Connettiti con Renovato 21

Occulto

Arrestato il presunto serial killer della spiaggia

Pubblicato

il

L’architetto di New York City Rex Heuermann, 59 anni, è stato arrestato giovedì dalla polizia della contea di Suffolk in relazione a una serie di omicidi irrisolti nella vicina Long Island che hanno fatto brancolare nel buio gli investigatori per più di un decennio. Lo riporta il New York Times.

 

Corpi di donne e anche di un uomo di una bambina piccola era stati scoperti nell’ultimo decennio vicino alla remota spiaggia di Gilgo Beach, sulla riva sud Long Island, terrorizzando i residenti e lasciando le famiglie delle vittime nel dolore. Alcune morti risalivano fino a un decennio prima, indicando quindi che il cosiddetto «serial killer di Long Island» (detto LISK, o anche «macellaio di Manorville» o «Squartatore di Craiglist») era in attività da lungo tempo.

 

Heuermann è stato accusato di tre capi di omicidio di primo grado e tre capi di omicidio di secondo grado negli omicidi di Amber Lynn Costello, Megan Waterman e Melissa Barthelemy, i cui corpi sono stati trovati avvolti in tela mimetica da caccia a circa 400 metri l’uno dall’altro su un tratto di spiaggia. Tutte avevano vent’anni, erano minute e lavoravano come accompagnatrici. Erano scomparse tra il 2009 e il 2010.

 

Heuermann non è stato accusato dell’uccisione della Brainard-Barnes, ma «è il principale sospettato della sua morte», secondo la domanda di rilascio su cauzione presentata da Allen Bode, l’assistente capo procuratore distrettuale della contea di Suffolk. Le prove nel suo caso «si adattano al modus operandi dell’imputato».

 

I pubblici ministeri hanno chiesto nei documenti del tribunale che Heuermann fosse trattenuto senza cauzione sulla base di circostanze tra cui «la natura grave e atroce di questi omicidi seriali», la pianificazione che li ha portati, la storia del sospettato di possesso di armi da fuoco e “le sue recenti ricerche di materiale sadico, pedopornografia, immagini delle vittime e dei loro familiari».

 

L’uomo, che era stato arrestato a Manhattan giovedì notte, è comparso venerdì pomeriggio in un tribunale della contea di Suffolk, dove ha parlato a bassa voce solo per identificarsi, mentre il procuratore distrettuale Raymond A. Tierney descriveva le prove del DNA che lo collegavano al crimine, raccolte da crosta di pizza, bottiglie e capelli umani.

 

Il giudice Riha detto che stava ordinando che fosse trattenuto «a causa dell’estrema depravazione delle accuse». Fuori dal tribunale l’avvocato dell’Heuermann, ha detto che le prove erano circostanziali e che il suo cliente aveva pianto, dicendogli: «non sono stato io», riporta il NYT.

 

Gli investigatori hanno dichiarato di aver collegato Heuermann agli omicidi utilizzando non solo il DNA, ma la tecnologia che ha individuato le posizioni dei telefoni cellulari usa e getta che credevano l’assassino avesse usato per contattare le vittime nelle ore prima della loro scomparsa.

 

«Rex Heuermann è un demone che cammina in mezzo a noi, un predatore che rovina le famiglie», ha detto Rodney K. Harrison, commissario della contea di Suffolk. Nonostante le critiche sulla lunga indagine, ha detto, gli investigatori non si sono mai scoraggiati.

 

Il corpo della Barthelemy è stato il primo ad essere scoperto, l’11 dicembre 2010, quando un agente di polizia che conduceva un esercizio di addestramento con il suo cane ha trovato i suoi resti. Due giorni dopo, la polizia ha trovato i resti delle altre tre donne. Nello stesso anno, trovarono i resti di Valerie Mack, una madre di 24 anni del sud del New Jersey che aveva pagato i conti come escort ed era scomparsa da 20 anni. Nei mesi successivi sono stati portati alla luce anche i resti di altre sei persone – quattro donne, un uomo e una bambina di 2 anni, figlia di una delle donne. Queste sei morti rimangono irrisolte.

 

I pubblici ministeri hanno avviato un’indagine intricata che ha visto una rottura nel marzo 2022 quando gli investigatori hanno scoperto che Heuermann possedeva un camion Chevrolet Avalanche al momento degli omicidi. Un testimone aveva visto una valanga parcheggiata in uno dei vialetti delle donne assassinate poco prima che scomparisse, ha scritto Bode, il pubblico ministero, nella sua schedatura.

