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Genetica

Il governo italiano finanzia per legge l’ingegneria genetica

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Apprendiamo dalla Gazzetta Ufficiale di mercoledì 15 giugno, anno 163°, numero 138, che è stato ratificato ed è stata data esecuzione all’«Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Centro internazionale per l’ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB) relativo alle attività del Centro e alla sua sede situata in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 21 giugno 2021».

 

«Il Presidente della Repubblica è autorizzato a ratificare l’Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Centro internazionale per l’ingegneria genetica e la biotecnologia (ICGEB) relativo alle attivita’ del Centro e alla sua sede situata in Italia, con Allegato, fatto a Roma il 21 giugno 2021» si legge all’art. 1 della legge promulagata dal Presidente della Repubblica.

 

«Gli immobili di cui all’articolo 2, paragrafo 1, dell’Accordo di cui all’articolo 1 sono messi gratuitamente a disposizione del Centro internazionale per l’ingegneria genetica e la biotecnologia, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato» scrive l’art.3.

 

Nel documento è specificato che «la promozione e la creazione di un Centro Internazionale
di Ingegneria Genetica e Biotecnologie di elevata eccellenza» era stato «raccomandato [sic] in particolare durante l’Incontro di Alto Livello tenutosi a Belgrado il 13-17 dicembre 1982».

 

Il riferimento alla capitale serba suona di primo acchito un po’ oscuro. Nel 1982 a Belgrado c’era ancora la Jugoslavia e le bombe NATO del 1999 erano di là da venire. Cercando sugli archivi della rivista Nature, scopriamo che la United Nations Industrial Development Organization (UNIDO), citata dalla Gazzetta Ufficiale,  aveva lì proposto l’idea di un «International Centre for Genetic Engineering and Bio-Technology». L’articolo del 1983 su Nature descrive con le stesse parole la conferenza, un «high-level meeting» (una riunione di «alto livello») tra i rappresentati ufficiali di 35 Paesi. I motivi dell’incontro internazionale erano riassunti all’inizio dell’articolo: «la biotecnologia, forse più di ogni altra area delle scienze applicate, offre nuove soluzioni a vecchi problemi che continuano a tenere molti Paesi nell’era oscura: malattia, fame, sovrappopolazione e la carenza di energia a basso costo».

 

Sulla Gazzetta Ufficiale è di seguito specificato che lo statuto dell’ICGEB è stato fatto «a Madrid il 13 maggio 1983,», che i protocolli sull’ICGEB sono stati «fatti a Vienna il 4 aprile 1984 e a Trieste il 24 ottobre 2007» (i protocolli inoltre «che stabiliscono la Sede del Centro a Trieste, Italia, Nuova Delhi, India e Città del Capo, Sudafrica), che «la Legge Italiana n. 103 del 15 marzo 1986 (…) autorizza la ratifica lo Statuto dell’ICGEB del 1983 ed il Protocollo del 1984».

 

L’ICGEB nel 1994 sotto la direzione del genetista italiano Arturo Falaschi divenne organizzazione internazionale autonoma e ora conta oltre 65 Stati membri in tutte le regioni del mondo. L’ICGEB dispone di tre laboratori con oltre 45 progetti di ricerca in corso in Malattie infettive e non trasmissibili, Biotecnologie mediche, industriali e di biologia vegetale, scrive l’enciclopedia online.

 

Ora, secondo la legge promulgata, «il Governo della Repubblica Italiana (…) intende fornire all’ICGEB i fondi per le sue attività di ricerca e una sede adeguata sul territorio italiano; (…) il Governo si impegna a concedere al Centro tutti i privilegi, le immunità, le esenzioni e le agevolazioni necessari per consentire lo svolgimento delle sue funzioni».

 

Leggiamo inoltre che «il Governo mette i locali a disposizione dell’ICGEB a titolo gratuito» (art. 2, paragrafo 2).

 

«Il Governo si impegna a sostenere le attività del Centro con un contributo annuo di Euro 10.000.000»(art. 3).

 

L’articolo 7 ha per titolo «Inviolabilità del Centro»: Il Centro è inviolabile e le sue proprietà e i suoi beni, ovunque situati e da chiunque detenuti, godono della immunità di giurisdizione» (art.7, paragrafo 1).

