessa esistenza in gioco, in ogni momento della giornata.
Il recente crimine di Massa che ha visto un padre di famiglia soccombere sotto i colpi di una ghenga di giovinastri stranieri e di «seconda generazione» non è che uno dei tanti eventi che vedono papà e famiglie prese di mira all’improvviso e spesso senza motivo da soggetti che nell’attuale contesto anarcotirannico la faranno sempre e comunque franca.
Così, sempre più spesso, nelle grandi città e in quella che abbiamo definito diverse volte «provincia sonnacchiosa»aumentano gli attacchi, violenti e spudorati contro famiglie a passeggio, donne con passeggino, anziani.
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La rapina alle volte è soltanto l’ultimo degli obiettivi, il fine di questi individui è spesso divertirsi della sofferenza altrui, far del male e sancire il proprio dominio, culturale, razziale o di branco sulle persone, sul paese da cui tutto prendono ma che disprezzano, su tutti noi.
Siamo le vittime sacrificali di un sistema che già ci vuole annichilire in ogni momento della nostra esistenza, dal concepimento in avanti con tutti i mezzi possibili.
Tutto ciò non è abbastanza, siamo a rischio di essere umiliati, picchiati, torturati e financo uccisi anche quando siamo a prendere un gelato con i figli o nei momenti di cosiddetto relax. Pensateci, siete sempre le prede di qualcuno o di qualcosa, anche quando volete fuggire da città che di fatto non sono più le vostre.
Per qualcuno non dovete avere pace, in nessun momento della vostra esistenza, dovete essere gli schiavi dello stato e del sistema anarcotirannico che poi sono la stessa cosa.
È un sistema che ha truppe «regolari» per (tar)tassarvi, controllarvi e punirvi aspramente quando vi difendete dalle belve urbane che assalgono voi e i vostri cari, perché, ça va sans dire, quelle medesime belve non sono altro che le truppe «irregolari» dell’anarcotirannia, pronte a farvela pagare amaramente senza regole d’ingaggio se sgarrate, ossia se solo osate uscire di casa o passare per i loro parchi e le loro strade.
Sono truppe votate al male più completo, non arretrano davanti a nulla, non hanno remore di sorta nel commettere le violenze più efferate e sembrano non avere un’anima, sempre che l’anima non l’abbiano ceduta a potenze nemiche da sempre del genere umano.
Pensate alle implicazioni incredibili di tutto ciò per l’esistenza vostra e dei vostri figli e giudicate voi se non sia arrivato finalmente il momento di dire basta.
Victor García
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