 

Gli investigatori hanno appreso che l’assassino aveva usato telefoni usa e getta per contattare le vittime nelle ore precedenti la loro scomparsa. Utilizzando la tecnologia di mappatura, hanno scoperto che le chiamate alle vittime provenivano da due luoghi chiave collegati all’Heuermann: vicino a casa sua sulla First Avenue a Massapequa Park e parti di Manhattan vicino al suo ufficio tra la Fifth Avenue e la 36ª Street.

 

È stato vicino al suo ufficio di Nuova York che è stata fatta una serie di telefonate per tormentare la famiglia della Barthelemy, usando il suo telefono, riporta il NYT citando il fascicolo del tribunale. Una telefonata è arrivata nel luglio 2009 alla sorella della Barthelemy, Amanda. «Pensi che le parlerai mai più?» le disse una voce dolce e calma, secondo una persona a conoscenza della chiamata. Quando ha detto al chiamante che sperava di parlare di nuovo con sua sorella, lui ha risposto che l’aveva uccisa dopo aver fatto sesso con lei. Alcuni secondi dopo, il chiamante ha riattaccato.

 

Gli investigatori hanno appreso che l’Heuermann utilizzava telefoni usa e getta per contattare prostitute o saloni di massaggi e faceva uso di nomi falsi per creare un account di posta elettronica per cercare «prostitute, pornografia sadica e correlata alla tortura» e immagini e video di donne e bambini che subiscono aggressioni sessuali.

 

Tale account è stato utilizzato anche per inviare selfie «per sollecitare e organizzare attività sessuali» e per cercare podcast e documentari relativi alle indagini. Secondo quanto riportato, avrebbe «ripetutamente» visto «centinaia di immagini che ritraggono le vittime assassinate e i membri delle loro famiglie immediate», ha scritto l’assistente capo procuratore distrettuale della contea di Suffolk.

 

Heuermann aveva anche cercato articoli su una task force istituita nel 2022 per indagare sugli omicidi.

 

Tuttavia, mentre stava facendo ricerche sulla task force, questa stava facendo ricerche su di lui. Nel luglio 2022, un detective aveva preso 11 bottiglie da un bidone della spazzatura fuori dalla casa di Heuermann. Gli investigatori hanno confrontato il DNA delle bottiglie con il DNA estratto dai peli trovati su alcuni dei corpi.

 

Apparentemente corrispondeva alla moglie dell’Heuermann, che si trovava fuori dal Paese o dallo Stato quando ognuna delle tre donne è scomparsa. Gli investigatori hanno concluso che Heuermann aveva in qualche modo trasferito i capelli di sua moglie alle vittime.

 

A gennaio 2023, l’Heuermann era sotto regolare sorveglianza e gli investigatori lo hanno visto gettare una scatola della pizza in un bidone della spazzatura sul marciapiede fuori dal suo edificio per uffici. Il Suffolk County Crime Laboratory ha analizzato le croste scartate per il DNA, che a giugno corrispondeva a un capello trovato sul corpo della Waterman.

 

Il sospetto si definisce un architetto, anche se in realtà emerge che il suo forte era la conoscenza dell’intricato sistema regolatorio dell’edilizia di Nuova York, tema sul quale pare di capire offriva consulenze.

 

Per una volta i vicini non hanno detto «pareva tanto una brava persona… salutava sempre»: lo Heuermann era temuto da molti nel quartiere, che lo consideravano inquietante al punto da ipotizzare, forse per ischerzo, che avesse corpi nel giardino.

 

Di fatto, i residenti raccontano di un personaggio che se salutato mentre nell’ora domenicale del taglio dell’erba (rito ineludibile delle periferie borghesi USA) il sospetto serial killer non ricambiava il saluto, ma lanciava prolungati sguardi gelidi. Era noto anche per aver rubato in un supermercato locale. Un vicino ha confessato al New York Times di aver indotto i figli a suonare alla sua casa la sera di Halloween solo per poter sbirciare dentro; arrivati a casa, la moglie, una volta saputo da dove provenivano le caramelle, ha buttato immediatamente i doni del presunto omicida seriale.

 

Il presunto assassino, molto alto e pesante, aveva dato una lunga intervista sul suo lavoro di esperto di architettura ad un canale YouTube che si occupa di proprietà immobiliari.