 

Al paragrafo seguente viene descritta una sorta di extraterritorialità del centro per l’ingegneria genetica, che gode di una sovranità specifica: «Nessun funzionario del Governo o chiunque eserciti una pubblica funzione sul territorio della Repubblica Italiana può entrare nella sede del Centro per esercitarvi le proprie funzioni senza il consenso del Direttore e alle condizioni approvate dal Direttore»

 

Non solo gli spazi del Centro mondiale per la bioingegneria saranno inviolabili: lo saranno, per legge, anche i suoi contenuti.

 

«Gli archivi del Centro, e in generale tutti i documenti e i materiali messi a disposizione, appartenenti al Centro o utilizzati dal Centro, ovunque situati in Italia e da chiunque detenuti, sono inviolabili».

 

Il Centro gode pure di sovranità monetaria: «L’ICGEB ha il diritto di detenere valuta nazionale o estera ed altre risorse finanziarie, e di gestire conti correnti bancari in qualsiasi valuta, senza essere soggetto alle leggi e ai regolamenti che disciplinano il controllo dei cambi e le questioni correlate» (art. 10, paragrafo 1).

 

«L’ICGEB ha il diritto di trasferire liberamente fondi in valuta nazionale o estera verso, da e all’interno dell’Italia, e di convertire tali risorse liberamente in altre valute al tasso di cambio più favorevole nel momento della conversione» (art. 10, paragrafo 2).

 

L’articolo 11 prevede l’«esenzione da imposte, dazi, restrizioni all’importazione o all’esportazione».

 

L’articolo 12 riguarda l’immunità di giurisdizione dei funzionari del Centro «per gli atti da essi compiuti in veste ufficiale (parole e scritti comprese)[sic]» nonché l’«esenzione da qualsiasi imposta sugli stipendi e
sugli emolumenti versati dall’ICGEB»; inoltre, i funzionari godranno di «esenzione per se stessi, per i propri familiari e per il proprio personale domestico dalle disposizioni che limitano l’immigrazione e dalle formalità di registrazione degli stranieri» (art. 12, paragrafo 1.e)

 

Non ci è chiaro se l’«esenzione per se stessi nei casi di lavoro ufficiale da qualsiasi restrizione alla circolazione e ai viaggi all’interno dell’Italia» (art. 12, paragrafo 1.f) di cui godrà il personale ICGEB sia un annuncio di lasciapassare speciale in caso di lockdown.

 

L’articolo 15 definisce ancora meglio il tema dell’immunità. «rappresentanti degli Stati Membri, insieme ai loro supplenti, consiglieri, esperti tecnici e segretari delle delegazioni, che partecipano alle riunioni del Comitato dei Governatori e del Consiglio dei Consiglieri scientifici dell’ICGEB godono, senza alcun pregiudizio rispetto ad ogni altro privilegio o immunità di cui possano beneficiare» di «(a) immunità da arresto o detenzione; (b) immunità di giurisdizione per le parole dette o scritte e per tutti gli atti compiuti nell’esercizio delle loro funzioni ufficiali; tale immunità di giurisdizione continuerà ad essere accordata anche se le persone interessate non dovessero più essere impegnate nell’esercizio di tali funzioni; (c) inviolabilità di tutte le carte, documenti e materiale ufficiale; (d) il diritto di fare uso di codici e di ricevere documenti o corrispondenza per corriere o plichi sigillati» (art. 15, paragrafo 1).

 

I rappresentanti degli Stati Membri hanno inoltre «le stesse immunità e agevolazioni per i loro bagagli personali concesse ai funzionari di rango comparabile in servizio presso missioni diplomatiche» (art. 15, paragrafo 1.g)

 

Leggiamo infine che «presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale».

 

In pratica, l’Italia è divenuta la base di un centro di bioingegneria pensato da consessi mondialisti almeno 40 anni fa, un centro dotato di un’extraterritorialità piuttosto spinta epperò finanziato da milionate e milionate del contribuente italiano, un centro che si vuole «inviolabile» nel suo spazio e nei suoi documenti, che può per legge custodire segreti pure cifrati.

 

Come sia saltato in mente di farlo ora, quando nell’aria ci sono ancora gli esperimenti Gain of Function del laboratorio di Wuhan, non è chiaro.

 

Tuttavia, è in Gazzetta Ufficiale.

 

Anno pandemico 2022: la bioingegneria mondialista è ospitata e pagata dall’Italia, per legge.

