Nucleare
Il capo dell’ONU avverte che il rischio di guerra nucleare è al punto più alto degli ultimi decenni
Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, in un discorso al dibattito aperto del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sul disarmo nucleare e la non proliferazione, ha chiesto il disarmo nucleare come l’unica strada per evitare una guerra nucleare.
«Oggi ci incontriamo in un momento in cui le tensioni geopolitiche e la sfiducia hanno aumentato il rischio di una guerra nucleare al livello più alto degli ultimi decenni. L’orologio dell’apocalisse ticchetta così forte da essere sentito da tutti. Da parte di accademici e gruppi della società civile, che chiedono la fine della follia nucleare. A Papa Francesco, che definisce “immorale” il possesso di armi nucleari (…) a Hollywood, dove Oppenheimer ha portato in vita la dura realtà del giorno del giudizio nucleare per milioni di persone in tutto il mondo».
«L’umanità non può sopravvivere al seguito di Oppenheimer. Voce dopo voce, allarme dopo allarme, sopravvissuto dopo sopravvissuto, stanno richiamando il mondo dal baratro. (…) E qual è la risposta? Gli Stati che possiedono armi nucleari sono assenti dal tavolo del dialogo. Gli investimenti negli strumenti di guerra stanno superando gli investimenti negli strumenti di pace. I budget per gli armamenti stanno crescendo, mentre i budget per la diplomazia e lo sviluppo si stanno riducendo».
Sostieni Renovatio 21
«Un lancio accidentale è un errore, un errore di calcolo, un atto avventato. E alla fine, tutta l’umanità ne pagherà il prezzo. Una guerra nucleare non deve mai essere intrapresa, perché una guerra nucleare non potrà mai essere vinta (…) C’è un percorso – e solo un percorso – che sconfiggerà quest’ombra insensata e suicida, una volta per tutte. Abbiamo bisogno del disarmo adesso. In effetti, l’eliminazione delle armi nucleari è la prima azione richiesta nell’ambito della proposta Nuova Agenda per la Pace: il nostro sforzo per rafforzare gli strumenti di prevenzione e disarmo. Abbiamo bisogno che gli Stati dotati di armi nucleari aprano la strada in sei aree».
Guterres ha quindi elencato tali sei aree:
«Gli Stati dotati di armi nucleari devono impegnarsi nuovamente a lavorare insieme per sviluppare misure di trasparenza e di rafforzamento della fiducia per prevenire qualsiasi uso di un’arma nucleare»; «le armi nucleari devono finire«; «gli Stati dotati di armi nucleari devono riaffermare la moratoria sui test nucleari»; «gli Stati dotati di armi nucleari ai sensi del Trattato di non proliferazione delle armi nucleari devono riaffermare il loro impegno nei confronti di tale Trattato»; «abbiamo bisogno di un accordo congiunto di primo utilizzo»; E «abbiamo bisogno di ridurre il numero delle armi nucleari».
Per contribuire a realizzare tutto questo, Guterres ha spiegato: «la responsabilità di agire si estende agli Stati non dotati di armi nucleari (…) per garantire che il disarmo nucleare sia verificabile e irreversibile. Aiutateci a chiedere conto agli Stati dotati di armi nucleari».
Come riportato da Renovatio 21, due anni fa, allo scoppio del conflitto ucraino, il Guterres aveva avvertito che «la guerra nucleare è una possibilità», dichiarando che l’escalation «per caso o intenzionalmente» minaccia l’esistenza della vita sulla Terra.
Un mese fa il segretario generale ONU aveva dichiarato che il mondo sta entrando in un’«era di caos».
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Nucleare
Gli USA potrebbero lanciare un attacco nucleare contro l’Iran in caso di stallo
Joe Kent, former National Security Advisor says Trump administration is close to using nuclear weapons on Iran.
He says the Trump administration doesn’t want to dedicate US troops to a ground invasion (similar to Japan during WWII) so nuclear weapons are their only remaining… pic.twitter.com/oihWdJdIeL — Shadow of Ezra (@ShadowofEzra) August 28, 2026
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Nucleare
Varsavia vuole la deterrenza nucleare anche senza bombe
La Polonia ha inviato segnali contraddittori sul possibile dispiegamento di armi nucleari sul proprio territorio, in quello che appare un tentativo di godere dei benefici della deterrenza senza ospitare munizioni straniere.
Negli ultimi mesi una dozzina di membri europei della NATO, tra cui la Polonia, hanno espresso il desiderio di ospitare armi nucleari o di partecipare, in misura variabile, a iniziative di condivisione nucleare. Oltre alla condivisione nucleare già esistente nel blocco, che prevede l’ospitalità di munizioni statunitensi, la Francia ha proposto un programma incentrato sull’UE per mettere a disposizione le proprie armi ai Paesi disposti a partecipare.
La confusione è iniziata giovedì, quando il viceministro della Difesa polacco Pawel Zalewski sembrava aver escluso l’ipotesi di ospitare tali armamenti sul territorio nazionale.