 

 

L’indagine segna un altro colpo della tecnica DNA, che sta rendendo in grado le autorità americane di catturare autori di assassini anche di quaranta e passa anni fa. Il caso più noto è quello del Golden State Killer, preso grazie al fatto che, con la cosiddetta genomica di consumo (servizi di analisi genetica al consumatore come 23andMe, sul quale ha pesantemente investito Glaxo) molti americani hanno uploadato su un server il loro profilo genetico, rendendo rintracciabili anche i loro parenti.

 

Quello delle indagini a base genetica è un tema che, nonostante gli esiti positivi delle inchieste su serial killer e altri crimini, ha un evidente lato oscuro in fatto di sorveglianza biologica della popolazione. Una discussione bioetica sul tema della «polizia genetica» non è ancora stata fatta, ma è chiaro che la «privacy genetica» (un diritto che non pensavamo nemmeno di dover rivendicare) è di fatto disintegrata dalla presenza di sempre più estese banche del DNA.

 

Il lettore può notare che era da anni che non si parlava di serial killer. Particolarmente attivi negli anni Settanta, il loro numero si è improvvisamente diradato, nonostante una fiammata di interesse per l’argomento negli anni Novanta.

 

Alcuni osservatori ipotizzano che vi fossero già cinquanta anni fa network che univano gli omicidi seriali, sia per commercio di foto e filmati delle loro prodezze, sia per vicende più oscure ancora, che prevedono la presenza di gruppi criminali come le mafie o addirittura di agenzie di Stato.

 

Tali ipotesi sono state fatte anche per i serial killer italiani – anzi, si sono ipotizzate di recente anche improbabili rispondenze tra omicidi seriali statunitensi e nostrani.

 

È tuttavia sicuramente improbabile che, nell’era di internet e del Dark Web, non ci sia una qualche forma di collegamento tra i mostri che, come indicherebbe il caso dell’assassino della spiaggia, fanno uso abbondante della rete.

 

C’è un lato del fenomeno dei serial killer di cui non ci hanno ancora parlato?

 

Siamo sicuri che ci troviamo davanti ad un fatto puramente «naturale», con i mostri che emergono spontaneamente nella nostra società?

 

 

 

 

 

Immagine di Traitor via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 3.0 Unported2.5 Generic2.0 Generic1.0 Generic

 

 

 

Continua a leggere

Occulto

Chiesa cattolica ospita monaci buddisti tibetani per parlare di meditazione non cristiana

Pubblicato

il

Da

Una chiesa cattolica nello Stato americano dell’Oregon sta promuovendo pratiche di preghiera non cristiane e sta aiutando a raccogliere fondi per un monastero buddista in India.

 

Mercoledì 26 giugno, la parrocchia cattolica della Resurrezione a Tualatin ha ospitato un discorso dei monaci buddisti tibetani sulla «meditazione» non cristiana. L’evento prevedeva una vendita di oggetti artigianali realizzati dai monaci nel tentativo di raccogliere fondi per il loro monastero in India.

 

La parrocchia della Resurrezione si trova nell’arcidiocesi di Portland, Oregon, ed è guidata dall’arcivescovo Alexander Sample, noto per la sua ortodossia e il suo amore per la liturgia tradizionale della Chiesa.

 

L’idea di associare al cattolicesimo pratiche di meditazione non cristiane come lo yoga o il buddismo – anche nella sua variante giapponese, il cosiddetto Zen – è molto radicata in vari gruppi modernisti, anche in Italia.

 

Tale prospettiva era stata condannata da una lettera del 1989 dell’allora prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede Joseph Ratzinger.

 

«Con l’attuale diffusione dei metodi orientali di meditazione nel mondo cristiano e nelle comunità ecclesiali, ci troviamo di fronte ad un acuto rinnovarsi del tentativo, non esente da rischi ed errori, di fondere la meditazione cristiana con quella non cristiana» scriveva il futuro papa nella Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica su alcuni aspetti della meditazione cristiana (15 ottobre 1989).

 

«Le proposte in questo senso sono numerose e più o meno radicali: alcune utilizzano metodi orientali solo ai fini di una preparazione psicofisica per una contemplazione realmente cristiana; altre vanno oltre e cercano di generare, con diverse tecniche, esperienze spirituali analoghe a quelle di cui si parla in scritti di certi mistici cattolici; altre ancora non temono di collocare quell’assoluto senza immagini e concetti, proprio della teoria buddista, sullo stesso piano della maestà di Dio, rivelata in Cristo, che si eleva al di sopra della realtà finita e, a tal fine, si servono di una “teologia negativa” che trascende ogni affermazione contenutistica su Dio, negando che le cose del mondo possono essere una traccia che rinvia all’infinità di Dio».