 

 

 

 

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Genetica

Gola profonda dice che la CIA ha utilizzato dati privati di DNA per la ricerca degli alieni

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Ua gola profonda ha accusato la CIA di tentare di utilizzare siti come 23andMe e Ancestry.com per individuare persone con DNA extraterrestre nel loro patrimonio genetico.

 

«La CIA vuole dar loro la caccia», ha affermato il filosofo e romanziere Jason Reza Jorjani, Ph.D., parlando del cosiddetto programma governativo top secret in un episodio del podcast American Alchemy.

 

Il Jorjani ha affermato di essere stato informato di questa iniziativa di caccia alle microspie dal veterano dell’esercito Lyn Buchanan, il quale sostiene di essere stato una «spia psichica» all’interno del programma di visione a distanza della CIA, che indagava sulla possibilità che gli individui potessero utilizzare la percezione extrasensoriale per condurre ricognizioni su oggetti, eventi o persone distanti.

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Jorjani ha affermato che Buchanan lo aveva informato che l’ex analista della CIA e specialista di UAP, Christopher «Kit» Green, aveva ideato un metodo non ufficiale per accedere a 23andMe e Ancestry, siti estremamente popolari che ricostruiscono gli alberi genealogici degli utenti, al fine di individuare una specifica «variante genetica» associata agli esseri non umani.

 

Negli anni Settanta Green fece parte del programma di remote viewing (visione a distanza extrasensoriale), ma lasciò l’agenzia di Intelligence molto prima della fondazione dei siti web di analisi del DNA.

 

Secondo quanto riferito, il Buchanan venne a conoscenza di questa cosiddetta campagna dopo essere stato avvicinato in una tavola calda da tre individui che affermavano di essere «nordici», cioè una ben conosciuta tipologia di alieni alti, biondi e con gli occhi azzurri, che si dice vivano segretamente tra noi.

 

«Vivono in piccole città nelle Montagne Rocciose e vengono scambiati per scandinavi perché hanno l’aspetto di persone alte», ha commentato Jorjani a proposito della teoria di Buchanan.

 

Nonostante il presidente Donald Trump abbia reso pubbliche centinaia di documenti precedentemente classificati sugli UFO e sulla ricerca di vita extraterrestre, il Pentagono ha insistito sul fatto che non vi siano prove dell’esistenza di forme di vita extraterrestri, secondo quanto riportato dal Daily Mail.

 

Il Buchanan ha aggiunto che il trio gli aveva chiesto aiuto per evitare di essere scoperti dalla CIA. Tale razza aliena sarebbe giunta sul nostro pianeta per sfuggire al proprio governo «tirannico». Questi esseri alieni si sarebbero accoppiati con gli umani, dando alla luce una stirpe di figli intergalattici di razza mista, con l’obiettivo di far crescere le generazioni future in una società libera.

 

«Hanno detto: “Guardate, i nostri figli, soprattutto i nostri nipoti, non hanno idea di dove vengano”», ha raccontato Jorjani descrivendo il cosiddetto incontro ravvicinato delle sue fonti. «Raccontiamo loro storie su come, ad esempio, i loro nonni provenissero dalla Svezia o da chissà dove, e loro non ne sanno nulla (…) Vogliamo solo che possano vivere una vita di pace e libertà qui in America».

 

Buchanan ha dichiarato che non avrebbe mai fornito il suo DNA a 23andMe a causa di ciò che aveva appreso.

 

Nel 2023, durante un’apparizione al podcast Through A Glass Darkly, il sergente dell’esercito in pensione ha affermato che nel grafico a torta che elenca tutte le etnie (afroamericani, tedeschi, ecc.) c’è uno spicchio chiamato «altro», che significa «sconosciuto non identificabile».

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«Da quanto ho appreso, ci sono funzionari governativi che stanno indagando su questa questione», ha avvertito Buchanan, il quale non è la prima persona a mettere in guardia contro questi cosiddetti ibridi umano-alieni.

 

In uno studio controverso pubblicato lo scorso autunno, il genetista Max Rempel ha affermato che gli alieni potrebbero averci rapito e inserito geni nel DNA umano, con conseguenze che potrebbero potenzialmente colpire milioni di persone.

 

Sebbene abbia affermato che questa infusione di DNA intergalattico non sia necessariamente una cosa negativa.

