Geopolitica
Il premier croato chiama il suo presidente «barboncino di Putin»
Il primo ministro croato Andrej Plenkovic si è scagliato contro il presidente Zoran Milanovic per il suo rifiuto di inviare truppe alla missione NATO in Ucraina, definendo lui e la sua amministrazione «i barboncini di Putin».
Il potenziale dispiegamento di truppe croate presso il comando NATO di assistenza alla sicurezza e addestramento per l’Ucraina (NSATU), istituito per coordinare gli aiuti militari a Kiev, è da settimane oggetto di un acceso dibattito tra Plenkovic e Milanovic.
In base a un pacchetto di supporto per l’Ucraina concordato dai leader della NATO durante un summit a luglio, Zagabria avrebbe dovuto inviare due ufficiali allo staff NSATU, forte di 700 persone, in Germania per addestrare i soldati ucraini. Milanovic, che ha poteri limitati ma è il comandante delle forze armate del paese, ha bloccato la mossa, affermando che potrebbe «trascinare la Croazia in una guerra».
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La coalizione al governo in Croazia aveva pianificato di contestare la decisione del presidente, ma finora non è riuscita a tenere una votazione sulla questione in parlamento, non riuscendo a ottenere la maggioranza dei due terzi richiesta.
«Non vogliono che la Croazia aiuti l’Ucraina in quanto vittima dell’aggressione russa e finisce lì, diventano i barboncini di Putin, il che è molto negativo per la democrazia croata, la stanno distruggendo in questo modo», ha detto Plenkovic martedì, riferendosi a Milanovic e alla sua amministrazione.
Il primo ministro ha affermato che il presidente sta «manipolando» la nazione con avvertimenti sulla potenziale minaccia della mossa alla sicurezza nazionale e alla credibilità della Croazia come membro della NATO. Ha criticato il dibattito sul contributo di personale alla missione NATO in Ucraina come una «ricerca di un alibi per sostenere la Russia».
I commenti di Plenkovic hanno scatenato un rinnovato dibattito tra i legislatori, con il parlamentare Marijan Pavlicek che ha affermato che «assomigliava più al primo ministro dell’Ucraina che alla Croazia» con la sua insistenza sul coinvolgimento delle truppe croate nella missione NATO in Ucraina.
Il vicesegretario generale facente funzione della NATO, Boris Ruge, ha visitato Zagabria a fine ottobre per aiutare a risolvere la disputa politica. All’epoca ha affermato che la NSATU non avrebbe inviato truppe NATO in Ucraina e ha ribadito le precedenti assicurazioni del blocco guidato dagli Stati Uniti secondo cui aiutare Kiev nello sforzo bellico non la renderebbe in realtà parte del conflitto con la Russia.
Milanovic, tuttavia, ha ribadito che la mossa sarebbe stata «fuori dai limiti degli interessi nazionali croati».
Milanovic è da tempo critico nei confronti della politica della NATO di armare l’Ucraina per combattere la Russia, definendo il conflitto una guerra per procura della NATO contro Mosca. Tuttavia, il governo di destra della Croazia invia aiuti militari a Kiev dal 2023.
Il ministero della Difesa ha annunciato a fine ottobre che invierà decine di vecchi carri armati e veicoli da combattimento di fanteria all’Ucraina in cambio di uno sconto sull’acquisto di carri armati Leopard 2 dalla Germania.
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Milanovic, che ha assunto la carica presidenziale nel 2020, ha guadagnato notorietà sia nell’UE che nella NATO andando contro la vulgata convenzionale su molte questioni. A giugno, aveva affermato che lo slogan «Slava Ukraini» («gloria all’Ucraina») ripetuto da molti funzionari occidentali non è diverso da quello degli alleati croati dei nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, che ha denunciato come dannoso per l’immagine della Croazia.
All’inizio di quest’anno, Milanovic aveva insistito sul fatto che la Croazia non era in guerra con la Russia e aveva criticato la decisione tedesca di inviare carri armati in Ucraina, criticando quindi il trattamento riservato dall’UE a Stati membri come Polonia e Ungheria e ha accusato Bruxelles di trattare la Croazia come un bambino «ritardato». Il presidente croato aveva in seguito dichiarato che la «dichiarazione di guerra» proferita dal ministro tedesco al Consiglio d’Europa costituiva una follia.