Iscriviti al canale Telegram

«Per questo propongono di abbandonare non solo la meditazione delle opere salvifiche che il Dio dell’Antica e della Nuova Alleanza ha compiuto nella storia, ma anche l’idea stessa del Dio uno e trino, che è amore, in favore di un’immersione “nell’abisso indeterminato della divinità”».

 

«Queste proposte o altre analoghe di armonizzazione tra meditazione cristiana e tecniche orientali dovranno essere continuamente vagliate con accurato discernimento di contenuti e di metodo, per evitare la caduta in un pernicioso sincretismo» scriveva il futuro papa.

 

Papa Francesco ha incontrato spesso delegazioni buddiste, arrivando, durante il suo incontro sincretista in Mongolia l’anno passato, ad esortare i buddisti (e i musulmani, e gli sciamani) a promuovere le loro religioni.

 

Durante il viaggio apostolico del 2015 in Sri Lanka – Paese a maggioranza buddista martoriato da una guerra etnica contro la minoranza Tamil in cui non pochi cattolici hanno perso la vita – sembrò preferire accompagnarsi ai bonzi invece di affrontare la realtà dei cristiani sopravvissuti al massacro finale dei Tamil nel 2009, con sofferenze e atrocità che ancora oggi continuano.

 

Il buddismo tibetano, in particolare, sembra essere totalmente incompatibile con il cristianesimo, essendo basato su pratiche esoteriche, possessioni demoniache e magie sessuali varie.

 

Una storia poco raccontata è quella dei martiri tibetani, cattolici della zona di Yerkalo, in Tibet, che furono trucidati dai monaci buddisti.  Parimenti, pochi noti al grande pubblico – a cui è stata data in pasto da decenni una sceneggiatura hollywoodiana probabilmente architettata dalla CIA – sono i retroscena su vita e opere del Dalai Lama.

 

Per una disanima della questione rinviamo al libro di Roberto Dal Bosco Contro il buddismo (2012).

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine di NIH Image gallery via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC 2.0

Continua a leggere

Occulto

Ministro maldiviano arrestato per stregoneria: voci di riti di «magia nera» contro il presidente

Pubblicato

il

Da

Il segretario di Stato per l’ambiente, i cambiamenti climatici e l’energia delle Maldive è stato incarcerato, presumibilmente perché sospettato di aver lanciato incantesimi contro il presidente del Paese.   Le Maldive sono uno Stato situato su di un arcipelago a Sud-Ovest dell’India, noto per le sue spiagge sabbiose e i resort di lusso, apprezzati dai turisti abbienti di tutto il mondo. La maggior parte dei residenti locali sono musulmani.   Fathimath Shamnaz Ali Saleem è stata arrestata domenica insieme a due sospetti complici, ha riferito giovedì la polizia della capitale Malé. Un magistrato le ha ordinato di restare in carcere per una settimana, in attesa delle indagini.   La polizia non ha detto di cosa fosse accusata Shamnaz e ha rifiutato di confermare o smentire le notizie dei media secondo cui si sarebbe trattato di «magia nera» rivolta al presidente Mohamed Muizzu.   La stregoneria non è un reato penale secondo la legge maldiviana, ma chi ne viene ritenuto colpevole può essere rinchiuso per sei mesi secondo la legge islamica (shari’a). Secondo il giornale di Hong Kong South China Morning Post, molti residenti locali praticano ancora «cerimonie tradizionali», cercando di benedire gli amici e maledire gli avversari.

Iscriviti al canale Telegram

L’anno scorso, una donna di 62 anni è stata pugnalata a morte da tre vicini sull’isola di Manadhoo, dopo essere stata accusata di praticare «magia nera». La notizia è stata riportata dal portale Mihaaru solo la scorsa settimana, dopo una lunga indagine della polizia che non ha trovato prove che la vittima avesse compiuto atti di stregoneria.   Durante la crisi politica del 2011-2012, la polizia ha interrotto una manifestazione dei sostenitori del deposto presidente Mohamed Nasheed, accusando gli organizzatori di aver lanciato un «gallo maledetto» contro gli agenti che avevano fatto irruzione nei loro uffici.   Muizzu ha vinto le elezioni del 2023 come sfidante del presidente in carica, Ibrahim Solih. Da allora, le relazioni delle Maldive con l’India si sono deteriorate, poiché Muizzu è stato accusato di favorire la Cina.   Come riportato da Renovatio 21, cruenti riti assassini di magia nera affiorano ancora oggi in India e in vari altri Paesi, tra cui la Nigeria, dove sembra essere pesantemente mischiata alla politica.   Come riportato da Renovatio 21, le Maldive tre settimane fa avevano proibito l’ingresso ai cittadini dello Stato di Israele, che epperò in vari casi hanno più di un passaporto.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21
 