 

«Dobbiamo valutare quanta ibridazione aliena sia salutare per il pianeta e a quali razze aliene potremmo dare la priorità», ha affermato Rempel.

 

La storia getta un’ombra ulteriore nei programmi di genetica di consumo. 23andMe è fallita nel 2025, dichiarando bancarotta a causa di calo delle vendite, breach di dati del 2023 e difficoltà economiche. È stata poi venduta all’asta e acquisita per circa 305 milioni di dollari da TTAM Research Institute, un’organizzazione non profit fondata dalla stessa co-fondatrice Anne Wojcicki.

 

Oggi 23andMe continua a operare come ente non profit, con il sito attivo, nuovi test, ricerche genetiche e aggiornamenti. Ha perso molti clienti durante la crisi, ma il servizio esiste ancora.

 

Come riportato da Renovatio 21, nel 2018, 23andMe aveva annunciato una partnership con GlaxoSmithKline, consentendo al colosso farmaceutico di utilizzare i risultati dei test di cinque milioni di clienti per sviluppare nuovi farmaci in cambio di un investimento di 300 milioni di dollari. L’accordo è stato prorogato fino a luglio 2023 per ulteriori 50 milioni di dollari.

 

La CEO di 23andMe era Anne E. Wojcicki, l’ex moglie del cofondatore di Google Sergej Brin. Nel 2007, Google ha investito 3,9 milioni di dollari nella società, insieme a Genentech, che è considerata la prima società biotecnologica al mondo grazie allo sfruttamento del DNA ricombinante e la creazione dell’insulina sintetica nel 1978.

 

Come riportato da Renovatio 21, la Commisione di Intelligence USA ha dichiarato che i test DNA commerciali potrebbero essere utilizzati nella produzione di bioarmi personalizzate, cioè la creazione di sistemi di offesa in grado di colpire una singola persona o un particolare gruppo famigliare, etnico etc.

Nell’ottobre 2023 23andMe ha subito un furto di dati genetici immenso e confermato l’autenticità delle informazioni personali relative ai suoi clienti, che sono state offerte in vendita sul mercato nero.
L’uso di tali servizi genetici è stato utilizzato, non si sa quanto legalmente o eticamente, per rintracciare dapprima serial killer e poi autori di reati minori a partire delle loro tracce genetiche, in una chiara indicazione della deriva della società moderna verso la polizia genetica.

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Armi biologiche

I microrganismi geneticamente modificati possono far collassare gli ecosistemi: con poca o nessuna regolamentazione, chiunque può crearli

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Renovatio 21 traduce questo articolo per gentile concessione di Children’s Health Defense. Le opinioni degli articoli pubblicati non coincidono necessariamente con quelle di Renovatio 21.   Secondo un gruppo di medici e attivisti che ha pubblicato un rapporto peer-reviewed su Microorganisms, i governi devono regolamentare con urgenza i microrganismi geneticamente modificati (MGM). Gli MGM possono «promuovere malattie, danneggiare o far collassare gli ecosistemi e cambiare irreversibilmente la natura», ha affermato Jeffrey M. Smith, fondatore e direttore esecutivo dell’Institute for Responsible Technology.   Secondo un gruppo di medici e attivisti che ha pubblicato un rapporto sottoposto a revisione paritaria sulla rivista Microorganisms, i governi devono regolamentare con urgenza i microrganismi geneticamente modificati (MGM).   Grazie alle attrezzature per l’editing genetico a basso costo, studenti delle scuole superiori e appassionati di hobbistica possono facilmente creare e rilasciare OGM nell’ambiente. Ad esempio, Amazon vende un kit CRISPR fai da te per l’ingegneria genetica batterica a 129 dollari.   Inoltre, c’è «una nuova ondata di aziende che cercano di creare soluzioni con i GMM», hanno scritto gli autori nel loro rapporto, pubblicato il 13 febbraio.   Ma la regolamentazione sugli OGM non è stata adeguata, secondo Jeffrey M. Smith, fondatore e direttore esecutivo dell’Institute for Responsible Technology e uno degli autori del rapporto. «Attualmente, le normative sugli OGM sono troppo permissive o inesistenti», ha dichiarato a The Defender.   Nel loro rapporto, gli autori citano oltre 200 pubblicazioni scientifiche e sostengono che gli OGM possono danneggiare la salute umana e l’ambiente.   Sebbene i microbi siano microscopici, svolgono un ruolo importante per la salute, secondo il National Institute of Environmental Health Sciences del National Institutes of Health (NIH). «Ci proteggono dai patogeni, aiutano il nostro sistema immunitario a svilupparsi e ci permettono di digerire il cibo per produrre energia».   Il NIH definisce il microbioma come «l’insieme di tutti i microbi, come batteri, funghi, virus e i loro geni, che vivono naturalmente nel nostro corpo e dentro di noi».   I microbi geneticamente modificati possono «promuovere malattie, danneggiare o far collassare gli ecosistemi e cambiare irreversibilmente la natura della natura», ha affermato Smith.   Alcuni possono scambiare il DNA, il che significa che il DNA alterato potrebbe diffondersi dall’MGM ai microbi vicini che in origine non erano stati geneticamente modificati .