A fine 2022 il Milanovic aveva dichiarato che questa era una guerra degli USA condotta sulle spalle degli ucraini. Negli stessi giorni, la Croazia ha rifiutato di aderire alla missione di sostegno UE per l’Ucraina; lo stesso presidente prima della deflagrazione del conflitto aveva accusato Londra per le tensioni che stavano per esplodere in Ucraina.
Come riportato da Renovatio 21, durante il bienni pandemico il vertice dello Stato croato ne aveva avute anche per i media che spingevano per il vaccino a tutti i costi.
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Immagine di European Parliament via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0
Geopolitica
Washington sta cercando il prossimo leader di Cuba
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Geopolitica
Colono ebreo armato accusato della morte di un leader palestinese in Cisgiordania
Giovedì i procuratori israeliani hanno formalizzato l’accusa di omicidio colposo a carico del colono ebreo Yinon Levi in relazione all’uccisione a colpi d’arma da fuoco, avvenuta nel 2025 nella Cisgiordania occupata, della leader della comunità palestinese Awdah Hathaleen. Si tratta della prima incriminazione di questo genere in sette anni.
Hathaleen, insegnante di 31 anni, è stata uccisa il 28 luglio durante uno scontro con un gruppo di coloni che avevano introdotto escavatori nel villaggio di Umm al-Khair per livellare il terreno e realizzare un nuovo avamposto. Gli insediamenti ebraici in Cisgiordania sono considerati illegali dal diritto internazionale, poiché le Nazioni Unite li ritengono un ostacolo alla nascita di uno Stato palestinese indipendente.
Le immagini dell’episodio mostrano Levi mentre brandisce una pistola durante lo scontro con i residenti e apre il fuoco contro la folla. Si odono alcuni degli uomini che lo circondano gridare «Sparatemi» in inglese. Secondo l’atto d’accusa, citato da Haaretz, Levi ha esploso un colpo verso degli edifici «agendo in modo sconsiderato, consapevole della possibilità che le sue azioni potessero causare la morte di qualcuno».
Se dichiarato colpevole, rischia fino a 12 anni di reclusione. Levi era stato inserito nella lista degli «estremisti violenti» dall’amministrazione Biden, ma il presidente statunitense Donald Trump lo ha cancellato dalle sanzioni americane nel 2025. Resta comunque soggetto alle sanzioni dell’Unione europea.
El grupo DDHH B’Tselem publica vídeo del periodista palestino Awdah Hathaleen filmando su propio asesinato a manos del colono israelí Yinon Levi
Como es habitual en Israel, juez liberó rápidamente a Levi, a pesar d q las imágenes muestran q le disparó a Hathaleen a sangre fría pic.twitter.com/788KmMSqRc
— aapayés (@aapayes) August 11, 2025
This is the settler who killed our dear friend ‘Awdah Hathaleen.
At the end of the video, he fires the bullet that took the life of ‘Awdah
Today, the apartheid court decided to release him to house arrest.
Yinon Levi, a settler sanctioned by 9 countries (now 8, because of Trump) pic.twitter.com/pwFBFVmBkc— Basel Adra (@basel_adra) July 29, 2025
An Israeli settler just shot Odeh Hadalin in the lungs, a remarkable activist who helped us film No Other Land in Masafer Yatta. Residents identified Yinon Levi, sanctioned by the EU and US, as the shooter. This is him in the video firing like crazy. pic.twitter.com/xH1Uo6L1wN
— Yuval Abraham יובל אברהם (@yuval_abraham) July 28, 2025
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Secondo l’organizzazione israeliana per i diritti umani B’Tselem, coloni e soldati israeliani hanno ucciso almeno 1.100 palestinesi in Cisgiordania dall’inizio della guerra tra Israele e Hamas a Gaza nell’ottobre 2023.
