Intelligenza Artificiale
Il colosso cinese della logistica JD: 700.000 addetti sostituiti dai robot «prima o poi»
Il fondatore delle più grandi aziende cinesi di e-commerce e logistica ha lanciato un avvertimento a centinaia di migliaia di addetti alle consegne, affermando che l’aumento dell’automazione e l’adozione dell’Intelligenza Artificiale nell’ultimo miglio porteranno, prima o poi, alla perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro.
Richard Liu, fondatore e presidente di JD.com, ha dichiarato domenica al Forum dei CEO della Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC) a Pechino, secondo quanto riportato dal Financial Times, che 700.000 addetti alle consegne saranno sostituiti dai robot «prima o poi».
«In futuro, quando i robot consegneranno i pacchi, prima o poi arriverà il giorno in cui i corrieri non saranno più necessari», ha affermato Liu, aggiungendo: «Saranno sicuramente i robot a consegnare i pacchi. Ma non voglio assolutamente che i nostri 700.000 fratelli restino senza cibo e senza lavoro».
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La tempistica indicata da Liu per la transizione robotica delle consegne dell’ultimo miglio era vaga e incerta, ma diverse aziende che offrono servizi di consegna tramite robot sono già impegnate in programmi pilota o nella commercializzazione in molte delle principali città cinesi.
Il Liu affermato che JD ha siglato accordi con 120 scuole per riqualificare i corrieri in ruoli come la manutenzione e la riparazione dei robot, sottolineando che l’avvento della robotica richiederà nuove figure professionali tecniche.
Liu ha spiegato nel dettaglio la trasformazione di alcuni corrieri in addetti alla riparazione di robot, affermando: «I robot sono macchinari… prima o poi, avranno sempre dei guasti».
Le sue dichiarazioni giungono mentre la gig economy cinese continua ad espandersi, con un numero di lavoratori temporanei e operai impiegati sulle piattaforme digitali che dovrebbe raggiungere i 320 milioni quest’anno, ovvero circa il 40% dell’occupazione urbana. Allo stesso tempo, la disoccupazione giovanile rimane elevata, sollevando preoccupazioni sul fatto che la robotica e l’intelligenza artificiale possano mettere in difficoltà sia i lavoratori manuali che quelli impiegatizi.
Il ritmo con cui la Cina adotta l’automazione in tutta la sua economia dovrebbe superare quello degli Stati Uniti, dato che lo sviluppo sta avvenendo a velocità vertiginosa e molte delle catene di approvvigionamento robotiche mondiali hanno sede nella seconda economia più grande del mondo.
All’inizio di questo mese, Ross Sandler, analista azionario del settore internet di Barclays, ha pubblicato una nota intitolata «La consegna autonoma di cibo raggiungerà probabilmente una massa critica entro il 2030», in cui illustra come l’automazione nella consegna dell’ultimo miglio potrebbe ridurre i costi di consegna fino a un solo dollaro per ordine negli Stati Uniti.
«La promessa della consegna di cibo tramite veicoli autonomi è ancora lontana qualche anno, ma sta mostrando segnali molto positivi nei mercati che l’hanno accolta rapidamente. I veicoli autonomi dovrebbero ridurre il costo della consegna sia per le piattaforme di vendita (attualmente 8-10 dollari per ordine) sia per i consumatori (mancia, 5 dollari per ordine) fino a un solo dollaro per ordine», ha scritto Sandler nella nota.
«Come già osservato in alcune aree geografiche dell’area Asia-Pacifico con bassi costi di consegna, quando si verifica questo tipo di miglioramento nella curva dei costi, l’adozione da parte dei consumatori dovrebbe impennarsi» ha continuato. «In Cina, la penetrazione dei servizi di consegna di cibo online è del 40% degli ordini nelle città di primo livello, ben al di sopra degli Stati Uniti, con il costo come principale differenza».
«Uber e Dash hanno messo in atto diverse strategie sia per la consegna robotizzata sui marciapiedi (SDR) che per i droni, ma sostengono che questi sforzi difficilmente raggiungeranno una percentuale significativa di ordini prima del 2030 e oltre».
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L’analista vede nei robot per le consegne a domicilio l’opportunità più promettente a breve termine. I costi attuali si aggirano tra i 5 e i 7 dollari a consegna, ma potrebbero scendere fino a 1 dollaro nel tempo, man mano che l’utilizzo migliorerà. I droni offrono consegne più rapide e un maggiore effetto «wow», ma gli ostacoli normativi, le limitazioni delle batterie e le autorizzazioni per lo spazio aereo rendono il percorso più complesso.
Una recente nota di UBS sulle previsioni relative alle spedizioni globali di robot umanoidi suggerisce che l’impennata inizierà verso la fine di quest’anno o il prossimo, per poi esplodere definitivamente negli anni 2030.
In precedenza, era già emersa la notizia che Nvidia si sta impegnando nello sviluppo di software e chip per migliorare la sicurezza dei robot umanoidi e consentire una maggiore interazione umana, inclusa la collaborazione fisica negli ambienti di lavoro.
La prossima evoluzione dell’IA è la robotica, destinata a sostituire i lavori manuali nel mondo fisico. Il tasso di adozione potrebbe essere molto più lento negli Stati Uniti rispetto alla Cina, poiché le catene di approvvigionamento occidentali non sono altrettanto solide. Tuttavia, per i lavoratori impiegati in mansioni facilmente sostituibili dai robot, come le consegne dell’ultimo miglio o il lavoro sulle linee di produzione, potrebbe essere il momento di cercare un impiego nel settore edile, mentre la storica espansione dei data center prosegue.