Continua a leggere

Occulto

Ostie trafugate anche a Perugia. Cosa sta succedendo?

Pubblicato

il

Da

Alla fine del mese di aprile, qualcuno è entrato di notte all’interno del Santuario di Ponte delle Pietra, a Perugia. È stato detto che l’effrazione aveva probabilmente l’intento di trafugare oggetti di arte sacra, tuttavia è lecito ipotizzare che l’obiettivo principale dei malviventi fosse quello di rubare le Ostie consacrate.

 

Il fenomeno delle chiese profanate, con Ostie e tabernacoli presi di mira, è sempre più diffuso, e non solo in Italia.

 

Come riportato da Renovatio21, all’inizio di maggio, in Francia, il tabernacolo della chiesa di Notre-Dame, a Livry-Gargan (Seine-Saint-Denis) è stato divelto e ritrovato a pochi metri dall’edificio. Il Santissimo Sacramento non è stato trafugato, a differenza di quanto accaduto nella chiesa Sainte-Trinité a Louvroil (Nord) dove sono scomparse le Ostie consacrate.

 

Un altro episodio sacrilego è avvenuto nella parrocchia di San Michele Arcangelo a Portland, in Oregon, dove è stato invece rubato il tabernacolo.

 

Fonti autorevoli interne al mondo ecclesiastico, sostengono che ci sia un vero e proprio mercato di Ostie consacrate. Secondo quanto abbiamo appreso in conversazioni con persone appartenenti alla gerarchia cattolica a conoscenza della questione, vi sarebbero soggetti disposti a sborsare somme che si aggirano intorno ai 150 euro a particola – ma si tratta di supposizioni che altri smentiscono. 

Iscriviti al canale Telegram

I furti all’interno delle chiese sono significativamente diffusi in Umbria per la presenza di molteplici siti religiosi in cui sono custodite opere d’arte importanti e anche perché in alcuni casi le modalità di controllo e protezione di questi luoghi sacri sembrano piuttosto lacunose.

 

Come riportato da Il Messaggero Umbria del 26 aprile 2024, «secondo uno degli ultimi report dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Perugia, sotto questo profilo l’Umbria “rimane un obiettivo particolarmente sensibile, sia per la strategica posizione geografica che la capillare presenza di beni artistici diffusi sul territorio, prevalentemente esposti nelle chiese, nei conventi o nei piccoli, ma non per questo meno importanti, santuari, sovente ubicati in zone rurali o montane, poco frequentate e di difficile sorveglianza; luoghi dove è possibile imbattersi in opere d’arte ed oggetti di culto di pregiata fattura per loro natura molto ricercati dai collezionisti e di agevole asportazione da parte di malintenzionati”».

 

Sempre su le colonne del Messaggero leggiamo inoltre che «in Umbria è altissima l’attenzione per evitare che le Ostie finiscano in mani sbagliate».

 

Durante il normale svolgimento della funzione religiosa, quando i fedeli giungono al cospetto del sacerdote per ricevere il Corpo di Nostro Signore, i parroci – che, come consentito dalla riforma liturgica della Messa nuova, possono porre l’Ostia direttamente in mano ai fedeli – vigilano affinché si consumi l’Eucarestia davanti a loro.

 

Come ho avuto modo di scrivere qualche anno fa su Renovatio 21, tra i tanti diktat pandemici, vi era quello che imponeva di ricevere la Santa Comunione in mano per poi sfilarsi la mascherina d’ordinanza e mettere il Corpo di Cristo in bocca. Nell’articolo del luglio 2021, avevo sollevato dubbi sul fatto che qualcuno potesse approfittare di queste «protesi facciali a becco d’anatra» per nascondere il panis angelicus per poi portarlo altrove.

