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Il costo di difendere i diritti: aiutiamo Elisabetta

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Una nostra grande collaboratrice è sotto processo per questioni legate alla pandemia.

 

La causa è ancora pendente, ma il fardello è già concreto e pesante.

 

Come saprete Elisabetta Frezza, grande collaboratrice di Renovatio 21, oltre che indomita guerriera nel contesto della scuola e della difesa della vita umana, è madre di cinque figli.

 

Durante il periodo pandemico, si è sempre spesa per la tutela dei diritti fondamentali, con riguardo soprattutto ai bambini, troppo spesso vittime di regole rigide e applicate in modo implacabile.

 

Noi chiediamo ai lettori di Renovatio 21 di aiutare lei e la sua famiglia.

 

L’associazione ContiamoCi! ha organizzato una raccolta fondi per Elisabetta.

 

Facciamolo per lei e per noi stessi: perché quello che capita ad Elisabetta può capitare a ciascuno di noi, e dal sacrificio toccato alla sua famiglia possiamo imparare tante cose.

 

Aiutiamo chi scende in battaglia. Per il bene di tutti.

 

Intestatario: CONTIAMOCI
Banca Popolare di Sondrio
Filiale di Vicenza
IBAN IT79 F 05696 11800 000002687X35
causale: Un aiuto per Elisabetta

 

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Renovatio 21 invitata ad una conferenza a Madrid

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Il direttore di Renovatio 21 Roberto Dal Bosco è stato invitato da Brownstone Spagna a tenere una conferenza a Madrid il prossimo sabato 30 maggio.   La conferenza si svolgerà in località Cercedilla, appena fuori dalla capitale del Regno, all’Hotel Luce de Poniente, durante tutta la giornata di sabato. L’intervento di Dal Bosco è previsto alle 12:30 con il titolo «El abismo del mundo moderno» («l’abisso del mondo moderno»). Si segnalano inoltre gli interventi di David Souto Alcalde («La democrazia come feticcio e forma di superstizione nel mondo moderno»), Carlos Ruiz Miguel («La distruzione della legge e la distruzione della civiltà»), Paula Fraga («Transumanesimo e transessualismo: disciplina sociale e politica nell’era eugenetica») e Tom Harrington («L’imminente ricongiungimento dell’Occidente con la storia»).   L’intervento del direttore sarà pubblicato in italiano su Renovatio 21 nei prossimi giorni. Possibilmente, lo saranno anche altri.   Brownstone Spagna è il ramo iberico del Brownstone Institute, gruppo americano che mette insieme uomini e pensatori che hanno scelto di rimanere liberi durante l’orrore pandemico. Da diversi mesi Renovatio 21 ha iniziato con Brownstone un proficuo scambio, traducendo e ripubblicando diversi articoli, sia della parte americana che di quella spagnuola.

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Immagine di Diego Delso via Wikimedia pubblicata su licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 International 
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Renovatio 21 oltre i 21.000 articoli. Sostenete questo flusso verso l’infinito

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Renovatio 21 ha superato la barriera dei 21.000 articoli. In realtà gli articoli pubblicati ad oggi sono 21.131, ma eravamo troppo impegnati a produrre il giornale per festeggiare. E pensare che solo a febbraio avevamo celebrato i 20.000. Il tempo passa, il lavoro continua – senza requie.

 

Lo sapete: sono 21.000 (ventunmila) articoli scritti in poco più di una manciata di anni. Articoli che escono ogni giorno che il Signore mette in Terra. Natale, Santo Stefano, Capodanno, Pasqua, Ferragosto, primimaggi, compleanni, onomastici – in nessun giorno è mancato un aggiornamento di Renovatio 21 con almeno una diecina di articoli.

 

Gli americani la chiamano consistency, per noi è semplicemente vocazione, impegno, dovere: ad un certo punto, e non sappiamo ancora bene come, abbiamo deciso di affrontare la sfida dell’informazione libera, cioè dell’informazione vera, cioè di ciò che è necessario alla vita nell’ora dell’impero della Necrocultura.

 

Comme d’habitude, prendiamo l’occasione per chiedere un sostegno alla nostra testata. Una donazione, un acquisto effettuato nel nostro shoppo.

 

Oppure, se avete la possibilità, una sponsorizzazione: Renovatio 21 sta aprendo alla pubblicità – intesa all’antica, senza tracciamento di dati – e quindi è in cerca di sponsores. Essendo Renovatio 21 una testata registrata in tribunale – cioè un giornale vero e proprio – le spese pubblicitarie sono detraibili per l’inserzionista al 100%. C’è di più: se l’anno prossimo si investe l’1% in più in pubblicità su una testata rispetto a questo anno, lo Stato garantisce il 75% di credito di imposta. C’est-à-dire, pagate 1 e fate pubblicità 4x.

 

Ribadiamo: ora come ora questo progetto non è sostenibile economicamente – in realtà nessun giornale lo è, e vive tra aiuti di Stato e i milioni di oligarchi che vogliono controllare porzioni dell’opinione pubblica: ecco perché nessun giornale è libero come lo siamo noi.

 

Eppure noi non stiamo mollando, anzi: stiamo trovando le sostanze per iniziare la pubblicazioni di libri. Diversi titoli di capitale importanza sono in produzione. Trovare i soldi per stamparli non è cosa ancora del tutto compiuta. La Renovatio 21 Editore di fatto esiste già, abbiamo solo bisogno di un kickstart che non comprometta tutto il resto.