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Gli Stati Uniti spendono 100 milioni di dollari in pesticidi non chimici che potrebbero utilizzare OGM

Il rapporto arriva mentre il dipartimento della Salute e dei Servizi Umani (HHS) degli Stati Uniti ha annunciato il 27 febbraio l’intenzione di investire 100 milioni di dollari nell’individuazione di «tecnologie nuove, innovative ed economiche che riducano la dipendenza dagli strumenti chimici per la protezione delle colture».   «Questo include microbi ingegnerizzati destinati a sostituire o ridurre gli input chimici», ha scritto la pediatra Michelle Perro in un post sul blog a proposito del rapporto. Perro è co-fondatrice di GMOScience e coautrice di What’s Making Our Children Sick?, nonché una delle autrici del rapporto.   «Il messaggio del nostro articolo è che “bio-based” non significa automaticamente biologicamente sicuro. Se i decisori politici inquadrano il futuro in una logica binaria, o con erbicidi chimici o con soluzioni biotecnologiche per i microbi, la gente ci rimette» ha scritto. «Abbiamo bisogno di una terza corsia: una vera prevenzione a monte (salute del suolo, sistemi biologici rigenerativi, agroecologia diversificata) e quadri di sicurezza rigorosi e indipendenti per gli interventi sia chimici che biologici».   Secondo un rapporto del 2023 di Friends of the EarthBayer-Monsanto, Syngenta e BASF sono tra le principali aziende agrochimiche che sviluppano microbi del suolo geneticamente modificati, tra cui batteri e funghi, da utilizzare come pesticidi e fertilizzanti.

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«Una volta rilasciati, non possono essere ritirati»

Il rapporto intende essere una risorsa per scienziati, autorità di regolamentazione e pubblico, ha affermato Smith. Invece di dire alle autorità di regolamentazione cosa fare, gli autori definiscono i criteri da tenere a mente nello sviluppo della legislazione sugli OGM.   Fanno inoltre notare che i paesi potrebbero dover creare trattati internazionali per affrontare il problema degli OGM, poiché questi ultimi potrebbero attraversare i confini nazionali una volta rilasciati.   Non tutti i MGM sono dannosi, hanno scritto. Ad esempio, l’insulina biosintetizzata ha aiutato decine di persone.   Gli enti regolatori dovrebbero bilanciare i possibili benefici con i possibili rischi e «adottare il principio di precauzione per proteggere meglio la salute umana e l’ambiente dai potenziali effetti negativi degli OGM», hanno scritto gli autori.   André Leu , autore di The Myths of Safe Pesticides e uno degli autori del rapporto, ha dichiarato a The Defender che la scienza sulle conseguenze a lungo termine del rilascio di OGM nell’ambiente è «ancora agli inizi, con molte aree sconosciute».   Ha invitato alla cautela. «Una volta rilasciati, non possono essere ritirati».

