Geopolitica
Il blocco statunitense contro Cuba uccide i bambini: parla il commissario ONU Turk
Secondo quanto affermato dall’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR) Volker Turk, a Cuba stanno morendo molti bambini a causa della grave carenza di forniture mediche essenziali, provocata dalle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti.
Negli ultimi mesi, la nazione insulare caraibica ha subito blackouti quotidiani e gravi carenze di carburante dopo che il Venezuela, un tempo principale fornitore di petrolio dell’Avana, ha interrotto le spedizioni di greggio a seguito delle pressioni degli Stati Uniti all’inizio del 2026. Questo evento è stato preceduto dal rapimento del presidente venezuelano Nicolas Maduro da parte di commando americani a gennaio.
Da allora, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripetutamente affermato di voler «prendere» Cuba «in un modo o nell’altro».
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Il Turk ha definito «inaccettabile» la difficile situazione dei cubani comuni, avvertendo che «i bambini muoiono perché i medici non hanno accesso a forniture mediche e medicinali essenziali», come riportato in una dichiarazione rilasciata lunedì. Secondo l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), la mortalità infantile a Cuba è raddoppiata, raggiungendo i 9,9 decessi ogni 1.000 nascite, e il tasso di sopravvivenza al cancro infantile è sceso dall’85% al 65% da quando gli Stati Uniti hanno imposto un blocco dei carburanti al Paese caraibico.
«I servizi medici essenziali come l’oncologia, la dialisi e la salute materna sono sottoposti a una pressione enorme», con una «grave carenza di farmaci essenziali», avverte il rapporto. Gli sforzi umanitari internazionali per alleviare la situazione sono ostacolati dalle sanzioni extraterritoriali statunitensi, e le aziende private si rifiutano di consegnare tali spedizioni per timore di violarle, ha dichiarato l’OHCHR.
«Pacchetti di sanzioni così severe, che prendono di mira interi settori di un’economia e producono effetti ampi, indiscriminati e gravi sulle popolazioni, sono incompatibili con i principi fondamentali del diritto internazionale in materia di diritti umani», ha affermato il Turko.
Il mese scorso, il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez Parrilla ha accusato gli Stati Uniti di infliggere una «punizione collettiva» in quanto i cubani sono sottoposti a condizioni «che violano i loro diritti umani e causano dolore, sofferenza e angoscia».
La testata americana Axios, citando diversi funzionari statunitensi anonimi, ha riferito a fine maggio che la Casa Bianca stava cercando di intensificare ulteriormente la pressione su Cuba nella speranza che il peggioramento delle condizioni economiche portasse infine a un cambio di regime.
Russia, Cina, Messico e molti altri paesi hanno fornito aiuti umanitari a Cuba. Mosca ha inviato una spedizione di circa 700.000 barili di petrolio greggio alla fine di marzo.
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Come riportato da Renovatio 21, Cuba starebbe ora mobilitando le milizie mentre crescono i timori di un’invasione USA.
La preparazione di Cuba rispetto ad una possibile invasione USA va avanti da mesi. Tre mesi fa Trump aveva dichiarato che «con Cuba posso fare quello che voglio» e che rapire il presidente cubano «non sarebbe difficile», assicurando che Cuba andrà al collasso «molto presto».
Sul Paese grava un embargo petrolifero americano che sta causando problemi e blackout. Una delegazione USA due mesi fa ha sollecitato Cuba a passare all’economia di mercato. Sull’isola aveva fatto visita anche il capo della CIA John Ratcliffe.
Come riportato da Renovatio 21, la scorsa settimana funzionari militari statunitensi e cubani hanno tenuto un raro incontro faccia a faccia presso la base navale di Guantanamo Bay, che altre notizie sostengono che potrebbe essere attaccata dalle forze dell’Avana. La settimana precedente, l’ex presidente cubano Raul Castro è stato incriminato dal dipartimento di Giustizia statunitense per l’abbattimento, avvenuto nel 1996, di due aerei americani operati da esuli cubani anticomunisti al largo delle coste dell’isola.
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Geopolitica
Gli Houthi rivendicano il controllo dello strategico stretto di Bab al-Mandeb
Houthi forces captured the key coastal city of Mokha overnight after Saudi/UAE backed forces retreated.
Seen here, Houthi fighters pose with an abandoned M-ATV MRAP at the city’s critical seaport. pic.twitter.com/1WD6l08MVc — OSINTtechnical (@Osinttechnical) September 10, 2026
Houthi convoys have reportedly entered the city of Mokha. https://t.co/nKrIOyt0Zy pic.twitter.com/wFjvGPzg3H
— Open Source Intel (@Osint613) September 10, 2026
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Geopolitica
Ben Gvir chiede di strappare le Isole Falkland a Londra e di cederle all’Argentina
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha chiesto che le Isole Falkland (Isole Malvinas) vengano strappate al Regno Unito e cedute all’Argentina.
«È ora che lo Stato di Israele riconosca pubblicamente che le Isole Malvinas sono territorio argentino occupato, che gli inglesi sottraggono violentemente al popolo argentino. Gli inglesi non si accontentano della semplice occupazione del territorio; vi effettuano anche trivellazioni petrolifere, derubando il popolo argentino del denaro ricavato».