 

Oggi ci ritroviamo che i preti più guardinghi, a volte, sono costretti a correre dietro al fedele «disattento» che se ne torna a sedere con ancora l’Ostia in mano. In alcune chiese, dove vi è una nutrita folla di fedeli, vi sono dei volontari che osservano e controllano che non avvengano questi imbarazzanti e incresciosi fatti, invitando le persone «distratte» – che hanno occultato l’Ostia – a consumarla in presenza.

 

A causa della messa post-conciliare, se ne sono viste di ogni: come riportato recentemente sul nostro sito, un prete cattolico della Florida potrebbe essere arrestato per aver difeso la Santa Eucarestia da una donna lesbica irata che aveva schiacciato diverse Ostie e cercato di autoamministrarsi illecitamente la Santa Comunione, spingendo il consacrato a morderle il braccio nel tentativo di difendere la specie eucaristica.

 

Secondo quanto discusso da sempre, la particola consacrata è ambita da chi si appresta a celebrare riti di magia nera e occultismo; bisogna ricordare che l’Eucarestia ha per i cattolici un’importanza centrale, totale, assoluta – essendo essa stessa il corpo di Dio. 

 

Non dimentichiamo che l’Eucarestia è il miracolo fondamentale della fede cattolica.

 

Insultare la Santa Comunione è offendere la Fede, e direttamente Dio in persona. Poi ci si indigna per quello spot blasfemo delle patatine, quando noi fedeli siamo i primi a non portare il giusto rispetto al Sacro Corpo di Nostro Signore. Quanto mostrato è gravissimo: perché la Santa Eucarestia è il centro della religione cristiana, o meglio è Cristo stesso, è Dio stesso.

 

E non si può certo rimanere indifferenti guardando le immagini che mostrano scatole di plastica grigia appoggiate sopra i tavoli all’interno di una tenda: all’interno delle scatole c’erano le Ostie consacrate riservate alla distribuzione durante le messe ufficiali della GMG tenutasi a Lisbona nell’agosto del 2023.

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

Ho conversato della questione con l’amico parroco di San Filippo Neri a Perugia, padre Giuseppe Ave. Il sacerdote mi ha posto l’attenzione su alcuni scritti che narrano di miracoli eucaristici estremamente importanti, che possono servirci a comprendere, qualora ce ne fosse ulteriore bisogno, la potenza Divina della Santa Comunione.

 

A Trani, intorno all’anno 1000, «una donna di religione non cristiana, incredula circa la verità del Dogma Cattolico della presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, aiutata da una sua amica cristiana, durante la celebrazione di una Santa Messa, riuscì a rubare un’Ostia consacrata. La donna, quasi sfidando Dio, pose poi la Particola consacrata dentro una padella di olio sopra il fuoco. Improvvisamente dall’Ostia stillò una grande quantità di sangue che si riversò sul pavimento fino a fuoriuscire dall’uscio della porta di casa».

 

Ad Alatri, presso la Cattedrale di San Paolo Apostolo, si conserva la Reliquia del Miracolo Eucaristico avvenuto nel 1228: un frammento di Particola convertita in carne. «Una giovane donna, per riconquistare l’amore del suo fidanzato, si rivolse ad una fattucchiera che le ordinò di rubare un’Ostia consacrata per farne un filtro d’amore» mi ha detto Don Ave. «Durante la Messa la ragazza riuscì a prelevare un’Ostia che nascose in un panno, ma arrivata a casa si accorse che l’Ostia si era trasformata in carne sanguinante».

 

«Il 25 aprile del 1356, a Macerata, un sacerdote di cui non si conosce il nome, stava celebrando la Messa nella cappellina della chiesa di Santa Caterina, di proprietà delle monache benedettine» ha continuato il sacerdote. «Durante la frazione del pane, prima della Comunione, il prete cominciò a dubitare circa la reale presenza di Gesù nell’Ostia consacrata. Fu proprio nel momento in cui La spezzava che, con suo grande spavento, vide sgorgare da questa un abbondante fiotto di sangue che macchiò parte del lino e del calice posti sull’altare». 

 

Sempre rimanendo in tema di trafugamento e furto, un altro episodio è degno di essere narrato. «Nel 1969, a San Mauro la Bruca [provincia di Salerno, ndr] ignoti ladri, penetrati di nascosto nella chiesa parrocchiale, si impossessarono di alcuni oggetti sacri, tra cui la pisside contenente delle Particole consacrate. Le Ostie furono ritrovate la mattina seguente e ancora oggi si mantengono intatte» dice Don Giuseppe. «Solo nel 1994, dopo 25 anni di approfondite analisi, Monsignor Biagio D’Agostino, Vescovo di Vallo della Lucania, ha riconosciuto la conservazione miracolosa delle Particole e ne ha autorizzato il culto».