 

Scusate la sincerità. Crediamo tuttavia che sia la cosa che apprezzate.

 

Per dare un aiuto diretto, donate o effettuate un acquisto presso il nostro shop.

 

Fate una donazione con PayPal, sempre specificando la causale: «Sostegno al giornalismo indipendente»

 

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Il sostegno è possibile anche con Bonifico Bancario:

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Banca Isybank

Causale «Sostegno al giornalismo indipendente»

IBAN IT69U0338501601100000159958

 

Donazione con Revoluthttps://revolut.me/robertao95

 

 

Grazie dal profondo del cuore.

 

Questo flusso, di cui se state leggendo siete anche voi parte, va avanti, all’infinito. Aspira all’Infinito. Cerca l’Infinito. Vive per l’Infinito.

 

Voi siente dentro. Speriamo che leggere Renovatio 21 ve lo faccia capire, ogni giorno.

 

Roberto Dal Bosco

 

 

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Buon San Marco ai lettori di Renovatio 21. Per la Vita, contro la morte

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Come tutti gli anni, anche questo 25 aprile, auguriamo Buon San Marco ai lettori di Renovatio 21.

 

Lasciamo che il cittadino sincero-democratico della Repubblica nata dalla Resistenza (tssss) festeggi pure la liberazione dal fascismo: quella che è servita ad introdurre la finzione democratica che ci ha portato – ricordate – al biofascismo.

 

Eh sì: la Repubblica nata dal grande sforzo partigiano (James Jesus Angleton, chi era costui?) per combattere le orrende coercizioni e gli sterminii del totalitarismo nazifascista ci ha portato l’apartheid biomolecolare e, nell’ultimo mezzo secolo, lo sterminio degli innocenti nel grembo materno, con numeri multipli di quelli della bomba atomica, ora moltiplicati con il fattore degli embrioni disintegrati per fare ai cittadini repubblicani i bambini in provetta.

 

Dall’antifascismo al biofascismo è stato un passo piuttosto breve. E quindi, lasciamo pure che i goscisti (cioè, i figli, i nipoti, nell’attesa che vengano inghiottiti dalla risacca maranza che hanno contribuito a creare) festeggino la «Liberazione» – è crollata una repubblichina «sociale», che Mussolini (che nulla aveva capito dell’evo di politica della morte che si stava caricando) voleva persino chiamare «socialista» – e si è installata una «Repubblica fondata sul lavoro», e già qui non si capisce come si possa essere liberati se poi bisogna lavorare. Qui ci starebbe il ricordo del film Accattone (1961) di Pier Paolo Pasolini, dove, verso la fine, quando dicono al protagonista Franco Citti che bisogna lavorare, lui risponde «Ma ndove stamo, a Bughenvald?».

 

Certo, questa cosa del principio politico assoluto del lavoro, incistato sovieticamente nel primo articolo della Costituzione più bella del mondo, poi è stato calpestato in ogni maniera possibile, e sappiamo quante cause di persone che hanno rifiutato il ricatto vaccinale sono ancora in corso.

 

Massì. Lasciamoli alle loro marcette, organiche e salubri come un pasto in Autogrill. Ovviamente che ne daremo puntualmente conto se poi nell’annuale promenade meneghina da Piazzale vi fossero numeri come negli scorsi anni, quando con i partigianofili sfilarono gli ucronazisti («Azovdimmerda!» ebbero a dire certuni scandalizzati) o perfino serque di bandierone della NATO (!) con la Rosa dei Venti tra le falci e i martelli, in una koiné di simboli apparentemente politici opposti che ne fanno emergere di fatto la cifra esoterica.

 

E che, finalmente i padroni, i veri vincitori, vogliono tirare dal mezzadro repubblicano la decima del Dopoguerra? Chi ha bombardato l’Italia e l’Europa ora dice alle figure cartonate della sinistra che comandano loro, e che tutta la narrazione resistenziale è ascrivibile alla favola di Fedro del «calcio dell’asino».

 

Ah, saperlo. Del resto tra i segretari della NATO ad una certa si facevano nomi di capi della sinistra parlamentare italiana. Qualcuno se ne accorge, i figli del PCI ora sono i reggicoda dei Darth Vadere dell’Impero più oscuro dell’universa. Altri non vedono, altri ancora fanno finta di niente, e proseguono fischiettosamente.

 

Vabbè, ci stiamo incancrenendo: in realtà questo doveva essere un articolo di puri auguri, magari ricordando che oggi, nel giorno di San Marco, è fatto spesso di scampagnate sull’erba con la primavera che batte decisa. Tutti i veneziani ed ancora molti veneti conoscono questa realtà: il 25 aprile è il giorno della gita in compagnia e del pic-nicco, è il giorno della natura generosa e del riposo.

 

Pax tibi Marce Evangelista Mevs. Sono le parole, che, secondo la leggenda, un angelo apparso sottoforma di Leone Alato a San Marco Evangelista, naufrago nella laguna. Hic requiescet corpus tuum. Qui risposerà il tuo corpo.

 

La Pace, sapeva la Serenissima, è il fondamento della stabilità, della prosperità – della Vita.

 

Un concetto apparentemente semplicissimo, che tuttavia nell’ora della Necrocultura divenuta sistema operativo dello Stato moderno, pochi sembrano aver presente.

 

Per noi, invece, è chiarissimo. La Vita prima di ogni cosa. La Vita contro la morte.

 

La pace sia con voi, lettori.

 

Roberto Dal Bosco

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