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Gli OGM incontrollati potrebbero causare un’altra pandemia

Nel film di 16 minuti «Non far uscire il gene dalla bottiglia», Smith ha parlato di due OGM che erano sul punto di essere rilasciati nell’ambiente quando i ricercatori hanno scoperto che avrebbero potuto danneggiarlo.   Uno di questi era un batterio geneticamente modificato, concepito per impedire che il gelo danneggiasse fragole e patate. I ricercatori hanno scelto di non rilasciarlo dopo essersi resi conto che colonizzava le erbacce resistenti al gelo e interferiva con la formazione naturale delle nubi.   L’esperto di biosicurezza Richard H. Ebright, Ph.D., professore di chimica e biologia chimica e direttore di laboratorio presso il Waksman Institute of Microbiology della Rutgers University, ha dichiarato al The Defender di essere d’accordo sul fatto che gli OGM rilasciati nell’ambiente dovrebbero essere maggiormente controllati.   Tuttavia, ha affermato che ciò che lo preoccupa di più sono i patogeni geneticamente modificati, piuttosto che gli OGM in generale.   Negli ultimi due decenni, l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases Anthony Fauci e l’ex direttore del NIH Francis Collins «hanno innescato e alimentato una corsa agli armamenti internazionale» per creare potenziali agenti patogeni geneticamente migliorati e altri agenti biologici geneticamente migliorati , ha affermato Ebright.   «I potenziali agenti patogeni pandemici geneticamente modificati e altri agenti di armi biologiche geneticamente modificati prodotti in questa corsa agli armamenti internazionale hanno già causato una pandemia, il COVID-19 , che ha ucciso 20 milioni di persone ed è costato 25 trilioni di dollari, e sono pronti a causare future pandemie» ha aggiunto.   Ebright fa parte del team dirigenziale di Biosafety Now, un’organizzazione non governativa (ONG) che «si batte per la riduzione del numero di laboratori di biocontenimento di alto livello e per il rafforzamento della biosicurezza , della bioprotezione e della gestione del rischio biologico per la ricerca sui patogeni».   Secondo la Rutgers University , ha testimoniato alle udienze della Camera dei rappresentanti e del Senato degli Stati Uniti sulla biosicurezza, la bioprotezione e la gestione del rischio biologico.   Suzanne Burdick Ph.D.   © 2 marzo 2026, Children’s Health Defense, Inc. Questo articolo è riprodotto e distribuito con il permesso di Children’s Health Defense, Inc. Vuoi saperne di più dalla Difesa della salute dei bambini? Iscriviti per ricevere gratuitamente notizie e aggiornamenti da Robert F. Kennedy, Jr. e la Difesa della salute dei bambini. La tua donazione ci aiuterà a supportare gli sforzi di CHD.   Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

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Alimentazione

Il magnate della tecnologia Larry Ellison investe 60 milioni di dollari in un’azienda agro-biotecnologica che utilizza l’intelligenza artificiale per modificare geneticamente il grano

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Renovatio 21 traduce questo articolo di GM Watch. 

 

Larry Ellison ha guidato un investimento di 60 milioni di dollari in Wild Bioscience, un’azienda britannica di biotecnologie agricole che modifica geneticamente le colture, incluso il grano, utilizzando l’intelligenza artificiale. La presenza crescente del miliardario della tecnologia in Gran Bretagna include oltre 250 milioni di sterline in donazioni al Tony Blair Institute, che ora promuove attivamente l’intelligenza artificiale, l’editing genetico e altre politiche basate sulla tecnologia.

 

Wild Bioscience, azienda britannica specializzata in biotecnologie agricole, è specializzata nella «selezione di colture di precisione basata sull’Intelligenza Artificiale», più precisamente nell’ingegneria genetica delle piante supportata dalla tecnologia dell’Intelligenza Artificiale (IA).

 

Ora l’azienda si è assicurata un massiccio investimento di 60 milioni di dollari da un gruppo guidato dall’Ellison Institute of Technology (EIT), un think tank fondato dal miliardario statunitense della Big Tech Larry Ellison.

 

Larry Ellison è il co-fondatore della società di software Oracle. È anche un magnate dei media, uno dei principali donatori delle Forze di Difesa Israeliane e membro della cerchia ristretta del presidente Donald Trump . E sta investendo nel settore dei semi geneticamente modificati (OGM).

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Wild Bioscience sta conducendo in Inghilterra sperimentazioni in campo aperto sul grano geneticamente modificato, progettato per una fotosintesi più efficiente.

 

Secondo il co-fondatore di Wild Bioscience, il dott. Ross Hendron , l’azienda sta cercando di «ripercorrere il nastro della vita» per vedere come colture come il grano avrebbero potuto evolversi con caratteristiche migliori.