L’organizzazione israeliana per i diritti umani Yesh Din evidenzia che Levi è il primo civile israeliano a essere incriminato per la morte di un palestinese in Cisgiordania dal 2019. I dati dell’associazione, riportati dai media israeliani, indicano che tra il 2005 e il 2025 oltre il 90% dei casi non ha portato ad alcuna incriminazione e soltanto il 3% si è concluso con una condanna.
Negli ultimi anni Israele ha intensificato l’espansione degli insediamenti, una politica sostenuta da esponenti politici tra cui il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir e il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich. Il mese scorso Smotrich ha annunciato lo stanziamento di circa 440 milioni di dollari per la creazione di 34 nuovi insediamenti, provocando la condanna delle Nazioni Unite.
Come riportato da Renovatio 21, pochi giorni fa coloni israeliani e soldati delle Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno ucciso quattro palestinesi durante un attacco a un villaggio nella Cisgiordania occupata. Una moschea è stata data alle fiamme nel villaggio palestinese di Tal.
Due settimane fa i coloni hanno di fatto sequestrato un deputato USA, il congressman della California Ro Kanna.
I coloni due mesi fa hanno incendiato la città cristiana di Taybeh. Continui attacchi dei coloni giudei terrorizzano le cittadine cristiane della Cisgiordania come Taybeh, i cui sacerdoti chiesero aiuto durante l’assedio di mesi fa. Il vescovo ausiliare del Patriarcato latino di Gerusalemme William Shomali a marzo aveva denunciato l’escalation degli attacchi terroristici dei coloni israeliani contro i cristiani.
L’annessione della Cisgiordania, considerata come il vero premio per Israele dell’attuale crisi, è nei progetti dello Stato Ebraico da tempo. Incursioni militari si sono viste a inizio anno a seguito dell’esplosione di alcuni autobus, e poco prima erano stati effettuati raid aerei con relativa strage a Tulkarem. Due anni fa si ebbe l’episodio dei commando israeliani che entrarono in un ospedale cisgiordano travestiti da donna.
A febbraio 2024 ministri del gabinetto Netanyahu si trovarono ad un convegno che celebrava la colonizzazione celebrato con balli sfrenati su musica tunza-tunza.
In una strana umiliazione inflitta agli USA, due mesi fa il Parlamento israeliano (la Knesset) aveva votato per la «sovranità» sionista sulla Cisgiordania proprio mentre era in visita il vicepresidente americano JD Vance, che disse di sentirsi «insultato» dalla «stupida trovata». Trump ha dichiarato quindi che toglierà i fondi ad Israele qualora annettesse la Cisgiordania. Il presidente americano, contrariamente a quanto auspicato da ministri sionisti all’epoca della sua elezione, non sembra voler concedere allo Stato Giudaico l’anschluss di quella che gli israeliano chiamano «Giudea e Samaria».
La Knesset ha votato la proposta di legge di Ben-Gvir (che gira con una spilla a forma di cappio e festeggia il compleanno con torte sempre a tema di impiccagione) per dare la pena di morte ai «terroristi», intendendo per questi solo i palestinesi.
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Immagine screenshot da Twitter
Geopolitica
Attacco su vasta scala Houthi contro le forze sostenute dai sauditi
Reports are emerging of a significant Houthi assault on the Saudi backed Yemen Emergency Forces encampment near Marib, Yemen with several casualties reported. This video purports to show the aftermath of one of the attacks, though it has not been verified.
Marib is the… pic.twitter.com/6LmQyHkhW2 — OSINTdefender (@sentdefender) August 6, 2026
From point-blank range: Very powerful footage showing Yemeni army forces storming positions of the Iran-backed Houthi group on the Marib front.
– Yemeni army soldiers are seen assaulting Houthi positions. pic.twitter.com/gKpOt91Gnu — The Middle East (@A_M_R_M1) August 7, 2026
Footage shows a large fire erupting in Saudi Arabia’s Najran region just hours after Yemen said it targeted a military facility there with a rocket attack.
A Yemeni drone attack targeted Saudi-backed militia positions in the Hadhramaut province. LOUD explosions. U.S. media… pic.twitter.com/HQsZZGtbUh — Ryan Rozbiani (@RyanRozbiani) August 7, 2026
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