Potrzebujemy realnego odstraszania, a nie chocholego tańca wokół broni jądrowej. Polski rząd właśnie uzyskał możliwość udziału w programie DCA, który jest wstępem do nuclear sharing. Ale to nie oznacza składowania broni nuklearnej w Polsce. To nie jest ani możliwe, ani pożądane https://t.co/BOrXzwxjdy
— Paweł Zalewski (@ZalewskiPawel) August 27, 2026
Sostieni Renovatio 21
«Vorrei dirlo in modo molto chiaro e aperto: la Polonia non vuole avere testate nucleari sul suo territorio», ha dichiarato Zalewski ai giornalisti presso il quartier generale della NATO a Bruxelles. «Vogliamo partecipare alla deterrenza nucleare della NATO, il che non significa avere una testata nucleare sul nostro territorio».
Le parole hanno suscitato scalpore e alcuni le hanno interpretate come un rifiuto di partecipare ai progetti europei o persino a quelli già esistenti della NATO in materia di condivisione nucleare. La confusione ha spinto il ministro della Difesa Wladyslaw Kosiniak-Kamysz a intervenire per rassicurare l’opinione pubblica sul fatto che Varsavia intende ancora partecipare alla condivisione nucleare.
«Per fugare ogni dubbio: la Polonia resta fermamente interessata a partecipare al programma NATO di condivisione nucleare. Stiamo inoltre conducendo colloqui in merito alla proposta di adesione all’ombrello di protezione nucleare europeo. La posizione del nostro governo su questi temi è inequivocabile», ha scritto su X.
Rozwiewając wszelkie wątpliwości: Polska jest niezmiennie zainteresowana udziałem w programie NATO Nuclear Sharing.
Prowadzimy także rozmowy na temat propozycji uczestnictwa w europejskim nuklearnym parasolu ochronnym.
Stanowisko naszego rządu jest w tych kwestiach…
— Władysław Kosiniak-Kamysz (@KosiniakKamysz) August 27, 2026
Aiuta Renovatio 21
Sebbene il ministro non abbia detto esplicitamente se Varsavia fosse disposta a ospitare armi nucleari straniere, lo Zalewski ha ribadito le sue dichiarazioni iniziali nel corso della giornata. La Polonia resta impegnata a partecipare alla «deterrenza nucleare della NATO, [ma] senza stoccare armi nucleari», ha scritto il funzionario su X, rimproverando chi aveva frainteso le sue affermazioni. «La sicurezza richiede competenza e serietà. Affermare che la condivisione nucleare [equivalga a] stoccare armi nucleari in Polonia è ignoranza o manipolazione deliberata».
Come riportato da Renovatio 21, pochi mesi fa il presidente Karol Nawrocki, facendo riferimento a quella che considera una «minaccia russa», aveva dichiarato che la Polonia dovrebbe sviluppare un proprio programma di armi nucleari.
Come riportato da Renovatio 21, nel marzo 2025 il presidente polacco Andrzej Duda aveva reiterato l’invito agli Stati Uniti a schierare armi nucleari nel suo Paese, sulla scia del presidente francese Emmanuel Macron che poco prima dichiarato di essere pronto a estendere l’ombrello nucleare della Francia a tutta Europa
Come riportato da Renovatio 21, la questione delle atomiche in Polonia era già stata discussa precedentemente dal premier Donald Tusk, che è di schieramento politico opposto rispetto a Duda.
Varsavia nel 2024 aveva chiesto una reazione della NATO al programma di Mosca di piazzare le sue atomiche anche in Bielorussia – un programma peraltro nel pieno stile di condivisione internazionale degli armamenti atomici in stile NATO.
Come ricordato da Renovatio 21, c’è da dire che la fornitura di atomiche a Kiev è stata messa sul piatto varie volte da personaggi come l’europarlamentare ucraino, orta tornato al governo come ministro degli Affari Esteri, Radoslav Sikorski, sposato ad la neocon americana ultrarussofoba Anne Applebaum.
Nel settembre 2022 la Polonia aveva iniziato a distribuire pillole di iodio, motivando l’operazione con la paura per le sorti della centrale nucleare di Zaporiggia, contesa tra i russi, che ne hanno il controllo, e gli ucraini, che cercano di impossessarsene con azioni militari di ogni sorta.
Come riportato da Renovatio 21, nell’autunno 2022 l’allora viceministro della Difesa Marcin Ociepa aveva dichiarato che la Polonia sarà in guerra con la Russia in 3 o 10 anni massimo.
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
Immagine di pubblico dominio CC0 via Wikimedia
Nucleare
La dottrina nucleare USA riscritta a porte chiuse
Sostieni Renovatio 21
Iscriviti alla Newslettera di Renovatio 21
-



Occulto2 settimane faMons. Viganò contro il rito della Pachamama in Perù prima dell’arrivo del papa
-



Bioetica7 giorni faKennedy lo ribadisce: sì, i vaccini sono fatti con gli aborti
-



Intelligenza Artificiale2 settimane faI Data Center faranno costare tutto di più. Le macchine hanno già vinto?
-



Catastrofi2 settimane faTerremoto di «intensità insolita» colpisce la città dove si è praticata l’idolatria di Pachamama
-



Spirito2 settimane faRisposta del vescovo de Castro-Mayer all’inchiesta segreta della Santa Sede sulla Messa
-



Morte cerebrale1 settimana faMorte cerebrale: donatore o no, decidono loro quando sei morto
-



Pensiero1 settimana faDall’aborto alla strage figlicida, il ritorno della strega Medea
-



Salute2 settimane faI malori della 34ª settimana 2026