 

AgTechNavigator parafrasa Hendron dicendo: «l’azienda non può condurre esperimenti di rapida evoluzione sulle piante… quindi li simula utilizzando set di dati ampi e diversificati, la maggior parte dei quali generati da essa stessa».

 

Ed è qui che entra in gioco l’Intelligenza Artificiale.

 

Tony Blair Institute: promuovere l’ossessione di Ellison per l’Intelligenza Artificiale e gli OGM

Ellison finanzia anche un’altra organizzazione britannica. Dal 2021, ha donato un quarto di miliardo di sterline al Tony Blair Institute (TBI), il think tank fondato dall’ex primo ministro britannico. Questo rende Ellison di gran lunga il maggiore donatore del TBI.

 

Si dice che il suo patrocinio abbia trasformato il TBI e i suoi obiettivi, rendendolo ancora più ossessionato dalla tecnologia di quanto non fosse già, in particolare per quanto riguarda l’Intelligenza Artificiale.

 

Il TBI ha pubblicato rapporti di incoraggiamento che promuovono l’Intelligenza Artificiale, l’editing genetico e l’ingegneria genetica in generale.

 

L’entusiasmo di Ellison sia per l’intelligenza artificiale che per l’ingegneria genetica si riflette in un rapporto del TBI Institute del gennaio 2024, «A New National Purpose: Leading the Biotech Revolution» («Un nuovo scopo nazionale: guidare la rivoluzione biotecnologica»), che promuove un connubio tra le due tecnologie.

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Starmer ripete a pappagallo il linguaggio di Blair

Nel luglio 2024, appena cinque giorni dopo l’elezione di Keir Starmer a primo ministro del Regno Unito, Blair dichiarò alla conferenza Future of Britain del TBI che l’intelligenza artificiale era la «svolta» che stavano cercando.

 

Secondo Lighthouse Reports, «nel giro di pochi mesi, Starmer ripeteva a pappagallo il linguaggio di Blair e TBI era al centro della nascente politica governativa sull’intelligenza artificiale, promuovendo gli interessi di Oracle e la visione del mondo del suo fondatore».

 

Secondo un articolo pubblicato su Publica, una conseguenza inevitabile dei legami finanziari tra Ellison e il TBI è che l’influenza di Blair sui leader mondiali e la sua passione per la tecnologia e l’Intelligenza Artificiale sono «ora orientate alla commercializzazione dei servizi di Ellison».

 

«Le conversazioni con più di una dozzina di ex dipendenti di TBI che hanno fornito consulenza o elaborato raccomandazioni politiche per i governi di nove Paesi del Sud del mondo rivelano come il loro lavoro spaziasse dalla promozione esplicita dei servizi di Oracle e dal ruolo di “motore di vendita” alla raccomandazione di soluzioni tecnologiche potenzialmente dannose o stranamente lontane dalle realtà locali» ha riferito Publica.

 

Wild Bioscience è una spin-off britannica dell’Università di Oxford. Prima dell’investimento di 60 milioni di dollari di Ellison, era descritta come una «piccola» azienda, con un bilancio di soli 7,5 milioni di euro.

 

La recente iniezione di fondi da parte di Ellison cambia ovviamente tutto: l’azienda non è più piccola e, in linea di principio, può attingere a più fondi per generare più colture geneticamente modificate.

 

Ed è altamente probabile che gli organismi geneticamente modificati che produrrà non rispecchieranno le esigenze e gli interessi degli agricoltori e dei cittadini britannici, bensì quelli di un miliardario statunitense del settore tecnologico, concentrato su interessi specifici, che desidera un ritorno sui suoi investimenti.

 

Infine, vale la pena notare che, come nel caso di Bill Gates, l’ingresso di Ellison nel settore dei semi geneticamente modificati dimostra la crescente influenza dei titani della tecnologia, estremamente ricchi, sui futuri sviluppi biotecnologici.

 

Ciò è evidente anche nel campo della genetica umana.

 

Claire Robinson

Jonathan Matthews

 

Pubblicato originariamente da GMWatch. Jonathan Matthews è il direttore di GMWatch. Claire Robinson è una redattrice di GMWatch

 

Renovatio 21 offre questa traduzione per dare una informazione a 360º. Ricordiamo che non tutto ciò che viene pubblicato sul sito di Renovatio 21 corrisponde alle nostre posizioni.

 

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Immagine di Oracle PR via Flickr pubblicata su licenza CC BY 2.0

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