 

Un’iscrizione marmorea del XVII secolo ci descrive invece il Miracolo Eucaristico avvenuto a Lanciano nel 750 d.C. «Un monaco sacerdote dubitò se nell’Ostia consacrata ci fosse veramente il Corpo di Nostro Signore. Celebrò Messa e, dette le parole della consacrazione, vide divenire Carne l’Ostia e Sangue il Vino. Fu mostrata ogni cosa agli astanti. La Carne è ancora intera e il Sangue diviso in cinque parti disuguali che tanto pesano tutte unite quanto ciascuna separata».

 

Nel 1970, l’Arcivescovo di Lanciano e il ministro provinciale dei frati Conventuali di Abruzzo, con l’autorizzazione di Roma, richiesero al Dottor Edoardo Linoli, dirigente dell’ospedale d’Arezzo e professore di anatomia, istologia, chimica e microscopia clinica, un approfondito esame scientifico sulle Reliquie del Prodigio avvenuto dodici secoli prima. Le conclusioni furono le seguenti: 1. La Carne miracolosa è veramente carne costituita dal tessuto muscolare striato del miocardio. 2. II Sangue miracoloso è vero sangue: l’analisi cromatografica lo dimostra con certezza assoluta e indiscutibile. 3. Lo studio immunologico manifesta che la Carne e il Sangue sono certamente di natura umana».

 

Riguardo alle sparizioni delle Ostie nel territorio umbro e non solo Renovatio 21 ha contattato un parroco dell’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, Don Antonio Sorci.

 

Don Sorci ci ha raccontato in dettaglio aspetti e macabre finalità di questi furti sacrilegi.

 

Il furto di Ostie consacrate è un fenomeno diffuso e sottaciuto.

La cosa non mi meraviglia. C’è stato un periodo di pausa, anche molto lunga, ma ci sono sempre stati questi furti e non sono mai stati bloccati del tutto. Questa pare essere la cosa interessante, se uno la analizzasse dal punto di vista sociologico, perché è come se avessero detto: «Stiamo un attimo tranquilli, così nessuno ci fa più caso, facciamo le cose con calma e poi riprendiamo al momento più opportuno». Più o meno potremmo sintetizzare così, anche se sono illazioni. Per loro è importantissimo rubare le Ostie consacrate.

 

Crede che vengano pagate dal committente del furto?

Si. Non so esattamente le cifre, ma a volte si tratta di qualche centinaio di euro a particola. 

 

A volte, seguendo la messa, mi è capitato di vedere il parroco rincorrere un fedele che non aveva consumato la particola davanti al sacerdote.

Questo è capitato anche a me. Io quasi urlo ai fedeli di consumarla subito. Spesso lo fanno con ingenuità, e non credo lo facciano con malizia di tornare al posto con ancora l’Ostia in mano. Questo succede perché non abbiamo più educato la gente a prendere al comunione e si è persa l’educazione di stare in chiesa.

 

Queste Ostie rubate poi che fine fanno? La narrativa corrente, magari un po’ superficialmente, tende a dire che vengono usate per qualche messa nera senza mai approfondire e dare il giusto peso a questa macabra pratica.

Ci sono le sette sataniche, che sono quelle più evidenti che fanno queste cose e commissionano i furti per poi sacrilegare nostro Signore. La messa nera è un ribaltare la Messa cattolica. Tutto quello che la Chiesa grida da duemila anni, il divin sacrificio, lì viene ribaltato. Basta leggere i testi degli esorcisti più famosi, come padre Gabriele Amorth, il quale è stato il primo a mettere per iscritto queste problematiche, ma poi anche tanti altri.

 

Mi conferma che teoricamente tutti i preti sono esorcisti, ma poi sono pochissimi coloro che effettivamente li praticano?