Che si tratti di operai o impiegati, nessuno è al sicuro dalla rivoluzione dell’IA: gli analisti di Goldman Sachs hanno infatti rivelato la classifica dei 20 corsi di laurea più esposti ai cambiamenti occupazionali causati dall’Intelligenza Artificiale. Gli analisti di Morgan Stanley prevedono che il settore della robotica umanoide potrebbe raggiungere un mercato da 5 trilioni di dollari entro il 2050, comprendendo vendite, catene di approvvigionamento, manutenzione e reti di supporto, con potenzialmente oltre 1 miliardo di unità impiegate a livello globale entro la metà del secolo.
La Cina da tempo mostra al mondo i suoi androidi in grado di praticare il Kung fu.
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Video circolanti da mesi sui social li mostrano in grado di fungere da soldati armati, ma si tratterebbe di filmati fake ottenuti con l’IA, tuttavia per qualche ragione lo Stato cinese ne lascia la libera circolazione.
Dall’anno scorso girano in rete anche immagini delle forze dell’ordine cinese accompagnate da robocani e da bizzarri robot sferici.
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Come riportato da Renovatio 21, due mesi fa un automa antropomorfo cinese infrange il record mondiale umano nella mezza maratona.
La Cina ha designato la robotica umanoide come priorità strategica nazionale e uno dei sei nuovi motori di crescita economica per i prossimi cinque anni, fornendo ingenti sussidi per accelerarne lo sviluppo. Lo stesso sta facendo l’amministrazione Trump.
Come riportato da Renovatio 21 la commissione cinese per la pianificazione economica ha avvertito che l’industria cinese della robotica umanoide rischia di incorrere in una bolla speculativa a causa della frenesia degli investimenti e ha esortato a impedire che l’espansione esplosiva del settore travolga il mercato.
Mentre in Cina già si organizzano tornei di lotta tra androidi, Xiaomi utilizza macchine umanoide nella sua catena di montaggio.
Come riportato da Renovatio 21, la Repubblica Popolare sta investendo in piattaforme abilitate all’AI che spera un giorno condurranno missioni letali, completamente senza input o controllo umano, già per la prossima guerra.
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Immagine screenshot da YouTube
Arte
Peppa Pig divorata dall’AI: ai doppiatori chiedono di cedere la propria voce ai computer
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Intelligenza Artificiale
OpenAI limita l’implementazione di ChatGPT su richiesta di Washington
Su richiesta del governo statunitense, OpenAI ha limitato la distribuzione iniziale dei suoi più recenti modelli di Intelligenza Artificiale all’avanguardia, segnando la prima volta che l’azienda scagliona il rilascio di un prodotto di punta su indicazione di Washington. Le precedenti generazioni di ChatGPT erano state rilasciate secondo la tempistica stabilita dall’azienda e direttamente al pubblico.
La decisione segue una mossa simile da parte di Anthropic, che all’inizio di questo mese ha disabilitato l’accesso ai suoi modelli Fable 5 e Mythos 5 tre giorni dopo il lancio, a seguito di una direttiva del governo statunitense sul controllo delle esportazioni che citava preoccupazioni per la sicurezza nazionale.
In una dichiarazione rilasciata venerdì, OpenAI ha affermato di aver avviato «un’anteprima limitata della serie GPT 5.6… per un piccolo gruppo di partner fidati, la cui partecipazione è stata condivisa con il governo». L’azienda ha dichiarato che l’ accordo «a breve termine» ha lo scopo di colmare il divario mentre l’amministrazione sviluppa un quadro di riferimento per la revisione dei modelli di IA all’avanguardia, in base all’ordine esecutivo del presidente statunitense Donald Trump del 2 giugno.
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L’azienda ha ribadito la sua convinzione nell’ «ampio accesso» e ha affermato di voler rendere i nuovi modelli – Sol, Terra e Luna – generalmente disponibili nelle prossime settimane.
Sabato, le testate statunitensi Axios e The Verge hanno riportato che Mythos 5 è stato ripristinato, seppur in forma limitata, dopo che Anthropic ha preso in considerazione le preoccupazioni del governo, mentre le restrizioni su Fable 5 rimangono in vigore. Il segretario al Commercio degli Stati Uniti, Howard Lutnick, ha dichiarato in una lettera del 26 giugno al co-fondatore di Anthropic, Tom Brown, che il dialogo tra l’azienda e le autorità ha «portato a progressi significativi».
Alcuni media tradizionali e commentatori politici hanno sostenuto che il governo statunitense sta ampliando la propria influenza sullo sviluppo di sistemi di AI all’avanguardia senza un quadro giuridico chiaro. Alcuni hanno avvertito che una supervisione ad hoc potrebbe ridurre la prevedibilità per gli sviluppatori e, in ultima analisi, indebolire la competitività delle aziende statunitensi del settore dell’IA.
Il maggiore controllo segna un cambiamento nell’approccio dell’amministrazione all’IA. Dopo essere tornato alla Casa Bianca nel 2025, Trump si era fatto promotore di una regolamentazione minima, definendo l’IA «un bellissimo neonato» fondamentale per competere con la Cina e mettendo in guardia contro «la politica o le regole stupide» che potrebbero ostacolarne la crescita.
Nelle ultime settimane, tuttavia, l’amministrazione ha intensificato la supervisione sui modelli di IA più all’avanguardia, citando le crescenti preoccupazioni in materia di sicurezza informatica e nazionale, man mano che diventano disponibili sistemi sempre più potenti.
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Immagine di Daniel Foster via Flickr pubblicata su licenza CC BY-NC-SA 2.0
Intelligence
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