«Chiedo al Primo Ministro Benjamin Netanyahu di riconoscere la sovranità dell’Argentina sulle Isole Malvinas e di imporre sanzioni alla Gran Bretagna finché l’occupazione persisterà».
Es hora de que el Estado de Israel reconozca públicamente que las Islas Malvinas son territorio argentino ocupado, que los británicos le roban violentamente al pueblo argentino. Los británicos no solo se conforman con ocupar el territorio, sino que también realizan allí…
— איתמר בן גביר (@itamarbengvir) September 7, 2026
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Londra controllava l’arcipelago dal 1833. Nel 1982 l’Argentina invase le Falkland, ma fu sconfitta dall’esercito britannico.
È chiaro che il Ben Gvirro si sta esprimendo a sostegno del suo alleato sionista, il presidente argentino Javier Milei, esortandolo ad espandere il proprio territorio. Israele stesso sta attivamente lavorando per espandere il proprio territorio attraverso conquiste, nell’ambito del progetto della Grande Israele. Non solo: voci consistenti parlano di interessi israeliani nell’acquisto di vastissimi terreni in Patagonia.
Va detto che il governo dell’Argentina ha avviato una denuncia penale e sanzioni contro la compagnia petrolifera israeliana Navitas Petroleum per le sue attività di esplorazione e trivellazione nella zona delle Falklandsenza l’autorizzazione di Buenos Aires. La vicenda rappresenta un delicato caso geopolitico che mette a dura prova l’asse diplomatico tra il presidente argentino Javier Milei e lo Stato d’Israele.
«Il governo sostiene che le società abbiano violato la legge argentina detenendo licenze di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi rilasciate dalla Gran Bretagna nel bacino delle Falkland settentrionali. La denuncia si baserebbe sulla legislazione vigente in materia di progetti petroliferi e del gas in aree rivendicate dall’Argentina. Non è chiaro se un tribunale abbia deciso di avviare un’indagine sulla denuncia del governo», ha riferito l’agenzia Reuters martedì.
«La denuncia penale inasprisce una disputa di lunga data sulla sovranità tra Argentina e Gran Bretagna per le Falkland e potrebbe mettere alla prova la capacità di Buenos Aires di utilizzare il proprio sistema legale per ostacolare un importante progetto petrolifero offshore sostenuto da investitori stranieri e autorizzato da un territorio britannico autonomo».
Mentre Israele appoggia le nazioni che lo sostengono apertamente, come l’Argentina , si scaglia contro le nazioni e le regioni che non lo fanno.
La scorsa settimana il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha messo in guardia tutta l’Europa dal partecipare alla guerra contro l’Iran, nella quale lo Stato ebraico ha trascinato con successo gli Stati Uniti.
NETANYAHU PUTS ALL OF EUROPE ON NOTICE for not joining the war on Iran.
“Israel will not forget what you did to us in the holocaust.”
Remember the leadership of Israel sees Europe, the United States and the west in general as the new Rome that must pay for the destruction of… pic.twitter.com/UFWkXb8Sex
— Alex Jones (@RealAlexJones) September 1, 2026
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I vertici israeliani sono stati accusati pure di aver ingegnerizzato, forse con l’ausilio di alleati all’interno della politica statunitense, l’invasione degli immigrati a Ceuta, che ha registrato messaggi aperti di soddisfazione da parte di funzionari israeliani che hanno ricordato l’ostilità di Madrid verso le politiche israeliane recenti.
Come riportato da Renovatio 21, l’asse tra l’Argentina di Milei, che è circondato da rabbini interessanti e sarebbe in procinto di convertirsi al giudaismo, è divenuto chiaro durante i Mondiale, dove il tifo del governo Netanyahu per nazionale albiceleste fu sfacciato,e poco fortunato.
Netanyahu to Argentina’s Milei:
We support Argentina in so many ways, including tomorrow.
I don’t hide that I’m rooting for Argentina. I think most Israeli citizens are rooting for Argentina.
Good luck! Vamos Argentina!pic.twitter.com/NigTSDQAr8
— Clash Report (@clashreport) July 18, 2026
Cosa non saputa da proprio tutti, la quarta città al mondo per numero di cittadini di religione ebraica è Buenos Aires, dove la comunità giudea è fiorente, alla faccia della nomea dell’Argentina come Paese ospite dei gerarchi nazisti fuggiti dall’Europa.
Come riportato da Renovatio 21, negli ultimi anni l’Argentina di Milei aveva promesso di prendere il controllo delle isole contese, dicendo di volere discutere con Londra della loro restituzione. Il tono inizialmente tiepido tuttavia sta alzandosi di temperatura.
Come riportato da Renovatio 21, rivendicazioni delle isole da parte di Buenos Aires sono state viste pure tra i giocatori all’ultimo mondiale americano, perso malamente dagli argentini.
Come riportato da Renovatio 21, riguardo alle Falkland è arrivato in settimana anche l’avvertimento di Washington che avrebbe minacciato di rivedere la propria posizione sul controllo britannico delle Isole Falkland per spingere Londra a destinare somme ben più elevate alle proprie forze armate.
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Immagine screenshot da YouTube
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Ursula in Groenlandia attacca Trump e promette 200 milioni di euro
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