Sono i vescovi che hanno la pienezza del sacerdozio, sono loro gli unici sacerdoti, perché sono gli apostoli e hanno la pienezza del sacerdozio [sic]. Quindi loro sono sacerdoti ed esorcisti. Poi chiaramente, nella tradizione della Chiesa, nella storia della Chiesa che Nostro Signore ha creato, ci sono i sacerdoti che sono i collaboratori del vescovo, tra i quali viene scelto l’esorcista, o più esorcisti, che collaborano con questo ministero. Tutto parte del vescovo. È lui che ha la pienezza di ogni cosa. Concettualmente ogni sacerdote è un esorcista. Una volta, prima del Concilio Vaticano II, esisteva l’esorcistato tra gli ordini minori, prima di arrivare al sacerdozio. Poi magari non era esercitato, perché c’era sempre il mandato da parte del vescovo, però comunque vi era un ordine per dire che il sacerdote aveva la capacità di discernere e di intervenire in casi particolari. 

 

Oggi il «fedele tiepido», o giocoforza chi non crede, pare si sia dimenticato della presenza del demonio.

Già Chesterton lo diceva nei primi del Novecento: «Il demonio vince in due modalità» – la metaforizzo ovviamente – «o credendoci troppo o non credendoci affatto. In tutti i due casi vince». Se lo vedi dappertutto sbagli e fai il suo gioco e se invece non ci credi per niente, fai il suo gioco comunque. Si è persa un po’ anche la Scrittura, perché lo dice San Giovanni Apostolo nella prima lettera: «Cristo è venuto per distruggere le opere del diavolo». È nelle scritture. Noi parliamo troppo vacuamente delle scritture e non crediamo a quello che vi è scritto.

Sostieni Renovatio 21

Torno ai furti delle Ostie… È vero che qualcuno usa una pellicola trasparente sulla lingua per mantenere la particola più integra possibile?

Vi è una sorta di pellicola posta sulla lingua, in maniera tale che non ci possa essere la salivazione, o comunque qualsiasi altra cosa che impedisca la salivazione e il conseguente scioglimento del Pane Consacrato. Vent’anni fa fu scoperta questa modalità di furto. Tutt’oggi viene usata. Chi le ruba sa come fare.

 

Più è integra e più ha valore?

I rituali satanici vanno fatti con l’Ostia integra. Anche se, tuttavia, un pezzetto di Ostia può andare bene, perché persino nel pezzetto più piccolo vi è tutta la presenza di Nostro Signore in tutta la sua umanità e divinità. Se è più perfetta e integra è chiaro che è meglio.

 

Una volta era consuetudine e prassi ricevere il Corpo di Cristo in bocca. Oggi si tende sempre di più a porgere l’Ostia in mano al fedele e il parroco deve essere ancora più attento affinché sia consumata in presenza.

Si tratta di buon senso da parte del parroco, dei suoi collaboratori e dei suoi ministri per controllare bene. Io personalmente prediligerei darla esclusivamente in bocca. La Chiesa ha stabilito che si può dare in mano e va benissimo. Nel porgere l’Ostia in bocca c’è maggiore sicurezza e non fosse altro per dignità dell’Ostia. Quando La si riceve in mano vi è più facilità nel poterla trafugare, mi pare ovvio. E quando vi è una grande folla è ancora più difficile sorvegliare al meglio. 

 

A volte vedo troppa superficialità da parte di noi fedeli, nel ricevere il Corpo Santo.

La Fede va ricostruita. La Fede non c’è più. I cristiani sono pochi e i cattolici sono ancora di meno. La Fede va ricostruita ex novo. Bisogna ripartire dall’ABC. 

 

I furti nelle chiese avvengo un po’ ovunque nel mondo.

È un fenomeno, ahimè, universale. Penso che molte effrazioni, molti furti vengono sottaciuti e moltissimi di questi episodi non salgono alle cronache. Questa è una mia supposizione.

 

È possibile che anche sette non apparentemente sataniche, nei propri rituali, possano usare Ostie consacrate?

Qui si apre un argomento complesso e bisogna parlarne con grande pazienza e cautela… C’è una grande regia alle spalle, non è soltanto una setta di qualche sbandato o drogato che si crede di fare il satanista o qualche satanista vero e proprio. Sono sette molto ben organizzate, molto potenti che hanno potere, che hanno economia, che hanno soldi. Tutto ciò non è una baggianata, se consideriamo che l’Umbria è piena di sette…

 

Ai non credenti dico sempre: osservate i nemici del cristianesimo, loro ci credono molto più di noi a Cristo, perché lo combattono.

Loro ci credono seriamente e pare abbiano più «fede» loro che noi cattolici. Sembra un paradosso e mi viene da sorridere, ma è così.

 

Francesco Rondolini

 

Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21

SOSTIENI RENOVATIO 21


Immagine da Envato

 

Continua a leggere

Più popolari